Home Sonia Alea 2010 CRONACHE DALL'ISOLA DELLA GALILEA DEI GENTILI (1)
CRONACHE DALL'ISOLA DELLA GALILEA DEI GENTILI (1)
Etna-Volcan-MwCRONACHE DALL'ISOLA DELLA GALILEA DEI GENTILI (1)
Sull'aereo che ci conduce verso la nuova Gerusalemme di questo tempo, Palermo, i pensieri affollano le nostre menti. Abbiamo appena lasciato Mara e Haton all'aeroporto di Bologna. Con Lorenzo guardiamo Giorgio mentre stanco e provato per una lotta che si combatte oramai all'ultimo respiro legge le notizie dei numerosi quotidiani perdendo di quando in quando il suo sguardo verso quell'orizzonte azzurro che appartiene al suo mondo lontano.  Una lotta contro quelle forze del male che si manifestano attraverso un mondo materiale che sfrontato e ingordo di dominio padroneggia sull'umanità intera dotato di un potere assolutamente impari rispetto a quello delle forze del bene.  Una lotta faccia a faccia contro l'anticristo.  L'ultima fase della sua missione è oramai cominciata da mesi ma fino ad ora la sua presenza in questa terra di passione e di gloria era stata saltuaria. Questo viaggio metterà invece le basi per l'imminente stabilimento di una redazione permanente che si occuperà sia della diffusione del messaggio spirituale che della lotta contro quella piovra che con i suoi tentacoli tiene prigioniera l'umanità.  In questo momento più che mai sento attorno a lui, attorno a noi, uno scudo incastonato di gemme preziose, sono i meravigliosi spiriti che compongono la sua famiglia e dei quali fate parte anche tutti voi amici e fratelli di tutto il mondo che con il vostro essere, la vostra energia, la vostra passione d'amore e il vostro costante lavoro proteggete il suo cammino. E vedo il sacro manto della nostra Madre Immacolata avvolgerlo e avvolgerci in questa ultima battaglia. Gli Angeli e gli Arcangeli seguono e proteggono il passo sanguinante del testimone della Verità che con il suo verbo annuncia il ritorno del Suo Re con potenza e gloria.
“Signori e signore benvenuti a Palermo” annuncia il comandante di volo. Lo sguardo di Giorgio si proietta fuori dall'oblò mentre le ruote rullano sulla pista ... si volta, mi guarda intensamente e con un cenno del capo annuisce ... Sia fatta la Sua volontà. 

Tra l'intenso traffico di Palermo ci dirigiamo, accompagnati dal nostro caro Giovannone, responsabile dell'arca di questa città, verso l'appartamento dove alloggeremo in questi giorni. Ad attenderci i proprietari della casa che salutano Giorgio con emozione. Mentre la signora ci fa gli onori di casa scorgiamo nel piccolo divanetto della sala da pranzo una bimba rannicchiata che dorme dolcemente. La mamma ci dice che la bimba in realtà è una ragazza di 25 anni che all'età di dieci anni a causa di una caduta avvenuta durante una crisi epilettica riportò una lesione celebrale che le causò un grave handicap a livello dei quattro arti con la conseguente incapacità di muoversi da sola e a livello dell'espressione verbale, le uniche parole che riesce a pronunciare sono papà e mamma. Giorgio accarezza Lorena dolcemente sul suo capo e per nascondere la forte emozione che sale dal suo animo si allontana con discrezione verso il balcone esterno. È novembre ma tutte le finestre sono aperte per il caldo, qui l'inverno arriva molto più tardi. I signori ci raccontano le loro vicissitudini, la mamma di Lorena dice di avere l'impressione di conoscere Giorgio da tanto tempo e chiede a lui di pregare per loro che sentono la missione accanto a questa figlia come una missione di Dio e di questo si sentono graziati. Mi emoziona profondamente sentire in che forma una così grande sofferenza può essere trasformata in missione d'amore anziché in rifiuto, depressione e rancore contro la vita. Rifletto sul fatto che se i nostri sensi spirituali fossero sempre aperti a ricevere, sentiremo che ogni istante la vita ci parla e ci guida verso di lei. Lorena si sveglia, gioco un po' con lei che con i suoi gemiti e le sue grida batte ripetutamente la sua mano sulla mia mentre i genitori e la zia continuano a parlare con Giorgio rivolgendogli domande personali, poi ci salutano e con grande delicatezza ci lasciano per permettere a Giorgio di riposarsi un pochino. Trascorsa circa un’ora giunge il momento del primo appuntamento. L'incontro con i fratelli di Palermo… Giovannone, Meri, Giuseppe e Casimiro, sono i presenti. La sorella di Giovannone e la moglie di Casimiro con il loro piccolo ci hanno salutati per poi andare a seguire le proprie faccende domestiche.
