Giorgio Bongiovanni - La storia - La biografia

 

A TUTTE LE DONNE
L'ALCHIMIA DELL'AMORE
MAESTRO RITORNA PERCHÉ SI FA SERA
LA FINE DEI TEMPI E LE NOZZE DELLO SPOSO
RINGRAZIAMENTO
IL PANE DELLA VITA
IL CRISTO È COME UNA ROSA, CHE SBOCCIA, CRESCE, PROFUMA DOVE VI È AMORE
HO VISTO...
VOGLIAMO UN MONDO DIVERSO
PADRE NOSTRO LEVA LA TUA SANTA E GIUSTA MANO
UNA VITA, UNA MISSIONE SUI PASSI DEL FIGLIO DELL'UOMO...
GESÙ CRISTO, LA SUA VITA , IL LINGUAGGIO DI UN MESSAGGIO LASCIATO AI POSTERI
I GIUSTI IN TRINCEA
IL SANTO TIMOR DI DIO
RIUNIONE ARCA ALEA - 8 dicembre giorno dell'Immacolata Concezione
LA GIUSTIZIA SCOMPARSA
L'UNIONE DEI FRATELLI ARAT - RA
“AMATEVI GLI UNI GLI ALTRI COME IO HO AMATO VOI”
OPERE, SEGNI E PRODIGI NELLA TERRA DEL SUD
IL MERAVIGLIOSO CAMMINO DELL'EVOLUZIONE DELLO SPIRITO
LA GRAZIA DI PARTECIPARE A QUESTA GRANDE EVOLUZIONE E RIVOLUZIONE
IL TRIONFO DELLA VERITÀ NELLA TERRA CHE ODORA DI SALE E LAVA
NOI SIAMO GUERRIERI
I SEGNI DEI TEMPI
LA GUERRA DEI GIUSTI
CERCHIAMO DI ESSERE ALL’ALTEZZA DI CIÒ CHE IL CIELO CI CHIEDE
CONCLUSIONE DEI 1260 GIORNI
VIAGGIO CONFERENZA A FRAY BENTOS (URUGUAY)
LAS PAREJAS – ROSARIO (ARGENTINA) 30 MAGGIO / 2 GIUGNO 2008
UN UOMO PERDUTO NELL'INFINITO
CRONACA CURITIBA - BRASIL 25 MAGGIO 2008
DEDICATO A TE MADRE NOSTRA MYRIAM
ANIME NEL SENTIERO
IL RITORNO
CRONACHE DI UNA LAGRIMA DI CIELO
VISITA DI GIULIETTO CHIESA
GIORNO PER GIORNO CON GIORGIO BONGIOVANNI
I DIRITTI NEGATI ALL'INFANZIA
CONFERENZA A GAGGI (MESSINA)
IL PADRE SOLE CONTINUA A SPLENDERE ALTO NEL CIELO
EMERGENZA DEMOCRATICA
ORA E' IL NOSTRO TEMPO!
REALIZZATE LA VOSTRA ETERNITA’
LA PRESENZA DELLA NOSTRA MADRE MIRYAM
PER FAR PARTE DELLA MENSA DEL SIGNORE BISOGNA DARE TUTTO
TESTIMONE E ANNUNCIATORE
PER VINCERE BISOGNA CREDERCI FINO IN FONDO
“PADRE NOSTRO CHE SEI NEI CIELI...
ANCHE NOI SIAMO COMPLICI DI CIO' CHE LA SOCIETA' STA VIVENDO
LA PASSIONE DELLA NOSTRA MADRE TERRA
CRONACA VARESE
UN NUOVO MONDO ESISTE GIA’
ANCORA APPRENDIAMO E RINGRAZIAMO
IL TEMPO DEI TEMPI
“QUESTA E’ LA NOSTRA OPERA”
MOMENTI DI INTENSITA’ SPIRITUALE
PER NON DIMENTICARE
UNA NUOVA COSCIENZA
PER QUESTO MONDO VINCEREMO
LA FORZA DELLA SOLIDARIETA’
UN LAMPO
I CALICI VIVENTI DELLA NOSTRA TERRA
L’OPERA DI GIOVANNI
ORA QUESTA OPERA LA DOBBIAMO CUSTODIRE PRESERVARE, TENERE SALDA NELL 'UNIONE
UNITI SEMPRE, AL LAVORO NELLA SUA VIGNA
CRONACA VIAGGIO IN SICILIA 18/23 APRILE 2007
ALTRI CRISTI IN CROCE SUL GOLGOTA DI QUESTO TEMPO

 

Sant'Elpidio a Mare, 8 marzo 2010 - A TUTTE LE DONNE

 

Il pensiero corre oggi verso tutte voi donne, donne che amate, donne che soffrite, donne che create la vita ... e a voi Donne speciali, amiche mie, mie sorelle amate, a te mia amata Madre di questo tempo, a te mia piccola grande donna e a tutte voi piccole grandi donne, angeli come lei, a Lorella madre perla, e a Colei che ha posato un raggio della Sua Luce d'Amore ad ognuno dei nostri cuori, Lei, la più bella, la più sublime delle Madri, Madre del nostro Signore Gesù Cristo, a te nostra adorata Celeste Madre Miriam affidiamo il nostro cammino. Il Tuo Santo manto avvolga il nostro Giorgio amatissimo, tutti i tuoi figli in missione sulla terra, illumina il loro cammino e quello dei nostri figli. Sul Tuo Cuore Immacolato poggiamo il nostro capo Madre amata nostra, dacci Forza, Fede, Coraggio e tanto Amore, quell'Amore che viene da Te e che muove i mondi e le Stelle.

Miriam, Donna e Madre, e Miriam, Donna e Compagna

Dedicato a tutte voi.
È la Maddalena che parla al Maestro e il Maestro Gesù le risponde.
Sentite ... Ascoltate ...  è Lui che parla al nostro cuore di Donna.

-Ma quando i suoi occhi d'aurora guardarono i miei occhi, tutte le stelle della mia notte si dileguarono, e io divenni Miriam solo Miriam una donna ormai perduta alla terra che aveva conosciuto e che si era ritrovata in un mondo diverso.
E ancora e nuovamente gli dissi: “Vieni nella mia casa e dividi pane e vino con me ... Ti prego vieni nella mia casa”. Tutto quello che in me era zolla, tutto quello che in me era cielo, lo chiamava a gran voce.
Lui allora mi guardò, e il meriggio dei suoi occhi era su di me, e disse: “Tu hai molti amanti, ma io solo ti amo. Gli altri, quando ti sono vicini, amano se stessi: io amo te in te stessa.
Altri uomini vedono in te una bellezza che appassirà prima ancora dei loro anni. Ma io vedo in te una bellezza che non appassirà mai, e nell'autunno dei tuoi giorni questa bellezza non avrà paura di specchiarsi, e non conoscerà oltraggio. Solo io amo in te l'invisibile-.
 
                                                                                                           (Kahlil Gibran)
Vi amo
Ricordatevi che insieme unite siamo una forza
Sonia Alea

Sant'Elpidio a Mare, 8 marzo 2010

Sant'Elpidio a Mare, 7 febbraio 2010 - L'ALCHIMIA DELL'AMORE

 

CRONACA LATINO AMERICA NOVEMBRE 2009  - SECONDA PARTE

La grande quercia, testimone di antichi incontri, dopo tanto tempo muoveva nuovamente le sue rigogliose e forti fronde per accogliere, una volta  ancora,  quella dolce Signora, quell'Essere Celeste che dopo tanti anni era ritornata. Un giovane ragazzo poggiava dodici rose rosse ai piedi del grande albero ...  in attesa di vederLa ... il cuore batteva forte ... “Ti aspetterò lì, sotto la grande quercia!”, gli aveva detto Lei. Da un globo di luce la bella Signora si manifesta, splendente più che mai ... quasi impossibile guardarla per quanta bellezza emana il Suo Essere ... “Sei l'ultima speranza per l'umanità” dice al giovane, in ginocchio davanti a lei, rivelandogli la sua prossima missione per il mondo ... “Vuoi portare un po' della sofferenza di Mio Figlio?”, gli dice ancora dolcemente con un amore impossibile da descrivere a parole; -Si, risponde il ragazzo- ... le mani delicate ed eteree della raggiante e regale Signora si uniscono, quasi a toccarsi  tra di loro ...  un vortice di luce   proietta un raggio luminoso che colpisce le mani del giovane ...  i segni della crocifissione di Suo Figlio Gesù si manifestano immediatamente su quelle mani divenute sacre ... Lei è la Santa Madre del Cielo ... Il legame speciale tra il ragazzo e la Celeste Signora, li porta ad incontrarsi ancora negli anni ... Lei, insieme a Suo Figlio il Cristo, segue da vicino la missione del giovane oramai divenuto uomo ... lo protegge con il Suo manto sacro illuminando il suo cammino ... l'uomo, che ha incarnato la solare missione, è un diamante che cammina per il mondo ... una missione difficile, carica di forti prove e grandi difficoltà ma colma di spirito di servizio, amore e devozione ... A vivere tutto questo, grazie a Dio, non è solo, è accompagnato dalla sua devota famiglia e dai suoi speciali amici e fratelli.
Venti anni dopo quella visione, avvenuta in terra di Portogallo, molte cose sono cambiate ... il giovane, oramai divenuto uomo, ha creato tanti gruppi nel mondo che hanno portato avanti, guidati da lui, questa grande Opera messianica, tante anime si sono risvegliate mettendo la loro vita al servizio della Verità, al servizio del prossimo, tante opere sociali sono state portate avanti, tra cui l'aiuto ai bambini e la denuncia contro il male ... “Dovrai smascherare il volto dell'anticristo” gli aveva detto Lei, tra i compiti che gli aveva assegnato ... tutto questo è stato portato avanti fino ad oggi da quell'uomo, con grande umiltà, coerenza, forza, determinazione ... incorruttibile a qualsiasi allettamento umano, a qualsiasi offerta che non fosse mirata al servizio della sua opera, l'amore più grande della sua vita ... La stigmatizzazione, che all'inizio si era evidenziata solamente sulle mani, nei successivi mesi si manifesta anche nei piedi e nel costato per renderlo uno stigmatizzato permanente ... un segno vivente in questa umanità morente e nascente ... e ancora, la corona di spine e le lacrimazioni di sangue ... altri segni che si presentano saltuariamente sul corpo di questo messaggero di Dio e che preannunciano eventi drammatici per gli uomini di questa ammalata società ... vent'anni dopo, la Vergine lo chiama a Se ancora una volta per comunicargli qualcosa di molto importante, un altra richiesta ... questa volta la Terra prescelta è il Cile, a Pena Blanca la Celeste Signora si manifesta a Lui  che si trova accompagnato da una sorella speciale, Erika, e da alcuni fratelli carissimi ...  Triste per la situazione in cui versa il mondo, per la pesante sofferenza dei Suoi pargoletti, la Celeste Madre, dai Suoi occhi di rugiada, lacrima sangue ...  “È desiderio del mio spirito, figliuolo mio,” dice all'uomo divenuto Calice Vivente “che tu diffonda, ancora una volta, i messaggi di misericordia e di ammonimento che il mio cuore immacolato ha trasmesso al tuo spirito e ai veggenti nel mondo durante  le apparizioni dove io mi sono manifestata ...
Ho annunciato a tutti la prossima manifestazione con potenza e gloria del Mio Santo Figlio il Cristo. Ho annunciato la divina giustizia del Padre se fosse venuto meno il ravvedimento dell'umanità. Desidero, figliuolo mio, che tu componga questo celeste mosaico visivo-auditivo con l'aiuto dei fratelli che ti accompagnano entro il 13 maggio 2010 perché i tempi si sono accorciati.
La luce del mio Santo Figlio il Cristo sia sempre in te figliuolo” gli dice la Vergine, dissolvendosi così come era apparsa e lasciando l'Uomo, e tutti noi che successivamente la immaginiamo, incantati da tanta divina bellezza, da tanta cristallina purezza, da quel Grande Spirito di Madre.

Il fine settimana successivo al viaggio di Giorgio in Cile che lo ha visto protagonista di una conferenza pubblica dedicata a tanta gente umile e semplice con una profondità d'animo veramente speciale, della toccante esperienza a Pena Blanca, dell'incontro con i carissimi fratelli cileni che da anni attendevano quel momento, giunge quindi anche il giorno atteso dell'incontro annuale delle arche che quest'anno si tiene nella città di Rosario premiata per l'operosità e l'armonia dell'arca che vi risiede. Un omaggio alla Madre Celeste.

La grande sala affittata per l'occasione è piena di persone. L'emozione che corona questo appuntamento pervade anche l'aria che respiriamo. Giorgio, permeato da quella luce che lo avvolge dopo ogni sanguinazione, vi fa ingresso, tra il forte applauso dei tanti fratelli che lo aspettano.
La dolce e fresca Anita presenta questa nuova assemblea delle arche che, come ogni anno, si riuniscono per definire il punto della situazione. Quest'anno però è un anno particolare, si celebra il ventesimo anniversario delle stigmate viventi nel corpo di Giorgio Bongiovanni e i suoi 33 anni di opera messianica nel mondo. La parola passa alla carissima Ines, responsabile dell'arca di Rosario e dell'organizzazione di tutto l'evento realizzato con grande cura, per dare profondamente commossa il benvenuto a tutti.
Juan Alberto Rambaldo apre l'incontro con la voce rotta dalla commozione: “E' difficile ... è più di quello che potevo immaginare ...” dice, ricordando il principio di questa Opera quando coloro che la sostenevano attivamente erano molto pochi e di questi pochi c'erano i loro figli che oggi sono presenti  e che da bambini sono divenuti uomini e donne che a loro volta seguono il cammino dei genitori servendo la stessa missione ... “Questi sono i frutti di ciò per cui lavoriamo da tanto tempo” continua Juan Alberto con la voce rotta dal pianto ... “Fratelli di La Pampa, di Campana, La Plata, Buenos Aires, Las Parejas, Las Rosas, ... di Cañada de Gómez, Paraná, Concordia, Santa Fe, Neuquén, Bahía Blanca, Córdoba, Villa María, Villa Dolores, El Caudillo, Charras, Capilla del Monte, Tucumán, questa opera si è estesa da una punta all'altra del Paese in una forma che realmente era impensabile per noi, ma lui fa tutto possibile e questa  è la prova che è possibile, che è possibile che esseri di distinti luoghi del paese del Latino America innalzino la voce annunciando ai quattro venti, che questo tempo volge al suo epilogo, che un mondo nuovo ci aspetta, che il Maestro sarà presente tra di noi e questo è tutto ciò che speriamo e aspettiamo. Avere qui Giorgio è molto più di ciò che potevamo sperare, avere un inviato del Cielo al nostro lato ... non riesco a trasmettere tutto ciò che sento ...”, le parole commosse di Juan Alberto terminano con la presentazione di Raul Bagatello che a sua volta sottolinea l'importanza di ritrovarsi dopo un altro anno ancora tutti insieme, insieme a lavorare per la vita, a dare sollievo ai bambini che soffrono mentre l'umanità prosegue in una corsa senza ritorno. Un applauso chiude il saluto di Raul mentre Juan Alberto riprende il microfono per presentare l'Atteso: “Ora non ci rimane altro che ascoltarlo” dice ... Il tempo pare fermarsi. Un devoto silenzio scende sulla sala e una mano misteriosa con il suo leggero tocco crea quell'incantesimo di coscienza ... di unità ...  il livello di percezione si affina e le rudimentali parole lasciano posto alla sottile vibrazione che diretta comunica al cuore degli spiriti ...
“Un bacio grande a tutti e buona giornata”, dice Giorgio, aureolato da quell'aura di luce che lo avvolge dopo ogni sanguinazione dalle stigmate, immerso in un stato di profonda interiorità, tra Cielo e terra ... poi, dopo qualche minuto le parole si susseguono lentamente con una intensità che penetra nella profondità dei nostri esseri completamente assorti: “Dove siete due, o tre, o più, riuniti nel mio nome io sono in mezzo a voi.  Questo è scritto nel vangelo, sono le parole del Cristo che dice ai Suoi apostoli che sarebbe stato sempre presente quando si sarebbe parlato di Lui. Oggi con noi quindi è presente il Cristo, in questa sala di Rosario, in Argentina, nella Terra, nel Sistema Solare di questa galassia c'è il Cristo qui con noi ... Di fronte a questo privilegio che Lui ci ha dato mi sento riconoscente che Raul e Juan Alberto condividano questo tavolo con me perché loro rappresentano tutti voi. Io vi dico che oggi rientrerete felici nelle vostre case, con il fuoco che brucerà i vostri cuori, se credete, pensate e sentite che il Cristo è presente oggi in questa sala. Io non sono il Cristo ma Lo vedo e Lo sento, sono un Suo messaggero ... iniziamo quindi questa riunione con la coscienza che Lui e Sua Madre Maria Santissima siano con noi. Con la coscienza, anche, che non siamo migliori di coloro che si trovano nella strada o di coloro che comunque non stanno qui dentro oggi, non siamo migliori, ma abbiamo ascoltato una chiamata, una chiamata che forse altri non hanno ascoltato o che invece l'hanno ascoltata e per questo la vivono e la condividono in altre parti del mondo. Ecco quindi che, così come Lui è presente qui oggi, è contemporaneamente presente in tutti i luoghi dove vi sono due o più riuniti nel Suo nome. Lui ha questa potenza, quella di essere presente in tutti i luoghi dove si parla di Lui, dove Lo si contempla, dove si cerca di viverLo. La porta attraverso la quale io oggi sono entrato è aperta e se qualcuno ascolta e percepisce l'istinto di entrare, vi entra, ma se non lo percepisce non vi entra, non siamo quindi migliori di altri ma abbiamo sentito, abbiamo ascoltato una chiamata e a prescindere dai nostri limiti e dai nostri peccati abbiamo lasciato il luogo dove viviamo, abbiamo raccolto le nostre cose dall'Italia, dal Paraguay, dal Cile, dall'Uruguay, dal resto dell'Argentina e da altre parti del mondo e abbiamo iniziato un cammino. Voi, che rappresentate tutti i fratelli che fisicamente non sono potuti essere presenti ma che sono qui ugualmente, ognuno di voi è stato chiamato con il suo proprio nome dal Cristo e quindi voglio aprire questa riunione con i chiamati, non so se tutti voi un giorno sarete eletti, dipende da voi e anche da me ma se tutti resteremo uniti, potremo condividere con il nostro Re, il Cristo, il nuovo Regno, quindi in onore a Lui che è qui presente recitiamo insieme il Padre Nostro ...”.  Terminata la preghiera  lasciataci in eredità dal nostro amato Maestro Gesù Cristo, il Verbo, attraverso il Calice Vivente, riprende la parola con una intensità e una vibrazione che possono venire solamente dal Cielo, da quell'Essere divino che lo personifica e che attraverso di lui parla: “La personificazione” sussurra ... mentre il volto rivolto verso le sue mani giunte e poi verso di noi sembra guardare oltre il visibile ... silenzio ... poi lentamente  continua: “Cinque anni fa, quando venni qui dopo un lungo silenzio e mi presentai in questo luogo, in queste terre dissi:  -Il regno di Dio sta in mezzo a voi, sfruttatelo. Il regno di Dio è sceso in mezzo a voi, ascoltatelo. Prima, solo momenti prima del mio arrivo in questo mondo lo ripeterò ... ma oggi voi mi date tanto amore e tanta tenerezza e suscitate nel mio cuore tanta misericordia che per l'ultima volta prima del mio arrivo in questo mondo ve lo dirò e non lo ripeterò mai più prima di quel momento di giustizia: Il regno di Dio oggi sta in mezzo a voi. Chiedete, il regno di Dio vi risponderà”.  Poi, la voce si fa più sua, sebbene sempre molto intensa: “Sono qui per servirvi” dice, e continua “Sono parole del Maestro, a volte non ho bisogno di scriverle, a volte l'uno e l'altro si mescolano nella medesima cosa ...  Ora voglio ascoltare con l'aiuto di Juan Alberto e di Raul la voce dei miei fratelli che sono qui, perché diano la loro testimonianza davanti al regno di Dio”.

