4 Marzo 2010 - DOCUMENTARIO: “DAL CIELO ALLA TERRA”
Ciao Giorgio,
Ti scrivo per segnalarti una delle ultime attività svolte dal gruppo di Catania, o per meglio dire, ormai, "Arca di Belpasso", a scopo di divulgazione dell'Opera di Cristo, realizzata grazie al prezioso contributo del nostro fratello di Torregrotta Filippo Rando.
Intorno al mese di Ottobre 2009 Filippo ci ha segnalato la disponibilità da parte dell'emittente Tremedia (sito web: www.tremedia.it ) di riservarci uno spazio di circa un'ora e mezza per mandare in onda, entro la fine dell'anno, uno speciale riguardante la presenza extraterrestre sul nostro pianeta, l'aspetto messianico in essa celato e la tua esperienza mistica di stigmatizzato.
Ovviamente non potevamo che rispondere positivamente ad una proposta del genere, a dimostrazione che è sempre il Cielo a chiamare noi, e mai viceversa...
A noi tocca soltanto farci trovare pronti!
In tal senso dalla collaborazione tra me, Claudio e Saro, a cavallo delle vacanze di fine anno è nato un montaggio video nel quale vengono trattati tutti quegli argomenti in genere esposti durante le conferenze che il nostro gruppo ha organizzato in varie parti della Sicilia negli ultimi 3 anni.
In particolare si va dalla presenza extraterrestre nella storia del passato, nelle culture e nelle religioni antiche, al fenomeno del contattismo, dando particolare risalto alla figura di Eugenio Siragusa, all'ampia casistica del fenomeno extraterrestre nella modernità ed alla breve analisi dell'esperienza di Antonio Urzi attraverso una carrellata dei suoi documenti filmati fra i più nitidi e dettagliati; dalle manifestazioni via via crescenti delle flottillas e degli ebani in Sud America alle immagini più eclatanti delle varie missioni STS della NASA, comprese quelle che rivelano la presenza di acqua e vegetazione sul pianeta Marte. E ancora un breve accenno al fenomeno dei Cerchi nel Grano (i segni in Terra) fino ad arrivare alle croci e alle altre manifestazioni di carattere mistico che avvengono nei cieli di tutto il mondo (i segni in Cielo). E da qui ci si ricollega alla tua esperienza di stigmatizzato, di annunciatore dei segni dei tempi, quei segni che il Signore ci ha insegnato a riconoscere attraverso il Vangelo e che oggi l'Umanità rifiuta di accettare come avvertimento ed ultima opportunità di ravvedimento.
Si fa un excursus di tutta la tua esperienza mistica usufruendo del video relativo alla tua biografia narrato da Monica Centofante, per poi dare spazio ad alcuni tuoi interventi avvenuti durante le conferenze di Pordenone e di Nicolosi di qualche tempo fa, allo scopo di delineare il messaggio diffuso dalla nostra famiglia spirituale in tutta la sua semplicità ed efficacia: della necessità di "operare" costantemente a favore della vita per il bene dell'Umanità...
Il video si conclude con le clip "Armaghedon" e "Nonsiamosoli" per una durata complessiva di 1h e 37m.
La sua messa in onda era prevista per sabato 6 febbraio 2010, come segnalatovi da Saro per email, ma poi è slittata di una settimana esatta (sabato 13 febbraio 2010) per sopravvenuti problemi tecnici.
Soltanto Filippo Rando è riuscito a vedere la trasmissione, dato che Tremedia è visibile nella provincia di Messina ed in parte della costa tirrenica della Calabria.
Lui ci ha riferito, comunque, di essere rimasto molto soddisfatto di quanto realizzato.
Qualche giorno fa ho trovato il tempo di pubblicare il video integrale su YouTube (suddiviso in 13 parti) e di condividerlo su Facebook.
Il link è questo: http://www.youtube.com/watch?v=_UZwXNbOpYc&feature=PlayList&p=7858ED29B62E7217&index=0&playnext=1
Le varie parti si susseguono automaticamente perchè raggruppate in una playlist.
12 Febbraio 2010 - CRONACA VIAGGIO IN ARGENTINA (31 Gennaio – 10 Febbraio 2010)
Arriviamo in Argentina il 31 gennaio, Luca, Diego ed io. Due fratelli dell’arca di Buenos Aires, Juan Josè e Rafael, ci aspettano all'aereoporto nonostante il ritardo dell’aereo, per accoglierci fraternamente.
Ci accompagnano a casa di Alejandra Berenyi dove veniamo ospitati per tutta la permanenza in Argentina. La nostra sorella Alejandra ci accoglie nella sua casa dove mi colpiscono subito i suoi dipinti che l’arredano facendo trasparire il suo incantevole essere. Straordinari disegni, le sue mani da pittrice fanno spiccare il suo dono per la pittura.
Juan José rimane con noi e pranziamo tutti insieme approfittando del poco tempo per scambiarci parole, pensieri e esperienze. Erano diversi anni che non ci vedevamo, ma dentro i nostri cuori e spiriti la lontananza non ci tocca, ci sentiamo come con fratelli che si vedono tutti i giorni, da sempre, anche se ci siamo visti in Italia più di tre anni fa e solo per una settimana.
L’accoglienza di Alejandra nella sua casa insieme alla sua bellissima figlia Nicol è stata preziosa, non ci ha fatto mai sentire degli ospiti ma parte della famiglia. Ci ha fatto sentire a casa…
Una sera Alejandra, rientrando da una messa, ci regala una candela. Ci spiega che è stata accesa con la fiamma di un’altra candela che durante un'apparizione mariana si era accesa miracolosamente. Durante l'apparizione la Madonna aveva detto al veggente che quella fiamma non doveva spegnersi mai e continuare a trasmettersi di candela in candela. Prendiamo questo dono come un ennesimo segno della Sua costante protezione. Inoltre regala ad ogni uno di noi una croce, simbolo del nostro cammino, La Croce.
Luca racconta ad Alejandra del video di Guadalupe che abbiamo realizzato insieme con l’aiuto di tutti i fratelli dell’arca di Sant’Elpidio a Mare e approfittiamo di quel pomeriggio per rivederlo insieme a lei.
Alejandra quella sera ci racconta una bellissima e particolare esperienza di sua figlia Sabrina. Ci fa vedere dei disegni e una lettera scritta quando aveva appena 12 anni, rivolta a tutta l’umanità. I disegni raffigurano astronavi ed esseri extraterrestri che si trovano in questo pianeta e in altri. Nella lettera scritta qualche giorno prima del 31.12.2000, la bambina dice di voler lasciare uno scritto, un suo pensiero, nel caso dovesse arrivare la fine del mondo come molti predicavano, e che questa lettera prima o poi sarebbe stata trovata da qualcuno e quel qualcuno avrebbe potuto leggere il suo pensiero. Alejandra e suo marito non avevano ancora mai sentito parlare di extraterrestri, né tanto meno di Giorgio. Qualche anno fa sua figlia sistemando le sue cose ha ritrovato tutti questi disegni che, meravigliata, ha mostrato subito alla mamma… Nessuno della famiglia ricordava questo fatto a cui hanno dato moltissima importanza.
BUENOS AIRES
Per tutta la nostra permanenza a Buenos Aires siamo molto presi dal lavoro. Tra le attività in Italia che dobbiamo seguire “a distanza” e i vari appuntamenti in città, non ci rimane molto tempo da trascorrere con i fratelli, facendo slittare diverse volte la data dell’incontro con il gruppo di Buenos Aires.
Girare con la macchina per il centro della città ci fa sentire la sofferenza che l’uomo oggi vive non solo in Argentina ma in tutto il mondo. La povertà, l’amarezza, la vergogna, la miseria umana, Un uomo senza dignità. I nostri pensieri, mentre percorriamo queste strade, sono rivolti a Giorgio, a quanto sarà stato duro portare avanti quattro anni di missione in Sud America. Spesso pensavamo a voce alta chiedendoci e cercando di capire il suo grande sacrificio. Quanti viaggi in aereo, quante volte avrà percorso queste strade affollate di macchine, di miseria e di sofferenza. Quanti giorni passati lontano dalla sua famiglia fisica e spirituale, in solitudine. Quanti anni di sacrificio. Ma oggi quella sofferenza è stata premiata, dai tantissimi esseri speciali che seguono e appoggiano in questa terra la sua Opera, offrendo al suo spirito amore e forza spirituale per andare avanti.
Pensando a lui cerchiamo di darci forza per affrontare le nostre difficoltà, di rimanere sempre a disposizione dell’opera. La disponibilità, essere sempre disponibile, non sempre è facile, ma anche noi cerchiamo di fare del nostro meglio.
I segni non sono mancati, segni che ci fanno capire che siamo noi che serviamo l’Opera e non l’Opera che serve noi. Segni che ci richiamano a fare la Sua volontà e non la nostra.
VIAGGIO A ROSARIO
Dopo una settimana di intenso lavoro partiamo per Rosario, dove una giovane arca ci aspetta: l’arca di Lili Mariposa. Dopo un viaggio di 4 ore dove la pioggia non ci ha lasciato un attimo di respiro arriviamo all’arca, finalmente!
Accolti dai bellissimi fratelli Inés, Juan Alberto, Alejandra, Cristina e altri fratelli che si sono avvicinati da poco e non conoscevamo ancora come Daniel, Martin, Juan Carlos, y Silvia, e da tanti giovani, Matías, Maria Eugenia, Andrés, Anita, Patricio, Gastón, Bruno y Eugenia.
Dopo aver lasciato le valige andiamo tutti insieme a cena. Il tempo passa senza smettere mai di parlare, contenti di essere nuovamente a Rosario dopo tantissimi anni.
Inés e Beatríz ci chiedono del video tanto atteso, il video-documentario che la Madonna ha chiesto a Giorgio di fare. Vogliono sapere se è già in preparazione ma Luca spiega subito che non abbiamo a ancora iniziato, e che appena rientriamo in Italia Giorgio organizzerà la realizzazione di questo video in base anche alle nostre possibilità economiche.
Finita la cena ritorniamo all’arca insieme a Juan Alberto, Alejandra, Inés e ai giovani che non ci hanno lasciato un attimo. I loro sguardi mi colpiscono, occhi che parlano da soli, occhi che riflettono la luce dei loro spiriti.
Attraverso i loro scritti che arrivano in Italia, attraverso i racconti di Giorgio rivedo per un attimo noi com'eravamo 18-20 anni fa, con quella voglia di conoscere, di sapere, di fare, di crescere e di immergerti completamente nell’opera e dare tutto te stesso. Bellissima sensazione, quanta forza spirituale...
Ci offrono di dormire all’arca e con molto piacere accettiamo questo onore.
Ci salutiamo e accordiamo di reincontrarci la mattina presto prima di partire per Las Parejas dove vive Juan Alberto.
Alle 9 del mattino tutti i giovani sono già lì, all’arca con la tavola pronta per offrirci la colazione.
Approfittiamo di queste due ore per scherzare, ridere, scambiarci pensieri e esperienze. Il tempo vola e Juan Alberto ci chiama per andare via. Saremmo rimasti lì ancora, ci sentivamo come alla nostra arca! a casa!
Con abbracci e baci ci salutiamo dicendo a questi ragazzi: “Vi aspettiamo in Italia, la nostra casa è la vostra casa, venite quando volete, saremo onorati di ospitarvi”.
VIAGGIO A LAS PAREJAS
Partiamo per Las Parejas e dopo circa 45 minuti di macchina arriviamo a casa di Juan Alberto. Dopo un pranzo trascorso insieme non mancano i preziosi consigli del nostro amatissimo Juan Alberto, che ringraziamo per esserci sempre stato vicino, sempre come fratello e spesso anche come padre. Incontriamo tutta la sua famiglia e suoi bellissimi nipoti Candelaria e Francisco. Valeria, Germán, Flavia, Martín, Nicolás, y Ada. Non poteva mancare la calorosa presenza di Carmen, come non è mancato il suo aiuto e appoggio al lavoro che Luca e Diego stanno svolgendo a Buenos Aires. Grazie Carmen, per la fiducia che ci hai dato.
La presenza di Liliana è forte in questa famiglia, mai potrà essere dimenticata. Una preziosa famiglia che oggi è accompagnata dall'infinita dolcezza di Alejandra, che si dedica a loro con rispetto e profondo amore. Grazie Alejandra, per il tuo calore.
Alejandra mi regala a nome del gruppo di Rosario un anello con il simbolo dell’aquila. Bellissimo gesto che mi commuove e che apprezzo immeritatamente.
RIENTRO A BUENOS AIRES, LA PLATA
Finisce la serata con una cena e l’indomani dopo pranzo si riparte per Buenos Aires, dove non solo incontriamo i nostri parenti, ma Diego e Luca affrontano una riunione di lavoro molto importante.
La mattina di lunedì 8 Febbraio si ricomincia con gli appuntamenti di lavoro. Ma nonostante la stanchezza e i vari impegni cerchiamo di fare il possibile per raggiungere il gruppo di La Plata dove i giovani ci aspettano da diversi giorni. Arriviamo verso le 19:00 e incontriamo subito Fermín e Ornella che subito ci accolgono come sempre con tanta dolcezza giovanile. Fermín spicca per il suo grande entusiasmo per l’opera e velocemente ci racconta in cosa consiste il suo lavoro come professione. Verso le 21:00 andiamo a mangiare in pizzeria dove incontriamo il resto del gruppo. Bellissimi tutti, Anna, Fabián responsabile del gruppo che è riuscito a formare un bellissimo gruppo di giovani formato da Manuel, Erina, Maxi, Ruben e la sua fidanzata che per motivi di lavoro non erano presenti, tutti belli, dolci, speciali come tutti i giovani che si avvicinano all’opera, giovani inondati da una luce Cristica che traspare dai loro occhi, che pochi maestri riescono a risvegliare.