“Mi sento un po' emozionato” comincia Giorgio “perché questo è l'inizio. Mi sento come i primi carbonari o l'inizio del piccolo partito socialista che iniziarono in pochi per poi divenire un grande movimento. Sono a Palermo, in questa terra io ci sono nato e cresciuto e mi sento un siciliano vero. Per noi siciliani d'oriente voi siete i nostri fratelli maggiori. Per iniziare a costruire qualcosa ci vuole la prima pietra e oggi abbiamo messo la prima pietra. La Madonna voleva questo. Come andrà a finire non lo so ma so che lo devo fare. Ciò che dovremmo fare sarà soprattutto parlare del messaggio e in contemporanea svolgere il lavoro di antimafia. La nostra redazione ha già ricevuto due premi per il lavoro svolto fino ad oggi con serietà e costanza: il premio Rocco Chinnici e il premio Rosario Livatino”. Giorgio espone quindi l'organizzazione delle attività programmate per questi giorni dalla riunione con i fratelli di Catania al sopraluogo sulle case in affitto disponibili, agli appuntamenti con alcuni magistrati ai quali Giorgio darà la notizia del suo trasferimento e le analoghe motivazioni. “Prima di Natale mi installerò qui. La città prescelta dove risiederò sarà Palermo” dice spiegando che le feste del Natale le trascorrerà con la sua famiglia a Sant'Elpidio a Mare. “A gennaio subito dopo le festività saremo operativi con tutta la redazione a Palermo." Dice, poi dopo una pausa di silenzio, la voce si fa intensa e continua: “Questa è una situazione terribilmente seria. Io sto dando la vita per questa missione, chi sceglie di lavorare insieme a me, sullo stesso livello, deve dare tutto se stesso. Dovete dirmi quale è la vostra disponibilità e mantenerla nel tempo, in questo modo io posso preparare una squadra e quando Gesù mi chiederà delle cose da fare io saprò come organizzarmi perché conoscerò le forze che avrò”. Il discorso si incentra poi sull'importanza di eliminare completamente le perdite di tempo quali discussioni inutili, polemiche su facebook e simili, problemi personali, ecc., ma concentrarsi solamente su ciò che ci compete e cioè sulla responsabilità che ciascuno si impegnerà di portare avanti. “Oggi siamo i carbonari di questo tempo” continua Giorgio “ma vi spaventerete per le persone che vedrete arrivare che si conteranno sulle centinaia, quindi il lavoro dovrà essere molto serio e organizzato. Cerco soprattutto fratelli che possano diffondere il messaggio di Gesù”. -Perchè proprio Palermo?- chiede Meri. “Perchè questa è la nuova Gerusalemme. Dio un tempo scelse Israele, ora ha scelto questa terra, e Palermo è la capitale della nuova Galilea dei Gentili”. -Perchè questa che è la capitale la devi visitare per ultimo?- domanda ancora Meri,  -“Perchè Gesù aveva girato tutta la Galilea prima di andare a Gerusalemme dove poi venne ucciso”.  Parole che non lasciano spazio ad ulteriori commenti come anche il discorso che ne segue: "La Verità che serviamo è Sacra e chiunque desidera far parte delle nostre arche non può avere alcun tipo di collegamento con la mafia a meno che non la rinneghi dicendo tutta la verità. Ci sarà una selezione molto seria e profonda che riguarderà coloro che desiderano far parte del nostro movimento perché non ci può essere la mafia con il Cristo”. Un discorso molto chiaro che non lascia spazio a dubbi o incertezze che si conclude con l'avvertimento ai fratelli di non litigare mai per motivi di soldi o di problemi materiali perché il diavolo avrebbe vinto in partenza, ma di superare qualsiasi problema dialogando e portandolo alla luce.
Il primo incontro è concluso. Ci abbracciamo con poche parole dandoci appuntamento con Giovannone all'indomani mattina e con gli altri fratelli a lunedì.