Giorgio accenna alla prossima venuta di Raul Bagatello e della sua compagna Gabriela in Italia affinché, dice, gli italiani possano aiutare se stessi aiutando i bambini di Funima, perché loro, i bambini, sono già salvi.
Juan Alberto prende quindi nuovamente la parola: “Cinque anni fa, durante un Natale in Uruguay il Cielo ci ha dato l'opportunità di sigillare un alleanza. Non fu poco, fu più di quanto potevo immaginare in tutta la mia vita, ma oggi con la presenza del Cristo, con il regno di Dio in mezzo a noi, con la presenza del Suo precursore e portavoce, io chiedo il permesso di poter estendere a tutti voi, a ognuno di voi e di noi la possibilità di sigillare nuovamente la stessa alleanza. L'alleanza con il Cielo, l'alleanza con il Cristo, l'alleanza del Cielo con la Terra. Fratelli, non sento nessuno che dice di essere contrario, quindi devo intendere che il permesso è concesso, quindi tutto ciò sappiamo sentire con la Luce e il valore dentro il nostro cuore sigilla questa alleanza con il Cristo per il nuovo regno, per il nuovo mondo, perché la Luce del Padre si espanda. Amen”.
Juan Alberto seppur fortemente emozionato deve procedere con il programma stabilito, passa quindi la parola al carissimo Marco Antonio. “Marco Antonio”, dice Giorgio, “insieme alla sua sposa Andrea mi hanno offerto la loro casa a Santiago del Cile ... dove ho potuto poggiare il capo e dove il mio sangue ha bagnato le loro lenzuola ... è un caro amico insieme a Luis Ayala, un altro carissimo fratello, è uno straordinario fotografo, sono rimasto meravigliato nel vedere i due libri redatti da un suo reportage fotografico (L'uomo e il mare; America, un dono della Creazione) sulle meraviglie naturali della terra cilena. Con quest'arte lui esprime il suo talento e sono onorato che Marco Antonio, Luis Ayala e altri fratelli del Cile rappresentano la nostra arca”. Il nostro caro fratello Marco Antonio, con la voce rotta dal pianto,  prende la parola ... “Giorgio mi sta facendo parlare” dice “anche se io non sono abituato a parlare ... e questo per me è un onore ... non dovrebbe essere così ... è un regalo del Cielo ... parlare davanti a tanta gente ... tanta forza, tanta energia che c'è qua ...”. Le lacrime di Marco Antonio trasmettono una così grande umiltà, una devozione tanto cristallina da contagiarci tutti. “Mi sto trattenendo perché non voglio piangere ... e che Giorgio mi presenta è un onore non dovrebbe essere così, veramente è stato un privilegio, un onore, un regalo del Cielo ...”. Marco Antonio racconta dell'impossibilità di poter essere presenti a Rosario fino a pochi giorni prima e di come la strada gli si sia improvvisamente aperta. Giorgio infatti aveva chiesto la loro presenza a questo importante incontro durante la permanenza in Cile e loro per adempiere a quella richiesta hanno fatto veramente l'impossibile. Appena partiti dalla loro casa mentre ascoltavano le melodie di un CD musicale di Giorgio un profumo di rose si espande in tutto l'abitacolo dell'auto donando ai loro cuori una grande gioia e la totale certezza di poter affrontare in macchina quei 1300 chilometri di viaggio con la consapevolezza che Giorgio li avrebbe accompagnati. Le parole di Marco, come un fiume in piena, raccontano l'indimenticabile esperienza della visita di Giorgio nella loro terra dopo tanti anni ... il profumo di rosa rimasto impregnato nelle lenzuola dove Giorgio ha vissuto il miracolo della crocifissione, il toccante racconto del momento che li vide testimoni di quel nuovo prodigio di sofferenza e d'amore vissuto con una devozione che profuma di purezza, trasmesso con una delicatezza che penetra i nostri cuori accarezzandoli soavemente ... il racconto del suo stato interiore mentre riprendeva il prodigio con la telecamera e i suoi occhi versavano lacrime. “... Gesù soffre ...”, dice “Gesù continua a soffrire ... le mie mani che si sono bagnate con il sangue di Gesù Cristo ... poi lui si riprende come sempre ... e facciamo cena insieme e io che sono un domandone lo “stresso” facendogli continuamente domande ... e lui veramente non perdeva la pazienza mai, non si arrabbiava mai! ...”. Dalle lacrime d'emozione alle risate per la simpatia che questo nostro caro fratello di origine ebraica (il papà di Gerusalemme, e la nonna di Betlemme) ci trasmette, raccontandoci aneddoti vissuti in quei giorni, con quella simpatica inflessione “cantata” della lingua cilena ... poi il racconto della stupenda conferenza tenuta da Giorgio a Viña del Mar, la profondità delle domande della gente semplice ...  gente che si avvicinava per toccarlo, per baciarlo e abbracciarlo ... “Noi che lo proteggevamo ... io scattavo foto ...” ... delle chiamate giunte dopo la conferenza di anime che chiedevano di sapere di più, di altre che già desideravano entrare a far parte dell'arca ... “e mentre lo accompagnavamo nella casa che lo avrebbe ospitato le stelle sembravano essere più luminose di sempre ... e lui guardando verso il cielo mi dice: -Dove sono le Pleiadi?- Sono lì gli dico. -Lì c'è un pianeta che si chiama Maya, da lì vengo io-. Ci dice. Bene ... io veramente non volevo niente di più ... poi mi dice -Dov'è Alfa Centauri? Da lì viene Setun Shenar- ... Queste sono le cose che fa Giorgio ... queste sono le cose che muove con la sua energia, riunendo tante persone e portandole in alto ... veramente, lo ripeto ancora”, dice Marco Antonio con il pianto in gola, “non so se me lo merito ... credo che dalla settimana scorsa fino ad oggi sono cresciuto come essere umano, so che devo crescere ancora tanto perché sono un essere limitato e commetto errori ma sono stato premiato. Sono stato premiato con l'arrivo tre mesi fa di nostro figlio che è un essere spettacolare che Giorgio ha chiamato David ... e poi l'arrivo di Giorgio quale regalo più grande ...”. Il racconto di Marco Antonio prosegue poi con il racconto del viaggio a Peña Blanca e la sublime esperienza con la Vergine: “... ad un certo punto mi sono accorto che Giorgio cambiava la sua forma di essere e mi sono accorto e lo sentivo che stava comunicando con qualcuno e all'improvviso mi dice: -Marco Antonio che giorno cade il dieci di maggio 2010?- Io guardo nel cellulare e gli dico: Giovedì. -La Vergine mi ha dato un incarico-, questo mi ha detto, niente di più. ... noi eravamo stati lì una settimana prima ma ora sembrava tutto differente, tutto impregnato di quella energia, anche gli uccelli non erano gli stessi, l'ambiente era distinto ...”. Solamente quando rientrarono a Santiago del Cile si resero conto della dimensione di quanto accaduto, leggendo il messaggio che Giorgio  riportò per iscritto da divulgare a tutte le arche e osservando le foto, in particolare quelle scattate da Erika che mostravano il volto di Giorgio in estasi e un astronave che dal Cielo presenziava  all'apparizione. “Sono venuto con la mia signora”, dice Marco Antonio concludendo “non potevo mancare verso Giorgio che mi ha “stressato” tanto, dicendomi continuamente: Marco Antonio ti aspetto a Rosario, ti aspetto a Rosario, ti aspetto a Rosario”, la simpatia del nostro fratello cileno ci contagia tutti, lo abbracciamo con un forte applauso. “Ti ho promesso il rubino” dice Giorgio abbracciandolo sul palco e mettendo la pietra tra le sue mani, “e ora te lo dono”.

Marco ritorna a sedersi al fianco di Andrea. L'incontro prosegue con un altro fratello chiamato a parlare. Juan Alberto chiama quindi al tavolo dei relatori il responsabile per il Paraguay, il caro Omar Cristaldo che viene salutato con un grande applauso. Giorgio ringrazia lui, sua moglie Ilda e Graciela per l'instancabile lavoro portato avanti fino ad oggi con grande impegno e con grandi difficoltà, soprattutto a livello economico, ma anche con grandi risultati. Le varie attività che vedono seriamente impegnati tutti i componenti dell'arca si suddividono in attività operative della Funima che si svolgono presso la mensa di Villetta e presso il “merendero” situato al centro di Asuncion che diverrà presto anche dispensario medico. Un centro coordinato dalle carissime Ilda e Graciela che raccoglie centinaia di bambini dalle strade della città. E le attività dell'associazione “Dal cielo alla terra” e di “Antimafia” che Omar, insieme al fiscale, nostro carissimo fratello Jorge Figueredo, aiutati da altri fratelli, portano avanti con grande successo, organizzando incontri pubblici e conferenze all'interno delle scuole e delle facoltà del paese, denunciando la corruzione a risvegliando le coscienze soprattutto quelle giovanili. Giorgio si sofferma a spiegare quanto sia delicato parlare di questi temi in Paraguay dove si rischia la vita ogni giorno per molto meno, così come accade in Sicilia. “Mi emoziona” dice Giorgio “vedere nelle foto che ci mandano, la grande quantità di giovani che riempiono le piccole sale delle scuole dove Omar tiene le sue conferenze, non so come ci riesce, ma riesce sempre ad avere i permessi e a parlare a questi giovani della Verità”.
Omar Cristaldo spiega quindi il motivo per cui si sentono spinti a parlare a quanti più giovani possibile che è quello di prepararli alla seconda venuta del Cristo, di annunciare loro questo prossimo grande evento. In realtà, ci dice Omar, adesso sono i dirigenti stessi della scuola a chiedere che questi incontri proseguano. Poi le parole di questo nostro amato fratello sono rivolte a Giorgio, ad un profondo ringraziamento verso di lui e verso Colui che rappresenta sulla Terra del quale attendiamo trepidanti il ritorno. “Il nostro apporto Giorgio è un piccolo granello di sabbia per l'amore immenso che sentiamo verso di te e verso il Cristo, per questo continueremo dando tutto ciò che possiamo ... Speriamo alla fine” dice profondamente emozionato “di poterti togliere un pochino del dolore che senti per l'umanità. Ti amiamo tantissimo Giorgio e continueremo a collaborare con te e con il Cristo prima della Sua seconda venuta”.
Giorgio ringrazia Omar, seguito dal forte applauso dei  presenti, mettendo poi in evidenza il valore umano e spirituale del dottor Jorge Figueredo, un essere molto umile e semplice dietro al quale si nasconde una personalità importante in Paraguay, un giudice fiscale che lavora all'interno del Paese e che molto presto riceverà l'incarico di prendere servizio presso un ufficio al dipartimento penale di Asuncion. “Una persona valorosa”, dice Giorgio “che opera sia all'interno del suo lavoro denunciando corruzioni e criminalità, sia nelle nostre attività operative”. Lo invita quindi ufficialmente e pubblicamente, con sua grande sorpresa, come relatore alla prossima conferenza Antimafia che si terrà il prossimo 19 luglio a Palermo per l'annuale incontro di commemorazione a Paolo Borsellino.
La prossima rappresentante delle arche a parlare è la nostra Erika Pais. Giorgio la presenta così: “Erika è la sorella che ho sempre desiderato, io e mio fratello Filippo, che vi abbraccia tanto, avete letto le ispirazioni che sta mandando, bene io e mio fratello sempre abbiamo desiderato una sorellina che mai è arrivata e quando ho incontrato Erika, che dal viso somiglia molto alla mia mamma da giovane, era come se l'avessi trovata. Come sapete il Cielo mi ha dato l'ordine di eleggere una base permanente nel Latino America, un punto strategico energetico spirituale da dove poter continuamente viaggiare per tutto il resto del Sud America. Il Cielo ha eletto l'Uruguay e ancora più specificatamente Montevideo dove dal 2004 io mi sono trasferito per alcuni anni e dove ho incontrato una famiglia di fratelli che oggi Erika rappresenta, insieme a Jean Georges Almendras, che non è presente ma che vi manda i suoi saluti. Almendras, l'amico di sempre, da venti anni, forse trenta ... e sono arrivato in questa casa, ho incontrato Anubis, Gonzalo, il Chaco e tutti  gli altri fratelli che oggi sono quasi tutti presenti, non solo di Montevideo ma anche di Fray Bentos, Maldonado, Colonia ... tutta l'Uruguay, unita. Erika è una figlia della vita per questo tutte le arche la amano, mi rappresenta perché lei rappresenta anche la sofferenza. Erika è stata detenuta in carcere per cinque anni perché prima di integrarsi nell'arca lei faceva parte di un gruppo rivoluzionario che aveva l'idea di cambiare la società, aveva quindi i valori Cristici dentro e prima di incontrarsi con me li esprimeva in quella forma. La arrestarono (dopo averle sparato un caricatore nella pancia), la processarono e nel carcere divenne una leader, difendeva i diritti dei carcerati, cercava l'unione, poi ha conosciuto Georges Almendras durante un ammutinamento durante il quale Erika fu eletta negoziatrice tra i detenuti e le autorità e grazie alla sua negoziazione nessuno rimase ucciso e riuscirono ad ottenere la pace all'interno del carcere. Questa è Erika. Di fatto il Cristo a chi elesse? Carcerati, pescatori, prostitute, gente che aveva l'amore e lo esprimeva in una forma umana ... poi nel momento in cui mi ha incontrato si è legata a me, è un eccellente scrittrice, un eccellente oratrice, tiene infatti una trasmissione radio con altri fratelli che sono qui presenti, Lei è parte della mia famiglia, come tutti voi, ed è anche la rappresentante della base per tutto il Latino America, penso quindi che si merita questo omaggio insieme a tutti i fratelli dell'Uruguay ... quando io non sono fuori per incontri pubblici, quando non mi trovo in altri paesi, loro sono coloro che sopportano il mio silenzio, il mio parlare poco, loro sono come i fratelli che stavano accanto a San Francesco che quando non viaggiava aveva bisogno di essere servito più che di servire. E questi sono loro con me”.  Un applauso viene rivolto di cuore ai 68 fratelli venuti da tutte le arche dell'Uruguay.

Erika sale sul palco molto emozionata, le sue parole sono rivolte ai suoi fratelli dell'Uruguay che sono stati sempre tutti presenti, anche se a volte simbolicamente attraverso un rappresentante, a tutti gli incontri delle arche, ma dopo poche parole il nodo alla gola trattenuto fino a quel momento si scioglie in lacrime, lacrime che sembrano discendere dal volto e dal cuore di una bimba ... con la stessa purezza d'animo. Un forte applauso vuole accarezzare quello spirito di bimba, donna, madre, amica e guida di questa nostra amata sorella che pur tanto forte e determinata questa volta trova difficile portare avanti quel discorso ... ma tra le lacrime e i singhiozzi che ci fanno vibrare dentro, continua ... “Penso che Giorgio ... come gruppo, come fratelli ci ha fatti tutti persone migliori ... penso che in ognuna delle nostre vite c'è un prima e un dopo Giorgio. Posso testimoniare che ognuna delle vite degli integranti dell'arca è migliorata dopo averlo conosciuto. Gesù Cristo diceva che nessuno sarebbe giunto al Padre se non attraverso di Lui, io penso che noi giungiamo al Cristo solamente attraverso di Giorgio e lui ha fatto in modo che potessimo realizzare questa forza che abbiamo dentro che non sapevamo come esprimere”. Erika parla del suo desiderio sin da bambina di un mondo migliore, del suo non credere a questa vita come a una vita normale, del suo non credere all'inganno di essere stati chiamati a vivere solamente per lavorare. Poi con tutta l'emozione prosegue parlando dell'importanza di incontrarsi con Dio, con il Cristo, della volontà di dover distruggere questo sistema dove l'anticristo è riuscito ad intrappolare gli uomini. Erika parla ancora dei suoi/nostri fratelli dell'Uruguay che, alcuni di loro, ancora prima di conoscere Giorgio avevano appoggiato delle cause giuste e seppur nel silenzio sono stati al fianco dei più deboli. “Le arche dell'Uruguay hanno la caratteristica di essere riusciti a realizzare una comunione tra spirito e materia ed è stato Giorgio a spingerci, ad insegnarci, a prepararci per permetterci di svilupparla ... Non ho parole per esprimere ciò che sento” ... l'emozione esplode quando giunge al racconto della forte esperienza vissuta a Peña Blanca, non è la prima volta che il Cielo la chiama ad essere testimone di quella visione: “Mi allontanai dal gruppo perché un fratello cileno mi dice: -Devi scattare foto!- Allora vedo la statua della Vergine e penso: -Forse è lì che devo scattare! E mi avvicino. Ma quando arrivo davanti ai Suoi piedi mi inginocchio e inizio a piangere e a singhiozzi Le dico che sono molto limitata, molto debole, che sono una peccatrice, che ci sono molte cose che devo sanare nel mio interiore ... In quel momento capisco, sento che il Cristo e Lei ascoltano le nostre preghiere e capiscono tutte le nostre debolezze umane, tutti i nostri peccati, prendo coscienza che Loro non vogliono santi, che non hanno bisogno di noi come santi perché già sanno come siamo fatti e conoscono anche il mondo in cui viviamo. Allora Le dico: -So che sono una chiamata ma non una eletta, però questo è ciò che sono e l'unica cosa che voglio è che il tempo che mi resta da vivere lo possa vivere servendo questa opera, rettificando l'alleanza che ha offerto oggi Juan Alberto, non importa ciò che accadrà dopo, nè quanto mi resta da vivere, questo tempo lo voglio vivere al lato di Giorgio e dei miei fratelli ... Giorgio”, continua Erika concludendo il suo intervento  “non so cosa dirti di più di quanto non ti abbia già detto, al di là di tutte le fesserie” con i visi pieni di lacrime riusciamo a esplodere in una risata ... “Per me sei la forza, questa luce che ci viene dal Cristo, sei un suo degno rappresentante sulla terra. Voglio ringraziare tutti voi, in special modo i miei fratelli dell'Uruguay per la pazienza, l'appoggio e la tolleranza che hanno avuto con le mie debolezze, con il mio carattere ... niente di più ... grazie a tutti”. Un applauso forte e sentito abbraccia la nostra cara Erika.
Giorgio riprende quindi la parola per parlare del comedor di Montevideo “Un rayo de Luz” che Raul coordina con i nostri rappresentanti Alicia Becerra, Chacho e altri fratelli. Giorgio presenta a tutti la cara Elena che è praticamente la mamma di tutti quegli Angeli che quotidianamente si recano alla mensa per ricevere un pasto caldo e un po' d'Amore, ringraziando poi i fratelli italiani che hanno permesso la presenza di oltre 80 bambini al giorno. Sottolinea poi l'importanza delle varie attività dell'arca ... il gruppo di cultura ... le denunce sociali ... chiedendo a tutti i presenti delle arche dell'Uruguay di alzarsi in piedi per un applauso ...  ringrazia Gonzalo venuto con la sua compagna, la cara Claudia, e la piccola dolce Ambar, e Anubis che vive praticamente nella nostra casa lavorando dieci ore al giorno in segreteria. Giorgio chiede poi un applauso per una persona molto cara, di grande talento, un professionista, il notaio Domingo Silva che chiama sul palco. “Lui mi da molta forza quando grida la sua rabbia carica di giustizia” dice, “... quando vado all'arca e parlo con lui, rientro a casa con quella rabbia dentro che mi da molta forza per continuare a denunciare le ingiustizie. Si è occupato per tanto tempo di politica ma adesso crede che l'unica politica è il Cristo”. La parola passa al caro Domingo che emozionatissimo per l'inaspettato intervento di Giorgio in suo onore dice: “Oggi parlavo, ai miei compagni del programma radio che conduciamo, dell'emozione che sento dentro, credo che è la stessa che sentiamo tutti quando entriamo in questi luoghi. Ciò che posso dire è che è impossibile non dare la vita per questa causa, per il Cristo, per Giorgio, per i fratelli, è impossibile non farlo. Niente di più. Grazie Giorgio”. Un abbraccio e un altro applauso al caro Domingo e subito dopo Giorgio anticipa importanti discorsi che verranno affrontati nel corso della serata.