Ci salutiamo coscienti che il tempo è stato poco, poco per conoscerci, poco per approfondire qualunque argomento, poco per scambiarci esperienze, poco per apprendere l'uno dall'altro, ma sufficiente per sentirci spiritualmente fratelli, amici, compagni di una straordinaria opera, quella del Cristo.
Martedì si ripresenta una giornata di impegni, mancano due giorni al rientro e ci sono ancora tante cose da fare. Cerchiamo di sbrigarci il prima possibile perché a casa di Alejandra ci aspettano i fratelli di Buenos Aires, Mirta, Pedro, Alicia, Silvia, Carolina, Diego, Claudia, Sergio, Juan José, la sua bellissima moglie Verónica che finalmente ho potuto abbracciare e conosce dopo tantissimi anni Emanuel, Sebastián, Claudio y Jorge. Arriviamo verso le 20:00 con qualche ora di ritardo, ma loro ci aspettano con una tavolata pronta per condividere la cena, una cena che rappresenta la nostra comunione, la comunione che ogni giorno pratichiamo nella nostra arca, la comunione attraverso il cibo. Dopo ventitré anni trascorro il mio 36° compleanno nuovamente in Argentina, e non è mancato l’amore dei fratelli a festeggiarlo. I tre desideri che esprimo prima di spegnere la candelina si racchiudono in uno solo, quello che ognuno di noi ogni giorno prega e chiede al Signore, quello che ogni giorno chiediamo attraverso il nostro lavoro, il nostro amore, il nostro vivere: il Ritorno di Suo Figlio. Nel buio della notte, sotto un manto di stelle, illuminati da poche candele scambiamo pensieri, sorrisi, abbracci, carezze, gesti che uniscono il nostro essere, i nostri spiriti, gesti che ci ricaricano, che ci danno sempre più forza per andare avanti, per affrontare il domani sempre più sconosciuto.
Ci salutiamo con la speranza di rivederci presto, le distanze ci ostacolano fisicamente ma non spiritualmente. Spiritualmente siamo uniti, uniti in un'opera che ci rende un'unica famiglia, una famiglia vera, pronta a dare e a sacrificarsi per un fratello. Una famiglia dove a volte pur non conoscendo fisicamente un fratello siamo disposti a lavorare per lui, servendolo, amandolo ogni giorno. A volte mi rendo conto che facciamo cose grandi senza accorgercene, l’istinto e il desiderio di servire un Uomo segnato dal Cristo fa di noi dei piccoli miracoli.
Tante persone nuove si avvicinano, tanti giovani pronti a servire il Cristo. È bellissimo e affascina vedere tanta forza spirituale che colma l’opera di Giorgio.
Mercoledì mattina presto salutiamo Alejandra e Nicol, ringraziandoli per l’amore e per averci accolto come parte della sua famiglia. Tanta é l’emozione mentre la macchina si allontana da casa sua e i nostri sguardi e i nostri cuori sono ancora lì con lei… In macchina la ringraziamo ancora, e ripensiamo a quanto siamo stati bene con tutti i fratelli.
Verso le 18:00 lasciamo la capitale di Buenos Aires per andare in aeroporto. Juan José, Verónica e Jorge sono lì ad aspettarci, per salutarci ancora una volta. Quanta apprensione, quanta disponibilità e quanto amore ci è stato dato in questo viaggio. Grazie a tutti, grazie per esistere, grazie per accompagnare e amare Giorgio, grazie per la forza spirituale che date alla sua opera. Siamo lontani, un oceano ci separa, ma siamo uniti spiritualmente e questo fa di noi dei veri fratelli.
Salutiamo loro che in quel momento rappresentano tutti, sperando di poterci riabbracciare ancora una volta, in un futuro vicino o lontano, solo il Padre lo sa.
Atterriamo a Roma, Piero ci viene a prendere per riportarci a casa. Un altro piccolo segno ci colpisce ancora. Ci fermiamo a mangiare a metà strada e davanti alla macchina dove parcheggiamo troviamo dentro una vetrina la stessa statua che aveva Alejandra nel suo giardino, identica, stesso colore e stessa misura, perfettamente uguale. Diego vedendo la statua ci chiama esclamando “È la stessa statua di Alejandra! La Madonna ci ha accompagnato sempre, fino al ritorno a casa…”. L’11 febbraio è tra l'altro il giorno dell’apparizione di Lourdes... un altro piccolo ma importante segno.
Vogliamo ringraziare infinitamente tutti i fratelli. Siamo stati poco insieme, anzi pochissimo, ma vi sentiamo dentro, siete dentro i nostri cuori.
Scusate se non sono brava a scrivere e a trasmettere tutto quello che ho sentito in questo viaggio, ma la cosa importante é che ci vogliamo bene, che ci sentiamo uniti e serviamo l’opera più importante di questo tempo. Grazie, grazie anche a Giorgio il quale ci ha dato la possibilità ancora una volta di poter servire il Cristo.
Con profondo amore e devozione Mariela, Luca e Diego
22 Febbraio 2010 - CONFERENZA A MILANO DI G. BONGIOVANNI – 21.2.2010
E' il 21 febbraio, anno Domini 2010, ed eccomi di nuovo nel capoluogo lombardo, stavolta però in veste di accompagnatore di Giorgio Bongiovanni. Ad accompagnarlo ci sono anche Mauro Caruso, Mara Testasecca, Sonia (Alea) Cordella. L'evento a cui partecipa Giorgio è una conferenza organizzata dal gruppo Anima News, presso la Biblioteca Esoterica di Milano, titolo: “Il Ritorno di Gesù Cristo”. Oltre ad accompagnarlo lo devo anche presentare al pubblico e far vedere il filmato delle ultime analisi mediche fatte dal Dott. Nicola Ceglie, al sacro segno impresso sul suo corpo: le stimmate di Cristo. Immagini, tra l'altro, personalmente girate da me. Sono oltre 20 anni che conosco Giorgio, assieme abbiamo girato il mondo, ma l'emozione di stare insieme e ascoltare le sue parole di respiro cosmico, è sempre la stessa.
A volte la tensione interiore è tale che vorrei impregnarmi della vibrazione di quel verbo e fissarla nel nucleo delle mie cellule per tenerla sempre con me e non basta mai, il calice mai sembra abbastanza colmo... Strano mistero a volte la vita: misteriosi legami ci uniscono ma li disconosciamo o sono nascosti nell'oblio dell'incarnazione, pur sentendoli tanto cari e familiari.
Giorgio la mattina vive il quotidiano calvario della sanguinazione dalle stimmate, il suo intervento è previsto per le 10.00, perciò io e Mauro lo precediamo in libreria per permettergli di recuperare un poco le forze. Arrivano Antonio Urzi e Simona Sibilla, Gian Marco Bragadin, Mariuccia e Manolo, e in sala trovo Alberto Lucano, amico di vecchia data, e il giovane Carlo Casati sempre entusiasta ed estremamente cordiale. Dopo aver organizzato il materiale su Giorgio che mettiamo a disposizione del pubblico, io sistemo la parte tecnica per la proiezione del filmato delle analisi e, giunta l'ora, inizio l'introduzione. Mi annuncia il caro amico Claudio Maneri, moderatore dell'evento assieme alla sua graziosissima compagna Manuela Racci.
Giorgio intanto è in arrivo. Il filmato delle analisi parte un istante dopo il suo ingresso in sala. Si riaccendono le luci, lascio a lui il posto e inizia nuovamente la magia. La vita di Gesù, il suo insegnamento, i suoi miracoli, l'annuncio del suo imminente ritorno con giustizia e grande potenza e gloria, la vita nel cosmo, sono i temi cardine che letteralmente ipnotizzano il pubblico. La sala è gremita di persone che pendono dal quel fiume di luce che squarcia il velo di tenebra che opprime le anime. Mi sorprendo io stesso di come parole sentite tante volte siano sempre così vive, vitali, carezzevoli per lo spirito e confortanti per il cu
Un tuffo al cuore anche quando Giorgio, rispondendo ad una domanda, scopre le stimmate di una mano. Tante volte ho visto quei segni ma l'effetto è sempre uguale... che grande mistero, sento che mi sfugge il profondo valore e significato di quelle sante ferite... sento che nell'umana natura è quasi impossibile capirne la portata ma, allo stesso tempo, sento che basta una sola parola: Amore! So che le parole possono sembrare, a volte, banali ma come si fa ad esprimere tanta trascendenza? Ci si adatta e si cerca di esprimerlo meglio che si può. Resta uno spazio anche per le domande, tanto è l'interesse delle persone che si sfora di oltre un quarto d'ora dal tempo previsto per il termine. E si sarebbe proseguito ancora per molto, se Claudio Maneri non avesse posto il giusto stop per dare spazio ai relatori successivi. Usciamo dalla sala tra gli sguardi pieni di gratitudine delle persone. Anche Giorgio è felice, lo si vede dal suo sorriso. Fuori dalla sala, al piano superiore, ci aspettano i componenti del gruppo di Varese: Marco, Marchino, Tiziano e Anna, ci accolgono con calore e amicizia e tutti insieme, ci avviamo a consumare il pranzo in un vicino ristorante. Ci raggiungono anche Fabio Di Nola e il caro amico Marco Arduini accompagnato dalla moglie. In un'atmosfera serena e rilassata si chiude la parentesi milanese, tanto ricca di emozioni.
P.G. Caria
Febbraio è periodo di intensa attività. Il 2 febbraio 2010 sono ospite a Brescia del Circolo Culturale “Gli Amici dell'Insolito” www.amicidellinsolito.eu - info@amicidellinsolito.eu tel. 334.6146629, di cui principali esponenti sono Fulvia Rovere e Patrizia Grandi. Parto con il caro amico Daniele Maculan che gentilmente si offre di accompagnarmi, alleggerendomi della fatica della guida. Il viaggio sino a Brescia è tranquillo, per tutto il tragitto ci accompagna il panorama innevato dell'Italia, ma la strada è sgombra e il traffico normale. Ci accoglie con un gran sorriso Patrizia Grandi, simpatica e solare che, dopo i saluti, ci accompagna alla sala della conferenza.
Con l'aiuto del tecnico predisponiamo tutta l'attrezzatura audio-video necessaria per la mia esposizione. Il tema sarà: “2012, le profezie Maya e i cerchi nel grano”. Argomento che suscita tanto interesse con le ansie per la data del 2012. Dopo un po' arrivano Fulvia Rovere con il marito Roberto, ancora non li conoscevo e, dopo le presentazioni, termino di allestire la parte tecnica e facciamo sosta per la cena. Alle 21.15 diamo inizio alla conferenza. Sono presenti tra le 80 e le 90 persone, un numero buono per una serata infrasettimanale. Le ore a disposizione passano veloci e, come spesso succede, devo correre alla fine per chiudere il discorso. Le persone sono state attentissime per tutto il tempo e, alla fine, mi esprimono il gradimento e la sorpresa per le tante informazioni ascoltate e viste, di cui ignoravano l'esistenza. Avvistamenti, stato del pianeta, segni umani e divini, le stimmate di Giorgio, il ritorno del Cristo, disegnano un drammatico e inaspettato quadro che sorprende e commuove le persone. Anche Patrizia, Fulvia e Roberto si dicono pienamente soddisfatti dall'esito dell'incontro. Una bella e ricca serata di emozioni e di scambio che ha arricchito tutti. Ringrazio Patrizia, Fulvia e Roberto per il loro affetto, calore, simpatia e per la squisita ospitalità.
INTERVENTO DI P.G. CARIA A VOYAGER – TORINO 4.2.2010
Da Brescia, sempre con Daniele al timone, andiamo a Torino. Mi aspetta un'importante appuntamento televisivo: partecipare al programma Voyager come ospite. Devo presentare due casi su cui abbiamo realizzato dei documentari che Voyager manderà in onda: il caso Urzi e il caso “Amicizia”. E' da qualche anno che non compaio in TV in Italia e, devo essere sincero, sono abbastanza ansioso ed emozionato. Entrambi i casi sono polemici e impegnativi da far capire. Confido comunque nella mia esperienza e nella professionalità di Roberto Giacobbo, che conosco come serio ed equilibrato conduttore. Mi conforta anche la presenza dell'amico Roberto Pinotti, massimo esperto italiano di ufologia: una vera enciclopedia vivente del tema e sempre passionale e battagliero. La registrazione del programma è fissata per il pomeriggio del 4 febbraio.
Nei camerini degli studi RAI di Torino ci riuniamo con gli altri ospiti: l'amico Adriano Forgione, direttore della rivista “Fenix”, il caro Ennio Piccaluga, direttore della rivista “Area di Confine”, il giornalista del “Corriere della sera” Flavio Vanetti, il giornalista di “Repubblica” Luigi Bignami, l'esperto dell'Ente Spaziale Europeo Didier Schmitt, Stefano Bagnasco, fisico e membro del CICAP. Costoro saranno gli esperti chiamati a commentare il materiale presentato durante tutto l'arco del programma. Io e Piccaluga interverremo sui nostri temi specifici. Piccaluga è esperto in misteri di Marte, è infatti autore di un libro bestseller intitolato “Ossimoro Marte”. In studio sono presenti come pubblico, oltre a Daniele Maculan che mi ha accompagnato, anche Isacco Favazza, Piero e Giorgio Di Stefano, che non volevano perdere l'occasione di poter assistere personalmente alla registrazione di un programma televisivo della RAI. La trasmissione parte con una intervista al caro amico giornalista investigativo Jaime Maussan, che presenta i fenomeni tipicamente messicani delle sfere di luce e delle “Flotillas”, visti anche in tutto il mondo e nello spazio. Io, assieme agli altri ospiti, assisto da dietro le quinte allo svilupparsi della registrazione. Non siamo in posizione comoda ed è difficile capire bene l'audio per il rumore dei macchinari che copre le voci.