La mattina ha inizio con l'ennesimo prodigio della sanguinazione dalle stigmate. Giorgio con fatica riesce a riprendersi e a rialzarsi. Il sangue copioso ha coperto le sue mani, i suoi piedi e il suo costato ... lui stesso, come spesso fa, le guarda quasi incredulo. È nuovamente ora di partire ... “Il figlio dell'uomo non ha dove poggiare il capo” diceva il Maestro ai suoi apostoli ... guardo l'Uomo che è davanti a me e gli chiedo “ma tu ce l'hai una casa?” Lui mi guarda ma non risponde ... i suoi occhi riflettono la luce di uno spirito antico che appartiene ad un altro mondo, un Angelo guerriero che come il Suo Re non conosce dimora perché la sua dimora sono le stelle.  
Giungiamo a Catania dopo aver percorso due ore di strada in mezzo alle aspre colline della Sicilia che come in un dipinto mostrano mucche al pascolo e cavalli allo stato brado. Antonio ci riceve all'ingresso dell'arca e ci fa strada verso il garage, ci chiediamo dove ci stiano portando quando aprendo una porta la risposta è visibile davanti ai nostri occhi: un grandissimo e meraviglioso presepe in costruzione ci lascia letteralmente a bocca aperta. L'inziativa ideata da Claudio è nata per apportare fondi durante il periodo natalizio alla nostra Funima. Giorgio sorpreso ed emozionato abbraccia tutti i ragazzi dell'arca che nel mentre ci avevano raggiunto: Valeria, Angelo, Claudio e Federica, Giorgino, Grey, Michele ed altri fratelli di varie province siciliane, ringraziandoli di cuore per la bellissima sorpresa. Saliamo alcune rampe di scale e facciamo ingresso all'arca. Un’arca dalla quale traspare sempre profumo, pulizia e tanta luce, e dove salutiamo gli altri componenti. Enzo e Carmela e Saro con tutta la sua famiglia. E l'incontro ha inizio anche qui a Catania. Prima che Giorgio inizi a parlare, seduto sul divano della sala, Enzo ci trasmette con la sua serietà e profondità spirituale una ispirazione sentita alcuni giorni prima: -Ho sentito come se Gesù mi dicesse dentro il cuore: -Stigmatizzando Giorgio, ho stigmatizzato tutti voi-. Le parole di Enzo mi commuovono profondamente e faccio fatica a trattenere le lacrime. Giorgio prende quindi la parola cominciando così la riunione: “Ciò che tu dici ha un significato molto grande, un messaggio del quale dovremmo prendere tutti seria coscienza dal punto di vista teologico, mistico e spirituale. Se questo concetto fosse radicato in tutti i componenti delle arche sarebbe per me un aiuto grandissimo nel portare avanti la mia missione”. -Non so se è un messaggio Giorgio, è sicuramente una ispirazione ...- spiega Enzo. “È un messaggio, te lo dico io”, risponde Giorgio “È un messaggio del Cristo e sono contento che lo abbia ricevuto tu” poi continua: “A tal proposito con questa frase sublime e un po' immeritata per me, incominciamo questa riunione con un segno per tutti quanti noi che non è un caso sia stata data a te-. Giorgio racconta che quando erano ragazzi la loro chiave di vita era il “NOI”, non esisteva l'io e se qualcuno compariva con l'io dopo poco tempo se ne andava. “Questo messaggio è stato dato a te per ricordare ai fratelli di oggi che questo NOI è importantissimo ... oggi ho visto questo presepe e ho pensato: -Cosa si sono inventati questi ragazzi per stare insieme! E questa è una cosa straordinaria” aggiunge sottolineando che sarà lui stesso ad inaugurarlo a dicembre probabilmente insieme a Raúl. “Sono molto contento e so che questi sono segni anche per me perché il mio status psico-fisico è molto delicato in questo periodo anche se è solo dovuto a problemi di stanchezza. Ma il cielo attraverso di voi mi manda i segni per spingermi a fare ciò che devo fare, per dirmi che devo venire qui”. Il discorso così come il giorno precedente a Palermo si incentra sulla informazione delle attività di questi giorni e sui tempi del trasferimento che vedrà la redazione operativa ai primi di gennaio, sulla missione di diffusione del messaggio che avverrà in tutta la Sicilia con la presenza spesso anche di Pier Giorgio, Flavio o Antonio Urzi, e del fatto che non sempre lui potrà essere presente in tutte le attività, ragione per la quale i fratelli dovranno impegnarsi per far conoscere il segno presente ed operante in questa terra ed il messaggio che annuncia la seconda venuta del Cristo. Noi dobbiamo creare delle arche che abbiano solo un valore operativo. -"Berrete il Calice