La parola passa quindi a Juan Alberto che presenta il prossimo relatore: “Chiamo ora una persona che per il solo fatto di essere potuta venire oggi qui è un regalo del Cielo: Mara”. Giorgio prende il microfono e racconta quando il 27 dicembre dell'anno 1989 uno stretto collaboratore di Eugenio Siragusa, Orazio Valenti, giunge nella sua casa per un reportage fotografico da consegnare ad Eugenio sulla sanguinazione delle stigmate ricevute da appena tre mesi sulle mani. In quel giorno racconta Giorgio si manifestò sulla stigmata della mano destra il volto del Cristo con la corona di spine. “E quella notte” prosegue, “quando tutti i fratelli erano andati via e rimasero solamente Mara e la mia famiglia, presi una goccia del sangue delle stigmate e la misi nelle sue mani dicendole che sentivo fosse stata la reincarnazione di un capo della tribù degli Indios Navajos. Feci quindi un patto di sangue con questa figura che si era formata nella mia mano destra, patto che Mara accettò e che significava servire il Cristo e accompagnarmi a percorrere il mondo. Sono passati venti anni da allora, Mara è stata sempre al mio fianco e mi ha accompagnato in tanti viaggi durante i primi dieci anni, visitando quasi tutto il mondo. Negli ultimi anni questo stesso patto di sangue la invitò ad assumere insieme a mio figlio Giovanni un altra missione Cristica, quella di aiutare un missionario che oggi è qui presente: Raul Bagatello. E cosa potrei dirvi di più della storia di Mara, voi la conoscete perché è pubblica, ci sono tanti filmati che parlano di ciò che ha fatto per questa Opera, per questa Verità e per il Cielo. So, perché me lo ha detto il Padre Adonay, che lei è un essere molto, molto amato da Suo figlio”. La nostra Mara prende la parola con un emozione tanto forte da dover interrompere diverse volte il suo discorso. “Quando questa mattina abbiamo ricevuto la notizia che Giorgio ritardava perché aveva sanguinato”, dice “ho sentito che questo era un segno in più dell'importanza di questo incontro. Perché ... di cosa potremmo avere bisogno di più per capire l'importanza del momento?” dice Mara “così come la connessione ad internet ci permette di essere ascoltati in tutto il mondo, anche la connessione che stabilisce quest'uomo, che ci regala Giorgio con le sue stigmate, con la sua sofferenza ci collega con il Cielo...”. Mara legge uno scritto a nome suo, di suo figlio Aaron, di tutta la nostra famiglia e di tutti i fratelli italiani. Uno scritto che contiene il sentimento più profondo di questi anni vissuti accanto ad un essere come Giorgio “... Vi racconterò” dice “alcuni frammenti di una storia semplice, e vera ... mi onora poter testimoniare i fatti visti con i miei occhi della giovane ragazza che ero e che si è convertita in donna e madre, una storia tessuta di sorrisi e lacrime, di allegria e dolori ...” Mara parla del cammino della Verità nel nostro pianeta che è stato sempre tortuoso ed è sempre  passato per strade strette e parla del Maestro Gesù Cristo che pur essendo il figlio di Dio si è immolato in croce per noi “... e mentre si lasciava insultare, colpire e coprire di sputi nauseabondi disse a Sua Madre: io faccio belle e nuove tutte le cose ...”. Il racconto ci porta poi in Sicilia  nel momento in cui conobbe Giorgio in occasione della sua prima visita ad Eugenio Siragusa ... alla descrizione di un Giorgio giovane e tanto magro, al suo sorriso luminoso quando mostrò loro il Monte Manfrè nel vulcano Etna, gli incontri con Eugenio “... sin dall'inizio Giorgio aveva consacrato la sua vita alla verità e sia Lorella che Giovanni hanno vissuto tutto questo e lo testimoniano sempre”.  Mara continua ricordando le attività operative accanto a Giorgio, l'edizione del primo giornale, il periodico “Nonsiamosoli” redatto insieme a Filippo suo fratello, la nascita della nostra associazione Giordano Bruno ... poi l'arrivo delle stigmate quando Giorgio era padre di un bimbo di appena quattro anni: Giovanni, che ora dirige il gruppo dei giovani in Italia e la Funima International ... e ancora il valore indiscutibile di Eugenio Siragusa. Poi quel 2 di settembre 1989 Giorgio lascia tutto  “Ci ha reso partecipi” dice Mara “di questa straordinaria esperienza mistica che lo aveva toccato e ci ha chiamati per accompagnarlo e condividerla con lui ...” Mara come in un film ricalca passo passole tappe vissute durante tutti questi anni ... la diffusione del terzo messaggio di Fatima ... i viaggi per il mondo ... “le porte si aprirono” continua “e milioni di persone poterono vedere il segno, incluso coloro che oggi non seguono più questo cammino ... anche loro possono ricordare quante volte abbiamo visto Giorgio umile, insistente  finché si aprivano le porte dei mezzi di comunicazione ...”. Il racconto di questa nostra speciale sorella e amica, insostituibile pilastro della nostra Opera, parla della missione accanto a Giovanni, a Raul e alla Funima, del profondo significato di operare ai piedi della croce “... la confusione era grande in quel momento, era incontrollabile, solo alla Madre del Cristo, a Giovanni, alla Maddalena e a pochi altri fu concesso passare e poter restare di fronte alla croce del Maestro. Più in là dell'aspetto fisico di quel momento tremendo, terribile che ha marcato la sorte della nostra umanità, l'energia che si respirava in quel momento non poteva essere sopportata da qualsiasi persona ... operare, dare la vita per i bambini è come stare ai piedi della croce”. Il compromesso è altissimo e enorme la responsabilità, dice Mara, invitando tutti ad appoggiare Raul in questa missione ... “Oggi fratelli ci rincontriamo qui riuniti sopra lo stendardo di un passaggio d'epoca che trasformerà questo mondo e tutto il sistema solare. Questo è il tempo del ritorno del Cristo ... la presa di coscienza non è priva  di sofferenza perché non abbiamo la forza per demolire i falsi preconcetti sulla vita, sul valore sacro dell'amicizia, della fedeltà, dell'obbedienza o sul profondo significato della famiglia che va oltre l'aspetto della consanguineità ...”. Mara ricorda uno dei messaggi di Eugenio Siragusa che parla di Giorgio come il Calice della Comunione Cristica, un messaggio confortato dalle opere e dalla vita di quest'uomo ... ricorda che Lui, il Maestro, la Via, la Verità e la Vita è sempre presente nella nostra vita, si sofferma sulla responsabilità di ogni nostro gesto che inevitabilmente si ripercuote nel gruppo e nell'opera che serviamo, sull'importanza di non isolarsi, di essere sempre in pace con il nostro fratello, sul valore dell'unione che Giorgio sempre insegna e il valore del perdono ... “Dobbiamo unirci ed essere forti e degni soldati dell'esercito del Cristo, dobbiamo crescere dentro per combattere fuori chi sta contro di Lui ... duemila anni fa fu crocifisso il Figlio di Dio  e oggi questa umanità infanticida continua ad uccidere i propri figli non dandole un futuro ... tutto questo abbiamo riflettuto in Italia in una notte di novembre mentre Giorgio stava qui con voi ... Mara è una piccola parte di quel grande mosaico formato dai frutti dell'Opera di quest'uomo, Giorgio Bongiovanni ... seguendo l'esempio di Giorgio abbiamo rotto gli schemi del passivo vivere, abbiamo rinunciato alle apparenze, vivendo ogni giorno per appoggiare l'Opera e la sua missione che è anche la nostra ... quante volte ha detto sanguinando che la sua missione era la nostra ... allora dobbiamo farla nostra, però ora, adesso, prima che sia troppo tardi ...”. Mara spiega l'importanza di non alimentare invidie, polemiche tra di noi perché tutto ciò che facciamo, noi che lo rappresentiamo, inevitabilmente si ripercuote su di lui ... “Giorgio rappresenta un tesoro prezioso, una fonte dalla quale tutti possiamo bere ... Mettiamo in pratica, fratelli, e facciamo cose buone mentre questi personaggi sono in vita  ... non temiamo le avversità e le persecuzioni perché sono queste quelle che ci mettono ai piedi della croce e la croce le proietta alle porte del Cielo”. Un lunghissimo applauso per le parole emozionanti di Mara che lasciano un segno profondo dentro il cuore dei fratelli. Poi Daniel informa che tutti i fratelli di Studio 3 in Italia sono in collegamento e stanno ascoltando tramite stream. Tra tutti è presente anche Lorella. Giorgio si alza in piedi, “Chiedo al Padre che mi dia la forza necessaria per non emozionarmi troppo” dice “io so che l'amore non si può esprimere con le parole pur sublimi che siano, le parole non sempre arrivano al cuore con la forza vera dell'amore che una persona prova per un altra, allora per spiegare l'amore, per dare un messaggio a tutta l'arca dell'Italia e in particolare a Lorella e a mio figlio Giovanni vi racconto un piccolo aneddoto”. Giorgio racconta un episodio avvenuto durante la sua permanenza in Cile quando Marco Antonio gli chiese perché non chiedeva a Gesù di togliergli le stigmate almeno per un ora per potersi fare almeno una doccia. “Lui non sapeva” dice Giorgio “che quella domanda nascondeva dietro qualcosa di molto importante che mi permetteva di spiegare l'amore che ho per Giovanni e Lorella. Gli chiedo: che giorno sei nato? Lui mi risponde: l'11 di novembre. E fu per questo che mi fece quella domanda, perché l'11 di novembre è nata Lorella. Gli risposi che l'unico motivo per cui chiederei al Cristo di togliermi le stigmate per un ora sarebbe solamente per insegnare Lorella a nuotare.” ... Giorgio piange come un bambino e in quelle lacrime tutto l'amore e la devozione per due esseri sacri che sono parte di lui, del suo essere, del suo spirito, della sua vita. Le sue lacrime e la sua forte emozione si prolungano nei visi e nei cuori di tutti i fratelli presenti e di quelli che ascoltano collegati da tutte le parti del mondo ... “Caro Giovanni ... Lorella mia ... un bacio grande per voi .. la Vergine è presente nella mia casa, una parte di Lei, un raggio della Sua Luce si manifesta attraverso Lorella e Giovanni”.
L'emozione diviene incontenibile.
Appena Giorgio ha la forza di riprendersi, Raul prende la parola raccontando la sua esperienza con il Cristo e la Vergine che gli cambiarono la vita. In particolare si sofferma a raccontare quel giorno dell'anno 2001 quando la Vergine gli apparve per affidargli la missione della Funima e per chiedergli di recarsi in Italia da un uomo, uno stigmatizzato, Giorgio Bongiovanni (che conosceva dall'anno 1998) e dargli un messaggio. “No, non posso andare per dirgli questo” dice Raul umilmente alla Vergine, ma Lei insiste “Si devi andare e dirgli ciò che ti ho detto”. Raul racconta che pur non avendo la possibilità economica riuscì a trovare i mezzi per poter recarsi in Italia e per affrontare il viaggio cercò la compagnia di altre tre persone (suo fratello Riccardo, suo cugino Miguel, il suo amico e fratello Raul Blazquez) per trovare il coraggio di parlare con Giorgio. Quando arrivò in Italia sperava e pregava di non incontrarlo personalmente, dice Raul, raccontando lo stato d'animo di profonda ansia di quei momenti e provocando le risate dei fratelli che ascoltano. “Dimmi Raul cosa sei venuto a dirmi?” gli chiede Giorgio durante la cena alla quale lo aveva invitato:  “Io gli dico” continua Raul “devo parlarti da solo! Ma lui mi risponde: -No Raul (e questo fu un insegnamento perfetto per me), tutti coloro che sono presenti qui sono i miei fratelli e ciò che posso ascoltare io, possono sentirlo anche loro... allora morto per la vergogna tanto da non riuscire nemmeno a guardarlo in faccia gli dico che la Vergine mi aveva raccomandato di dargli un messaggio e che io dovevo adempiere a quell'ordine”. Il messaggio era questo: “La Madonna mi ha detto che l'energia che ti compenetra, quella che sta in te, quella che si muove intorno a te, quella che tu porti in tutti i lati, è l'energia del Cristo, so che l'energia del Cristo sta dentro il tuo corpo ... questo mi ha detto la Madonna... e dove voglio arrivare raccontandovi questo” continua Raul, “al volervi trasmettere che io ho sempre rispettato Giorgio totalmente, per la sua forza, per i suoi insegnamenti, per la vibrazione armoniosa che lascia sempre intorno a se ... alcuni potranno vederlo come una persona però per me non è solamente una persona. A me l'ha detto la Vergine, dietro di lui e della sua umiltà si nasconde un grande personaggio e questo personaggio è il Cristo, è l'energia cristica ... e fino ad oggi ti vedo così e passi quel che passi, non mi separerò mai dal tuo fianco perché quando il Cristo e la Vergine mi diedero il primo messaggio nell'anno 1993 mi dissero che una delle mie missioni sarebbe stata quella di fare “sanazioni” e Gesù aggiunse a questo, una cosa molto importante: -Anche se non mi vedi io sempre starò al tuo fianco- E oggi capisco che è normale che non lo veda perché so che sta al lato mio. Ti amo Giorgio”.
Una giornata fuori dal tempo e dallo spazio ... le emozioni si susseguono una dietro l'altra ... “Sono solo un messaggero” dice Giorgio prendendo la parola, “sono il servo del Cristo, quando Lui ritornerà resterete fulminati, quando il Cristo ritornerà e si manifesterà in tutta la Sua potenza e la Sua gloria saprete realmente chi Lui sia”. Poi prosegue dicendo che il suo compito è quello di diffondere la parola del Maestro e che non è il solo al mondo a farlo ma che ci sono tanti angeli che lo fanno nel silenzio della propria umiltà.

Un piccolo break chiude la prima parte dell'incontro. Per spezzare le intense emozioni, un simpatico gag ideato dal caro Juan Carlos chiama al rapporto alcuni fratelli per sfilare con delle magliette che riportano ognuna un numero che si avvicina al 144.000 suscitando le risate del pubblico.

E giunge il momento dei doni per un anniversario che rappresenta per tutte le arche un momento di raccoglimento e di nuova partenza per la parte più importante dell'Opera: quella finale.
Alejandra Berenyi dona un bellissimo quadro da lei dipinto di una rosa fiorita sulla croce che viene offerto come premio della lotteria organizzata per la raccolta fondi da destinare all'Opera.
Juan Josè a nome dell'arca di Buenos Aires porge a Giorgio un altro dono: una lastra di cristallo con una rosa che fiorisce sulla croce sotto la quale si legge: Benedetto colui che viene nel nome del Signore ... “E' un omaggio ai tuoi 33 anni di Opera da parte di tutti noi, 33 anni di Opera cristica ...” dice Juan Josè. Giorgio coglie quel momento per esprimere la sua ammirazione al gruppo dei fratelli della città di Buenos Aires che nonostante le difficoltà, nonostante le grandi differenze tra l'uno e l'altro, l'umiltà, la pazienza, la tolleranza hanno vinto e il gruppo continua ad incontrarsi e portare avanti le varie attività, “Juan Josè che rappresenta me e Juan Alberto a Buenos Aires si preoccupa di farmi avere sempre le informazioni sulle riunioni che fanno e sulle varie attività”. Grazie a questi risultati Giorgio anticipa la riapertura prossima dell'arca che in realtà non è mai stata chiusa a livello spirituale, chiede solo di avere ancora un poco di pazienza e di continuare  a perseverare. Il successo della conferenza tenuta al Bauen, dice Giorgio, è la prova della presenza di tante persone che lavorano nel silenzio, senza protagonismo ... “Quando il cielo vuole parlare a tutto il paese argentino, Buenos Aires è il posto dove io posso dare il messaggio a tutta la popolazione argentina, essendo la capitale, quindi spero che le vostre riunioni seguano e che continuiate a superare tutte le barriere ... vi ringrazio tanto per questo regalo che viene dalla capitale di questo paese dove vivono fratelli che cinque anni fa mi hanno aperto le porte ... sento questo e so che anche Juan Alberto sente lo stesso, porte necessarie per potermi recare in tutta l'America del Sud, è l'unico luogo dal attraverso la televisione posso giungere a tutti gli angoli dell'Argentina e in molti altri paesi del Sud America. Buenos Aires è un punto molto importante per l'Opera in Argentina, così come lo è Montevideo per l'Uruguay e Asuncion per il Paraguay, per questo è importante che continuiate a restare uniti lavorando così come state facendo ora. Io starò con voi”. Giorgio ringrazia poi ancora una volta Santiago Lanus e Rafael Piagio per il loro importante impegno nel lavoro ai due siti che parlano delle apparizioni di Garabandal l'uno e delle tante apparizioni mariane l'altro. Materiale di un prezioso apporto per la realizzazione del video richiesto dalla Santa Madre direttamente a Giorgio. “Voglio ringraziare”, dice ancora Giorgio“un essere speciale che filma sempre le mie conferenze che si chiama Ale Berenyi. Un essere che io amo tantissimo e alla quale sono grato per avermi sempre accompagnato soprattutto all'inizio della seconda parte di questa opera qui nella città di Buenos Aires, che mi ha aperto il suo cuore, ti ringrazio e ti ti amo tanto per ciò che hai fatto per me e per questa Opera e sempre ti ringrazierò a te e a tutti, ve lo chiedo in ginocchio restiamo uniti tutti! Juan Josè è un segnale positivo significa che a Buenos Aires abbiamo guerrieri! Grazie, grazie a tutti”.

 

Juan Alberto chiama la dolcissima Paola Becco per presentare il suo bellissimo libro pensato per  i bambini e i giovani “... affinché ritornino ad identificarsi con la propria radice che è la fonte, cioè nostro Padre”. Il libro viene offerto da Paola e il suo caro compagno Agustin e messo a beneficio dell'associazione “Dal cielo alla terra”. Un applauso alla carissima Paola ed è il momento della proiezione dei filmati realizzati dai nostri fratelli per l'occasione.
Juan Alberto presenta il video realizzato, in collaborazione con l'Italia,dai carissimi fratelli de la Plata, un video ideato dalle due bellissime gemelle Vanessa e Giorgina figlie della nostra carissima Carmen. Le immagini con un sottofondo musicale mostrano tanti momenti vissuti insieme a Giorgio fin dalla prima visita in Argentina negli anni '90. Il filmato ha inizio con la voce di Juan Alberto che dice: “Oggi, 20 di novembre dell'anno 2009, delle parole comparvero nella mia mente mentre una profonda emozione esplodeva nel mio cuore trasformandosi in pianto. Successivamente dopo, mi resi conto che queste parole, questa emozione era anche quella dei miei fratelli che si manifestavano vive nella mia coscienza e dicevano così: - Venti anni di un miracolo quotidiano che si manifesta davanti ai nostri occhi, venti anni di sofferenza di un giusto, venti anni di alchimia sacra che si fa sangue per la nostra redenzione, grazie Giorgio per la tua dedizione, grazie Maestro Gesù per la tua presenza, grazie Padre per darci la vita. Amen”. Le immagini scorrono sullo  schermo mostrando le tappe di venti anni di missione con volti conosciuti e volti, per molti, sconosciuti di fratelli che non sono più tra noi, immagini di particolari momenti vissuti con Giorgio da coloro che lo accompagnavano e dai fratelli che gli stavano accanto .... un applauso fortissimo chiude il toccante ed emozionante video ...  “Le immagini mi fanno sentire che tutti siamo una famiglia, che il nostro unico Padre è Adonay, che siamo tutti fratelli, che il nostro unico Re è il Cristo e la nostra unica Madre è Maria Santissima” dice Giorgio.

Prima di lasciare spazio ad un altra proiezione, un altro significativo momento.
Dopo la stella consegnata al carissimo Andres durante i giorni di permanenza a Rosario in occasione del Congresso Antimafia in un momento di particolare emozione, oggi Giorgio consegna il prezioso rubino alla dottoressa Alicia Bargut. “Un essere che io amo tantissimo” dice, “che conosco come Ines e Juan Alberto da molti anni ... sempre nel silenzio, sempre nascosta, non appare mai ma in realtà è sempre presente con il suo impegno, con la sua disponibilità, con la sua intelligenza. Grazie”. Un applauso corona questo momento di intensità spirituale e di grande gioia per questa nostra preziosa sorella.

Poi lo spazio alle immagini di un altro video realizzato, in onore dei 33 anni di Opera di Giorgio su questa terra, dai carissimi fratelli di Campana, Paola e Agustin. Un video  dove le immagini di Giorgio, della sua Opera, degli esseri che lo accompagnano e che gli sono stati affidati in questo tempo, si alternano con le immagini del Padre Sole, della Sua corona solare e del Cosmo infinito ... un forte applauso e ancora tanta, tanta emozione chiudono anche questo istante ... “Grazie a te” dice Giorgio a Paola“e grazie a chi si è servito del tuo essere per realizzare questo filmato. Ringrazio l'angelo che ti ha fatto fare questo e ringrazio te come suo strumento”.

Un altro dono viene poi consegnato a Giorgio e a noi che lo accompagniamo: un bellissimo e prezioso porta chiavi con impressa una farfalla donato dall'arca Lily Mariposa, simbolo dell'arca di Rosario. “Le emozioni oggi sono molto grandi” dice Giorgio “ma questa sarà la benzina che ci darà forza quando rientreremo ognuno nei propri paesi, quella forza che ci permetterà di continuare a lavorare per il Cristo e per la Vergine” e prosegue: “Oggi qui è presente il Cristo e con Lui vari Suoi angeli. Uno di loro in particolare è l'angelo della guardia dell'arca di Rosario che porta il suo nome. Il nome che io gli ho dato in sua memoria. Lei”, dice Giorgio, “protegge tutti i miei fratelli dell'Argentina ma in particolare i fratelli di questo luogo, sto parlando di Liliana Rambaldo, la mamma di tre figli meravigliosi che sono qui presenti e la sposa di un uomo meraviglioso che è Juan Alberto. Quindi io ti ringrazio Liliana per la tua presenza, per la tua essenza e per il tuo essere sublime”. Un grande applauso abbraccia la nostra amata Liliana, poi Giorgio ricorda i fratelli scomparsi in questi ultimi anni  ... Pedro Romaniuk, Ricardo, Erika, Cristian, Carmen, Anna ... in particolare uno che li rappresenta tutti: Eugenio Siragusa “che” dice Giorgio, “sta sempre con me a prescindere che molti lo sappiano o meno, è Lui il Consolatore Promesso, la voce della verità, mio padre Eugenio Siragusa”. Tutti, in piedi, applaudono per alcuni minuti con le lacrime che continuano a rigare i visi di molti. Poi Ines prende la parola molto emozionata per esprimere il profondo sentimento che lega tutti loro, alcuni in particolare, alla figura di Liliana e per trasmettere l'amore che tutti gli integranti dell'arca sentono per tutti i fratelli del mondo e che ogni preghiera è dedicata oltre che a Giorgio anche a tutti coloro che lavorano per lui, per il Cristo, per la Sua Opera, nessuno escluso. “La porta della nostra casa è sempre aperta”, dice Ines, “non sapete quale grande gioia possa essere stato sentire suonare quel campanello, aprire la porta e vedere alcuni di voi venuti a trovarci ... Questa casa è di tutti voi, noi abbiamo solo il compito di custodirla ...”. Poi Ines chiede a Giorgio di benedire le candele preparate dai giovani dell'arca per consegnarle a tutti, a tutte le arche e a tutte le mense, un simbolo per ringraziare la Vergine per tutto ciò che ci ha donato e affinché ci dia la forza per andare avanti nel cammino. Il ringraziamento più grande ovviamente a lui fautore di tutto questo.