La registrazione si snoda lungo l'arco di alcune ore: è il primo speciale della nuova serie e l'equipe del programma ancora deve prendere il giusto ritmo. La presenza dei numerosi ospiti e la necessità di proiettare in diretta i servizi filmati per poter poi essere commentati, allunga di molto il tempo della registrazione. Sono ormai passate le 20.00 quando l'assistente di scena mi chiama e mi dice di prepararmi. Facciamo delle prove e chiedo che mi cambino la sedia, mi sentivo come un pappagallo sopra un trespolo o peggio, come Fracchia sulla mitica poltrona.., gli assistenti sono gentili e mi accontentano, in effetti va meglio...
Mi metto in posizione per l'entrata in scena ma mentre attendo, noto un'agitazione crescente tra il personale in studio. Alla fine capisco che sono tutti stanchi e stressati per le lunghe ore di lavoro e chiedono una pausa per tirare il fiato. In effetti anche il pubblico è molto stanco per cui, appena indicano dove si trova il buffet, una marea umana si precipita verso l'agognata meta. Come direbbe l'amico Luca: “Chi morti, chi feriti, ma per magnà tutti guariti!” Per quanto lo stacco abbia fatto piacere anche a me, mi sento deconcentrato per la lunga attesa. La registrazione è iniziata alle 16.30 e sono ormai quasi le 20.30. Sono stanco e mi è pure venuto mal di gola. Ho un attacco di panico e corro a cercare un po' d'acqua, temo di perdere la voce proprio davanti alle telecamere. L'emozione fa il resto. Alla fine entro e, salutato Roberto Giacobbo, mi accomodo sulla seggiola e Roberto presenta la clip dedicata al caso Urzi. Le immagini scorrono e vedo le facce dei presenti sorprese davanti agli straordinari filmati UFO di Antonio. La clip dura circa 10 minuti, un breve riassunto a fronte dei 52 minuti che dura realmente il documentario che illustra tutta la ricerca. Si accende un attimo il dibattito ma, a parte una sconclusionata e sterile polemica, gli scettici non riescono ad opporre una vera base di discredito contro le incredibili immagini degli UFO filmati da Urzi. Roberto Giacobbo mi fa qualche domanda per definire meglio gli aspetti del caso e io rispondo, con voce un po' afona e strozzata, citando anche aneddoti come quando abbiamo avvistato anche noi ricercatori dopo che Antonio ci aveva anticipato addirittura l'ora in cui si sarebbero manifestati i dischi volanti. A seguire viene presentata la clip del caso Amicizia. Anche qui sono 10 minuti su un totale di 52 originali. Altre domande di Giacobbo, commenti pro e contro da parte dei presenti e un'ottima riflessione di Pinotti su alcuni aspetti poco chiari che hanno coinvolto i protagonisti del caso. Tra l'altro Roberto Giacobbo mostra una delle bobine originali dei filmati di UFO girati all'epoca e siamo negli anni '60, che io avevo portato con me. Intanto si è fatto troppo tardi, sono passate le 21.00, e ancora non sono stati registrati tutti i servizi programmati. I responsabili della trasmissione decidono così di rinviare all'indomani le registrazioni rimaste. Così l'amico Piccaluga vede la sua permanenza a Torino allungarsi di un giorno in quanto lui è uno di quelli che sono ancora da intervistare. Alla fine il programma è stato un evento per l'ufologia nostrana. Per la prima volta su un canale nazionale, un contraddittorio tra scettici e affermativi, si chiude a favore di questi ultimi, cioè della realtà del fenomeno UFO. Vari gli interventi filmati importanti oltre a quelli già accennati. Tra tutti spiccano le analisi allo scritto che tiene in mano il Gen. Roger Ramey, un telex, mentre vengono mostrate i resti di un pallone sonda indicato come il vero oggetto volante caduto a Roswell. Grazie alle moderne capacità di analisi fotografica con software specializzati, si è riusciti a verificare che sul foglio compaiono le parole “vittime”, “crash”, “disco”, smentendo quindi le spiegazioni ufficiali e confermando che i fatti di Roswell hanno una seria base probatoria. Di grande importanza anche l'intervista all'astronauta Edgar Mitchell, che conferma la realtà oggettiva della visita extraterrestre, dei fatti di Roswell e del cover-up messo in atto dai governi. Mi sento di fare un elogio particolare a Roberto Pinotti per la passione e la determinazione con cui ha reagito agli attacchi degli scettici e ha difeso la realtà della presenza extraterrestre, accusando i governi del sistematico insabbiamento delle prove. Ancora voglio difendere l'operato di Roberto Giacobbo, criticato da più parti ma, conoscendo l'ambiente televisivo, so in quali difficoltà si trova ad operare parlando di questi temi tanto osteggiati e controversi. Una volta di più ho ammirato la sua grande professionalità e padronanza della scena. Se Voyager non ci fosse, e se c'è è merito suo, non ci sarebbe nemmeno questo spiraglio di luce. Forse è poco, ma di questi tempi è già un atto di coraggio e gli sono grato di questo.
CONFERENZA A MILANO DI P. G. CARIA – 9.2.2010
Ho iniziato ad interessarmi di discorsi spirituali non ortodossi negli anni '80. Tra i primi libri ad appassionarmi vi sono stati quelli di due famose autrici italiane: Paola Giovetti e Manuela Pompas.
All'epoca ero ancora un giovanotto inesperto e sognavo un giorno di poter incontrare personalmente queste due grandi autrici. Non avrei mai immaginato che la vita sarebbe stata tanto generosa da permettermi di incontrarle entrambe, di sviluppare con loro collaborazione e anche amicizia. Con Paola, che è veramente un essere speciale, il sogno si è realizzato già da qualche anno ed è avvenuto grazie a Giorgio Bongiovanni. E' da un po' che scrivo infatti degli articoli che Paola mi pubblica, partecipo alle conferenze organizzate da lei e c'è una reciproca simpatia e profondo affetto, di cui io stesso mi sorprendo. Non dimentico di essere nato in un piccolo paesino della Sardegna dove certe cose, a momenti, manco si sognano. Ma tantè e così dico sempre a Paola che è la mia madrina spirituale. Grazie a lei ho anche fatto amicizia con il Dott. Gianni Canonico, “patron” delle edizioni Mediterranee, altra persona che stimavo e desideravo conoscere.
Con Manuela Pompas l'attesa è stata un poco più lunga, considerando che con Paola ci conosciamo ormai da oltre 10 anni. L'incontro è avvenuto l'anno scorso in occasione di una conferenza che ho tenuto a Modena, organizzata dalla cara Tecla Avesani e di cui Manuela è stata moderatrice. La simpatia reciproca è stata immediata e così Manuela mi ha chiesto se ero disponibile a partecipare ad una conferenza organizzata da lei. Figuriamoci! Era la realizzazione di un altro desiderio a lungo covato e le ho detto di si. Ho così l'opportunità di trovarmi a fianco dell'altra mia madrina spirituale. L'evento era fissato per il 9 febbraio 2010 a Milano, presso l'Audutorium Mondadori di via Marghera. La sala convegni, al 2° piano, è di dimensioni contenute e tecnicamente ben attrezzata. Circa 80 posti a sedere per le persone che partecipano ai seminari che Manuela tiene due volte al mese. L'ingresso era gratuito e, mi diceva Manuela, il numero di persone che partecipa molto fluttuante: dipende del tema o dal relatore presente... anche dal solito fattore X imponderabile. Nessuna pubblicità, solo per passaparola e un paio di locandine appese al piano terra, all'ingresso dello shop Mondadori. L'inizio era previsto per le 21.00 ma decidiamo di aspettare ancora un poco; le persone non sono tante e diamo ancora un poco di tempo ai ritardatari.
In effetti mi sembrano pochine, forse un massimo di 20... ma mi dico che va bene ugualmente. Intanto arrivano facce conosciute: Antonio Urzi e Simona Sibilla, Giuseppe Garofalo, Fabio Di Nola, il caro Gian Marco Bragadin, Paolo Vigano e persino gli amici di Bari Michele ed Elisabetta, che si trovano a Milano per lavoro. Intanto, incredibilmente, nell'arco di 15 minuti, arriva una fiumana di persone e la sala si riempie tanto che qualcuno resta anche in piedi. Il tema è sempre: “2012, le profezie Maya e i cerchi nel grano”. Il tempo, anche a Milano, scorre veloce e si fanno ben presto le 23.00. Manuela mi si avvicina per lasciare spazio alle domande. La serata termina con un grande gradimento del pubblico per quanto ha potuto sentire e vedere, cioè le stesse cose della conferenza a Brescia. Una volta di più tocco con mano il grande e colpevole vuoto di informazione che c'è su questi importantissimi argomenti e la sete di conoscenza delle persone. Tutto ciò mi da la misura di quanto sia importante la scuola spirituale che ci è stata data. Manuela è molto felice dell'esito della serata, c'era infatti il pienone delle serate migliori, e con allegria ci indirizza a consumare la cena in un ristorante li vicino. Siamo Manuela, io, Isacco Favazza che mi ha accompagnato, Antonio, Simona, Giuseppe, Fabio, e alcuni amici e amiche di Manuela. Devo dire che Manuela è stata di una gentilezza e cortesia deliziosa e simpatica. Il suo carattere pungente e arguto ci ha divertito e rilassato
e, cosa che ritengo di grande importanza in una persona conosciuta come è lei, è stata di grande disponibilità e umiltà nel mettere tutti a proprio agio. Un altro essere speciale che da il suo contributo per aiutare questa derelitta umanità. A tavola proseguono le domande sui temi toccati in conferenza. Manuela ricorda che ha conosciuto Giorgio Bongiovanni tanti anni fa e che avrebbe piacere di rincontralo. Mi dico disponibile a farle da ambasciatore per favorire l'evento. Terminata la cena Antonio, Simona, Giuseppe, Isacco, Manuela e i suoi amici: Federico, Valentina, Claudia, Giulia e Ivana, ci accompagnano in albergo e, in una saletta, tiriamo avanti a parlare di spiritualità, extraterrestri, medianità ecc., sino alle 2.30.
Tanti i temi toccati ma la figura che genera sempre maggiore interesse è Gesù e i suoi insegnamenti e il poterne parlare è sempre un grande onore, oltre che un godimento dell'anima. E questo è merito di Giorgio (Bongiovanni) che ce lo fa sentire vicino come nessun altro potrebbe o riuscirebbe a fare. Grazie Giorgio, ci hai dato il più bel dono che la vita potesse riservarci.
Mi sono innamorata della fede,
mi sono innamorata della verità,
mi sono innamorata del sentiero che porta alla verità,
questo è l’innamoramento più bello che un uomo o una donna possano mai provare,
questo è l’amore più puro e sublime che il destino ci ha regalato,
a volte non riusciamo a capire che l’amore non è solo innamorarsi di un altro essere umano,
di un uomo o di una donna,
ma anche del percorso di vita che hai scelto,
perchè se non ti innamori di ciò che il destino ti ha regalato,cioè della consapevolezza
e della verità,
non potrai sentire dentro di te il fuoco della giustizia,della libertà,
e del rispetto verso ogni essere umano,
non potrai nutrire la speranza per un mondo migliore.
Questa notte ho fatto un sogno,
ho sognato delle frasi,
ho sognato di scriverle, Io mi sono innamorata della fede, mi sono innamorata della verità,
e mentre le scrivevo ne capivo il significato profondo,
al risveglio ho capito che erano parole vere,
parole che qualcuno mi ha dettato,
ho percepito la consapevolezza che era tutto vero,
che quando alcuni anni fa,ho conosciuto la realtà extraterrestre e conosciuto Giorgio,
e ascoltato le sue parole che mi hanno portato a una verità a me sconosciuta,
quello era amore,innamoramento della scelta di vita che poi feci,
avrei potuto rimanere indifferente,invece mi sono innamorata della verità,
della fede,di Cristo e del suo ritorno,
ora ho capito,
sì ho capito.
Mi sembra ieri quando domandavo al profondo del mio animo se avrei trovato fratelli per condividere realtà profonde basate sul principio della Verità, su Cristo. Tempo è passato, ma la perseveranza di non mollare non è mancata e cosi il Signore ricambia la fiducia donatagli.
Mi presento, sono Riccardo, un ragazzo della provincia di Salerno che, per puro “caso”, nel corso della sua ricerca interiore ha avuto modo di incontrare un uomo, figlio della Verità, servo instancabile di Cristo che gli ha riacceso la fiamma e la speranza che in questo mondo il senso vero dell'Amore si può portare. Il nome di questo Uomo è Giorgio, una fiamma, che fa ardere nel cuore di chi lo incontra, lo Spirito della Verità. Dio solo sa quante volte questa fiamma è stata calpestata dall'opulenza di questa umanità spenta nel vortice della materia, ma lui non ha mai mollato insieme all'amore e alla forza dei suoi fratelli di cielo e di terra, accompagnati da un'unica realtà che è l'Amore di quell'Essere che duemila anni fa disse “non vi lascerò orfani, ritornerò in mezzo a voi”, il Maestro Gesù Cristo. Proprio da questa premessa invita chi incontra alla messa in opera di attività a favore della vita sotto il profondo insegnamento dei valori cristici.