che berrò io ma se sarete chiamati a sedervi alla mia destra o alla mia sinistra non sono io a deciderlo ma il Padre mio- disse Gesù quindi anche noi dobbiamo solo preoccuparci di risvegliare le persone a partecipare alle attività che noi svolgiamo, al resto ci pensa Lui”. Giorgio spiega che alcuni fratelli saranno chiamati a lavorare a tempo pieno per l'opera mentre altri svolgeranno i loro compiti dopo il proprio lavoro. “Il sindacato delle arche lo rappresento io con il Signore per farci avere i mezzi, non vi preoccupate” dice Giorgio, destando le risate dei fratelli per una frase che anche se apparentemente comica dice la verità. Poi il punto della situazione. “Di fatto io da ieri sono ufficialmente venuto in Sicilia. Instaureremo qui una base operativa, con me non ci sarà tempo per nessuna discussione, le divisioni ci sono quando si ha il tempo per crearle. Dobbiamo prendere questa cosa in una forma terribilmente seria capendo ed ammettendo fino a che punto vogliamo viverla. Io non posso promettervi niente. Non conosco date. Non so se Gesù ritornerà nel 2012, io spero domani. Potrebbero passare tre anni o forse dieci, quello che so è che manca poco tempo. Vi assicuro che non può uno stigmatizzato ricevere messaggi da Gesù che gli dice di avvisare le anime che il suo ritorno è prossimo e poi passano cento anni, non può essere. Quindi ci dobbiamo preparare a questo evento”. Giorgio spiega ai fratelli che i suoi impegni sono veramente numerosi e le sue attività terribilmente intense: “Non vi nascondo che a volte sono talmente stanco che mi viene l'angoscia, la voglia di fermarmi e di respirare ... invece continuo” ...  le attività della Funima e dei nostri bambini vanno avanti, così anche le conferenze con l'annuncio della venuta di Cristo che, dice Giorgio, si lega alla denuncia contro l'Anticristo. “Il lavoro sarà svolto con moderazione” prosegue “ma senza compromessi. Tutte le Verità che abbiamo conosciuto saranno rivelate in tutta la Sicilia. Tantissima gente si avvicinerà e la gestione delle attività diverrà più difficile e ci saranno dei segni che ci accompagneranno. I sentimenti dell'entusiasmo e della gioia saranno fondamentali per portare avanti questa missione altrimenti tutti i sentimenti negativi invaderanno i vostri cuori portandovi via dopo poco tempo”. Le parole di Giorgio stimolano i fratelli a formulare delle domande per una maggiore comprensione. Giorgio spiega che le conferenze saranno impostate come lo sono state fino ad ora, solamente varieranno i temi centrali a seconda degli eventi che si manifesteranno. In questo momento per esempio sono incentrate per volontà della Vergine sulla diffusione dei Suoi messaggi. “Ma una novità ci sarà” prosegue, “in ogni conferenza dovrò dire che sono il direttore della rivista antimafia e che chiunque si professi cristiano non può seguire i mafiosi e che non possono far parte delle nostre arche mafiosi o amici di mafiosi. Un modo provocatorio per far cadere il muro dell'omertà qui in Sicilia, noi dobbiamo sapere di che orientamento politico sono le persone con le quali abbiamo a che fare, da che parte stanno, se accettano compromessi, ecc. Noi non portiamo un messaggio conciliatore, noi portiamo la divisione, la spada come ha detto Gesù: - Sono venuto a portare la spada non la pace-, noi portiamo la divisione in Sicilia perché porteremo le persone a schierarsi. Potremmo aderire ad un partito politico solo se questo sarà guidato da un uomo giusto. Non possiamo essere schizzofrenici, di giorno crediamo e lavoriamo per il Cristo e di notte siamo amici di Berlusconi. Dobbiamo essere coerenti sempre. Mi dispiace” continua Giorgio “ma con questa intenzione io sto venendo qui. Il messaggio di Cristo è per tutti ma chi vuole far parte dell'arca che può essere anche qualcuno che ha fatto parte di Cosa Nostra deve rinnegare il suo passato e dire tutta la verità. Tutti quindi possono ascoltare il messaggio nelle conferenze pubbliche ma aderire al nostro movimento solamente chi prende posizione, persone pulite e trasparenti”. Il discorso prosegue sulle primissime attività da organizzare: la conferenza a Messina il 21 di novembre dove Giorgio parteciperà personalmente o per skype, un incontro a Palermo con amici e simpatizzanti i giorni precedenti il Natale, una grande conferenza spirituale a Palermo i primi mesi del prossimo anno e una o più trasmissioni radio che inizino a far sentire la nostra voce. È oramai buio fuori, grandi lampi illuminano di tanto in tanto il cielo scuro mentre la pioggia batte forte sui tetti e sulle strade. Noi ci stringiamo vicini alle fiamme del Calice Vivente bevendo dalla sua fonte acqua che disseta e purifica. -Ma se non trovassimo subito la casa?