Home Messaggi 2010 SENATORE ANDREOTTI: COLPEVOLE
SENATORE ANDREOTTI: COLPEVOLE
andreotti_01DAL CIELO ALLA TERRA

HO SCRITTO IL 11 MAGGIO 2010:

COLPEVOLE!

IL SENATORE A VITA GIULIO ANDREOTTI (91 ANNI), GIÀ SETTE VOLTE PRIMO MINISTRO DELLA REPUBBLICA ITALIANA E VARIE VOLTE MINISTRO DI TANTI GOVERNI, È STATO MAFIOSO ED ANCHE DIFFAMATORE.
INFATTI È STATO CONDANNATO DEFINITIVAMENTE DALLA SUPREMA CORTE (VEDI ARTICOLO DI TRAVAGLIO ALLEGATO) PER AVER DIFFAMATO IL GIUDICE ALMERIGHI.
GIULIO ANDREOTTI È STATO UN DELINQUENTE, ALMENO FINO AL 1980 SECONDO LA SENTENZA DELLA CASSAZIONE. UN COLLUSO CON LA MAFIA, COSA NOSTRA, QUELLA CHE HA UCCISO IL GENERALE DALLA CHIESA, FALCONE E BORSELLINO, QUELLA CHE HA SCIOLTO I BAMBINI NELL'ACIDO E UCCISO MIGLIAIA E MIGLIAIA DI VITTIME INNOCENTI.
A GIULIO ANDREOTTI DOMANDO: SENATORE, LEI È UN CREDENTE, TRA POCO LASCERÀ QUESTO MONDO ED ENTRERÀ NEL MONDO SPIRITUALE, DOVE INCONTRERÀ IL SUPREMO GIUDICE GESÙ CRISTO, NON CREDE LEI, SENATORE, CHE È GIUNTO IL MOMENTO DI RIVELARE A TUTTI NOI LE TREMENDE E NEFASTE VERITÀ DI CUI LEI È A CONOSCENZA? POTREBBE, NELL'ALDILÀ RICEVERE DAL CRISTO PERDONO E GUADAGNARE LA LUCE DEL PARADISO. IN CASO CONTRARIO, COME DICE IL VANGELO, SARÀ CONSEGNATO AL MALIGNO E GETTATO NEL FUOCO DELLA GEENNA, “IVI VI SARANNO PIANTO E STRIDOR DI DENTI”.
PREGO PER LEI, SENATORE, CHE, ADESSO, ALLA FINE DELLA SUA VITA TERRENA, SI RAVVEDA E DICA TUTTA LA VERITÀ, SOLO LA VERITÀ NIENT'ALTRO CHE LA VERITÀ.

GIORGIO BONGIOVANNI
CREDENTE.
DIRETTORE ANTIMAFIADUEMILA 


MENTITORE A VITA
di Marco Travaglio

Due notizie fresche fresche su Giulio Andreotti, sette volte presidente del Consiglio, senatore a vita e soprattutto Padre della Patria interpellato ancora in questi giorni sull’Unità d’Italia, dopo i festeggiamenti istituzionali per il suo 91° compleanno.  La prima è che la Cassazione l’ha condannato in via definitiva a pagare 2 mila euro di multa e 20 mila euro di provvisionale per aver diffamato il giudice Mario Almerighi definendolo “falso testimone” nel processo di Palermo: quello che tutti credono essersi concluso con la piena assoluzione, invece è finito con la prescrizione del “reato commesso” di associazione per delinquere con la mafia fino alla primavera del 1980. In Italia, si sa, la diffamazione può colpire chi semplicemente esprime un’opinione troppo critica, o usa termini troppo forti (reato di opinione); ma anche chi lancia accuse false contro un altro cittadino (attribuzione di fatti determinati diffamatori). Bene, Andreotti ricade nel secondo caso: ha attribuito ad Almerighi un reato gravissimo, il più grave che possa commettere un magistrato, quello di avere testimoniato il falso contro di lui. Cioè di aver mentito sotto giuramento ai giudici di Palermo dicendo quel che gli aveva raccontato un collega, Piero Casadei Monti, capo di gabinetto dell’allora ministro della Giustizia Virginio Rognoni, sulle pressioni di Andreotti per salvare l’amico giudice “ammazza sentenze”, al secolo Corrado Carnevale, da un processo disciplinare. Andreotti, al processo, raccontò fra una balla e l’altra che praticamente Carnevale lo conosceva solo di vista. Poi, dopo la sentenza, il prescritto a vita sostenne in varie interviste sui giornali e a Porta a Porta (dove l’insetto gli aveva allestito un triduo di festeggiamenti per la finta assoluzione), che Almerighi è “un pazzo”; lo paragonò ai “falsi pentiti”; lo accusò di raccontare “infamie”; aggiunse che affidare la giustizia a giudici come Almerighi “è come lasciare una miccia nelle mani di un bambino”. Denunciato per diffamazione, si riparò dietro l’insindacabilità parlamentare, ma la Corte costituzionale gli strappò di dosso lo scudo del privilegio e lo rispedì in Tribunale. E il Tribunale, come poi la Corte d’appello e quella di Cassazione, hanno stabilito che Almerighi aveva detto la verità, mentre Andreotti, tanto per cambiare, aveva mentito. Segnaliamo la notizia al Tg1, al Tg5 e a Porta a Porta, così attenti alle presunte “assoluzioni” di Andreotti, perché comunichino agli italiani questa condanna, restituendo l’onore a un giudice onesto diffamato da un senatore a vita per aver illuminato il losco passato del noto “statista”. Seconda notizia, dal sito dello storico siciliano Giuseppe Casarrubea: “Per un lungo periodo della sua vita, Andreotti ha goduto della fama di essere stato delfino di De Gasperi, di cui diventa sottosegretario alla presidenza del Consiglio il 31 maggio 1947, nel primo governo senza comunisti e socialisti dal 1944. Ma gli archivi dell’Office of Strategic Services (Oss), desecretati dopo il 2000 per volere del presidente Clinton, aggiungono qualche dettaglio su questa straordinaria figura della nostra Repubblica. È il 20 febbraio 1946, quando l’intelligence Usa invia a Washington, allo Strategic Services Unit (Ssu), un telegramma segreto su cosa bolle in pentola all’interno del primo governo De Gasperi. Il testo così inizia: “Il 19 febbraio Andreotti ha informato JK-12 che De Gasperi ha rivelato nel corso di alcune conversazioni private…”. Seguono alcune valutazioni di carattere interno alla coalizione del governo italiano. Lasciamo al lettore il giudizio su questo importante documento. Aggiungiamo soltanto che JK-12 è un agente italiano al servizio degli americani a Roma, di professione giornalista e amico di James Jesus Angleton, capo dell’X-2, da prima della guerra”. Che l’erede di De Gasperi, Dio non voglia, spiasse pure De Gasperi per conto degli americani? Nessuno ci potrebbe mai credere: è un uomo così cristallino, così sincero.

Il Fatto Quotidiano 7 maggio 2010
 

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