Da quell'incontro in poi, nel mio cuore è aumentata sempre di più la volontà di non mollare mai; che con la forza dell'amore si può realizzare qualcosa di significativo in questo mondo martirizzato dall'oppressione della società e dei potenti.
Col tempo ho incontrato e conosciuto altri fratelli che cercavano e condividevano le stesse comprensioni, fra i quali Clelia, Anna e Franco; anche loro hanno avuto modo di incontrare Giorgio, capendo il messaggio e l'importanza di ciò che porta. Ci siamo riuniti diverse volte, anche con componenti di altre arche come Antonio Caldarelli e la cara Lores, amata sorella che adesso è ritornata nella realtà della luce, resterai sempre nei nostri cuori fino a rivederci. In questi incontri abbiamo discusso su come portare questo messaggio ad altri fratelli in ricerca nelle nostre zone.
Cosi, qualche settimana fa, mi chiama la cara Clelia da Napoli e mi dice che ci sono una ventina di persone, tramite Anna, che volevano avere un incontro con noi per capire meglio il messaggio di Giorgio e la sua opera. Fissata una data, il 7 febbraio.
Quella mattina come di consueto porto con me il mio caro amico fraterno Adriano, compagno di continui viaggi alla ricerca della Verità. Arriviamo a casa di Clelia e Franco. L'incontro con tutti era prefissato per il pomeriggio e cosi abbiamo passato una dolce mattinata ed inizio pomeriggio, condividendo le nostre interiorità. Senza accorgercene si fanno le 15:30, stavano arrivando tutti.
D'un tratto il salone colmo di persone, mi viene chiesto l'onore di presiedere l'incontro. Avevo bisogno di restare un attimo solo con la mia interiorità, vado in una stanza. Tanti pensieri affollavano la mente una sola domanda si domandava il mio cuore “Signore cosa posso raccontare a questi fratelli per fargli capire la realtà del Tuo amore e dell'Opera che attraverso i tuoi servi si sta portando avanti..?”...ad un tratto silenzio e una voce ha fatto tremare il mio spirito “Fammi entrare nel tuo cuore e non aver paura, se farai questo Io sarò con te..”. Umilmente colmo di questa parole che si traducevano in una fiducia infinita nel Suo Amore, ritorno di fronte a tutti.
Occhi ansiosi di sapere, sguardi che osservavano e con profonda gioia si inizia a creare un clima di condivisione fraterna. Ognuno di loro proveniva da un percorso di vita, chi in un modo, chi in un altro sono arrivati a porsi domande sul senso della vita. Si aprono profondi temi, il ritorno di Cristo, la realtà extraterrestre, l'attivarsi per opere a favore della vita, il senso della fratellanza, l'amore disinteressato e cosi via... Ogni cuore palpitava con il cuore che stava vicino, tutti in una simbiosi fraterna relegata all'amore per Cristo.
Tutto è fluito, cercando di colmare perciò che si è stato capace il cuore di ognuno indirizzandolo ad approfondire i temi con chi ha perfetta cognizione in causa, Giorgio. Arriviamo alla conclusione dell'incontro,le ore sono passate senza accorgercene e fraternamente l'uno con l'altro ci abbracciamo per ritornare ognuno alla propria casa con una maggiore speranza per questo mondo. In questi attimi di saluto il mio cuore va a ringraziare il Signore, perché è con la forza dell'Amore che tutto si realizza. Il mio ringraziamento per l'organizzazione va ad Anna, sorella sempre attiva, che con il suo prodigarsi ha condotto qui tutti questi cari fratelli, ai cari Clelia e Franco sempre pronti a donarsi per tutti, a tutti coloro che in questo incontro hanno condiviso il loro amore e a te caro frà Adriano che mi sostieni sempre con il tuo appoggio.
Grazie con profondo amore a tutti. Servi in Cristo, questo è solo l'inizio. Uniti umilmente in Lui porteremo la fiaccola del Suo immenso amore.
Vi racconto un sogno che ho fatto una settimana fa.
Mi trovo in campagna con amici anche se non so identificare chi.
Siamo di fronte ad una meravigliosa vigna disposta non a filare ma bensì a raggiera.
Anche se le piante sono molto grandi, anzi enormi, si riesce a prendere l'uva tranquillamente.
IL mio pensiero è quello di rubare un grappolo ma sono bloccato dalla possibilità che qualcuno mi veda.
Siamo davanti alle mura di cinta di una casa che non vedo.
Ci sono dei tavoli come se lì si vendesse qualcosa.
Io sto ammirando la vigna ed in quel momento si avvicina un signore alto biondo che mi dice se vogliamo dell'uva.
Io dico di si. Allora mi chiede quale qualità d’uva poichè ce ne sono di quattro o cinque tipi. Non ho idea di cosa scegliere quindi gli rispondo che faccia lui.
Egli allora prende una cassetta e la riempie mettendo cinque file d’uva, una per ogni tipo.
Prima però prende un grappolo e mi dice di assaggiare.
Io prendo un granello molto grosso ma faccio fatica a staccarlo tanto che quando si stacca lo schiaccio un po'.
Lo mangio….. è buonissimo.
Faccio caso poi che l’uva è sì di vari tipi ma solo bianca.
Il sogno finisce qui.
Paron Valter
S.Giovanni di Polcenigo (PN)
07-02-2010
SPIEGAZIONE DI GIORGIO
L’Essere biondo è un Angelo della Luce, l’uva e la vigna simboleggiano la Vigna del Signore.
Questo sogno è una Visione profetica e si riferisce a tutti i fratelli delle arche che lavorano all'annuncio della seconda venuta di Cristo insieme a Giorgio. Valter rappresenta i fratelli chiamati da Cristo.
4 Febbraio 2010 -EQUIPE DI MEDICI AL CENTRO "HIJOS DEL SOL"
Il Ministero della Salute Pubblica e del Benessere Sociale del Paraguay ha inviato un'equipe di medici professionisti nel centro di accoglienza "Hijos del Sol" in cui Funima International perpetra un'azione umanitaria in partnership con l'ass. "Del Cielo a la Tierra", che si rivolge ai bambini di strada, "Niños en situación de calle" della zona di Eusebio Ayala della capitale Asunción.
Hilda Noguera ed Omar Cristaldo, responsabili del centro e referenti diretti in loco, ci raccontano con felicità e soddisfazione questa giornata che rappresenta il primo importante passo per raggiungere l'ambito sogno di fornire assistenza medica gratuita e accesso ai presidi medici necessari ai tanti piccoli che vivono in povertà estrema in strada. Hilda ha lavorato molto nei giorni precedenti per garantire la massima pulizia e adattabilità per il lavoro.
L'unità mobile che accompagnava i medici è arrivata alle 8:00 di mattina insieme agli specialisti Estela Acosta, coordinatore del gruppo, Vanesa Barrio, coordinatore della sezione di igiene e deparassitosi e ancora la dott.ssa Mayra Herminia Barrios esperta in medicina familiare, due infermieri e cinque odontoiatri.
Dopo una dura giornata di lavoro si evincono i seguenti dati indicativi del numero dei bambini di un'età compresa tra O e 13 anni, che hanno usufruito del servizio sanitario del giorno (04 febbraio 2010): 35 bambini - Odontoiatria; 47 bambini - Clinica Familiare, 14 bambini - Deparassitosi; 14 bambini - Vaccinazioni.
La Dott.ssa Estela Acosta, onorata di aver lavorato a favore di questa opera sociale, ne ha ammirato il sua grande valore e soprattutto il metodo di gestione del centro che dà assistenza ad un numero inaspettatamente elevato di bambini. Per questo la dottoressa è messa a disposizione per sostenere "Hijos del Sol" con il suo apporto professionale.
HILDA Y OMAR
Asunción-Paraguay
4 febbraio 2010. Ore 16:42
9 Febbraio 2010 - 28 E 29 GENNAIO 2010 – LEIBNITZ E FONTANAFREDDA...A TAVOLA CON AMORE
“Abendessen für Montevideo”, “Cena per Montevideo”. Questo l'evento che ha portato Funima International nella città innevata di Leibntz (Süd Steiermark – AUSTRIA), per dedicare una serata di beneficenza ai bambini che frequentano la mensa “Un rayo de luz”.
La collaboratrice Brigitte Gady, insieme al suo compagno Wolfgang Karlinger, ha dato vita ad una serata degna di nota in cui il sapore, l'eleganza e la solidarietà si sono uniti nella cornice tipicamente stiriana dell'osteria Schlosskeller di cui Wolfgang è uno dei proprietari.
La cena ha avuto inizio alle ore 19:00 e puntualissimi i circa 80 ospiti sono entrati in sala dopo aver lasciato un'offerta libera all'ingresso in cui è stato allestito un punto info per chiunque desiderasse approfondire sull'operato della Funima e dove era possibile acquistare il documentario Honrar la vida sulla storia del “missionario delle Ande” Raúl Bagatello a cui la stessa Brigitte ha lavorato per l'edizione in lingua tedesca: Das Leben ehren.
Il suo discorso ha introdotto i presenti in una calda atmosfera, in modo chiaro e sentito ha raccontato la mission dell'associazione nonché il suo impegno continuativo nel sostenere i progetti di solidarietà di Funima International. Brigitte ci tiene anche a ricordare come è entrata in contatto con tutti noi, e ringrazia per questo il suo caro amico e tenore Tino Favazza; con felicità presenta noi rappresentanti di Funima, Barbara e Mara, giunte ad hoc per l'evento ed introduce la neo presidente Mara Testasecca. Di lì a poco inizieranno a succedersi gustose portate di alto livello culinario accompagnate da vini di ogni sorta. Al termine della cena Brigitte ha aperto la “Benefiz Versteigerung”, asta di beneficenza, con degli oggetti regalati da esercizi commerciali amici. L'oggetto più ambito è stato una bottiglia di un raro vino artigianale realizzato da Jörg Bretz, viticoltore dell'anno 2009 per il vino rosso à la carte. Il signor Bretz è stato un viaggiatore e ben conosce la povertà in molte città sud americane, ma tra tutte si dice particolarmente colpito da Montevideo in cui ha incontrato persone che, nonostante l'indigenza, sapevano essere sempre umili e dal cuore grande.
L'asta è stata il mezzo ideale per garantire un sano divertimento e soprattutto l'ottima riuscita della serata il cui risultato ha colpito la stessa Brigitte che quest'anno ha lavorato in sinergia con il suo compagno che l'appoggia nella sua azione a favore dei bambini.
Sempre mi colpisce la grande disponibilità ed il grande amore che trasmette questa donna...con forza e costanza porta avanti il suo impegno a favore del prossimo senza curarsi delle barriere dello spazio e del tempo...con passione e umiltà segue il messaggio di un Giusto che penetra cristallino nei cuori di chi lo accoglie, oltre la distanza e la diversità.
Senza molte domande Brigitte fa seguire ad un valore, ad un pensiero un'azione d'Amore concreta e come sempre riesce a rendere la sua casa, la nostra casa, innalzando al cielo la sua parola di unione e di vera amicizia.
Il giorno seguente Funima International si accinge ad un altro importantissimo evento di beneficenza a Fontanafredda (PN), una cena dal nome “Progetto Aiuto” per raccogliere fondi a favore del progetto "Hijos del Sol" - Paraguay, centro di accoglienza rivolto ai bambini di strada che vivono situazioni di grave disagio sociale sulle strade di Asunción, capitale del Paraguay.
Con immensa emozione viaggiamo verso la cittadina di Maron coscienti ed onorati di partecipare ad un evento da un sapore unico e appassionante…proprio come lo è la nostra amatissima Lores che insieme ad Antonio ha da sempre dato tutta se stessa ad incarnare i valori cristici con l’amorevolezza soave di una madre, la solarità e la sincerità di una grande amica, il carattere e la volontà di una guerriera, la semplicità e l’umiltà di chi unge le ferite del Cristo….Ed è così che la ricordiamo ogni giorno nella nostra intimità, e tutti insieme quando, come in questa serata, ci riuniamo attorno ad una mensa.
Questa cena è stato l’ennesimo frutto del suo impegno e del suo Amore...suo marito Antonio, con emozione e aristocrazia d’animo, ha fatto sì che ogni dettaglio della cena fosse impeccabile proprio per renderle onore insieme alla sua splendida famiglia. Sono riaffiorati amici di vecchia data ed erano presenti molte persone tra cui alcune autorità locali che seguono Funima e soprattutto confidano nella serietà ed onestà di Antonio che tanto si adopera per opere d’Amore.
Mara prenderà la parola durante il pasto in rappresentanza di tutta la Funima, con commozione presenta l’opera sociale in Paraguay e ritrae i lineamenti di una splendida Donna che ha espletato nella vita il talento d’Amore…e…Giorgio Bongiovanni ricorderà Lores per renderla tangibile non solo nel ricordo ma nell’assoluto presente, sentendo viva la sua essenza…come Giorgio dirà “possiamo, percepirla in ogni angolo della sua casa, nella vivacità della sua cagnolina, nel sussurro del vento che muove le fronde degli alberi”…Caso vuole, che proprio durante la cena il cielo ha lasciato cadere su di noi tanta neve. Neve che ancora fa sentire il mio cuore vicino al suo…candido, puro e cristallino come i fiocchi bianchi che, con impeto, hanno ricoperto, dopo pochi minuti, tutta la città.