Giorgio riprendendo la parola ringrazia ancora tanti fratelli presenti, venuti dai luoghi più lontani dell'Argentina.
Poi, il timbro della voce si fa nuovamente profondo e le parole scandite lentamente creano, ancora una volta, quella vibrazione che ci porta su un altro piano: “E' molto importante la vostra presenza qui oggi, è importante che siamo insieme, che siamo riuniti qui. Noi tre (Giorgio, Juan Alberto e Raul) seduti davanti a questo tavolo, rappresentiamo tutti voi ma siamo solo strumenti di un corpo mistico... Il Cristo ci può chiamare in qualsiasi momento e chiederci la vita ...”. Giorgio approfondisce il concetto che quando un missionario viene chiamato dal Cristo appartiene solo a Lui, l'esempio viene rivolto in questo caso a se stesso, a Juan Alberto e a Raul, che nonostante possano avere una compagna e una famiglia, in realtà non appartengono a nessuno ma solamente al Cristo. “Allo stesso tempo siamo di tutti ... io sento che questa è la mia famiglia. Il Cristo ha detto: tutti coloro che fanno la volontà del Padre mio sono mio padre, mia madre, i miei fratelli, la mia sposa, i miei figli. Dobbiamo avvicinarci sempre di più al Cristo e tra di noi, sfruttare la Sua presenza a prescindere dalle nostre debolezze umane e dai nostri peccati. Non siamo perfetti, solo Lui è perfetto. Un messaggero di Dio, un Suo portavoce, un braccio destro o un apostolo quando elegge di servire l'opera del Cristo sa che niente più gli appartiene, perché tutto è del Maestro Gesù, Colui che presto si manifesterà, spero domani, a tutto il mondo. E quando questo accadrà Lui ci sposterà dai posti che occupiamo, tutti coloro che compongono il Suo Corpo Mistico diverranno solamente tutti fratelli, non esisteranno più i vincoli umani di questa società, non riceveremo gloria, onori ... il Cristo è l'unico padrone di tutto e il dono che ci ha dato è quello di permetterci di essere Suoi messaggeri, messaggeri di Dio. Nessuno può darci un regalo più grande, neanche Lui, perché già ce lo ha dato con la Sua chiamata. Tutto è Suo e quando ritornerà potrete rendervene conto, sono Sue le anime, gli spiriti, la Terra e tutto ciò che si è costruito sopra di essa. Certo Lui può, se vuole, dispensare i Suoi doni, concedere una grazia a chiunque di noi ... ma già solamente il fatto che ci abbia chiamato ... che mi abbia detto: Vieni Giorgio, vuoi essere uno dei miei messaggeri prima che Io ritorni? Vuoi annunciare il Mio ritorno? ... Questo è il premio più grande. Non possiamo chiedere di più. Tutto appartiene a Lui tranne gli errori umani, quelli sono i nostri, ma le virtù, i miracoli, le realizzazioni interiori sono merito del Cristo che ci spinge a queste opportunità. Così, con questo valore, con questo sentimento di timore, con il mio amore universale vado avanti. Timore quando penso: -Cristo mio se mi sbaglio ti comprometto!- Ma poi penso che la Tua Opera è tanto grande che può superare tutte le barriere umane e io sono solo una parte del Tuo Corpo Mistico, il dito di una mano o forse meno, però sono sempre una parte del Tuo corpo ... Chiunque di voi si senta chiamato a servire questa Opera, che sia Dal Cielo alla Terra, Funima, la lotta contro la mafia o altre organizzazioni come Greenpeace ... le missionarie di Madre Teresa di Calcutta e tante altre ... che si sentono chiamati dal Cristo, dalla Vergine di Fatima o di Garabandal deve vivere la missione con questo sentimento: niente ci appartiene, anche le anime che possiamo risvegliare appartengono a Lui e Lui ha il diritto di fare ciò che vuole con queste anime. A volte Satana entra nella mia mente e mi dice: tutti i fratelli sono i tuoi, tu li puoi manipolare, sottometterli alla tua volontà ma io gli rispondo: no fratello maledetto tutti i miei fratelli sono del Cristo. Perché Satana è un fratello maledetto, ma alla fine è sempre un fratello. Io non lo ignoro anzi lo ascolto e gli rispondo, mi interessa molto che mi visiti perché so che me lo manda il Padre, che mi proponga delle cose, ma lui vuole negoziare con me e a me non interessa negoziare con lui. Non dobbiamo accettare mai nessuna offerta da lui, dobbiamo rifiutare qualsiasi proposta ci faccia, perché ci mente, entra nella nostra mente e ci fa credere ciò che non è vero. Lui ci fa credere che ciò che ci sta intorno sia nostro, che questo sia di natura materiale, come una casa, o di natura spirituale, come l'amore del nostro compagno, di un figlio, di un fratello ... ci fa credere che ci appartenga. Noi dobbiamo invece capire, realizzare nel nostro interiore che non possediamo niente, neanche noi stessi. Tutto ciò che abbiamo appartiene al Cristo o a Suo Padre. Tutto è del Cristo. Anche la Sua Santissima Madre ci dice: -Fate la volontà di Mio figlio. Io sono qui, appaio in tutto il mondo affinché possiate avere la possibilità di inginocchiarvi ai piedi di Mio figlio, affinché possiate risvegliarvi e divenire Angeli di mio figlio-. La Madre Santissima non chiede niente per Se stessa ma solamente un po d'amore affinché il Suo Sacro Cuore Immacolato non pianga più. Lei stava sempre lontana da Gesù, lo ascoltava lontana, solamente sotto la Croce lo ha avuto vicino perché fu una delle poche persone che bagnò con la Sua Luce e con le Sue lacrime i piedi del Crocifisso, di quell'essere tanto bello, il nostro Cristo. Per questo vi chiedo che possiate risvegliare anime, che realizziate questo miracolo, che possiate conquistare questo tesoro che è quello di risvegliare un anima, ma ricordatevi sempre che il tesoro non è vostro ... per Lui io voglio diminuire giorno dopo giorno, per cedere il passo a nostro Signore affinché possa manifestarsi e possa parlare a tutti voi, a tutto il mondo che ora si trova totalmente nelle mani del demonio. Perché Lui è il Re, il nostro Re, noi siamo solamente i Suoi soldati, i Suoi sudditi. Adesso più che mai deve entrare nel nostro cuore questo concetto: niente ci appartiene, siamo del Cristo e siamo soli davanti a Lui. In questo momento siamo solamente Lui e noi, affinché possa fare di noi ciò che vuole. Poi, se ci vuole regalare con la Sua infinita misericordia una famiglia, una sposa, un figlio, fratelli o padri questa è solo per Sua bontà. Sentirsi soli e appartenere solamente a Lui e compromettersi solo con Lui, questa è la chiave per poter vivere con Lui. E Lui lo sa e se ha bisogno ci chiama come Suoi soldati. Io so che è difficile capire questo concetto ma siamo nel cammino giusto per realizzarlo ... Questa forma di vivere il Cristo, non lo dico con arroganza, è quella che mi permette di andare avanti e di dire: -Oggi sono qui, domani non so dove sarò-. Questo è ciò che dico alla mia famiglia e voi sapete quanto amo la mia famiglia, quella grande spirituale e quella anche umana ma loro sanno che domani non so dove starò, so solo che starò lì dove il Cristo vuole che stia. Anche all'inferno se Lui desidera che stia all'inferno e anche lì lotterei per trasformare l'inferno in un paradiso ... ma anche lì mentre sto soffrendo per bruciare i miei peccati, mentre sto bruciando nelle fiamme continuerei a parlare di Lui con la stessa coscienza con cui lo faccio oggi e sono certo che alcuni demoni si convertirebbero. Per questo non ho paura di niente perché sento il Cristo dentro di me. Qui nella terra in questo tempo mi sento all'inferno perché l'umanità si è trasformata in un inferno ma il Cristo mi ha dato un regalo che non merito: mi ha dato tutti voi, miei fratelli di tutto il mondo, per questo vi ringrazio tanto”.

Perle di Verità delicatamente si adagiano sui nostri spiriti per essere assorbite dalla nostra limitata coscienza. Juan Alberto prende la parola trasmettendo la riconoscenza per aver la possibilità di avere accanto un essere come Giorgio che come un faro illumina il cammino di tutti i fratelli in Cristo, indicando la strada ad ognuno. Racconta di aver ultimamente visionato alcune conferenze tenute da Giorgio nel passato in  Argentina e di aver scoperto, ascoltando nuovamente le sue parole, nuovi concetti spirituali, nuovi insegnamenti, come fossero stati espressi per la prima volta ... “Io prego il Padre tutti i giorni che mi dia la forza sufficiente per poter fare ciò che Lui si aspetta da me ...” dice Juan Alberto, ringraziando Giorgio per permettere a noi di poterci avvicinare al Cristo tanto da vicino.

Raul prende quindi la parola trasmettendoci la sua profonda tristezza per la grave situazione in cui versa l'umanità, nonostante in quel momento si senta circondato da Angeli sublimi e da una vibrazione di profondo amore. Tristezza nell'essere cosciente che sei o sette milioni di anime si dirigono inconsapevolmente ogni giorno verso l'autodistruzione, persone che non colgono i segni, non ascoltano il messaggio e continuano a portare avanti la loro vita come se ciò che sta accadendo non li riguardasse. Raul sottolinea poi l'importanza di tenere stretti i preziosi valori spirituali che il Cristo ci ha lasciato, e di non perdere il desiderio di lottare per questi.

Dal discorso di Raul Giorgio prende spunto per presentare, con l'aiuto di Gonzalo, la mappa interattiva pubblicata di recente nei nostri siti internet che mostra i punti più cruciali del nostro pianeta in cui si vivono alcune delle situazioni più gravi : guerre, fame, missili e armi nucleari su dati rilevati dai siti ufficiali ... poi il discorso prosegue sul gravissimo problema della disinformazione ... sulle motivazioni per le quali è fondamentale impedire la proliferazione nucleare ... sull'importanza di risvegliare quante più anime possibili perché possano rendersi conto del pericolo che corriamo ... sul panorama che troverà il Cristo al Suo ritorno sul pianeta.

Cosa fanno questi missili installati sotto l'Oceano Pacifico?” continua Giorgio “Sono dei sottomarini atomici che si trovano qui vicino, sotto l'Antartide, sono sottomarini degli Stati Uniti, della Russia, della Francia e della Gran Bretagna. Gli Stati Uniti e la Russia hanno missili intercontinentali installati anche nei propri territori, mentre l'Inghilterra e la Francia non hanno i propri missili all'interno del proprio territorio ma in altri punti del pianeta. Questi sottomarini hanno missili con testate nucleari che hanno la capacità di raggiungere dall'Antartide gli Stati Uniti o la Russia, possono percorrere fino a 12.000 chilometri, sono molto difficili da individuare e per questo rappresentano un pericolo permanente ... l'Europa è una bomba ad orologeria, così come il Medio Oriente ... per questo la Madre Santissima, la scorsa domenica quando è apparsa al fratello che ora vi parla, piangeva lacrime di sangue mentre gli comunicava il Suo messaggio e gli mostrava la terra ricoperta di fiamme di fuoco. Per questo Lei mi ha chiesto ancora una volta di diffondere massivamente il Suo messaggio attraverso questo video prima che l'umanità possa, da un momento all'altro, scomparire ... per questo vi chiedo aiuto affinché tutto il materiale inedito che riusciamo a trovare sulle Sue apparizioni possa essere inserito nel filmato e quanto più riusciremo a trovarne, tanto più la Vergine sarà contenta, non per Lei stessa ma perché si conosca l'essenza del messaggio che Suo figlio il Cristo ci ha lasciato. Tutto questo significa che il monda si trova in una situazione drammatica e che nei prossimi mesi o forse anni, ma pochi anni, si compiranno le profezie delle apparizioni. Vi è una relazione molto speciale tra le apparizioni di Fatima, la Salette, Garabandal, Mediugorie e Cile, infatti in tutti questi casi si è cercato di far tacere i veggenti.” Giorgio racconta l'apparizione di Pena Blanca avvenuta tanti anni fa, una storia drammatica ma reale durante la quale la Vergine accusa la chiesa, i militari, annunciando la seconda venuta di Cristo, ma dove poi il veggente, appositamente manipolato e distrutto psicologicamente, morì alcolizzato dopo avere deciso di cambiare sesso, mentre a Lucia di Fatima la rinchiusero in un convento per settant'anni ... “Ci stiamo avvicinando a qualcosa di molto grande. Si stanno compiendo tutte le profezie mariane. La Vergine è triste per l'umanità e per il castigo di Dio che imperversa sopra di noi e in quell'apparizione a Pena Blanca mi ha detto una frase che mi ha provocato una tenerezza e un amore infinito verso di Lei: – Non ho più forza nel Mio Essere per tenere ferma la mano del Padre Santo che sta per abbattersi sopra l'intero genere umano - ... Questo significa che è Lei, la Madre Santissima, che per ragioni di amore infinito e di misericordia sta impedendo che la spada di Dio possa cadere sopra il genere umano ... per la Sua infinita misericordia e per l'amore incondizionato che Lei prova verso tutti noi, buoni e cattivi, santi e delinquenti ... un amore tanto grande che io stesso che cerco di servire Suo figlio a volte non capisco ma lo accetto prostrandomi ai Suoi piedi ... per questo dobbiamo essere grati, dobbiamo pregare e amare questa Madre Santissima, di fronte alla quale dobbiamo sentirci indegni e l'unica forma che abbiamo per farlo è quello di restare uniti, risvegliando altre anime perché nel momento in cui Lei lascerà cadere la mano del Suo sposo, cari fratelli, questa umanità mai più potrà dimenticare la giustizia che Dio metterà in atto.
... A volte sento così tanta rabbia dentro di me che avrei voglia di dire a Lei, la Madre del Cristo, la sposa del Padre che è anche lo Spirito Santo, la Creazione: - Madre lascia cadere la mano del Padre, permetti che possa abbattersi la Sua giustizia su questa umanità -.  Ma Lei mi guarda e mi dice -Finché tu non vedrai mio Figlio presentarsi con tutta la Sua potenza e la Sua gloria, finché non Lo vedrai apparire nel Cielo con la Sua spada, tu dovrai dedicarti a risvegliare le anime ... Per questo dico che la Madre Santissima è il primo degli apostoli del Cristo, la prima persona che obbedisce al Cristo, la prima persona che sacrifica il Suo essere imitando il Cristo, è Lei, Sua madre ... La Madre Santissima è la manifestazione femminile del Padre”.

Alti concetti di profonda conoscenza spirituale ci vengono ancora una volta rivelati da questo servo di Dio innamorato di Suo Figlio il Cristo e profondamente devoto di Sua Madre Myriam.

La serata giunge quasi al termine. Un gruppo di ragazzi venuto fin dalla mattina deve ripartire. Giorgio presenta uno di loro, il giovane Ariel, che li rappresenta tutti. Sono i giovani che Giorgio aveva incontrato durante i giorni di permanenza a Buenos Aires dove aveva tenuto una conferenza pubblica, ragazzi che vivono una particolare esperienza spirituale e portano avanti un messaggio celeste che probabilmente nel futuro avrà una rilevanza pubblica. “Questa esperienza sta accadendo” dice Ariel “perché da bambino ho deciso di cercare la Verità in questo mondo e di non conformarmi alla malvagità che esiste ma cercare l'amore e la Verità ... così come Giorgio anche noi chiediamo all'umanità di risvegliarsi e di prendere coscienza di ciò che sta accadendo”. Giorgio li saluta con  tutte le raccomandazioni che un padre fa ai suoi figli “... State attenti, state uniti, rifiutate la tentazione dell'ego mediante la quale Satana sempre lavora affinché  le anime si perdano. Dovete mantenervi umili e non perdere l'amore che vi lega”.
Un applauso li saluta. Poi Giorgio continua: “E' molto interessante il caso di questo gruppo di giovani. Io li chiamo i giovani profeti. Ho letto le loro esperienze e il caso mi interessa moltissimo. Li sto seguendo molto attentamente. Hanno ricevuto messaggi in aramaico, in lingua ebraica, e hanno visioni di ciò che accadrà nel futuro ... sono contento che il cielo si manifesti ad altre persone ma occorre stare molto attenti, io sono un veterano di queste cose” dice, e continua rivolgendosi ai ragazzi “per questo vi aiuterò a superare gli ostacoli che si porranno nel vostro cammino”. Ariel, la sua mamma che lo accompagna, e i suoi amici salutano tutti per prendere la strada del ritorno a casa. Poi, la Madre Celeste ritorna ancora: “Grazie alle informazione che mi giungono da Rafael e da Santiago” dice Giorgio “vengo a conoscenza di diverse apparizioni della Madre in varie parti del mondo. Lei continua ad insistere eleggendo messaggeri umili, perseguitati, ostacolati e continua ad insistere sull'importanza del risveglio delle anime prima del ritorno del Suo figlio il Cristo. Lei è la prima a farlo, non sta seduta a pregare in un convento di clausura, appare continuamente, evangelizzando, manifestandosi agli uomini e manifestando miracoli in tutto il mondo. Purtroppo però Lei soffre per qualcosa di molto grave ... soffre per il nostro orgoglio, per la nostra vanità, per la nostra arroganza ... gli uomini di potere che dovrebbero appoggiare e diffondere le Sue apparizioni fanno il possibile per occultare i Suoi messaggi ...  Lei non può imporre, per il rispetto del libero arbitrio ... per questo confida nelle anime umili che possono diffonderli ... a me non piace il libero arbitrio, anche se lo rispetto, perché sta causando la distruzione umana e sta portando l'uomo verso la seconda morte ma il Padre Santo che è il più grande filosofo che esiste nell'universo sa che solamente con la libertà e la coscienza l'uomo può giungere a realizzare la santità, per questo gliel'ha data. Ma questa facoltà che il Padre ha dato all'umanità è un arma a doppio taglio e in questo la Vergine non può intervenire, per tal motivo soffre, io vedo la Sua sofferenza, la vedo nei Suoi occhi sacri, nelle Sue lacrime. Soffre perché non si conoscono i Suoi messaggi ad eccezione di quelli straordinari, o quelli dove Lei chiede di pregare, ma quando ci richiama, ci riprende, chiedendoci un pentimento, i testimoni, gli avvisi, i miracoli e i segni vengono occultati o manipolati. Per questo Lei aiuta, appoggia e protegge con la Sua Santa mano i figli che hanno il coraggio di diffonderli. Così come esiste il nostro gruppo, ce ne sono altri, sempre piccoli, che con i propri pochi mezzi diffondono i messaggi segreti. Non lo fanno i grandi e potenti. Non so se questa sarà l'ultima, ma sicuramente una delle ultime missioni che farò per Lei prima che ritorni il Cristo (quella di realizzare e diffondere il video documentario sulle apparizioni mariane e sui messaggi della Vergine tenuti segreti).
Il discorso si incentra poi su una importante raccomandazione rivolta ai responsabili delle arche e a ciascun componente di queste, che è quella di visitare ogni giorno il sito internet: www.giorgiobongiovanni.it o www.unpuntoenelinfinito.com. Una raccomandazione che ci viene direttamente da Setun Shenar, tramite Giorgio, per l'importanza dei messaggi e delle notizie contenute nel sito che ci tengono quotidianamente aggiornati sulla situazione mondiale in stato di massima allerta per i gravi pericoli che incombono sul pianeta e che possono scatenarsi da un momento all'altro su vari fronti. “Io inizierò a scomparire fisicamente” dice Giorgio, “la mia presenza sarà meno frequente ed è per questo che il Cielo vi invita a seguire le informazioni riferite alla mia missione in questa pagina internet ... lavoriamo in tempo reale, o quasi, per poter inserire tutte le novità che il Cielo mi trasmette quotidianamente. Sento che molto presto vedremo la manifestazione di grandi eventi ... ho visto alcuni di questi ... gli Angeli mi hanno mostrato in particolare due eventi futuri ... per questo vi dico non so se, quando accadranno questi eventi, farò in tempo a raggiungervi telefonicamente o attraverso le vostre caselle e mail quindi state in allerta e seguite il sito, lì troverete sempre tutto ... questo è il motivo per cui Setun Shenar mi ha detto di darvi questo ordine perché potrebbe accadere qualcosa di molto grave e il vostro istinto sarà quello di chiamarmi, di cercarmi ma potreste non trovarmi, potrei essere isolato o chiamato dal Cielo in un certo luogo e in quelle pagine troverete la risposta che cercate, l'informazione di cui avete bisogno ... potrete sapere cosa sta accadendo, io non vi nasconderò mai niente, vi dirò sempre tutto. Non abbassate mai la guardia ... chissà che il prossimo anno le Sacre mani della Santa Vergine possano ancora trattenere il nostro Padre Sole ma non so fino a quando potranno ancora farlo. So che inizieranno le grandi catastrofi. Non abbiamo futuro. Il presidente degli Stati Uniti, Obama, fallirà in pochi mesi nel suo intento, a meno che non riesca a mettere in piedi uno straordinario gioco che possa salvare la sua missione politica. Una delle poche cose che gli restano da fare per evitare il suo fallimento è quello di rivelare la realtà extraterrestre. Io non penso che riuscirà a farlo, ma se lo facesse, con la verità e non con la menzogna, se dovesse rivelare questa rivoluzionaria realtà integralmente in forma positiva, gli extraterrestri si manifesterebbero al mondo, questo Loro mi hanno detto, e sarebbe un grande aiuto per tutta l'umanità. Mi da molta tristezza il presidente Obama, so che non è un  santo e non voglio difenderlo, ma so il motivo per il quale occupa quel posto. Se però non parlerà di questa realtà non potrà vincere. La guerra inizierà, l'economia continuerà a cadere, Israele attaccherà l'Iran o un altro paese del Medio Oriente, contro il volere del Presidente degli Stati Uniti, e la crisi si intensificherà in tutti i suoi aspetti ... Se la mano della Santa Madre continuerà a trattenere per un altro po' di tempo la terribile ira di Dio, vi prometto che tra sei mesi sarò nuovamente qui con voi, in Latino America ... potremmo condividere altri momenti come questo e continueremo a risvegliare insieme nuove anime nelle conferenze che faremo, ma se le Sacre mani inizieranno a lasciare il braccio di Dio, non so se potremmo reincontrarci, questo dipenderà solo dalla Volontà Divina ... Ma ciò che so di sicuro, ciò che sento, ciò che voglio fare è quello di diminuire e fare in modo che il Cristo possa esplodere nei vostri cuori. Voi lo dovete aspettare perché in verità vi dico che Lui si manifesterà all'umanità e visiterà ciascuno di voi personalmente. Ma affinché possiate darLe il benvenuto quando arriverà, affinché possiate capirLo, dovrete prepararvi. Per questo ho l'obbligo di fare il possibile attraverso i miei scritti, le mie conferenze, tutte le mie manifestazioni per parlare di Lui, della Sua figura ma soprattutto dei Suoi insegnamenti. Non sottovalutate i segni che il Cielo vi invia, non li fanatizzate ma neanche li dovete sottovalutare ... quando vedete luci nel cielo sappiate che potrebbero essere Loro, quando sentite strani suoni, quando sentite qualcuno che vi chiama, quando fate sogni particolari a colori, quando nella vita quotidiana vi accadono cose inaspettate, positive o negative, dovete interpretarle e saperle leggerle. Voi non siete più degli agnellini, voi siete oramai divenuti pecore, prima eravate agnellini e avevate bisogno del pastore per essere guidati ora siete pecore e non avete più bisogno di me. Io sono una pecora un poco più grande di voi ma sempre una pecora. Adesso è giunto il momento che voi ascoltiate il pastore e il pastore è il Cristo, il padrone e il Re di tutti voi. Siate in allerta perché il padrone vi parla attraverso le immagini, i simboli, i segni, io vi aiuto a capire questi segni che il pastore e i suoi angeli stanno inviando”. Giorgio continua a dare i suoi accorati richiami, i suoi preziosi consigli affinché neanche uno dei suoi fratelli possa perdersi dal cammino, si sofferma ancora a sottolineare che non esiste futuro senza il Cristo, nè politico, nè sociale, nè spirituale, né umano che il nostro unico pensiero deve essere quello di risvegliare sempre più anime possibili e raccomanda di non avere paura. “Non ci sono più risorse naturali per sopravvivere” continua Giorgio “le hanno distrutte tutte. Giulietto Chiesa, un famoso giornalista italiano, ateo, afferma, in base alle sue investigazioni scientifiche, che non abbiamo più di venti anni di sopravvivenza e dice che solamente con la fratellanza e la solidarietà  potremmo riuscire a sopravvivere. E io vi dico che è così. I potenti lo sanno, i militari lo sanno, il papa lo sa, lo sanno tutti i presidenti del mondo, ma la cosa più preoccupante è che non sanno cosa fare, hanno perso il controllo. L'Anticristo ha perso il controllo, completamente, e quindi, ferito a morte, per sopravvivere vuole uccidere, annientare, sterminare l'avversario. È per questo che i potenti hanno programmato lo sterminio dell'umanità perché la follia, la possessione diabolica che vivono gli fa credere che se uccideranno quattro miliardi di persone loro potranno sopravvivere. E quindi, cari fratelli, prepariamoci per la battaglia di Armaghedon, la battaglia finale, e ricordatevi che anche durante questa battaglia noi abbiamo l'obbligo di continuare a risvegliare le coscienze senza pensare alla nostra vita fisica. La protezione del Cielo sarà con voi. Non vi accadrà niente. Anche se dovesse scoppiare la terza guerra mondiale in Argentina, anche se dovessero esplodere un milione di bombe atomiche non vi accadrà nulla perché siete discepoli della Santa Madre e del Cristo. Per questo dovete rimanere sereni  e stare sempre uniti e in contatto con me quando è possibile. Ci vedremo il prossimo anno” continua Giorgio chiudendo la riunione “... e speriamo di poter essere ancora di più ad avere questo desiderio che non è un utopia. Ho sempre un piccolo spazio nel mio cuore per sperare in un grande miracolo, che tutto il mondo si possa salvare”.