- Si preoccupa Giovannone. “Andrò sotto ad un ponte” risponde Giorgio, “non ho alternativa perché è Lui che me lo ordina e io ubbidisco. Chi sono io per non dover essere sottoposto ad una prova di povertà, umiltà e fedeltà? Sarà quindi come Lui vuole”. Le domande proseguono poi anche su altri argomenti di natura spirituale, un ragazzo nuovo racconta a Giorgio in privato le sue esperienze mistiche e i segni che lo hanno accompagnato ... -Siamo contenti che verrai a stare qui in Sicilia perché è da tempo che aspettavamo questo evento- dicono poi alcuni fratelli venuti da Messina-. “Siate disponibili perché dovremo fare tante cose” risponde lui. Una sorella insegnante ci racconta poi le incredibili esperienze vissute accanto ai bambini della sua seconda classe media, non a caso affidati a lei. I bambini del futuro. “Ciò che è importante oggi è dare una motivazione ai nostri giovani” conclude Giorgio ricordando la lettera inviata di recente da un ragazzo italiano che abita in Inghilterra, che leggendo il suo sito ha trovato una motivazione di vita che gli ha dato la forza di lasciare la droga. “Se non c'è per i giovani una motivazione di vita, una speranza, non possono trovare la gioia di vivere. Solo stando insieme, appoggiando una causa giusta ti senti vivo e non hai bisogno di cercare emozioni che distruggono la tua vita. Ecco perché è importante ciò che dobbiamo fare! Ma pensate per esempio a noi stessi, senza questa Opera che cosa faremo? Ecco perché il male vuole dividerci, perché ognuno di noi trovandosi poi solo automaticamente si autodistruggerebbe”.
L'incontro termina con la gioia di stare ancora una volta insieme, molti dei nostri fratelli non possono evitare di nascondere un costante sorriso che tradisce la loro immensa gioia di avere Giorgio finalmente accanto a loro. Viviamo la comunione della cena insieme in un locale di Nicolosi, paese che riporta Giorgio e alcuni fratelli in particolare a vecchi preziosi ricordi accanto ad un uomo (Il Padre spirituale di Giorgio, Eugenio Siragusa) che li aveva condotti verso l'iniziazione spirituale nella tribù di Giovanni. Giorgio si siede dinanzi ad una tastiera che i padroni del locale gli permettono di suonare. Le note di una armonia celeste accendono nel cielo i nomi di tutti voi fratelli e sorelle nello spirito operanti in questa Santa Missione accanto al Calice Vivente della Comunione Cristica, vi vedo ancora una volta tutti qui accanto a lui, passano davanti ai miei occhi i momenti vissuti insieme con ciascuno di voi, i numerosissimi momenti in cui le stigmate sacre hanno chiuso o aperto una conferenza con centinaia di persone mentre la preghiera veniva rivolta all'Altissimo Padre Adonay, sento i vostri cuori battere all'unisono con quella passione d'Amore e sete di Giustizia che ci fa andare avanti come guerrieri accanto il nostro capo affinché le nuove generazioni possano conoscere la luce di un nuovo giorno.
E la luce di un nuovo giorno è tornata, dopo aver trascorso la notte all'arca, ci svegliamo con la luce del sole che ci accompagna, insieme a Giorgio Barbagallo, al santuario della Madonna della Roccia di Borrello dove la storia racconta delle apparizioni della Vergine Maria ad un giovane ragazzo ammalato che da quel momento guarì e permise alla Madre Celeste di lasciare questo segno al mondo avvallato da immagini fotografiche che mostrano durante le apparizioni la formazione  dei due soli così come avvenne a Fatima. Ai suoi piedi, Giorgio e tutti noi rivolgiamo a Lei le nostre preghiere, la forza e la fede per andare avanti e poter compiere la volontà di Suo Figlio, Il Cristo Gesù. Chiudo gli occhi e vedo tra le Sue braccia i nostri bambini avvolti dal Suo Celeste manto. Se loro sono protetti da Lei noi possiamo dare anche la vita per il Figlio dell'Uomo e di Dio, colui che disse: “Non vi lascerò orfani ritornerò in mezzo a voi”. Per loro, i pargoletti della vita, per il loro futuro.

Vi amo
Da Palermo
Sonia Alea  

8 novembre 2010
 

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