Abbiamo assaporato il senso della nostra essenza che è in tutte le cose, perché ogni cellula di questo mondo viene emanata dalla medesima scintilla di vita…una sorta di grammatica mistica che se riusciremo a leggere, a sfiorare e a permeare con la nostra coscienza e le nostre Azioni ci farà conosce la vera Libertà.
Grazie.
L' UOMO CHE ABBIAMO DI FRONTE
È SOLO UN UOMO
MA HA MANI DI STELLE E CROCI NELLA NOTTE PURA E LUCENTE DA SPEZZARE IL CUORE!
LUI SORRIDE CON NOI E PARLA CON NOI, MA
LA SUA DOLCEZZA HA LA FORZA DEL DIAMANTE.
L' UOMO CHE ABBIAMO DI FRONTE È SOLO UN UOMO, MA
LA SUA PREGHIERA È AZIONE, LE SUE PAROLE FERTILI SULLA ROCCIA DEL TEMPO.
L'UOMO CHE ABBIAMO DI FRONTE È SOLO UN UOMO, MA
SE CI GUARDA CI LEGGE NELL'ANIMA....
SEMPRE IN VOLO COME UN'AQUILA FIERA E REGALE
LONTANO EPPUR VICINO ...
L' UOMO CHE ASCOLTIAMO È SOLO UN UOMO, MA
LUI PARLA CON LE STELLE E DALLE STELLE CI INSEGNA MODI SCONOSCIUTI DI DIALOGARE....
L'UOMO CHE VEDIAMO SOFFRIRE È SOLO UN UOMO
MA CI RICORDA COLUI CHE 2000 ANNI FA CI HA CHIAMATO FRATELLI....
Tieni stretto ciò che è buono anche se è un pugno di terra. Tieni stretto ciò in cui credi anche se è un albero solitario. Tieni stretto ciò che devi fare anche se è molto lontano da qui. Tieni stretta la vita anche se è più facile lasciarsi andare. Tieni stretta la mia mano anche quando mi sono allontanato da te.
Anonimo Navajo
6 FEBBRAIO 2010 “ATTI DI FEDE”
Da tempo tante anime insistevano per incontrare Giorgio. In particolare si affidavano alla nostra cara Elisabetta, che con solerzia e amore per alcuni mesi non ha disatteso nessuna delle loro richieste che arrivano per email. Insieme a Maria Josè e a Vanesa, lo staff della redazione spirituale di Giorgio lavora costantemente e sa come svolgere il proprio compito anche in assenza di Giorgio sempre più occupato, così preso nella pianificazione di quella che sarà - ed è - la parte finale della sua missione.
Giorgio è sempre più stanco ed arriva visibilmente affaticato all'incontro spirituale tanto atteso, organizzato per ragioni di spazio in 2 locali distinti della nostra struttura...ci si adatta.
Si è appena ripreso da una ennesima e copiosa sanguinazione. Ad attenderlo tutti i componenti (bambini e giovani compresi) dell'arca di Sant'Elpidio, e più di 30 persone venute da Roma, da Perugia, da San Benedetto, da Osimo, da Polignano (provincia di Bari), da Narni, una cittadina di circa 29.000 abitanti vicino Terni, in Umbria, la regione del nostro centro Italia che non ha sbocco sul mare, terra di mistici e santi come Santa Chiara, Santa Rita da Cascia...terra tanto amata e visitata da Francesco d'Assisi.
Elisabetta e Pier Giorgio Caria senza perdere tempo stavano già intrattenendo gli ospiti; cosa non vorremmo offrire a chiunque viene!
Giorgio si siede e si scusa per il ritardo...ci guarda tutti negli occhi, e si mette a disposizione.
Ci si sente a casa, in famiglia, le parole di Giorgio e la sua profonda vibrazione inibiscono le resistenze, dissipano i timori…si parla a cuore aperto.
Parla il cuore di Pina di Narni che racconta a tutti noi la sua storia di vita, ci rende partecipi della Fede nella Madonna che l'ha salvata, sostenuta, protetta fino a condurla nove anni fa a ricevere il dono della “sanazione”, tramite l'energia delle mani. Guarigione del corpo, ma soprattutto dello spirito a partire dai componenti della sua famiglia, di tanta gente, di alcuni medici professionisti che non vedevano l'ora di conoscere Giorgio. La giovane figlia di Nina spicca tra tutti, un angelo biondo dall'animo nobile i cui valori interiori stridono con questa umanità cieca e sorda.
Si fa coraggio davanti a tutti e prende la parola Roberto, un professionista anche lui di Narni che ci rende partecipi della sua Fede ritrovata che insieme al gruppo rinnova tramite la preghiera, ma soprattutto tramite l'azione concreta, nella vita quotidiana a favore dei suoi clienti, con i quali ora gestisce i rapporti con un'ottica diversa: l'ottica dello spirito di Servizio e dell'Amore verso il prossimo.
Giorgio si alza commosso e li abbraccia tutti. Tutti noi vediamo le sue mani con i Segni sacri delle Stigmate ancora sanguinanti...
L'emozione è così intensa che insieme alle mie vedo scendere tante e tante lacrime dagli occhi dei presenti. E penso: “ Grazie Signore...fa che mai ci si abitui alla visione di questo Tuo Segno che ha fatto il giro del mondo, un Segno capace di rivoluzionare la vita di un essere umano a patto che lo si “riconosca” come Segno della Passione di Cristo...come parte della Sua Divina Manifestazione!”
Viene invitato a parlare Francesco di Perugia, un ragazzo di 22 anni sopravvissuto quando ne aveva 16 ad un incidente mortale. Ci racconta di un sogno di tanto tempo fa. Francesco si è trovato in una stanza e vede dal soffitto entrare e scendere una luce che assume la forma di una sagoma a lui nota: Gesù Cristo. Lui da spettatore silente vede il Maestro che parla ad un uomo presente con lui nella stessa stanza. Non conosce quell'uomo e non ricorda le parole di quel dialogo. Dopo tanto tempo sua madre Paola gli mostra una foto e gli parla di Giorgio Bongiovanni.
Era lui quell'uomo nella stanza che parlava con Gesù!
Una chiamata? L'indicazione di una Via da seguire? Una scelta da fare?...Le vie del Signore sono infinite e misteriose. Sta a Francesco ora realizzare e sentire cosa fare. Giorgio con infinito amore gli dice che la porta è sempre aperta e che ci sono tanti giovani a Sant'Elpidio con i quali si può incontrare quando vuole.
Con lo stessa passione risponde alle numerose domande poste dal gruppo di Roma. Li sprona ad andare avanti, ad incontrarsi per conoscersi sempre meglio e prepararsi insieme per le prossime attività di divulgazione...che bella l'Arca di Roma!
L'incontro continua e parla Savino di Polignano, consapevole dello spessore spirituale di Giorgio, al quale parla con il cuore in mano di ciò che sente...dei desideri profondi suoi e di sua moglie. Quando accade questo Giorgio senza mezzi termini rivela intimità spirituali, perché sa bene che gli interessati ne faranno tesoro.
Ci dice Giorgio: “Quando Gesù fu crocifisso, disse Padre perdona loro perché non sanno quello che fanno. Ciò significa che i popoli latini ricevendo il Perdono vengono oggi nuovamente chiamati da Cristo”.
Questo ed altro abbiamo vissuto con Giorgio il 6 febbraio. Nell'anno domini 2010, ...nell'attesa della venuta del Figlio di Dio Gesù Cristo.
2 Febbraio 2010 - IMMAGINE SOMIGLIANTE AL VOLTO DI GESÙ A BERISSO (ARGENTINA)
La mattina del 6 gennaio una dipendente dell'ospedale di Berisso (Arg) ha notato l’immagine di un volto somigliante a Gesù su un palo di ferro che si trova di fronte all’ambulatorio municipale di Tettamantti.
La notizia si è diffusa subito e i passanti
si sono fermati sul posto per osservare l’immagine e scattare foto.
(BerissoCiudad.com.ar) http://www.berissociudad.com.ar/nota.asp?n=&id=5795&id_tiponota=1
Dopo aver ricevuto la notizia dell’apparizione di un volto su un palo somigliante a quello del Maestro Gesù, abbiamo deciso, eravamo quasi tutti i componenti dell’Arca della Plata, di andare a verificare di persona.
27 Gennaio 2010 - VISITA A CIUDAD DEL ESTE E AL PRESIDENTE FRANCO
A mezzanotte del lunedì parto per Ciudad del Este, località nota come la Triplice Frontiera, che dista 360 km da Asunción. A Caaguazù, alle 3 del mattino, si unisce a me Jorge Figueredo. Una città che è diventata cosmopolita per il traffico commerciale, dove distinte nazionalità si mescolano tra loro: Arabi, Iraniani, Colombiani, Boliviani, Peruviani, Brasiliani, Argentini e Paraguayani per citarne alcune. Una città dove fiorisce il contrabbando, la pirateria. “Il denaro che proviene dal contrabbando e dalla pirateria di note marche in questa città di Frontiera spesso finanzia il terrorismo”. Lo stesso Presidente Fernando Lugo, in occasione della sua visita a Ciudad del Este, ebbe a dire: “In Paraguay e in questa parte del paese ci sono due tipi di persone: quelli che credono nella legalità e quelli che hanno denigrato il paese a livello internazionale. Coloro che hanno rubato i beni pubblici, che hanno pregiudicato l’immagine del Paraguay con il contrabbando, la pirateria, questi non troveranno spazio in questo paese, questo è il motivo per il quale ci troviamo qui”.
Non è la prima volta che visitiamo questa città e non sarà l’ultima. Abbiamo parlato con Luis Dávalos, responsabile di una Tv di Cable per diffondere il nostro messaggio e mostrare evidenze dei segni e segnali che si manifestano in tutto il mondo.
La mattina ci mettiamo subito in contatto con Luis il quale ci informa che le sue attività in televisione riprenderanno una settimana dopo la fine delle vacanze perché si trova ad affrontare un impasse politico che gli sta impedendo di andare avanti con la sua attività di giornalista. Il contrattempo era sorto lunedì notte tardi, per cui non aveva potuto avvisarci. Per rimediare ci mette in contatto con giornalisti del Canal 8 del Sistema Nazionale di Comunicazioni (SNT) e del canale di Cable 40 per un’intervista esterna.
Conversiamo con loro perché ritengono interessante il proposito della nostra visita e ci diamo appuntamento.
Con l’arrivo di Luis Carlos Gavilán, giornalista iniziamo la nostra intervista dopo le 9:00, filmano le immagini di diverse foto che avevamo portato con noi proseguendo con l’intervista focalizzata sui disastri naturali a livello mondiale, le cause e conseguenze, poste in relazione con diverse profezie antiche e attuali e in principale modo con le profezie di GesùCristo, che oltre a profetizzare tutti gli eventi che si stanno manifestando sulla Terra, annunciava anche che tutto sarebbe avvenuto quando la Sua venuta sarebbe stata prossima. Diciamo inoltre che lo Stigmatizzato Giorgio Bongiovanni è un segno vivente che gira il mondo rivelando il 3º Segreto di Fatima, che non Siamo Soli nell’Universo e annuncia la molto prossima manifestazione di Gesù Cristo sulla Terra.
Alla domanda del giornalista; ¿Che cosa vi preoccupa di più? Rispondiamo: Quello che più ci preoccupa è che l’umanità rimane Cieca e Sorda ai richiami Celesti, non si sta rendendo conto che un gruppo di persone potenti, che hanno nelle mani l’economia mondiale e che noi denominiamo anticristo, la sta portando verso l’autodistruzione e che i responsabili che dovrebbero spiegare il significato di questi eventi, di questi segni, non lo fanno perché a loro volta legati anche essi all’anticristo. Pochissime persone stanno risvegliando la propria coscienza e riconoscono che questo è il tempo di preparazione per ricevere il Maestro GesúCristo, preparazione che darà la possibilità di salvare la propria anima ed ereditare il Nuovo Regno che Lui ha promesso di instaurare sulla Terra. Questa è la ragione per la quale stiamo visitando Ciudad del Este e altre città. Per essere pronti è necessario unirci e lavorare a favore della vita, non importa a quale razza o a quale religione apparteniamo.
Dopo l’intervista ringraziamo Luis Carlos Gavilán con la promessa di rimanere in contatto per altre interviste e, possibilmente, per partecipare in un suo programma in diretta portando altre evidenze. L’intervista andrebbe in onda alle 17:00, nel Telegiornale Regionale e il giorno dopo in un programma diretto da lui.
Luis Dávalos, amico di Jorge, si offre per portarci a Radio Concierto, presso la città di Presidente Franco. Arrivati alla radio veniamo informati che la Direttrice non c’era e che sarebbe arrivata nel pomeriggio per condurre il suo programma radio, ma se desideravano parlare con lei potevamo andare a casa sua, distante non più di 150 m. Andiamo tutti insieme: Luis Dávalos, Jorge Figueredo, Omar Cristaldo e un giovane che ci accompagnava. Arriviamo a casa di Susana Ibáñez Rojas, tutti la ricordavamo perché, quando eravamo giovani, lei era una delle prime presentatrici del Telegiornale di Canal 9 nella decada degli anni 60/70. Oggi, con i suoi 67 anni di età, è ancora giornalista in Radio Concierto.
Chiediamo di Susana e dopo un po’ lei ci risponde dicendo: ¿Da parte di Chi?
Buongiorno Susana ¿come stai? Bene, molto bene ¿chi siete?