Un prezioso incontro/ritrovo con tanti fratelli, fratelli con i quali ci si sente “a casa”. E' un sentimento che va oltre il limite umano della consanguineità, è il vero legame che esiste tra gli esseri creati, quello che unisce nei valori fondamentali della vita, nei valori dello spirito, nel corpo mistico del Cristo nostro Re e Signore. Tra abbracci, lacrime, sorrisi, musica e canti ci lasciamo con una grande gioia nel cuore per recarci tutti insieme, tranne alcuni fratelli che partono subito, in un locale per consumare la cena e infine salutarci prima della partenza. Molti fratelli dovranno fare tante ore di viaggio prima di giungere nelle loro case. Marco Antonio e la bellissima Andrea che abbiamo avuto la grande gioia di conoscere personalmente, partiranno con la macchina e dovranno arrivare fino a Santiago del Cile, Omar, la sua famiglia e i fratelli del Paraguay rientreranno con il pullman, così come Erika e i fratelli dell'Uruguay, e man mano tutti i fratelli argentini faranno ritorno nei loro paesi con un grande tesoro gelosamente custodito nel proprio cuore.

Prima della partenza per l'Italia ci rechiamo a casa di Juan Alberto dove abbiamo il piacere di condividere due giorni con la sua speciale famiglia, con la nostra cara Carmen, con il caro Juan Antonio e la sua famiglia, con tutto l'ambiente che si respira intorno alla tenuta di Juan Alberto dove piante, alberi, animali, uccelli, vento, acqua, parlano di lei, la nostra Liliana. Durante una cena consumata all'aperto vengono scattate delle foto, in una di queste scattata alla dolce Flavia, figlia di Juan Alberto e Liliana, che aspetta un altro bimbo, abbiamo la sorpresa e la grande emozione di vedere comparire sulla sua pancia di mamma una sfera luminosa come una stella. Giorgio abbraccia forte Flavia che emozionata pensando alla sua mamma si scioglie in lacrime seguita dall'altra sua speciale sorella Valeria anche lei in dolce attesa di un altro bimbo. 
Poi, l'ultima riunione con i responsabili dell'arca di Rosario per affrontare l'argomento più importante, quello dell'unione. Valore fondamentale ed insostituibile per proseguire la missione, per continuare a raccogliere grandi frutti, come quelli che già sono stati raccolti da questa preziosa arca. La sanguinazione dalle stigmate di Giorgio precede la riunione. Il profumo di rosa fuoriesce dalla stanza dove si consuma questo ultimo atto di passione ... la dolce gatta di Liliana sul davanzale guarda immobile e silenziosa, catturata da quel momento senza tempo ... i fratelli davanti a quel nuovo sudario chinano i loro volti in segno di profonda devozione e di dolore per quella ennesima sofferenza ... le piaghe coperte dal sangue lasciano intravedere il segno di quei chiodi ... spasmi di dolore vissuti nel silenzio ... il vento soffia forte testimone del nuovo prodigio e il suo forte ululato che entra dalla finestra aperta per il caldo ci provoca un brivido lungo la schiena ... sono gli elementi della terra che rispondono a quel nuovo sacrificio d'amore ... Giorgio solleva dolcemente lo sguardo ...  sussurra a Juan Alberto e a Ines di avvicinarsi a lui ... l'incontenibile emozione si scioglie in pianto ... le sue mani sacre prendono la mano di Juan Alberto e di Ines unendole tra di loro e chiudendole tra le sue mani insanguinate ... non sono necessarie le parole, non servono i discorsi, quel gesto racchiude in se il più grande dei prodigi, il prodigio dell'Amore ... l'Amore che unisce, l'amore che perdona, l'amore che si umilia, l'amore che dà senza nulla chiedere.
L'Alchimia dell'Amore.

                                                                                                             Con profonda devozione
                                                                                                                        Sonia Alea

Sant'Elpidio a Mare, 7 febbraio 2010

Sant'Elpidio a Mare, 2 gennaio 2010 - MAESTRO RITORNA PERCHÉ SI FA SERA

 

Un nuovo Santo Natale e l'inizio di un nuovo anno.
Anno domini 2010 ... tra il rumore sordo delle 26 guerre in corso nel mondo, tanto sordo da non essere più sentito ... tra le tante giovani vite spezzate, offerte in sacrificio al Dio denaro assetato di potere ... tra il nauseabondo odore di depravazione, di lussuria e di morte in un giro dantesco dove l'uomo divenuto bestia consuma le più aberranti perversioni ...
Anno domini 2010 tra abusi, inganno, disperazione, ingordigia ... tra gli agghiaccianti sogghigni di uomini malati di dominio e potere per il quale sono persino disposti ad uccidere i propri figli ...
Anno domini 2010 tra le assordanti grida disperate di bambini che vengono violentati e uccisi tra indicibili sofferenze ...tra una strage degli innocenti che falcia la vita di un bambino per fame ogni tre secondi del nostro tempo ... tra gli indifesi e gli abbandonati della società che hanno perduto la propria identità ...
Anno domini 2010 tra missionari e giusti disperati per il senso di impotenza che li sovrasta di fronte ad un male tanto grande ...
Anno domini 2010. Anno di Attesa. Attesa della manifestazione dei Fratelli Cosmici e attesa di quell'anelato e sospirato ritorno. Il ritorno di Colui che duemila anni fa promise di non lasciarci orfani.
E il nostro grido si volge alto verso il Cielo: “Maestro ritorna ... ritorna perché si fa sera” ...  uniti in un unico corpo avvolto dalla Tua Cristica Luce ci stringiamo l'un con l'altro per farci forza, per resistere alla follia che dilaga e impera sovrana. Torna Maestro perché si fa sera e i tuoi giusti non hanno armi per combattere un male tanto grande, una desolazione tanto estesa e profonda ... torna perché i tuoi pargoletti non hanno più voce per gridare da quella croce ... torna Maestro perché le madri non hanno più lacrime per piangere i loro figli, i Tuoi giovani, uccisi nelle guerre, perduti nell'oblio della droga, assassinati da crimini efferati, abbandonati a se stessi ... torna Maestro nostro perché la Madre Terra agonizza trafitta dai suoi stessi figli ingrati e incoscienti ...
Torna Maestro, ti preghiamo, torna! Perché solo Tu puoi fare nuove tutte le cose.
I tuoi figli uniti nella preghiera e nell'azione ti aspettano stringendosi in una resistenza senza precedenti. Siamo qui, i Tuoi combattenti in questa battaglia di Armagheddon che separa il male dal bene. Il nero dal bianco.
Un nuovo Santo Natale e l'inizio di un nuovo anno.
Anno domini 2010 con te Maestro nostro Gesù, accanto a colui che porta i tuoi segni sanguinanti nel mondo, accanto al Tuo calice vivente che pur portando quella pesante croce sulle spalle, frustato, umiliato, disarmato, ha il potere di creare quell'alchimia spirituale che solo la tua Luce può generare, unendo le anime a te care nella Comunione degli spiriti ... in un abbraccio lui ci riporta  a Te e incantati dalle sue parole Ti vediamo ... Ti tocchiamo ...  sentiamo esplodere  il Tuo amore dentro i nostri cuori sentendoci una unica cosa con i nostri fratelli, con lui, con Te, con l'intera Creazione ... parole di Verità e Vita in questo Santo Natale, in questo passaggio d'anno, parole di forza, determinazione, umiltà ... parole di certezza .... certezza di quel ritorno tanto atteso.
Grazie a lui, Giorgio, Natale di intenti raggiunti, Natale di solidarietà, Natale del risveglio di tante anime, Natale tra i giusti e gli uomini di buona volontà ... Natale di presa di coscienza e realizzazioni interiori ... Natale di operosità ...
Natale con i nostri bambini, che rinfrescano i nostri spiriti come una cascata di acqua pura e cristallina ... con le loro poesie profonde, con i loro sguardi che parlano, con la loro saggezza, con le loro danze armoniche, con il loro senso della giustizia e il loro profondo bisogno d'amore ... e il nostro pensiero, quello di noi genitori, in un video dedicato a loro per esprimergli il nostro grazie, il nostro amore, la nostra devozione affidandoli alla protezione del Cielo ... poi le loro manine ci consegnano un dono, un messaggio per ciascuno di noi ...
Natale con le mie sorelle amate che come api operose seminano nel giardino della Vita fiori delicati e freschi ... con i bambini e con i ragazzi ... nelle attività antimafia ... nel lavoro che da sostento a tutta l'Opera ... nella diffusione del messaggio ... nella solidarietà ai bambini disagiati ... e Natale con gli amati fratelli che con amore, passione, forza, determinazione e fede portano avanti tutte queste attività dirette dal nostro adorato Giorgio.
Natale con tutti i carissimi fratelli venuti a farci visita e con tutte le arche del mondo impegnate nelle stesse attività, stretti nello stesso abbraccio, un abbraccio senza confini ... sentendoci uniti  con il pensiero ... con il cuore e l'anima...
E il primo dell'anno 2010 ancora una volta insieme in una serata imprevista ... giovani e meno giovani ... insieme ... gustare il delizioso sapore dell'Amicizia, della complicità, della passione per quei valori marchiati a fuoco nei nostri spiriti ... ascoltare il pensiero spontaneo di ciascuno ... pensieri profondi carichi di responsabilità, di gratitudine, di devozione, di amore, di un profondo senso di sacrificio, di coscienza del tesoro che abbiamo, di un valore miracoloso chiamato fede ... le parole fluiscono delicate dallo spirito di ciascuno ... bagnate da lacrime pure e brillanti come diamanti al sole ... parole che lentamente tessono una preziosa trama che mostra un volto ... il volto di un messaggero di Dio ... è lui ... Giorgio Bongiovanni ... artefice di tutto questo ... a lui, noi suoi frutti, inviamo il nostro pensiero d'amore, di unione, di comunione, la nostra richiesta al Cielo di concedergli forza e mezzi per poter essere in grado di affrontare questa ultima parte della missione, la più delicata, la più difficile ...
Osservando ancora meglio quella trama, scorgiamo dall'alto  un altro volto che sovrasta quello di Giorgio ... che lo permea  ... è quello del nostro Maestro amato Gesù Cristo, Lui, che un giorno disse ai Suoi apostoli: “Cosa c'è di più bello e più grande che poter dare la propria vita per i propri amici!” ...
Una preghiera nasce spontanea dai nostri cuori, una preghiera rivolta al Padre nostro che è nei cieli. Tenuti stretti per mano e gli occhi rivolti verso il Cielo.

                                                                                                          Devotamente vostra
                                                                                                                   in Cristo
                                                                                                                 Sonia Alea

Sant'Elpidio a Mare, 2 gennaio 2010

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Montevideo (Uruguay), 19 Novembre 2009 - LA FINE DEI TEMPI E LE NOZZE DELLO SPOSO

 

CRONACA LATINO AMERICA OTTOBRE/NOVEMBRE 2009 - PRIMA PARTE

Sospesi nell'aria viaggiamo verso il grande continente americano. Da quassù tutto sembra diverso. Le case, le strutture che l'uomo ha costruito con tanta compiacenza di se si rimpiccioliscono sino a scomparire sotto i nostri occhi. Penso agli astronauti che volano nello spazio e hanno la possibilità di vedere il meraviglioso pianeta azzurro per intero sospeso nello spazio sconfinato ... la nostra casa... nostra madre. Mi domando con quale sentimento possano vivere quei momenti, quali riflessioni scaturiscono dai loro cuori. Ritorno all'interno dell'abitacolo e guardo Giorgio seduto nel piccolo sedile dell'aereo stracolmo di persone pronto ad affrontare questo nuovo sacrificio. Una sola parola lo muove: Unione ... ripetuta all'infinito... unione per un obiettivo comune, il Cristo, che racchiude in se i valori universali della vita. Davanti a noi Anna Petrozzi, la caporedattrice del nostro periodico AntimafiaDuemila e Giulietto Chiesa il giornalista europarlamentare che ha lavorato e lavora tutt'ora per il quotidiano italiano “La Stampa” e che è stato per tanti anni corrispondente per il quotidiano italiano “L'Unità” a Mosca. Vediamo Giulietto Chiesa assorto a studiare la lingua cinese con tutti i suoi particolari caratteri da un libro in lingua russa. Un uomo che ama conoscere, sapere e soprattutto dire la verità e lottare per una giustizia sociale cosciente. Abbiamo il piacere di viaggiare insieme a lui fino a Buenos Aires dove si fermerà per due giorni prima di arrivare a Rosario invitato dalla nostra redazione come relatore  per il Congresso Antimafia.
Mi soffermo ad osservare le persone e rifletto che la conoscenza e la cultura sono essenziali per superare la soglia dell'ignoranza, dell'ottusità che rende l'uomo schiavo del potere di turno, prigioniero di se stesso, incapace di elevare il suo stato, di spingersi con il pensiero verso il miglioramento, perché questa è la natura della vita, l'evoluzione dell'uomo.
Guardo di fianco a me e vedo un uomo stigmatizzato, guardo di fronte e vedo un uomo laico ma considero che le idee che li accomuna sono le stesse, così come quelle che accomunano tutti gli uomini assettati di verità e giustizia che lottano per gli stessi ideali in una visione universale della vita.
Arriviamo a destinazione. A Buenos Aires alcuni carissimi fratelli ci vengono a prendere tra i quali
da Rosario che ci portano direttamente nella cittadina argentina in provincia di Santa Fe.
Come sempre è un grande piacere rincontrare tutti e sembra sempre che il tempo non sia trascorso, questo ci dà la prova di quanto ci sentiamo uniti.
Poter riabbracciare Giorgio è un balsamo per tutti, una rinnovata carica vitale.
In questi due giorni che precedono il congresso approfittiamo per riprendere fiato dopo il viaggio soprattutto Giorgio che arriva dall'Italia molto stanco. Oramai vederlo così, arrivare allo stremo delle sue forze sta diventando una costante, il tempo sembra sfuggirgli dalle mani e lui non si da pace, perché le cose da fare sono tante e il tempo è sempre poco. Il lato economico è quello che in questo momento è il più difficile da gestire perché viviamo alla giornata, purtroppo il denaro che tanto detestiamo è quello che in questa società ci permette di portare avanti la lotta su un livello più alto. A tante persone nel mondo è stato dato il talento del denaro, un talento materiale ma che può diventare spirituale se diviene un mezzo da mettere a disposizione per una causa giusta. Sarà però come il Cielo vuole e in base a quanto l'uomo sia disponibile a comprendere il vero significato e il profondo valore di sentirsi partecipe con i propri mezzi di una vera lotta sociale.
Giorgio approfitta quindi per riposarsi un pochino, poi il lavoro delle varie attività lo insegue e quindi lo vediamo al telefono o al computer immerso in riunioni o comunicazioni operative. Ci rechiamo quindi all'arca Lily Mariposa di Rosario per incontrare tutti i fratelli di questa bellissima città di Rosario. Come sempre  il luminoso e curato ambiente che troviamo è di grande armonia e di piacevole allegria con tanti giovani nuovi e questo è per Giorgio una vera carezza nell'anima, una gioia e un piacere per tutti noi. Tra abbracci e scambi personali che sfruttiamo fino all'ultimo arriva il momento della riunione. Dopo che la cara, frizzante, giovane Anita presenta uno per uno i componenti dell'arca, con la giovialità che la contraddistingue, Giorgio saluta i presenti e con la profondità e la delicatezza della sua voce, con quella vibrazione che conosciamo, inizia a parlare dell'importanza di questo gruppo: “Questa arca è un premio per il lavoro costante che ha svolto Juan Alberto e la sua famiglia, Ines e gli altri ... Non per casualità infatti ha un nome per me sacro, il nome di un essere nostro che ci guida, che ci ama che sento aleggiare qui intorno ... di fatto il vero fondatore di quest'arca è lei ... la protettrice ... l'angelo di Liliana ... lei sta lavorando costantemente per proteggerla con le sue ali, per questo per me ha un valore sacro. Non voglio minacciarvi ... ma questa arca per me è un termometro ... perché questa è l'arca di Lili e quindi non può fallire, distruggersi, perché significherebbe un castigo di Dio. Non è una casualità che il cielo mi abbia dato l'ordine di fare qui la riunione di tutte le arche del mondo ... Mantenetevi così, quindi, migliorate, siate un punto di riferimento a prescindere che la mia base in Latino America sia a Montevideo ... quindi vi raccomando l'entusiasmo, la disponibilità, la tolleranza, il discernimento, le iniziative a fare sempre di più, aprite le porte e non chiudetele a nessuno ma con discernimento ... sono importanti i giovani che avete qui dovete indirizzarli e seguirli ... essere onesti ... avere chiari i propri limiti e dirli ...” Tra le lacrime del nostro Juan Alberto seduto accanto a Giorgio e quelle nostre ascoltiamo assorti in quelle parole. Poi lo spazio passa alle domande che si susseguono fino al termine della serata quando ci ritroviamo in un locale non troppo distante, per cenare insieme.
Giunge quindi l'atteso giorno del Congresso, si respira la tensione dei fratelli che hanno lavorato sodo affinché tutto fosse organizzato con grande cura e che ovviamente si augurano il successo dell'incontro.