¿Ricordi Giorgio Bongiovanni? Siii, immediato è il suo sorriso e la sua espressione di gioia.Certo che si, come non ricordarlo, entrate per favore, entrate. E ci invita a passare per conversare un po’ e ricordare Giorgio Bongiovanni. Luis ci lascia richiamato da altri impegni, sapendo che ci saremmo dilungati un po’.
Parliamo di Giorgio, dove si trova in questo momento, cosa sta facendo, la sua vita, ecc. Avevamo partecipato in passato ad altri programmi condotti da Susana e lei ricordava l’intervista che aveva fatto per telefono a Giorgio. Ci sentivamo felici di questo reincontro e della possibilità di andare avanti con la diffusione visto il suo vivo interesse durante la nostra amena conversazione. Ci avrebbe messo in contatto con persone di sua conoscenza per organizzare delle conferenze a Ciudad del Este. Lei si trova nella condizione di essere informata di tutti gli ultimi eventi mondiali e chiede il telefono di Omar Cristaldo per chiamarlo in qualunque momento e intervenire in diretta nel suo programma radio.
Dopo una lunga e gradevolissima conversazione ci salutiamo per ritornare più tardi alle 15:00 per un’intervista alla radio.
Alle 14:30 mi presento di nuovo alla Radio insieme a Jorge. Susana stava conducendo il suo programma “Personalmente Susana” che viene trasmesso dalle 13:00 alle 16:00 ore. Ci riceve e iniziamo l’intervista per Radio Concerto 89.1 FM della città di Presidente Franco.
L’intervista risulta piacevole e interessante per la qualità delle domande formulate da una giornalista della sua classe, durante l’intervista giungono in Redazione diverse telefonate, alcune ringraziando, altre manifestando la propria incredulità.
A conclusione del programma leggiamo il messaggio “Anno 2010”.
Prima di congedarci ringraziamo l’attenzione con la quale siamo stati accolti e ci salutiamo fino ad un prossimo incontro che Susana spera sia presto, lasciandoci a disposizione la sua radio per la diffusione del messaggio.
Si conclude così questa giornata densa di attività nel Dipartimento dell’Alto Paraná e ci incamminiamo verso il terminale di autobus per far ritorno alle nostre case. Arriviamo a Caaguazú, dove abita Jorge Figueredo, verso le 20:00 e ad Asunción, alle 23.30.
Dentro di noi la soddisfazione di avere compiuto il nostro dovere e grati a te Giorgio che ci permetti di essere parte della Tua Opera, del Tuo Messaggio, accompagnando la Tua Missione che riconosciamo sia quella di GesùCristo, preparando la Sua Seconda Venuta sulla Terra, per dare un taglio definitivo a tanto dolore e sofferenza dell’umanità, ma soprattutto a quella dei bambini innocenti e istaurare il Regno di Dio qui sulla Terra.
Con amore fraterno, ai Piedi del Redentore
Omar Cristaldo
27 gennaio 2010
Ore 09:33
25 Gennaio 2010 - IMMAGINE FEMMINILE SUL TRONCO DI UN ALBERO CHE FA PENSARE ALLA MADONNA
Abbiamo ricevuto in Redazione dalla nostra sorella spirituale Ilenia Belli questa immagine apparsa sul tronco di un albero nel parco di Santa Maria dell’Orto, a Velletri in provincia di Roma.
L'immagine è circa 15\18 cm ed è creata dalla corteccia dell'albero stesso.
È stata proprio Ilenia che lavora nel bar di fronte ad accorgersi della figura relazionandoci che l'immagine d'insieme si vede bene a 4-5 passi dal tronco mentre nella foto perde, infatti lei distingue la Madre Maria col Bambino Gesù in braccio ad essa con tanto di coroncina in testa e avvolto da un lenzuolo. Anche altri testimoni hanno detto di vedere l’immagine di una donna che tiene un bambino in braccio.
La Madre Celeste è lo Spirito della Terra quindi non ci meravigliamo che dia segni della Sua presenza anche attraverso la natura.
24 Gennaio 2010 - MODENA 18° CONVEGNO DELLA SPERANZA
La vita è più un consenso che una scelta.
Si sceglie così poco…
Si dice sì o no al possibile che ci è dato.
La sola libertà dell’uomo
è tenere la vela tesa
o lasciarla cadere.
Il vento non è nostro. (Abbè Pierre)
MODENA 18° CONVEGNO DELLA SPERANZA SUL TEMA “LA VITA OLTRE LA VITA”
22 / 23 / 24 GENNAIO 2010
Mi metto in viaggio venerdì 22 gennaio insieme a Lorella Placidi e Pier Giorgio Caria per andare a Modena, storica e grande città del centro Italia, costruita nella Pianura Padana in una zona dove ancora oggi resistono quelle tradizioni antiche legate alla terra e all'agricoltura con la produzione di inimitabili tipicità alimentari famose in tutto il mondo. Da circa un anno la signora Carla Castagnini insieme al team organizzatore del Convegno sopra citato richiede la presenza di Pier Giorgio Caria e quest'anno anche del nostro caro Giorgio Bongiovanni.
Si tratta di un evento importante che richiama tanta gente...in particolare genitori che in seguito al trauma fortissimo causato dalla perdita improvvisa di un figlio giovane cercano tutte le vie per poter comunicare in qualche modo con le loro anime, e intraprendono una ricerca spirituale per contenere e sopportare lo sgomento, il dolore lancinante dovuto al vuoto creato dalla separazione, e anche quel senso di impotenza, di incomprensione che si prova quando si perde un figlio, una persona che si ama, un caro amico...
Appena arriviamo insieme a Lorella sento questo dolore; insieme cogliamo la sofferenza sedimentata nello sguardo di tante persone che incrociamo, ...anche nello sguardo della stessa organizzatrice che da poco tempo ha dovuto accettare la perdita del suo compagno.
Sappiamo che la morte non esiste, ma ci si misura continuamente con questa verità. In questi giorni abbiamo saputo del trapasso di diverse persone di nostra conoscenza ed il nostro pensiero è spesso rivolto a Lores, alla sua essenza di spirito missionario, al ricordo del suo materno sorriso, ai suoi cari, all'arca AleaLores di Pordenone.
Situazioni che mi fanno riflettere spesso sui limiti della “condizione umana”, nei termini descritti egregiamente in una cronaca da Erika Pais (di Montevideo Uruguay), una delle tante amiche così lontana fisicamente, ma così presente nel quotidiano vivere e nel mio cuore.
La sera stessa del nostro arrivo era in programma uno spazio di approfondimento. C'erano circa 150 persone desiderose di conoscerli personalmente, alcune delle quali sorprendentemente venute apposta da lontano e anche dalle Marche. I presenti hanno subito chiesto a Pier Giorgio di parlare di Giorgio Bongiovanni e di raccontare la sua storia di vita, delle stigmate, della sua missione in questo mondo martoriato...una missione la cui profondità sfugge spesso anche a noi stessi che lo seguiamo da tanti anni.
La gente è assetata di conoscenza, è assetata di Gesù e si soffre tanto perché nessuno ci spiega con chiarezza le leggi che governano l'ordine del creato; perciò per tutti i presenti ascoltare Pier Giorgio è stato come un balsamo dell'anima perché lui è stato capace di spiegare loro il legame che unisce tutte le cose...
Il tempo vola via ed in un attimo facciamo l'1 di notte con alcuni dei presenti.
Capto la loro speranza riaccesa mentre si avvicinano al nostro punto informativo alla ricerca di documenti e materiale che consente di dare continuità agli argomenti appena discussi insieme, concetti fondamentali che nessuno mai spiega. A tal proposito cito il sito di Studio 3TV dove è possibile ordinare e acquistare online gli splendidi ed inediti documentari prodotti dal fraterno amico Luca Trovellesi e dal suo geniale team di operatori: http://www.mysterycollection.it/
Mi si stringe il cuore, perché è così bello poter confortare le persone, testimoniare questa meravigliosa e completa Verità che affonda le sue radici nella notte dei tempi...invece siamo troppo spesso impotenti contro il male che impera in questo mondo e che per contro è così compattato, così strutturato nei cuori induriti di chi ci governa e sceglie bello e cattivo tempo a discapito della vita di milioni di persone, del futuro dei nostri figli...
L'arrivo di Giorgio è previsto per il pomeriggio del sabato 23, il suo intervento segue in scaletta quello di Pier Giorgio il quale in situazioni come queste, anche se il tempo a disposizione è sempre troppo poco per tutto quello che lui desidera ardentemente trasmettere ai presenti, riesce impeccabilmente a stimolare l'interesse della gente, a focalizzare il loro livello di attenzione sul messaggio spirituale che poi Giorgio trasmette.
Pier Giorgio ci parla della Profezia Maya, dei cerchi nel grano, degli “Angeli di ieri ed extraterrestri di oggi”, dei contattisti più noti come Eugenio Siragusa e come Giorgio Bongiovanni.
Quest'ultimo stigmatizzato da venti anni, portavoce di Messaggi dal Cielo alla Terra degli Esseri di Luce, di Gesù Cristo e della Sua Divina Madre, il cui Amore infinito mi emoziona sempre fino alle lacrime...
L'arrivo di Giorgio nella platea di circa 600 persone così sensibili viene percepita pienamente, la vibrazione che emana il suo essere si capta a pelle, l'emozione della dolcissima Manuela Racci mentre lo presenta lo testimonia. Come l'analisi resa dalla famosa ed impeccabile scrittrice italiana Paola Giovetti che più tardi nell'intimità della sua casa esprime a Giorgio quanto sia rimasta colpita dalla profondità della sua presentazione, di come ha parlato di Gesù Cristo e del Suo Ritorno promesso, di tutta l'Immensa Divinità del Maestro dei Maestri espressa nel Vangelo, del Suo incondizionato Amore e della Sua Giustizia, della Sua Vittoria gloriosa...della Sua Crocifissione.
Giorgio ha parlato anche del Potere e delle tante espressioni dell'Anticristo, del suo mezzo più vile e sottile con il quale ci condiziona e ci tiene nelle sue mani: il denaro.
Quella banconota che nelle nostre tasche rappresenta in sé stessa una espressione vitale di Satana. Come lo si può raggirare? Ingannandolo a sua volta...sfruttandolo per fini positivi, a favore della vita.
La sala è strapiena, è stato necessario introdurre altre sedie. La gente si siede per terra, sugli scalini, quasi non mi sembra di essere in Italia...e invece sì.
Mi dice Pier Giorgio al suo rientro:
“Nonostante sia stato un convegno che raccoglie persone non preparate agli argomenti che trattiamo di solito con Giorgio, cioè visita dei fratelli del cosmo, cerchi nel grano, segni dei tempi, ecc, mi sono reso conto che queste tematiche inquadrate come Giorgio ed Eugenio ci insegnano, generano grande interesse. Ma non solo: la verità dell'eternità dello Spirito insegnata da Cristo, riesce a dare a queste persone, reduci da gravissime sofferenze familiari, con ferite interiori ancora dolorosamente aperte, grande consolazione e speranza. Ho avuto modo di parlare con alcune di queste mamme che, tra la commozione e le lacrime, sono state felici di trovare riscontro della loro certezza interiore della realtà della vita dei loro cari anche nel mondo dello spirito. Una ulteriore conferma della grandezza dell'insegnamento lasciatoci dalle Sante Parole del Maestro Gesù”.
Niente di più vero.
Si rientra a casa, con la gioia interiore di aver servito il Signore...e con il ringraziamento eterno a Giorgio, nostro faro di Luce ed esempio insostituibile di forza e coerenza spirituale.
Mi giunge la seguente notizia che di per se credo bene costituisca un importante segno premonitore ed una conferma all'attualità oltrechè alle scritture.
Una coppia di giovani amici va a Roma e decide di far una visita al Vaticano. Entrano nella Basilica di S. Pietro e passano in rassegna i numerosi monumenti, ineffabili opere d'arte, che sovente accompagnano le presenti tombe dei Papi.
Fanno delle foto. E dinnanzi alla tomba di Innocenzo XI° scattano delle foto al complesso monumentale in cui una delle figure scolpite rappresenta S.Michele Arcangelo. La sorpresa, sotto descritta dai testimoni, sarà infine vedere come la spada di S. Michele, in parte il suo corpo, ed anche parte della statua dello stesso Innocenzo, siano "macchiate" di sangue...ovvero macchie di color rosso disseminate...che non possono, direi quasi per legittima associazione, non far pensare al sangue. Inoltre, nella (prima) foto appare quasi sulla punta delle dita del Papa una sfera "luminosa", una di quelle tanto discusse macchie circolari che spesso catturano le macchine fotografiche.
Naturale lo sconcerto dei due ragazzi che rimangono "profondamente turbati" dall'insolito avvenimento.
Di seguito la fedele e circostanziata narrazione dei fatti gentilmente messa a disposizione dai due testimoni.
Città del Vaticano, 04-01-2010
Finalmente dopo tanti anni d'attesa, noi, Salvatore e Laura, ci troviamo presso il Vaticano. Ad essere precisi Laura c'era già stata più volte. Naturalmente una delle prime tappe è la Basilica di San Pietro. Per cui, di buon mattino, ci mettiamo in fila sotto la pioggia scrosciante. Ci si sente un po’ come in aeroporto, poichè prima di accedere nella basilica c'è il metal detector attraverso cui dobbiamo mettere giubbotti e roba varia... Ora siamo all'interno della basilica che ci affascina con le grandiose opere d'arte anche se si avverte un senso di smarrimento.
Dal canto nostro siamo più propensi alle chiese più modeste e piccole. C'è l'opportunità di usufruire di una guida multimediale tramite l'auricolare, ma preferiamo proseguire all'"antica". Cominciamo ad osservare a destra ed a manca, in alto ed in basso, si cammina, si fanno i primi commenti...
Dopo esserci soffermati ad osservare alcune particolari rappresentazioni che simboleggiano demoni, e dopo esserci francamente stupiti della statua dedicata a Josemaría Escrivá de Balaguer, fondatore dell'Opus Dei, mentre ci apprestavamo a completare la visita all'interno della basilica, ci siamo soffermati di fronte al complesso marmoreo dedicato a papa Innocenzo XI° Odescalchi, dove Salvatore scattava una foto. Poichè la zona si trova piuttosto in ombra, Salvatore controllava attraverso il display della fotocamera se l'immagine era ben visibile.
Con l'osservazione nel display dell'immagine dell'Arcangelo Michele si notavano strane macchie di color rosso sia sulla spada che sull'Arcangelo stesso. Anche Laura scatta delle altre foto con un'altra fotocamera per controllare che quanto osservato non fosse attribuibile a un difetto della fotocamera di Salvatore. Anche in questo caso osservavamo analoghe macchie rosse. Profondamente stupiti e perplessi sull'origine delle macchie che non riuscivamo a vedere ad occhio nudo, abbiamo ritenuto opportuno rimandare ogni ulteriore osservazione all'analisi dell'immagine sullo schermo del computer. Riportate, le foto, a dimensioni maggiori, queste immagini che ora anche voi potete vedere, ci hanno profondamente turbato in considerazione del significato che ha l'Arcangelo Michele nell'Apocalisse di Giovanni, e per la vividezza del color rosso sangue.
Lungi da noi trarre facili conclusioni, lasciando ad altri più competenti le opportune verifiche, mettiamo a disposizione queste immagini dando anche agli altri la possibilità di vedere ciò che abbiamo fotografato. >>
Laura R.
Salvatore M.
So benissimo che questo singolare accaduto non mancherà, di sicuro, di spiegazioni molto convenzionali quali la cosiddetta "grana rossa" familiare ai fotografi e la possibile presenza di puntini di polvere e/o acqua-umidità che darà luogo alla visualizzazione delle cosiddette bolle circolari cui i novelli studiosi hanno dato il termine... simpaticamente... onomatopeutico di "Orbs". Il tutto magari combinato con poca luce, flash ed effetto lente.
A mio vedere, quantunque siano attendibili e veritiere le spiegazioni sopra citate, rimane innegabilmente il segno di un messaggio che non si deve ignorare.
Michele lo conosciamo come il Comandante delle Milizie e la personificazione della Giustizia che proviene da Dio; la sua spada insanguinata ed il resto può simboleggiare funesti presagi per l'Umanità, avvenimenti di carattere "sanguinoso", magari con un pizzico di forzatura ricordiamo il recente apocalittico terremoto della povera Haiti, ma ciò che, a mio modo di vedere ripeto, potrebbe essere la simbologia esplicativa più aderente, che peraltro é stata la mia immediata sensazione, rimane circoscritta al rapporto Michele-Vaticano.
Mi richiama alla mente i capitoli 17 e 18 dell'Apocalisse dove con dovizia di particolari uno dei Sette Angeli descrive a Giovanni "Babilonia", la Grande Prostituta, e dove nella sua visione il Profeta descrive un altro Angelo, "che aveva grande autorità, e la Terra veniva illuminata dal suo splendore", il quale ne annuncia la caduta con altrettanta dovizia di particolari sulla sua impostura e sul grande cordoglio che gli uomini le resero.
Leggere attentamente questi due capitoli per comprendere meglio e trarre importanti punti riflessivi.
Altro aspetto simbolico che potrebbe evincersi dalla (prima) foto riguarda la figura del Papa: Innocenzo XI°, al secolo Benedetto Odescalchi, con i tratti del viso, a differenza di tanti altri, miti che ispirano simpatia. Innocenzo XI° fu un Papa particolare: si distinse per la lotta alla corruzione, al lusso, al nepotismo ed all'usura, e fu anche ostile verso aspetti dell'attività dei Gesuiti. Per la sua indole veniva già acclamato "Protettore dei poveri".
Il fatto che "il sangue" ricorra in specie del suo monumento potrebbe simboleggiare gli ideali e l'etica cristica tradita, che egli cercò invece di praticare.
Anche la supposta "sfera luminosa" che sembra elevare tra le punta delle sue dita potrebbe deporre a complemento di simile interpretazione.
13 Gennaio 2010 - DUE GIORNI DI GIOCHI E DI SPERANZA
Come ogni anno da quando è attiva la mensa Un Rayo de Luz (Un raggio di luce), Elena, Liliana, Ariel e diversi componenti dell’Arca si danno da fare per festeggiare il giorno dei Re Magi – Epifania - con i bambini.
Questo è un giorno molto importante per i bambini; è il giorno dei giocattoli, dei dolci, delle merende speciali, un giorno atteso con tanta ansia vistoche già nei giorni precedenti si respirava un’aria di allegria e di attesa di un momento tanto speciale.
I bambini sono arrivati intorno alle 17:00 in silenzio e ordinati, cercando di controllare la loro euforia. Ognuno aspettava il proprio turno per ricevere la merenda.
Grandi vassoi di “panchos”, bibite, pizze e dolci andavano e venivano e vengono lungo per essere distribuiti tra i bambini. Diversi fratelli dell’Arca ci hanno aiutato a cucinare e a servire, in un clima di allegria e di amicizia che ci avvolgeva con un’energia tanto pura e cristallina come gli sguardi di questi angeli.
In poco tempo c’erano circa 90 bambini, non è una cifra esatta perché a quel punto era impossibile contarli. Hanno mangiato e bevuto a sazietà e dopo sono rimasti quieti nell’ansiosa attesa dei giocattoli.
Come ogni anno, l’impronta di Liliana si fa sentire. Ha selezionato in tempo utile il regalo giusto per ognuno dei bambini tenendo conto, con grande saggezza, dell’età, dele necessità, dei gusti di ognuno di loro rendendo ogni dono qualcosa di personale. Nessuno può immaginare cosa significhi questo per i bambini, che raramente ricevono qualcosa che sia stato comprato apposta per loro e che sono abituati a ricevere oggetti e indumenti usati da altri bambini.
Con lo stesso spirito e nella misura delle nostre possibilità, quest’anno abbiamo deciso di cominciare gradualmente, tenendo conto delle necessità dei più bisognosi. Abbiamo comprato scarpe poiché abbiamo constatato che è quello di cui hanno più di bisogno. Circa 30 bambini e bambine hanno ricevuto insieme ad un giocattolo in regalo anche un paio di scarpe.
È stato veramente un pomeriggio bellissimo che rimarrà nei nostri cuori…
Ma non era finita lì. Il giorno dopo, 7 gennaio c’è stato un altro giorno di festa con un significato molto speciale per l’evoluzione futura della nostra cara Mensa.
Abbiamo ricevuto visita da una delegazione dell’I.N.D.A. (Istituto Nazionale dell’Alimentazione), presieduta dal suo Direttore, il sacerdote Uberfil Monzón, insieme al suo Vicepresidente e ai vari Assistenti Sociali dell’Istituzione.
Sono venuti anche il Direttore dell’I.M.P.O. (Stampa del Diario Ufficiale) e vari funzionari di suddetta istituzione Pubblica.
Il motivo della loro visita era quello di firmare un accordo tra entrambe le istituzioni, che consiste nell’offrire da parte dell’I.M.P.O. alle mense dell’I.N.D.A. spazi ricreativi a fini didattici oltre con la fornitura di materiali per ogni attività.
Elena, Erika ed io abbiamo avuto la possibilità di dialogare ampiamente e con calma con il Direttore Uberfil Monzón e sinceramente ci ha detto che la nostra mensa era stata scelta a proposito tra le 192 esistenti a Montevideo, per firmare con la “Stampa” il sopraccitato Accordo. La nostra mensa è stata ritenuta la più pulita e appropriata nel suo insieme per i servizi che offre.
Inoltre, durante questo dialogo fluido e spontaneo, ci ha incoraggiato a continuare lavorando per il raggiungimento delle mete prefissate, soffermandoci principalmente in una di loro, cioè il bisogno di un dispensario medico per l’assistenza sanitaria ai bambini.
Si sono presentati diversi mezzi stampa, tra i quali il diario “El País” e “La República” e le emittenti televisive Saeta canal 10 e il canale Tv Libre, che hanno mandato in onda dei servizi per farci conoscere e chiedere dei contributi.
A coronare la serata un’opera teatrale a carico dell’I.M.P.O, con marionette per la gioia dei piccoli, che hanno ricevuto in regalo anche giochi di spiaggia e un libro di favole stampato da loro stessi che racconta la storia scritta da un bambino ospite di una casa famiglia dell’I.N.A.U., del dipartimento di Rivera.
Dopo che tutti sono andati via felici, commentiamo con Elena i tanti progressi raggiunti in un periodo così breve.
Sembrano lontani i tempi del Giugno 2008, quando inaugurammo la sede della mensa grazie alle donazioni di Funima International, lontani quei mesi quando a poco a poco riuscivamo a coprire le nostre necessità grazie al sostegno dei nostri Fratelli Italiani.
Ci sembra anche lontano il contributo in alimenti che ci offre l’I.N.D.A. da novembre dell’anno scorso e che ci ha reso possibile offrire ai bambini un’alimentazione più abbondante e varia.
Tuttavia, tutto è iniziato appena due anni fa e il bilancio ci dice che molto è stato fatto, che il cammino percorso è stato molto positivo, sempre con la generosità di tanti Fratelli e Istituzioni che ci offrono la loro solidarietà.
Siamo soddisfatti dei risultati, ma i nostri bambini meritano molto di più…per questo motivo stiamo già lavorando su nuovi progetti che ci permettano di soddisfare sempre più ampiamente i bisogni dei bambini.
Il Cielo, che ha voluto che questo sogno diventassi realtà, non ci farà mancare la sua spinta e noi insieme alle anime che ci appoggiano lavoreremo per migliorare sempre di più.
8 Gennaio 2010 - A 5 MESI DALL’INIZIO DELLE NOSTRE ATTIVITA’
Il 16 Agosto 2009 l’Associazione Culturale “Del Cielo a la Tierra” ha inaugurato il centro (Figli del Sole).
Sono già trascorsi alcuni mesi e siamo giunti al quinto di attività. Attività che si concretizzano nell’offrire la merenda a una media di 35 bambini nei giorni di lunedì, mercoledì, venerdì e sabato. Fino ad oggi, dall’apertura della mensa, abbiamo offerto 2.765 merende.
Il centro offre anche il servizio sanitario di igiene e deparassitosi per i bambini, con trattamenti contro scabbia, lendine e pidocchi.
Le nostre attività vengono svolte in un ampio salone chiuso, dove i bambini giocano, trovano un momento per riposarsi dalla pressione dei lavori che svolgono sotto il sole intenso che c’è ad Asunción. Nei giorni d’estate il termometro oscilla sempre tra i 38ºC e i 40ºC.
Il salone è in affitto e riusciamo a coprire le spese grazie alla collaborazione di Funima International. Riceviamo la collaborazione di Giorgio Bongiovanni, stigmatizzato, messaggero della Madonna di Fatima che annuncia il Ritorno di Cristo e invita l’umanità a unirsi e lavorare tutti insieme a favore della vita. Portiamo avanti la nostra mensa “Hijos del Sol”, che assiste i bambini di strada, cercando di essere un riflesso dei suoi messaggi di Giustizia, Pace e Amore, di Servizio alla Vita.
All’inizio il salone si trovava in uno stato di completo abbandono con molte ragnatele, termiti sulle pareti e sul tetto, perdite di acqua, con il tetto fatto di materiale che accumulava il calore in estate, etc.
Ma la fede, l’impegno dei fratelli e l’aiuto ricevuto da persone caritatevoli e dall’Italia hanno portato i risultati e hanno dato bellezza alla nostra mensa.
Inizialmente il locale era spoglio ma con le donazioni e la grazia del cielo, abbiamo acquistato la cucina, un lavandino per la cucina, un piccolo armadio, 60 sedie, tre tavoli lunghi 3m., e le tovaglie per il tavolo. Successivamente prima del Natale, abbiamo portato a termine il soffitto con del materiale che riduce notevolmente il calore trattenuto dalle lamiere. Abbiamo aggiunto anche altre luci e tre ventilatori che portano nella sala una gradevole frescura, soprattutto adesso che la temperatura è quasi sempre intorno ai 40º. Ci rende felici vedere i bambini che si rotolano sul pavimento lasciandosi avvolgere da quell’aria fresca.
È nostro desiderio portare miglioramenti e aggiungere tra nostre attività l’assistenza medica gratuita con un reparto di odontoiatria. Sono già state create due sale che sono state pitturate e opportunamente divise con paraventi. I primi giorni di febbraio saremmo già in condizioni di offrire assistenza odontoiatrica. Prima non sarà possibile perché nel mese di gennaio i medici sono tutti in ferie.
La felicità accompagnata dalla fede in Gesù Cristo e nel Suo prossimo ritorno ci dà forza e gioia per andare avanti in questa lotta per Amore e Servizio verso i più bisognosi. Siamo coscienti che da soli non possiamo fare nulla, solo con l’unione e con il desiderio di aiutare insieme a tante persone di buon cuore possiamo raggiungere il nostro obiettivo di far sorridere i bambini, di renderli felici, perché nel loro sorriso e nella loro felicità si manifesta Dio.