Il Congresso ha inizio con la presentazione di Juan Carlos Paolini, uno dei nostri carissimi fratelli  dell'arca di Rosario, conduttore della nostra trasmissione settimanale “Tierra viva” nella emittente radio FM AZ. Juan Carlos ringrazia i relatori presenti trasmettendo poi il messaggio di coloro che non hanno potuto presenziare. Il Rettore della facoltà di diritto della città di Rosario, dottor Ricardo Silberstein, dà inizio all'incontro ringraziando il Giudice e docente dottor Juan Alberto Rambaldo, l'avvocato e docente dottoressa Ines Lepori, il giornalista Giorgio Bongiovanni e tutti  i relatori per l'organizzazione di un Congresso di tale importanza dai profondi contenuti culturali, sociali e civili. “Per questa facoltà” dice il Rettore “ha una enorme importanza la lotta contro la mafia” soffermandosi sul fatto che il problema più profondo in realtà è il problema dei valori, dell'onestà, ricordando una frase di Martin Luter King che diceva: -Non dobbiamo avere paura dei violenti, o temere i corrotti-, “Solo così potremmo organizzare molti di questi congressi” conclude. Al Presidente del Congresso, il giudice Juan Alberto Rambaldo, quindi il compito di dare inizio alla presentazione dei relatori: “So di avere una responsabilità che trascende il ruolo giuridico che riveste la mia professione perché credo che siamo di fronte ad una questione vitale ... è stata trasmessa purtroppo nel tempo l'ideologia che l'efficienza è la cosa più importante, prima che l'etica e i valori....”. Idilio Mendez è il primo a parlare. Giornalista dello stato del Paraguay, Mendez traccia un quadro dettagliato e tragico della situazione attuale del paese reduce di una storia vissuta tra inganni ed intrighi criminali dei governi militari o paramilitari, succedutisi negli anni, e dei servizi segreti degli Stati Uniti con conseguenze drammatiche per la popolazione il cui grado di povertà è passato dal 20 per cento degli anni della dittatura di Stroessner al 40 per cento della supposta democrazia, che in realtà fu una vera e propria oligarchia feroce e spietata. La situazione attuale con al governo il presidente Fernando Lugo, eletto per vox populi, sarebbe in netto miglioramento se il potere che lo circonda non continuasse ad ostacolare il suo operato tentando in ogni modo di portarlo sotto una cattiva luce. Alla dettagliata relazione del giornalista Mendez la parola passa alla caporedattrice della rivista italiana “AntimafiaDuemila” Anna Petrozzi che espone la sua relazione: “Italia, una democrazia in pericolo”. Con la sua elegante e viva capacità di entrare nel cuore del pubblico, Anna ripercorre la storia della mafia italiana soffermandosi su alcune delle vicende più salienti, sulla necessità di far intendere alla gente che la mafia non è quella immagine impressa nella visione collettiva comune di uomini con coppola e lupara ma qualcosa di molto più pericoloso e devastante. Sottolinea la dottoressa Petrozzi la realtà nauseabonda di una mafia diretta da organizzazioni criminali troppo spesso vestiti di abiti istituzionali e di una informazione quasi completamente asservita al potere. “Anzichè pretendere giustizia” dice la caporedattrice “si è scatenata una guerra tra mediocri, gli italiani non leggono più e si sono culturalmente degradati, questa è la ragione per cui hanno eletto un presidente mafioso... ma non ci sono solamente cattive notizie ...”  Anna cita magistrati, giornalisti , gente comune, uomini come Salvatore Borsellino che lottano ogni giorno contro l'attuale stato delle cose ... “Una parte degli italiani” conclude “non si sente rappresentata da Silvio Berlusconi. Vi è una parte di italiani che si sentono orgogliosi di essere la patria di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino”. Un forte applauso chiude la relazione della nostra caporedattrice, la prima parte si è conclusa. Una grande emozione mi esplode dentro unita a quella di Giorgio e di tutti i presenti.

Dopo la pausa pranzo il commercialista Fabian Spollansky, che a causa di un incidente non ha potuto presenziare al Congresso, interviene in contatto skype. Spollansky si sofferma a spiegare come la mafia opera all'interno del sistema finanziario argentino, che spesso crea società creando reti di corruzione attraverso funzionari  pubblici e uomini delle istituzioni. Si riferisce Spollansky ai maestri delle privatizzazioni marcando la differenza tra la delinquenza comune e il crimine organizzato.

La serata viene chiusa dal direttore della rivista “AntimafiaDuemila”, il giornalista Giorgio Bongiovanni che ringrazia il Rettore dell'università e il dottor Juan Alberto Rambaldo per l'organizzazione del prestigioso Congresso sui temi della lotta alla mafia ed educazione alla legalità. “Un tema profondamente importante” dice “soprattutto in questo tempo di grave e grande crisi internazionale dove la nostra società umana si trova in una delle più grandi crisi etiche della storia dell'umanità. E purtroppo non solamente etica ma che lede le necessità primarie dell'uomo conducendolo verso il pericolo per la sua stessa sopravvivenza”. Giorgio sottolinea la fondamentale importanza di trovare le cause del perché in questo momento la nostra società sta vivendo questa grave crisi. Ricorda le aspettative dopo la caduta del muro di Berlino, la speranza di un mondo migliore, e rivolgendosi al pubblico pone la domanda se in realtà dopo questo evento le cose siano realmente migliorate, riferendosi esplicitamente alla fame nel mondo, al cambio climatico, alle guerre. “... nel 1989” prosegue Giorgio “esisteva già la mafia in Sicilia, la mafia colombiana, la mafia giapponese e quella russa” e domanda “perché dopo la caduta del muro di Berlino le stesse hanno aumentato il loro potere economico e militare? ...”.  Il Direttore si sofferma poi a descrivere la mafia italiana che si divide in varie organizzazioni, Cosa nostra siciliana, la 'ndrangheta Calabrese, la sacra corona unita pugliese, che vantano un patrimonio liquido di circa 958 milioni di euro. “In mezzo a questa crisi finanziaria” continua Bongiovanni sono le uniche che hanno l'opportunità di avere la liquidità che le banche non hanno, che gli stati non hanno, ma anziché lottare per annientarle, le istituzioni si servono di queste. In tale situazione di estremo egoismo e carenza di solidarietà sconfiggere le mafie è praticamente impossibile visto che queste sono infiltrate nelle istituzioni in molti paesi del mondo perché sono in possesso del potere economico che accumulano attraverso il narcotraffico, il traffico di armi, gli appalti pubblici. L'unico modo per poter cambiare le cose anche se in un modo lento ma inesorabile è diffondere una vera informazione alla massa, una informazione lucida, corretta, denunciare come stanno le cose, questo toglie alle mafie il controllo sulla gente che gli è indispensabile. L'informazione è la chiave più importante, è una chiave affinché tutti noi possiamo risvegliarci e il fatto che in questo congresso molti dei relatori siano giornalisti è molto positivo. La mafia è una organizzazione che fa parte del potere economico militare e religioso ...”. Giorgio parla dell'assassinio di Falcone e Borsellino, del Generale Dalla Chiesa colpevoli di aver ostacolato i poteri forti, non solo quello delle organizzazioni criminali ... “Il potere politico democratico deve lavorare per il bene comune della società” prosegue “invece questo concetto non esiste nella mente dei potenti e per questo la mafia esisterà sempre. La chiave sta dentro di noi ed è quella di realizzare i valori dell'altruismo e della solidarietà che abbiamo perduto, insieme a quello della informazione. Abbiamo sottovalutato le mafie nel mondo che sono riuscite perfino a condizionare la democrazia italiana ...”. Il direttore di AntimafiaDuemila prosegue poi parlando della gravissima complicità del vaticano che, secondo le rivelazioni di numerosi mafiosi pentiti, è stato un punto di riferimento per Cosa Nostra, la mafia siciliana, soprattutto nel lavaggio del denaro sporco. “Dobbiamo creare un movimento massivo antimafioso a livello mondiale” conclude il direttore di Antimafia Duemila, “diffondendo una informazione corretta, entrando nel cuore della gente e spiegando loro come stanno le cose. Creare una resistenza, grandi movimenti, vale la pena, anche solo per sentirsi vivi”.
L'applauso del pubblico chiude l'incisiva ed esaustiva relazione di Giorgio Bongiovanni. Il dottor Rambaldo prende quindi la parola per avvallare il messaggio appena trasmesso da un uomo che oltre ad essere direttore di un importante rivista sul tema, è anche un uomo di fede, uno stigmatizzato. “Volevo soffermarmi” dice il Giudice, “sulla importanza di cogliere il valore delle ideologie che ci hanno trasmesso i rivoluzionari francesi: libertè, egualitè, fraternitè. E su quella famosa disputa tra Rosseau e Voltaire, io continuo a pensare che la cosa più importante sia l'uguaglianza, e continuo a sostenere che non può esistere libertà senza uguaglianza. Non ci potrà essere una possibilità di distruzione della mafia se ognuno di noi non si trasformerà in un lottatore sociale”.
Un altro applauso viene strappato al pubblico per le giuste parole di un giudice.

Al termine di ciascuna relazione viene data al pubblico la possibilità di porre le proprie domande. A Giorgio Bongiovanni e Juan Alberto Rambaldo l'onere di rispondere a vari quesiti che vanno dalla mafia ebrea alla massoneria, alle ingiustizie sofferte dal popolo argentino e in generale da tutti i popoli latini da sempre sottomessi al potere dell'economia mondiale.
Poi un altro  emozionante momento ci colpisce nel profondo. Giorgio chiama sul palco il giornalista Pablo Medina impegnato da anni in una costante lotta per la rivendicazione di una giustizia che chiede verità su un tragico evento che il 5 gennaio del 2001 colpì suo fratello Salvador Medina,  anche lui giornalista e presidente della “Radio Comunitaria ñemity”, portavoce di una vera e propria campagna contro il sistema di corruzione del suo Paese, ucciso per mano mafiosa in un agguato. Anni più tardi verrà ucciso un altro dei suoi fratelli.
Un grande e caloroso applauso abbraccia Pablo Medina e con lui il dolore di tutti coloro che hanno perduto i propri cari, martiri di una giustizia purtroppo ancora lontana.

Termina così il primo giorno del Congresso. La gente presente in sala non è tanta in verità e questo ci mette un po' di tristezza perché appena quattro passi al di fuori della sala congressi, l'università è piena di ragazzi. Commentiamo con Anna il medesimo pensiero sulla forza che potrebbero e dovrebbero dare i giovani a quella rivoluzione culturale e di coscienza che sta nascendo, e che già si sta combattendo in piccole sale come questa e che vorremmo si estendesse a macchia d'olio. Ma sappiamo, come diverse volte Giorgio stesso ci ha ricordato, che i grandi movimenti rivoluzionari sono nati così, nella semplicità, nella lotta di poche persone con una grande volontà di cambiamento.
L'impegno per la impeccabile organizzazione pratica e logistica dell'evento messo in piedi dal nostro carissimo Juan Alberto e la sua famiglia, dalla preziosa Ines Lepori, dalla amata Carmen e da  tutti i componenti straordinari dell'arca di Rosario viene premiata il giorno seguente. Già dalla mattina la sala accoglie un numero maggiore di persone per riempirsi poi quasi completamente nel pomeriggio.

Il secondo giorno di Congresso viene aperto dal dottor Juan Alberto Rambaldo che legge la relazione della dottoressa Beba Carmen Balvè, Direttore del CICSO, Centro de Investigación en Ciencias Sociales. Purtroppo anche lei per un incidente non ha potuto presenziare all'incontro. Una relazione che tocca i temi dell'Imperialismo, degli alimenti, delle cosche, che espone una magistrale investigazione e analisi sociologica e storica della situazione argentina.

Georges Almendras, giornalista di Canal 4 Uruguay, inizia il suo intervento immediatamente dopo, definendo le mafie e il loro operato in un contesto mondiale e sottolineando la situazione nel suo paese. La relazione di Almendras anticipa la presentazione di uno straordinario video-documentario di cui lui stesso ne è il regista, con il montaggio realizzato da Erika Pais, preparato per l'occasione. Un video-documentario realizzato  successivamente ad un viaggio in terra siciliana dal titolo “Resistenza!”. Un documentario impattante sin dalle prime immagini che mostra la mafia italiana e specificatamente siciliana, Cosa Nostra, in tutta la sua crudezza, incentrando il tema sulla morte di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, emblemi di quella resistenza che contrasta questo fenomeno e che lotta per quei valori universali che lentamente ed inesorabilmente stanno scomparendo dalla società civile. Georges Almendras incentra il problema sulla condizione umana che travolge troppo spesso l'uomo in drammi e crimini assurdi.  Un video documento che vuole essere un cavallo di battaglia per una nuova coscienza giovanile affinché possa essere conosciuta una realtà apparentemente lontana ma in realtà vicinissima. “Alla mafia non importa la religione, la cultura né la ideologia” dice Almendras. Per loro la decisione di uccidere una persona o di corromperla è come voltare una pagina ... la missione fondamentale di tutti i giornalisti è denunciare, informare ...”. Georges parla degli autori ideologici dei crimini che vengono commessi nell'umanità che sono molto più criminali di coloro che commettono i delitti stessi. Un altro grande applauso viene quindi riservato per questo toccante intervento.

Dopo la pausa, un altro momento atteso, quello della relazione dell'avvocato dottor Ricardo Monners Sans, che affronta il difficile e sconcertante tema della povertà, dell'esclusione sociale e della corruzione nel suo paese, l'Argentina. Un allarmante situazione ereditata dalla successione di governi corrotti. “Per ciò che ho vissuto al tempo del menenismo combattente” dice Monner Sans, “posso dire che vedevo un desiderio di lottare molto più forte di quello che vedo oggi, la gioventù si avvicinava numerosa ad incontri come questo. Mi sembra che il sistema stia creando una forma di autismo, di abbrutimento che crea povertà, vedo la prepotenza del potere ...” e continua “è tempo di fare, tutti abbiamo qualcosa da fare in un luogo ... ci sono molti modi per fare ma non dobbiamo cadere nel fatalismo perché le generazioni future non ce lo perdonerebbero... per me la speranza continua a vivere, non mi importa che mi buttano a terra molte volte, ciò che è importante e ritornare ad alzarsi”.
Un fortissimo applauso chiude la viva relazione dell'avvocato. Il clima in sala è caldo.
Un onda di forte desiderio di cambiamento si infrange tra i presenti. La consapevolezza che volere significa potere.

Terminato l'intervento del dottor Monner Sans la parola passa ad un altra attesissima relazione, quella del giornalista europarlamentare italiano, Giulietto Chiesa,  tradotto dal giornalista stigmatizzato Giorgio Bongiovanni. Un intervento che desidero riportarvi quasi per intero per la sua importanza.
“Avevo scritto una relazione che butto via completamente” inizia Giulietto Chiesa, un uomo dai tratti somatici orientali ma perfettamente italiano, con una determinazione e una sicurezza nella sua esposizione che colpisce, impatta, spaventa per la gravità delle sue affermazioni, e prosegue: “perché voglio collegarmi con le ultime battute  della discussione di ieri sera, che riassumo così: le mafie come parte del potere. Voglio accentuare un po' di più questo concetto, direi così, la criminalità è ormai arrivata al potere, in alcuni dei poteri dei centri di comando nel mondo, faccio qualche esempio: noi abbiamo avuto alla presidenza degli Stati Uniti d'America, dico noi perché siamo tutti sudditi dell'impero, un signore che non è mai stato eletto dal popolo americano, le elezioni dell'anno duemila sono state una falsificazione clamorosa, cioè l'imperatore non è stato eletto da nessuno quindi noi abbiamo avuto alla testa dell'impero l'autore di un colpo di stato mondiale. Quello che è successo dopo è la conseguenza di questo. Ma vi voglio fare un altro esempio che sicuramente non conoscete e che conferma quello che ho detto all'inizio e cioè che la criminalità è al potere in alcuni centri di potere di comando nel mondo. Vi do qualche numero riguardo alla privatizzazione della Russia avvenuta subito dopo il crollo dell'unione sovietica, questa cifra nessuno di voi la conosce, né può conoscerla, perché l'unico ad averla pubblicata sono stato io e adesso voi capirete perché.
1)Vorrei che faceste un momentino mente locale su cosa è oggi la Russia e che cosa era la Russia nel 1991. La privatizzazione della Russia è stata fatta secondo un calcolo del suo valore di dieci miliardi di dollari, quattro anni dopo questa privatizzazione il valore della Russia è stato calcolato per cento mila volte di più. Chi ha fatto questa privatizzazione? Ve la racconto un poco affinché possiate capire bene. Tutto il valore della Russia è stato calcolato per dieci miliardi di dollari, i Russi erano circa 140 milioni di persone, hanno diviso dieci miliardi per 140 milioni e hanno distribuito a tutti i cittadini russi la quota a parte. Subito dopo hanno svalutato il rublo e per farla breve il risultato è che tutti questi soldi che rappresentavano il valore della Russia sono finiti nelle mani di cinquanta persone sostanzialmente, cioè  a dire queste 50 o cento persone che siano, si sono impadronite di cifre che facciamo perfino fatica a immaginare e dei più grandi giacimenti di petrolio del mondo, di gas, di carbone, di diamanti, di platino, d'oro, tutta la tabella  chimica di Mendeleev. Chi ha fatto questo? L'università di Harward. Il governo del primo presidente democratico della russia, Eltsin, riceveva via fax i progetti di legge scritti ad Harward. Ma tutta questa ricchezza dove è passata, dove è finita? E' passata attraverso le più importanti banche americane, cioè tutta questa operazione che vi ho raccontando fino adesso  per spiegarvi ciò che è accaduto, è stata organizzata dentro il potere imperiale e quindi come li vogliamo chiamare questi oligarchi che fino ad una settimana prima erano persone normali e nel giro di pochi mesi sono diventati pluri pluri pluri pluri miliardari? Quanti di voi sanno per esempio, nessuno di sicuro, che tra il 1991 e il 1993 all'aeroporto di Mosca arrivavano mediamente due o tre aerei boeing 747 stracolmi di biglietti di banca nuovi di zecca in pezzi da cento dollari l'uno? Io lavoravo lì, facevo il giornalista, quando andavo a cambiare i dollari in rubli e i rubli in dollari, i dollari mi arrivavano sempre in biglietti di banca da cento perfettamente nuovi. L'impero russo è stato colonizzato e dollarizzato nello spazio di due o tre anni.
Questi oligarchi sono quindi un gruppo criminale che ha derubato cento quaranta milioni di persone con l'aiuto della  Bank of America, della Federal Reserve e di tutte le banche europee, svizzere, italiane, tedesche, nessuno escluso. Vi faccio l'ultimo esempio perché ciò che vi ho raccontato è inimmaginabile, impensabile ma è la nostra vita di questi ultimi venti anni. E ora vi voglio raccontare l'ultimo esempio che è la nostra vita di adesso. Nel corso degli anni che vanno da 2001 al 2009 il tesoro americano e le banche più grandi di investimento degli Stati Uniti d'America hanno creato artificialmente moneta inesistente per la somma non piccola di un trilione di dollari. Queste sono le cifre molto attendibili che sono ricavabili dalle fonti ufficiali, ma probabilmente sono molto di più. Noi siamo entrati nella più grave crisi finanziaria della storia per decisione, per esempio, di un signore, ovviamente non è l'unico ma è una banda, voglio dire proprio una banda criminale, Alan Gree Span che era il capo della Federal Reserve degli Stati Uniti d'America, il quale dopo aver combinato questo disastro, intervistato dal New York Times ha detto: ho sbagliato tutto, non avevo capito chi erano gli uomini, non avevo capito cosa era il mercato! Ora, io ci posso anche credere, non so se voi ci credete, ma se è vero che non ha capito niente allora dobbiamo essere molto preoccupati! Siccome voi siete una platea di intellettuali di alto livello e non è una battuta di spirito, vi domando: che cosa pensate che sappiano i 30, 40 milioni di argentini, i 60 milioni di italiani, i 300 milioni di americani? Non sanno niente, nessuno sa niente e quindi tutto ciò di cui io e voi abbiamo parlato in questi giorni ha una sola e unica spiegazione, nulla di tutto ciò che è accaduto poteva accadere se il sistema dell'informazione, il sistema mediatico, il main stream non fosse stato controllato da un gruppo ristretto di persone che volevano nascondere la verità. Noi siamo in una situazione dove il 99,9 per cento della popolazione non sa nulla di ciò che sta accadendo in questo mondo attuale, questa è una cattiva notizia alla quale va aggiunto che la sinistra in Italia e nel mondo, tutte le sinistre socialiste e comuniste, tutti i sindacati, tutti coloro che avrebbero dovuto difendere gli interessi dei lavoratori non hanno capito niente e non hanno fatto niente per impedire che la comunicazione globale venisse controllata da un gruppo ristretto di criminali. Possiamo discutere a lungo sul perché questo è accaduto, io ho la mia spiegazione ma non voglio tediarvi, voglio solo fare una considerazione: c'è anche una buona notizia ma che diventa buona solamente ad una condizione cioè se noi iniziamo a pensare in un modo del tutto diverso dalla politica, ve la dico tra un minuto, ma faccio un passo indietro. Questa mattina è stata letta una relazione che ha iniziato con una affermazione di Marx che diceva più o meno così: una formazione sociale cessa di esistere solamente quando un altra formazione sociale più avanzata comincia ad apparire, sfortunatamente questa affermazione di Marx va rovesciata, la formazione sociale precedente che è già stata demolita, possiamo chiamarla la democrazia liberale e quindi del mercato che non esiste più, è stata demolita non da una organizzazione sociale più sviluppata ma da una organizzazione più arretrata, cioè stiamo tornando indietro. Allora qual'è la buona notizia? Questo è un punto delicato, la buona notizia è che coloro che sono là in cima e che adesso vi ho descritto hanno perduto il controllo, questo è un punto che vi prego di tenere presente, non c'è un centro di comando in questo momento, non esiste nessuno che abbia una ricetta per questa situazione sono nel panico più completo, il neoliberismo è collassato, l'impero è già finito anche se non si vede ancora bene ma basta riflettere un minuto per capire che è finito sul serio. Gli Stati Uniti d'America non sono più in grado di decidere la politica della Cina, questa buona notizia diventa buona solo se da qualche parte, non so dove, si comincia a mettere insieme le forze intellettuali per creare un nuovo punto di riferimento teorico. Con le vecchie ideologie incluse quelle del marxismo noi non sapremo fronteggiare questa situazione, torno a questo tra poco.
Noi abbiamo bisogno di una nuova narrazione del mondo, quella che abbiamo nella nostra testa e quella che hanno i nostri figli è la narrazione di un gruppo di criminali, senza questa nuova narrazione che va costruita, non sarà possibile costruire un movimento mondiale, come dicevamo ieri sera, per la sopravvivenza dell'uomo, sto parlando proprio della sopravvivenza dell'uomo, allora io non ce l'ho questa nuova narrazione del mondo, non può essere frutto di una sola persona e neanche di un solo paese, anzi io credo che possa essere il frutto della coopartecipazione di tutte le culture del mondo, rompendo lo schema occidentale eurocentristico. Ma qualche mattone di questa costruzione ce l'ho in testa e ve lo propongo in alcuni punti:
- Siamo in un tornante senza precedenti nella storia dell'umanità;
- E' giunta l'era dei limiti, tutti i nodi stanno arrivando al pettine e non c'è risposta che non sia catastrofica all'interno di questo sistema economico sociale, se vi va di chiamarlo capitalismo chiamatelo capitalismo, io personalmente ritengo che questo non sia più il capitalismo di cinquant'anni fa ma è un altra cosa completamente diversa, molto più pericoloso.
- Le crisi sono tante e sono tutte convergenti tra di loro. Abbiamo simultaneamente una crisi climatica, una crisi energetica, una crisi dell'alimentazione, una crisi dell'acqua, una crisi dei rifiuti, sono soltanto alcune e sono tutte convergenti e connesse tra di loro, tutte queste crisi si possono riassumere in una sola, semplice, piccola frase che è questa: non è possibile uno sviluppo indefinito in un sistema finito di risorse. Noi viviamo su un pianeta che è un sistema finito, noi abbiamo vissuto gli ultimi duecento anni nell'illusione che sia possibile crescere indefinitamente dentro questo sistema finito. E' un problema fisico non è un problema politico. La quantità fisica di energia fossile che noi abbiamo sprecato in un secolo e mezzo non è più riproducibile, la formazione del petrolio, del gas, del carbone è avvenuta in settanta milioni di anni, quando avremmo raggiunto il picco del petrolio, poi del gas, poi del carbone non ci sarà altro petrolio, altro gas, altro carbone! Di fronte all'uomo con la U maiuscola c'è una sola possibilità e questa possibilità avverrà nel corso di questo secolo ed è il passaggio all'energia solare, altre alternative non ci sono. Ma questo richiede un cambio radicale della nostra mentalità e anche della nostra politica perché vedete, paradossalmente anche nel marxismo vi è la stessa follia identica del capitalismo, nel marxismo non c'è il senso del limite, non c'è la visione della società che ad un certo punto deve cambiare la sua natura e questo spiega perché tutte le sinistre non hanno capito niente di ciò che stava avvenendo.
Concludo. Dove siamo? Siamo in una situazione di altissimo pericolo perché arriviamo a questa crisi quando i tempi sono molto corti, abbiamo a disposizione 20/25 anni massimo. Perché voi capiate quanto è poco questo tempo basti pensare che per costruire la società dell'automobile nella quale tutti abbiamo vissuto e ancora ci viviamo ci sono voluti 100 anni. Noi siamo di fronte ad un problema concreto di cambiare l'intera struttura industriale produttiva e agricola dell'intero pianeta in 25 anni e lo dobbiamo fare altrimenti la temperatura del pianeta aumenterà di tre/quattro/cinque gradi. Siamo quindi in una situazione molto grave perché arriviamo a questa crisi con la grande opinione pubblica mondiale che non sa nulla, dove anche i migliori, anche i più intelligenti, anche i più onesti dovranno prendere delle decisioni drammatiche, ma se milioni di persone non sanno niente queste decisioni saranno impossibili! Immaginate il presidente degli Stati Uniti Barack Obama che dice agli americani una verità cruda e inesorabile e cioè “In questa e nella prossima generazione voi dovrete rinunciare ad una parte rilevante del vostro tenore di vita”. Vi rendete conto che stanno arrivando nel mercato del consumismo altri tre miliardi di persone? Un miliardo e trecento milioni di cinesi iniziano a mangiare la carne come noi, un miliardo di indiani cominciano a comprare l'automobile come noi, gli scienziati del club di Roma hanno fatto i conti:  in questa situazione ci vorrebbe non un pianeta ma quattro pianeti come il nostro! Allora è chiaro che in questa situazione il pericolo diventa molto alto perché i più forti cercheranno di prendere tutto perché pensano così di sopravvivere e questo significa, lo dicevi tu (Giorgio) ieri, che se noi pensiamo alla guerra che abbiamo di fronte dobbiamo pensare in termini di guerre di sterminio dove moriranno centinaia di milioni di persone, e dobbiamo anche pensare che in una situazione dove non abbiamo più il controllo, ed insisto loro hanno perduto il controllo, il rischio più grave che dovremmo pagare sarà che dovranno pagare prima i più poveri di tutti i continenti del mondo anche senza guerra anche prima della guerra. Il fattore tempo è quindi un fattore decisivo, noi dobbiamo porci un compito politico e sottolineo questa frase, dobbiamo raggiungere milioni di persone e dire loro la verità perché possano difendersi! Un programma di difesa si può costruire solo se milioni di persone sapranno le cose che io vi ho detto questa sera e cominceranno a difendersi, a difendere il territorio, a difendere la cultura, a difendere l'educazione dei loro figli, a cambiare l'uso della propria vita, del proprio tempo, del proprio tempo libero, tutto questo deve essere fatto come termine politico. Iniziare una battaglia per la democratizzazione della comunicazione cioè battersi perché le televisioni diventino pubbliche e questa non può essere una parola d'ordine da mettersi in fondo a qualsiasi documento ma deve stare in cima al documento. Il punto numero uno è chi parla a milioni di persone ... perché chi non parla a milioni di persone non esiste. Noi possiamo essere qui in cento a dire tutto ciò che vogliamo e sapere e dirci tutte le verità del mondo ma se rimangono chiuse qua dentro non servirà a niente. E' un impresa difficile, molto difficile, ma io ritengo, e questa è un altra buona notizia, anche se relativa, e cioè che quello che oggi non è visibile diventerà presto visibile. Molte delle cose che non ci hanno raccontato stanno già venendo fuori, per ora milioni e milioni di persone provano solo una grande inquietudine, non sanno il perché ma capiscono che qualcosa di nuovo e molto grave sta accadendo e quindi coloro che avranno la forza e il coraggio di dire loro la verità si guadagneranno i crediti per il futuro. Ancora un'ultima cosa: questo non è un programma di sinistra, non è più un programma di sinistra, questa è l'unica possibilità che riguarda tutti, io l'ho proposta in decine di dibattiti in Italia, in Europa, in Russia e nel mondo, e avevo di fronte a me spesso non gente di sinistra, avevo gente normale, lavoratori intellettuali, gente di buon livello, perché solo la gente di buon livello va ai dibattiti, gli altri stanno davanti alla televisione. Ho capito che questo è un discorso che può essere capito da tutti i padri, da tutte le madri ... si capisce che c'è un problema comune umano, si capisce che noi abbiamo bisogno di un alternativa umana alla distruzione e non dobbiamo avere paura di dire queste cose di fronte a pubblici diversi, sarebbe sbagliato se noi pensassimo di poter parlare solo a una parte della società, questo destino è un destino comune e l'alternativa anche è comune. Se ci salviamo ci salviamo tutti e anche coloro che pensano di salvarsi da soli o in pochi sono di fronte ad un inferno insostenibile e quindi questa è una proposta politica per tutti. Grazie.

Giulietto Chiesa termina così la sua relazione ma questa non può essere definita una relazione
questo è un vero e proprio messaggio rivoltò all'umanità. Un lungo applauso chiude il discorso di Giulietto Chiesa, un uomo che si dichiara ateo ma che dimostra di essere più credente dei credenti. Lo dimostra con le opere e con la coscienza dei veri valori universali.
Il Congresso volge verso il termine, è il momento della tavola rotonda. I relatori rispondono alle domande del pubblico che si susseguono una dietro l'altra. Anche il dottor Monner Sans con una piacevole simpatia rivolge una domanda a Giulietto Chiesa sulla sua posizione rispetto a Green Peace e a tutte le associazioni ambientaliste, annunciandogli che lo avrebbe disturbato parecchio nei prossimi giorni per porgli tanti altri quesiti. La ilarità del Sans e la simpatia di Giulietto hanno in diverse occasioni suscitato le risate del pubblico nonostante gli argomenti drammatici trattati. La profondità spirituale di Giorgio e la serietà degli altri relatori hanno contribuito a creare una alta vibrazione di piena intesa tra pubblico e relatori.
“Voglio dirvi qualcosa di filosofico” continua Giulietto rispondendo alla domanda di Monner Sans “che si riferisce alla natura dell'uomo. Tutto ciò che noi maneggiamo e che è la produzione materiale dell'uomo ha a che fare con la natura, le bottiglie, l'acqua, il tavolo, anche la nostra tecnologia, ma l'uomo ha inventato qualcosa che non è in natura, questa cosa è il denaro. Bisogna che ci riflettiamo perché da qui nasce il problema, cioè l'uomo è un anomalia, l'uomo ha creato una potente forma di modificazione della natura. Vedete la natura è finita e su questo non ci possono essere dubbi, si possono fare i conti ma noi abbiamo creato denaro che per sua definizione è infinito e con questo denaro che è virtuale puoi modificare tutto l'ambiente naturale, tanti più soldi hai tante più trasformazioni puoi fare, cioè noi abbiamo introdotto nell'ecosistema del pianeta che è finito un elemento che è infinito e incontrollabile ... ora abbiamo raggiunto un grado parossistico di aumento della massa monetaria anormale, allora l'uomo sta diventando con questo sistema economico e sociale il distruttore della natura nella quale vive cioè il fautore dell'autodistruzione. Questo è il livello in cui si può discutere sulla difesa dell'ambiente e quindi il discorso verde, ambientalista deve riprendere ma ad un più alto livello concettuale ... un movimento politico” continua Chiesa “che sia un grande movimento rivoluzionario. Questa è la vera rivoluzione che mette in atto contemporaneamente il discorso dell'energia e il discorso della partecipazione popolare. Per esempio sulla difesa del territorio che significa non solo produrre energia ma significa piantare alberi e combattere contro chi li taglia ... questo diventa il nuovo terreno della lotta politica, questo è il salto che dobbiamo fare”.
Parole di grande saggezza alle quali più volte Giorgio Bongiovanni esprime la sua totale approvazione. Parole che ci mettono di fronte alla drammaticità della situazione.

Ma giunge anche l'ora della chiusura dei lavori. È lo spazio dei ringraziamenti.
Il Giudice Juan Alberto Rambaldo chiude l'incontro con i saluti e la consegna dei diplomi di partecipazione al Congresso a tutti i relatori a nome della Università di diritto della città di Rosario.

Felici per l'andamento del Congresso e per il grande lavoro svolto da tutti veramente con grande cura ci rechiamo in un caratteristico locale per la cena, dove abbiamo modo  di stare insieme ai tanti fratelli e di affrontare interessanti argomenti con Giulietto Chiesa. Argomenti che vanno dal concetto religioso a quello matematico ma che terminano entrambi nella coscienza dell'esistenza di una intelligenza universale che governa la Creazione nelle varie dimensioni. Il cuore del discorso è racchiuso nel concetto che solamente i “bigotti” si chiudono alle innumerevoli realtà umane. Evoluzione significa infatti apertura, studio, conoscenza. Le basi fondamentali però dalle quali si può partire per conoscere, capire e realizzare i misteri della vita sono il rispetto verso l'altro e la condivisione totale dei supremi ideali di Verità, di Giustizia di Pace e di Amore ... quindi  salvaguardia del pianeta, uguaglianza sociale ... solamente a partire da queste basi ci si può unire per portare avanti una seria comune lotta sociale.

La permanenza a Rosario è terminata. Dopo aver salutato i carissimi amici, fratelli e collaboratori ci rechiamo a casa di Juan Alberto dove abbiamo modo di trascorrere, anche insieme ad Anna e Georges Almendras, una giornata nel grande campo dove vive con la sua amata famiglia. Una casa pulita, profumata e curata da un essere molto speciale che lo accompagna in questa parte della sua vita. La dolce Alejandra che con la sua tenerezza accarezza il suo passo stanco custodendo i suoi cari figli e i suoi nipoti con la mano dell'amata Liliana sempre su di lei.
Ma un nuovo prodigio della sanguinazione ci attende ... un profumo intenso di rosa si espande nella stanza ... e ancora ci avviciniamo devoti a quel corpo disceso dalla croce ... a quella Cristica Luce che ci avvolge, beatificando una volta ancora i nostri spiriti ... un piccolo agnellino era nato poco prima, proprio mentre il nostro amato Giorgio sanguinava, avevamo visto la sua mamma ripulirlo dalla placenta con tutta la sua tenerezza ... un  segno dal profondo valore mistico ...  anche la cavalla da appena poche ore aveva partorito un puledrino, anche lui lo vediamo accanto alla mamma cercando di reggersi sulle sue instabili gambette tra il piccolo pony che li guarda curioso e le pecorelle che gli girano intorno. Ci sentiamo fuori dal mondo ... Nell'armonia del silenzio guardo commossa il nostro caro Juan Alberto che con le spalle ricurve accarezza dolcemente e devotamente i piedi di Giorgio con la profondità spirituale e l'emozione che fanno trasparire il profondo legame spirituale che lo lega a quell'essere disteso nel suo letto come un Cristo ... a quelle ferite sacre ... e le tenere mani di Alejandra che in ginocchio sostiene quella mano ferita come un Calice. Il tempo si ferma ... l'unico suono il canto degli uccelli e il vento che muove le alte fronde degli alberi.

Arriva il giorno seguente ed è il momento di partire anche da qui. Giungiamo, dopo circa tre ore di viaggio, a Buenos Aires dove ci attendono i carissimi fratelli dell'arca. Tra poco Giorgio terrà la sua conferenza. Giusto il tempo di isolarsi un pochino e una nuova sanguinazione è testimone di un rinnovato sacrificio d'amore. La sala che ospita la conferenza all'hotel Bauen è colma di gente. Lucine accese come stelle nel soffitto e quadri con bellissimi mandala appesi agli specchi che fanno da pareti creano una particolare vibrazione. Giorgio lentamente entra nella sala tra l'applauso del pubblico che lo aspetta ansioso. Lo scorso viaggio infatti a causa dell'influenza porcina la conferenza era stata annullata. Oggi la gente aspetta di sentirlo parlare.
L'incontro ha quindi inizio, Juan Alberto Rambaldo presenta la Fundación Los niños del mañana. Dopo il breve filmato di presentazione, il presidente dell'associazione, Raul Bagatello, espone un quadro generale della situazione delle otto mense situate sulla cordigliera delle Ande con la presenza di circa 1500 bambini. Il missionario punta il dito sulla mancanza d'amore della gente e sui governi corrotti che permettono la morte di milioni di bambini per fame in tutto il mondo. “Il nostro agire” dice Raul “dimostra quanto si può fare non avendo niente e per questo vi dico che se solo si volesse questa situazione potrebbe essere sanata”. La parola passa a Giorgio che
ringrazia i fratelli di Buenos Aires, di la Plata, e tutti coloro che con tanta cura hanno organizzato questa nuova conferenza spirituale, rivolgendo un omaggio poi alle sue redazioni antimafia dell'Italia, dell'Uruguay e dell'Argentina per la partecipazione al Congresso Internazionale appena concluso. Anna Petrozzi e Georges Almendras vengono quindi chiamati sul palco, per dare testimonianza del proprio lavoro  su questo delicato campo. Almendras esorta a denunciare sempre ogni forma di corruzione a tutti i livelli e a creare coscienza, Anna dopo aver ringraziato  gli organizzatori del congresso, Juan Alberto e Ines, ribadisce al pubblico del Bauen che c'è una resistenza che si oppone al sistema criminale non soltanto in Italia ma in tutto il mondo. Giorgio  sottolinea che Anna è la caporedattrice della rivista AntimafiaDuemila che vanta fino ad ora, per quanto riguarda la rivista on line, la visita di ben 30 mila lettori, da aggiungere a questi coloro che acquistano il cartaceo. “Un risultato straordinario” dice Giorgio “grazie a lei e ai ragazzi che lavorano insieme a lei”. Anche Juan Alberto ci informa quindi che la rivista Antimafia Argentina nata da appena un anno ha raggiunto le 500 visite al giorno. “Un complesso, le mafie, molto più grande e più profondo di quello che ci mostrano i film e che hanno a che vedere con il controllo economico mondiale, con i capitali finanziari, con il controllo culturale dei popoli, con la distruzione della natura, con la distruzione della salute ...”.  Il pubblico ringrazia il lavoro di tutti loro con un  forte applauso. Giorgio saluta poi tutti coloro che sono collegati in internet dall'Italia e da diverse parti del mondo. Poi silenzio. Si alza in piedi ... con grande delicatezza e profonda devozione sfila i bianchi guanti dalle sue mani ... “Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo ...”, il Padre nostro viene recitato da tutto il pubblico davanti ai segni di Cristo visibili sulle sue mani che con delicatezza poggia incrociando le braccia sul suo petto per poi giungerle con la purezza di un bambino. Poi le parole di Giorgio come una musica si espandono nella sala che pare perdere la sua consistenza materiale per portarci su un livello di coscienza viva e vera.
Questo è un tempo importante e fondamentale per le nostre esistenze, si sta preparando una grande festa, una festa di nozze. Gli amici dello sposo, i collaboratori, i servi, gli impiegati del padre dello sposo stanno organizzando e preparando questa festa e stanno cercando gli invitati. Il Padre dello sposo che è il re è molto geloso di queste nozze, si sposerà suo figlio, l'unico che ha, e quindi cerca i più degni invitati, i migliori. Questo è il mondo dove verranno celebrate le nozze, ma pochi invitati saranno degni di parteciparvi, non perché il Padre dello sposo discrimini le persone ma perché gli invitati non vogliono parteciparvi, hanno altro da fare ... chi dice che non ha tempo, chi ha da fare altro, a chi non interessa e altri che commettono fatti nefasti neanche ascoltano l'invito. Al padre dello sposo piacerebbe che tutti potessero partecipare a questa festa d'amore in cui si celebra il matrimonio tra suo figlio e la terra, dà ordine quindi di inviare le partecipazioni a tutti. Gli angeli del cielo, che sono gli impiegati dello sposo, mandano quindi a tutti l'invito. Ma le partecipazioni non sono  lussuose, ostentate, sfarzose, non dimostrano arroganza, potenza, non sono ricche di oro, non contengono denaro, o abiti firmati o profumi prestigiosi, queste partecipazioni sono semplici, umili, a volte drammatiche, a volte piene di allegria ma soprattutto nonostante la loro semplicità dimostrano di andare al di là della nostra scienza, della nostra comprensione umana sfidando l'evoluzione dell'uomo terrestre per dimostrare che non sono di questo mondo”.
Poi con un caldo sorriso che abbraccia l'intero pubblico continua: “Delle nozze vi parlerò dopo, ora vi mostrerò le partecipazioni”. E alzandosi in piedi si dirige verso la regia dove ci sono i nostri ragazzi, tecnici della conferenza, per dirigere la sequenza delle immagini che scorrono una dietro l'altra commentate con la sua spiegazione ... immagini dei segni ...  degli inviti ...  i cerchi nel grano .... astronavi nei cieli ... immagini sacre ... la musica, i filmati, le spiegazioni di Giorgio entrano nei cuori delle anime iniettandole di nuova coscienza, una coscienza che risveglia l'animo e lo spirito sedati dalla materia di questo mondo. Poi dopo un applauso al caro Daniel di Rosario per la sua sintonia con Giorgio nella trasmissione delle immagini, un altro è rivolto ai cari Rafael e Santiago che curano due importanti siti sulle apparizioni mariane e sul messaggio che la Madre Celeste trasmette ai Suoi figli nel mondo. Poi la vibrazione si eleva ancora più in alto. “... la madre dello sposo che è la Madre Santissima si preoccupa anche Lei di mandare questi segni che vogliono preparare l'umanità all'impatto spirituale che avrà l'uomo quando arriverà Suo figlio”. Un forte applauso accompagna la bellissima immagine di Gesù sul lago di Tiberiade “Questo è lo sposo” dice Giorgio “il protagonista delle prossime nozze”  con un sorriso che scalda l'anima trasmettendo tutto il suo Amore per quell'Uomo-Dio che ha dato la Sua vita per noi.  “Tutto ciò che ha fatto Cristo duemila anni fa ... la Sua sacra opera ... la Sua predica ... le Sue guarigioni ... le Sue denunce ... le Sue profezie ... non era diretto alla gente che lo ascoltava in quel momento, Cristo parlava ad un altra umanità, una umanità del futuro, dove le stesse persone che lo ascoltavano in quel tempo lo avrebbero reincontrato in quell'altro tempo. Lui sta parlando a noi, a questo tempo, quindi quando leggete il Vangelo vedetelo in una forma differente, ascoltate le Sue parole dette per noi stessi, per questa umanità. Quando Lui racconta la parabola del re che prepara le nozze di suo figlio ci dice: -State attenti, state in allerta affinchè quando lo sposo arriva per celebrare le sue nozze non vi colga impreparati, siate in allerta affinché non accada ciò che è accaduto agli amici del figlio del re. Allora noi per poter essere degni di partecipare a queste nozze dobbiamo riconoscere queste partecipazioni, i segni che ci giungono ogni giorno. Risvegliare prima la nostra anima e poi quella di tanti altri spiriti. Dobbiamo essere uniti, umili, tolleranti, giusti e dobbiamo denunciare ciò che sta accadendo nel mondo, dobbiamo decidere da che parte stare perché questo è il tempo della prossima manifestazione della seconda venuta di Cristo nel mondo. Molto presto voi non mi vedrete più perché in questo tavolo e nei tavoli di tutto il mondo sarà seduto Lui, e io non potrò far altro che pulire le Sue scarpe. Ma questa volta Lui non dirà: -Padre perdonali perché non sanno quello che fanno-, questa volta verrà come giudice. Quando lui disse: -Padre perdonali perché non sanno ciò che fanno- guardava dalla croce i due soldati romani che lo avevano crocifisso e sapete a che popolo si stava rivolgendo chiedendo il perdono di Suo Padre per loro? Eravamo noi. I latini. Cristo in quel momento perdona il popolo latino e lo elegge come nuovo popolo, mentre il popolo che fino a quel momento era stato il popolo eletto lo allontana: -Gerusalemme, Gerusalemme, tu che castighi e uccidi i tuoi profeti quante volte ho dovuto riunirti così come la gallina fa con i suoi pulcini? Mai più mi vedrai fino a che non dirai benedetto colui che viene nel nome del Signore- (Luca cap.13, vers. 34)). Questo significa che il popolo latino ha la possibilità di riunirsi, di essere il popolo trascinante, di far parte di quelle nozze, ma questo dipende solo da noi”.
Giorgio parla di quanto il Maestro sarà severo nel Suo giudizio e della importanza di prendere molto sul serio quel giorno che presto verrà, di stare sempre in allerta e di essere concentrati a mettere in pratica il valore altruistico dei Suoi insegnamenti e avere sempre chiaro il cuore della nostra missione che deve essere incentrato sul risveglio delle anime alla Verità del tempo di tutti i tempi. “... ma attenti” continua “non dobbiamo essere arroganti, né superbi, dobbiamo essere come quella signora Cananea che va a trovare Gesù in Palestina alla frontiera con la Giudea mentre Lui si era isolato in una casa e aveva detto ai suoi apostoli che voleva stare solo. Gli apostoli però impietositi dalla signora decidono di farla entrare nella casa disubbidendo al maestro, sapendo che con un solo sguardo Lui la avrebbe aiutata. La cananea chiede al Signore di guarire sua figlia e il Cristo gli  risponde -Sono qui per i figli smarriti di Israele. Prima bisogna dare da mangiare ai figli poi ai cani. Ma la signora con una incredibile umiltà gli risponde: -Si Signore, hai ragione, ma anche i cani mangiano le briciole che i figli fanno cadere dalla tavola, anche i cani hanno diritto di mangiare-. E il Cristo  la guarda e gli dice” ... Giorgio con un sorriso e l'espressione di un amore infinito ci trasmette quel momento riportandoci il volto del Maestro ... “Donna quanto è grande la tua fede e la tua umiltà, tua figlia è guarita” (Matteo cap.15 vers.22). Così dobbiamo essere noi di fronte al Cristo, non pretendere niente anche se Lui ci dovesse considerare dei cani ma se noi ci inginocchiamo di fronte a Lui e Gli offriamo il nostro lavoro con umiltà, Lui ci dirà ciò che ha detto a quella signora: Quanto è grande la tua fede!
Grazie. Che Dio vi benedica”.

Un forte e caloroso applauso chiude il discorso intenso e come sempre carico di un'antica saggezza spirituale capace di riportarci accanto l'amato Maestro Gesù,  di respirare la sua emozionante, intensa, unica vibrazione d'Amore.
Prima di lasciare spazio alle domande, la presentazione del bellissimo libro per bimbi e ragazzi “Il canto della perla” scritto e disegnato dalla carissima dolce sorella Paola Becco che parla dell'evoluzione dell'uomo tracciando il percorso dello spirito dalla casa dal Padre alla discesa nella materia per poi fare ritorno nella sua casa. E poi l'intervento del caro Antonio Urzi in diretta sul grande schermo con un collegamento Skype che saluta il pubblico di Buenos Aires con grande simpatia. “Sto aspettando di filmare qualcosa di molto importante per l'opera di Giorgio” dice, “perché tutto ciò che faccio va a completare la sua opera”. Giorgio anticipa la partecipazione di Antonio ad una prossima conferenza, poi un applauso chiude il suo intervento.

Quindi il via alle domande.

Il significato del titolo della conferenza di oggi: l'ultima chiamata
E' un titolo simbolico perché la gente possa chiedersi: perché l'ultima chiamata? Ma a livello simbolico è veramente l'ultima chiamata perché non ci sarà una prossima generazione che Cristo perdonerà e tollererà se prosegue in questo cammino, per questo è l'ultima chiamata, l'ultima chiamata di questo secolo, l'ultima chiamata di questo tempo, l'ultima chiamata di questi giorni, settimane, anni, perché la terra geme di dolore, è in coma, la società è in coma, ogni tre secondi muore un bambino di fame, è una generazione nefasta, ci sono 27 guerre nel mondo ... l' ultima chiamata, si, l' ultima chiamata perché non credo che nel 2050/2100 ci potrà essere un altra chiamata se non arriva Cristo, se non cambiamo, per il semplice motivo che non ci sarà nessuno nel mondo per ascoltare qualsiasi chiamata.

Il messaggio Extraterrestre
Il messaggio Extraterrestre ha vari cammini che involucrano la religione, la matematica, la metafisica, loro vogliono che in tutti gli aspetti umani noi ci risvegliamo ma la cosa più importante che loro desiderano è che noi ci avviciniamo al Cristo.

L'egoismo
Noi abbiamo ricevuto un grande dono, il libero arbitrio, ma abbiamo scelto il cammino sbagliato, quello negativo, per ragioni materiali, e a prescindere dal fatto che stiamo soffrendo, siamo così stupidi che continuiamo a mettere in pratica questo sentimento che è l'egoismo.
L'egoismo è un sentimento stupido ma che come una droga ti fa apparentemente godere mentre l'altruismo è un sentimento intelligente, straordinario e giusto che ha diritto di esistere perché se tu dai e fai felici gli altri, il bene lo riavrai indietro, e nel momento che il bene ti viene ricambiato tu godrai di più che non conquistandolo con la violenza, con l'arroganza. Quindi l'altruismo potremmo chiamarlo egoismo intelligente. Allora noi non solo non siamo altruisti ma siamo egoisti diabolici per questo stiamo dentro il vortice del karma. Nel momento che tu realizzi l'amore altruistico, che è l'egoismo intelligente, e lo conquisti, la legge della evoluzione ti da un'altra opportunità che ti meriti, ti permette di passare all'amore disinteressato dove la forma di altruismo inizia a sublimizzarsi e tu inizi ad essere un essere quasi divino che ha la capacità di trasmettere senza preoccuparsi di ricevere, quando hai realizzato anche questo tipo di altruismo la legge divina cosmica ti da la ultima opportunità quella di passare all'amore più grande di tutti gli amori che è l'amore incondizionato, quello che il Cristo manifestò davanti ai Suoi carnefici, quando poteva annientarci tutti e invece ci offrì incondizionatamente il Suo amore con il Suo sacrificio. Quando realizzi questo tipo di amore divieni un maestro divino. Noi ci troviamo in questo momento all'egoismo diabolico, figuratevi quanto siamo in basso, per questo ci troviamo nella situazione che vediamo. Quando passeremo all'amore altruistico che è l'egoismo intelligente naturale questo pianeta inizierà a ripulirsi.

Il nome dell'anticristo
Lo chiamerei il padrone dell'economia mondiale, quindi negli uomini più ricchi del mondo si nasconde la sua maschera.

Che possibilità abbiamo se non dovesse ritornare Gesù Cristo di proseguire la nostra esistenza sul pianeta?
Io posso parlare per ciò che so e per ciò che sento, non posso rispondere per voi ... senza il Cristo non c'è salvezza, senza Gesù non c'è speranza, senza il Cristo non c'è amore e senza la sua presenza non c'è Luce. Questo è ciò che penso. Quindi è assolutamente indispensabile che Gesù ritorni, Lui è il nostro unico Re, l'unico che possa liberarci da questa schiavitù e soprattutto che possa liberare  tutti i bambini che soffrono nel mondo. Credo in questo perché Lui ce lo ha promesso e perché Lui è un amico che mantiene le promesse.

Come si possono qualificare le persone che hanno Esperienze spirituali?
Nella stessa forma che si qualifica un panettiere che fa 30 chili di pane e un altro che ne prepara solo un chilo, quale è il migliore?
Così puoi qualificare le persone che hanno esperienze spirituali, chi produce più pane è più credibile, chi produce più parole che pane è meno credibile.

È possibile che a fine anno Obama possa annunciare il contatto extraterrestre?
Si è possibile, non so se ci riuscirà, però se lo farà diverrà un uomo che avrà dato all'umanità una grande opportunità per salvare il mondo. Perché rivela la verità umana più grande di tutta la storia dell'umanità. La più grande in assoluto è quella del Cristo.

A cosa si riferisce il terzo messaggio di Fatima
Il terzo messaggio di Fatima si riferisce ad alcune profezie: la seconda venuta di Cristo, una catastrofe mondiale che dovrebbe essere una guerra, il contatto tra gli uomini ed esseri provenienti dal cosmo; ci sono poi altre profezie minori come ad esempio la caduta del vaticano. Il vaticano infatti non appartiene a Cristo ma appartiene agli uomini delinquenti e corrotti. Ho spiegato di recente ad uno dei miei ragazzi dell'arca di Italia, un arca fortemente anticlericale, che noi non dobbiamo rinnegare la chiesa cattolica perché se tu credi in Cristo sai che la chiesa cattolica è stata fondata da Cristo: -Pietro sopra questa pietra edificherò la mia chiesa ... - quindi noi non dobbiamo commettere l'errore di andare contro la chiesa, noi dobbiamo appoggiare la chiesa spirituale, dobbiamo difendere la vera chiesa. Noi siamo come la Resistenza, un movimento italiano che durante la seconda guerra mondiale si oppose al dittatore Hitler appoggiato dal dittatore Mussolini che invadeva l'Italia, ma il movimento non era contro le leggi del parlamento, il loro intento era quello di riconquistare ciò che l'invasore aveva usurpato. Nel nostro caso quindi dobbiamo lottare per riconquistare la Chiesa Santa del Cristo usurpata da alcuni delinquenti mafiosi, criminali, pedofili, riconoscendo i veri sacerdoti cattolici, i missionari, gli uomini santi come Padre Pio ecc. e scacciare i delinquenti, come fare non lo so, una forma è sicuramente evangelizzare, parlare alla gente, trasmettere la verità. Ma questo non significa che la chiesa cattolica sia falsa, assolutamente no. Quando il Cristo ritornerà riconoscerà la Sua chiesa e caccerà i criminali iniziando dal principe della chiesa e proseguendo fino all'ultimo prete che si è macchiato di corruzione e riporterà la chiesa alle sue origini. Dobbiamo quindi lottare per riconquistarla affinché al loro interno possano entrare solamente veri sacerdoti, affinché colui che prenderà il posto del vicario di Cristo non si baci con uno come Berlusconi, non vada a braccetto con i dittatori, con i delinquenti, ma sostenga i poveri. Tutti i battezzati hanno diritto di chiedere la sospensione dei vescovi se questi sono delinquenti perché siamo cristiani. Purtroppo pochi conoscete la teologia, vedete forse sacerdoti qui dentro? No! E sapete perché? Perché non si confrontano con me in quanto io sono teologo e so come rispondere e in questo caso gli risponderei che io sono battezzato e ho tutto il diritto di criticarli fino anche a cacciarli fuori dalla chiesa perché sono loro fratello, ho il battesimo sacro di Cristo. Chi non è battezzato non ha diritto di replicare teologicamente alla chiesa di Roma anche se può e deve esprimere il proprio punto di vista (secondo il catechismo della Chiesa Cattolica).

Le sanguinazioni
Sanguino quasi tutti i giorni, anche oggi ho sanguinato, perché quelle che mi sono state date da Gesù sono ferite permanenti che non si chiudono mai e sono venti anni che sanguinano sul mio corpo. Veramente no, non mi sono abituato. Quando sanguino non posso muovermi per il dolore, quando non sanguino invece convivo con il dolore. Sempre ho una comunicazione con Cristo quando sanguino, non sempre diffondo il messaggio che mi viene dato, dipende da ciò che Lui mi dice però si, sempre ho una comunicazione diretta sulla vita che devo fare, sulla missione che devo portare avanti e a volte anche sugli attacchi che devo rivolgere a coloro ai quali Cristo non piace.

L'unione
Questo è ciò che dico sempre e soprattutto ciò che dico ai miei fratelli, ai gruppi spirituali che noi chiamiamo arche, è un messaggio che è valido per tutti, io mi dispero e sono 33 anni che ho una parola insistente che ha accompagnato la mai vita fino ad oggi, così insistente da diventare a volte pesante ma continuo a ripeterla ... Unione. Perché se non saremo uniti, se non svilupperemo il valore della tolleranza non potremmo entrare nel regno di Dio. Il più conosciuto tra di noi, quello che ha una missione più speciale è quello che deve umiliarsi di più per dimostrare se è veramente un seguace di Cristo. Giorgio Bongiovanni quando viene sputato sulla faccia quindi deve dimostrare di saper perdonare, è colui che deve cercare il fratello che lo odia perché se cerchi quello che ti ama non sei discepolo di Cristo, quindi Giorgio Bongiovanni deve essere quello che deve dimostrare più di tutti altrimenti non è degno di entrare nel regno. Questo è ciò che mi fa disperare con i miei fratelli perché io so che solamente realizzando questo valore puoi entrare nella grazia di Cristo. Non so in che altro modo trasmetterlo, cerco di farlo con le mie sanguinazioni, con il mio sorriso, con il mio essere severo ma vi assicuro che non c'è salvezza se tra di noi non ci perdoniamo. Non sto parlando di perdonare il potente, il mafioso ma di perdonare il fratello, di tollerarci, di cercarci, di prendere il meglio di noi stessi e buttare nel cestino il peggio, di incontrarci nel denominatore comune che è il Cristo, buttare via le cose che ci fanno perdere tempo e pensare a risvegliare le anime perché i primi ai quali il Cristo chiederà conto saremo noi ... potrebbe anche perdonare personaggi come certi capi di governo che conosciamo ... ovviamente se si pentono del male che hanno fatto... ma sicuramente non me se anziché risvegliare le anime perdo il tempo a discutere con i miei fratelli. Quindi carissimi fratelli amiamoci e diciamo al fratello: Qual'è il meglio di te fratello? Il sorriso? Allora dammi un sorriso! Qual'è il meglio di te? Lo scherzo? Dammi uno scherzo? Qual'è il tuo valore migliore? Una carezza? Dammi una carezza! Il peggiore è lamentarti? Non lamentarti! Il peggiore è giudicare? Non giudicare! Il peggiore è guardare sempre la debolezza dell'altro? Non guardare sempre la debolezza dell'altro! Se non realizziamo questo cara sorella non entreremo nel regno di Dio.

Un sacerdote
Io ho fatto battezzare i miei figli da un sacerdote missionario che si chiama don Luigi Ciotti, è un lottatore contro la mafia, segue migliaia di giovani attraverso la sua associazione e penso che il premio nobel per la pace lo meriterebbe sicuramente lui, a prescindere che Obama lo meriti o meno.

La conferenza si chiude con il saluto e la benedizione di Giorgio. La gente gli si accalca e i fratelli devono fare un cordone attorno a lui per condurlo verso l'uscita. Siamo felicissimi di sapere che attraverso il collegamento in stream che i ragazzi hanno realizzato hanno potuto partecipare all'incontro diversi gruppi di persone in collegamento da Montevideo, Tucuman, Cordoba, Colombia, Catania, Rosario, Varese, Capilla del monte, Milano, Mexico, Cile, Porto Sant'Elpidio, La Plata, Perù, Uruguay, Paraguay, Las Parejas, Buenos aires ...

Approfittiamo della cena per condividere con i fratelli il tempo che ci rimane.
La mattina seguente l'incontro con alcuni giovani che hanno una particolare e forte esperienza spirituale attende Giorgio in una piccola saletta dell'hotel, prima della partenza per Montevideo. I carissimi Juan Josè e Veronica ci presentano i giovani ragazzi che raccontano la loro intensa e profonda storia. Da una vicenda negativa con la droga di uno di loro, parte l'esperienza di uno dei ragazzi, di 22 anni, dei suoi giovanissimi cugini e degli altri amici ai quali si manifestano degli esseri che danno loro dei messaggi riferiti all'umanità e soprattutto ai giovani. Un piccolo gruppo di fratelli ascolta attento e silenzioso. Giorgio annuisce e pone loro delle domande per conoscere meglio alcuni dettagli della loro vita, di ciò che sentono, di ciò che questi esseri comunicano continuamente a loro. Juan Alberto siede al fianco di Giorgio. Il giovane Ariel, di 16 anni, è colui che sarà designato ad essere il leader del gruppo, cosa che Giorgio conferma. Lui però ci tiene a sostenere che loro si sentono tutti uguali non c'è qualcuno particolare, si sentono amici con la stessa esperienza da portare avanti. Restiamo a bocca aperta ad ascoltarli parlare ... la semplicità ... la purezza dei loro occhi ... quel messaggio tanto chiaro ... le esperienze e le visioni di una chiarezza sconcertante ... questi Esseri li istruiscono sulla reincarnazione, sulla Legge di causa-effetto, sul tentatore mandato dal Padre, sul ritorno di Gesù e gli ultimi tempi, sul risveglio delle coscienze... questi Esseri ... che li hanno fino a lui ... il Calice Vivente ... “Io so che devo portare avanti la mia missione” dice il giovane Ariel. Qual'è la tua missione?” Gli domanda Giorgio, “Annunciare la fine dei tempi e avvicinare Gesù ai giovani”.

Con Amore
Sonia Alea

Montevideo (Uruguay), 19 Novembre 2009