Fraternamente
Hilda e Omar
Asunción-Paraguay
8/01/2010; 22:35 p.m.
7 Gennaio 2010 - NATALE 2009 - IL PRIMO NATALE NELLA MENSA
Il 24 dicembre 2009, così come negli anni precedenti, abbiamo reso realtà un nostro sogno, grazie alla collaborazione di amici che continuano a credere in noi e che continuano ad amare i nostri bambini come li amiamo noi.
I bambini e le loro madri sono arrivati alla mensa già dal mattino per preparare tutto. Eravamo tutti ansiosi nell’attesa dell’ora di pranzo. La signora Marlene e la signora Hilda hanno preparato uno squisito pranzo per tutti.
Il trambusto e la gioia riempivano la mensa nonostante ci fosse un caldo molto intenso. I bambini gioivano di tutto ciò che li circondava. Guardare ognuno di loro, vederli gustare il ricco pranzo ci gratificava, sentivamo che tutto il nostro impegno vale la pena di essere fatto, vedere i loro visi felici e le loro tenere vocine chiedendo ancora cibo e gassosa.
Finito il pranzo, hanno giocato un po’ a palla, correvano, gridavano, tutto era gioia e allegria.
Erano circa le 17:00 quando gli abbiamo chiesto di mettersi in fila per donare le Borse di Natale alle madri di famiglia ed il pane dolce a ciascun bambino. Ogni volto esprimeva gioia e tanta gratitudine. Non ci resta altro che ringraziare il cielo per averci fatto incontrare questi bambini nel nostro cammino, grazie a loro abbiamo conosciuto il vero significato del Natale.
Natale significa condividere, donare un po’ di noi stessi. Se ognuno di noi pensasse un po’ di più a chi è più bisognoso; proprio come diceva una mail che ho letto che si chiamava “Un regalo di Natale” dove si chiedeva ciascuno di comprare un regalo e di metterlo sotto il proprio albero di Natale per poi regalarlo ad una persona bisognosa.
Immaginiamo quanti regali potremmo donare e quante persone potremmo rendere felici.
7 Gennaio 2010 - A DON CIOTTI LA CITTADINANZA ONORARIA DI JESI
di Lorenzo Baldo - 7 gennaio 2010
Jesi. “A Don Luigi Ciotti per la tenacia e l’impegno profuso nella lotta alle mafie quale testimone e rappresentante di una società civile che non si arrende alla sopraffazione e all’illegalità”. E' il sindaco di Jesi, Fabiano Belcecchi, a leggere la motivazione della cittadinanza onoraria contenuta nella pergamena consegnata mercoledì 6 gennaio al fondatore del Gruppo Abele, nonché presidente di Libera.
Il palazzetto dello sport è stracolmo. Don Luigi arriva puntuale all'appuntamento. I segni di stanchezza presenti sul suo volto scompaiono immediatamente appena comincia a parlare dal palco.
Francesco Coltorti, referente di Libera-Jesi, promotore dell'iniziativa insieme all'assessore alla cultura del comune di Jesi Valentina Conti e alla Consulta della Pace di Jesi, introducono la nuova edizione de la Festa della Pace (trasmessa in diretta online dalla radio del centro di aggregazione giovanile, Radio Tlt).
Si tratta di un'iniziativa che nel corso degli anni ha visto protagonisti uomini e donne che si sono distinti per l’impegno nella pace, nella giustizia e nella solidarietà tra i popoli. Tra questi Gino Strada, padre Alex Zanotelli, i ragazzi di Locri e le Madri della Plaza de Mayo.
Prima dell'intervento di don Luigi è la volta di alcuni rappresentanti dell'Area di Progetto che illustrano il loro libro “Lo specchio del giudice” contenente l'intervista al giudice Alessandra Camassa. Sono ex studenti del liceo scientifico di Jesi “Leonardo da Vinci” che spiegano il motivo per il quale si sono occupati di Paolo Borsellino e di quei “giudici ragazzini” che lavoravano con lui a Marsala, tra cui la stessa Alessandra Camassa.
Tullio Bugari della Consulta della Pace di Jesi affronta successivamente il tema della tratta degli esseri umani. Ed è il sindaco di Jesi a ricordare ai presenti l'impegno quarantennale di don Ciotti a salvare chi era finito nel baratro della droga. La storia di don Luigi è un racconto senza esclusione di colpi di una lotta contro i responsabili della morte di centinaia di migliaia di ragazzi: le mafie in primis. Una lotta che fin dal primo momento lo ha esposto ad attacchi di ogni genere, dalle minacce di morte fino ai tentativi di delegittimazione per la raccolta delle firme sulla legge per i beni confiscati (oltre 1 milione di firme raccolte), attacchi dai quali ne è sempre uscito vincente con la forza del “Noi”. Ed è sull'importanza del “Noi” che ruota tutto l'intervento del presidente di Libera. Don Ciotti non cede minimamente alla retorica e grida l'importanza di unire le forze in una battaglia comune. Riprende con vigore le parole di Norberto Bobbio “la democrazia vive di buone leggi e di buoni costumi” per chiedere alla politica di “fare le politiche” che rispondano ai bisogni delle persone. “I buoni costumi dobbiamo essere noi con le nostre scelte e il nostro coraggio” ribadisce con forza don Luigi per poi rimarcare che è “la fame e la sete di giustizia” che deve essere il nostro obiettivo. “Non è la legalità l'obiettivo, ma è uno strumento che insieme alla solidarietà, alla corresponsabilità, serve per raggiungere la giustizia!”.
La voce di questo moderno Savonarola tuona per tutto il palazzetto mentre denuncia l'oscenità delle nuove leggi sull'immigrazione vigenti in Italia. “Il problema del nostro Paese non sono le mafie, ma le collusioni, le forme di illegalità!”, quella continua “mediazione” tra ciò che è lecito e ciò che illecito che di fatto rappresenta “il viatico alla mafia”. Don Ciotti ricorda che per la questione dei reati contro l'ambiente “da anni si chiede che entrino nel codice penale” senza avere ottenuto alcuna risposta in tal senso.
Per il presidente di Libera il problema di fondo resta quello “culturale”, che di fatto è una vera e propria “grande sfida per il nostro Paese”. Il tempo scorre veloce mentre il fondatore del Gruppo Abele riprende il documento dei vescovi del '91 sulla legalità e lo intreccia con le parole di don Tonino Bello sulla “chiesa che è per il popolo e non per se stessa”. E nell'augurio di “spendere l'Io per la vita e non la vita per l'Io” don Ciotti ricorda l'esempio di don Diana, il suo omicidio e l'immediata delegittimazione ad opera di un quotidiano locale, incriminato successivamente per essere stato al soldo della Camorra. L'epilogo del mistero sulla scomparsa di Pierantonio Sandri scuote ulteriormente i presenti. Don Ciotti racconta la storia di Antonietta Burgio, maestra in pensione di Niscemi (CL), che dal 3 settembre del '95 non si dava pace per la misteriosa scomparsa di suo figlio Pierantonio, un odontotecnico di 19 anni senza precedenti penali. Lo stesso copione si era ripetuto anche quella volta. Dopo la scomparsa del ragazzo si erano materializzati pettegolezzi e malignità sulla figura di Pierantonio, fino ai sospetti più calunniosi nei suoi confronti. Si erano succeduti anni di oblio senza il minimo chiarimento. Ma poi finalmente, appena 4 mesi fa, è arrivata la verità su quella scomparsa. Improvvisamente è giunta la confessione di uno dei killer di Pierantonio che si trovava già in carcere per altri reati. L'omicida ha raccontato in preda ai rimorsi che il ragazzo era stato ucciso perchè aveva visto alcuni ragazzi che bruciavano una macchina e questi per timore che lui parlasse lo avevano assassinato e seppellito malamente nella zona. Il funerale verrà celebrato da don Ciotti a Niscemi nei prossimi giorni, ma per il fondatore del Gruppo Abele quel che conta è l'essere arrivati una volta per tutti alla verità. Don Luigi ripete per l'ennesima volta che “non c’è Pace senza Giustizia e non c’è Giustizia senza ricerca della Verità”. Quella stessa verità che, come lo stesso presidente di Libera sottolinea, “vince” e per la quale bisogna combattere ogni giorno, “impegnandosi, tutti”, parlando “anche a chi non la pensa come noi”. Con l'appello al “coraggio della denuncia e della parola” don Ciotti conclude il suo intervento. “Noi non possiamo ne dobbiamo tacere – scandisce lentamente il fondatore del Gruppo Abele per poi rivolgersi ai ragazzi autori del libro presentato all'inizio – avete fatto solo il vostro dovere...”. La gente si alza in piedi in un lunghissimo applauso, mentre la forza di quel “Noi” rimbomba ancora all'interno del palazzetto.
6 Gennaio 2010 - LA LIBERTÀ INDIVIDUALE È IL PRODOTTO DELL’IMPEGNO COLLETTIVO
Sono le ore 17 del 6 gennaio 2010, giorno dell’Epifania dal greco “manifestazione -presenza divina” e mi trovo al Palatriccoli di Jesi con Lorenzo, Marco, Vanesa, Giorgina, Stefania e Fabio per ascoltare ancora una volta un apostolo di Cristo sulla terra: Don Luigi Ciotti .
Il comune di Jesi insieme alla Consulta della Pace e alla sezione Libera di Jesi, nata il 18 aprile 2009, hanno organizzato l’evento per conferire il riconoscimento di cittadinanza onoraria a questo straordinario sacerdote, giornalista, protagonista della lotta alla tossicodipendenza e alla mafia, simbolo per le tante associazioni di volontariato che promuovono i valori del rispetto della persona emarginata, del diverso, della legalità e dell’ambiente.
Mi commuove lo sguardo pulito del gruppo di ragazzi dell’ex Liceo scientifico di Jesi mentre presentano il loro libro pubblicato di recente: “Lo specchio del giudice”. Essendo madre mi commuovo nel vedere i volti dei tanti giovani che si sono aggregati a libera Jesi, dei ragazzi di Libera Ascoli Piceno anch’essi presenti all’evento, ripieni di quel coraggio e quella speranza che le parole di quest’uomo di Dio infonde loro. Sono i suoi frutti, ragazzi che hanno compreso che l’informazione è la base della lotta alla mafia perchè un paese consapevole è un paese più civile; ragazzi orgogliosi delle sue battaglie per la legalità e i diritti umani; ragazzi pronti a fare la loro piccola parte nella società.
Don Luigi Ciotti, una manifestazione di energia sovrumana che smuove le montagne, (l’associazione LIBERA ha un coordinamento di oltre 1500 associazioni ed è presente in 30 nazioni europee), prende la parola e con grande umiltà accetta la cittadinanza non come conferimento personale ma come rappresentante di tanta gente che insieme a lui 45 anni fa ha fondato il gruppo Abele.
Accetta la cittadinanza per quel NOI che ci lega tutti nella fame e sete di giustizia, perché è il NOI che vince nella lotta tra il Bene e il Male e non l’IO.
In quel momento non posso fare a meno di pensare al nostro caro Giorgio, ai vent’anni di stigmate in cui il suo impegno più grande è stato spogliarci del nostro Io per rivestirci del NOI che oggi si esprime attraverso le attività delle nostre associazioni Antimafiaduemila, FunimaInternational e Giordano Bruno.
“Esprimere solidarietà non basta” grida Don Ciotti “è la corresponsabilità che attua il cambiamento e la risposta dei cittadini deve essere forte” e cita Norberto Bobbio: <<La democrazia vive di buone leggi e di buoni costumi>> “… e i buoni costumi siamo noi, con il nostro impegno, le nostre scelte, il nostro coraggio che non può essere delegato a qualcuno!”
Parole che marchiano a fuoco lo spirito dei presenti. “Il problema del nostro paese non sono le Mafie ma la corruzione, la concussione, le varie forme di illegalità, la continua mediazione che rende malleabile la legge a seconda della propria convenienza…dobbiamo riflettere su tutte le illegalità... Perché i reati contro l’ambiente non sono ancora entrati nel codice penale nonostante la continua richiesta?...La legalità è lo strumento insieme alla solidarietà per giungere alla Giustizia”. Don Ciotti cita il documento dei Vescovi del 1991 <educare alla legalità> sottolineando che i documenti devono diventare carne e vita quotidiana. “Siamo chiamati alla testimonianza cristiana e alla responsabilità civile…è necessario spogliarsi di quella cultura che esalta l’individualismo a scapito della collettività, di una cultura degradata, piegata ad interessi di parte…il cristiano non può accontentarsi di enunciare l’ideale, deve entrare nella storia, ci dobbiamo sporcare… perché la prima grande malattia mortale è la delega, l’indifferenza, la rassegnazione! Dobbiamo trovare la forza dentro di noi per essere costruttori di pace, smettere di spendere la vita per il proprio IO, per il proprio benessere e spendere l’IO per la VITA, per un mondo migliore. Un cristiano non può obbedire all’ingiustizia e rendersene complice… La libertà individuale è solo il prodotto dell’impegno collettivo e questi ragazzi ce l’hanno dimostrato con il loro lavoro. Non c’è Pace senza Giustizia, non c’è Giustizia senza ricerca della Verità”
Nessuno questa sera al rientro a casa potrà evitare di farsi un esame di coscienza.
I tempi si sono accorciati, Cristo scuote i reni e i cuori attraverso i Suoi servi in Terra e in quel giorno tanto atteso nessuno al Suo cospetto potrà giustificarsi dicendo:” io non sapevo”.
Fraternamente
Elisabetta Montevidoni
Segreteria dal Cielo alla Terra
Sant’Elpidio a Mare, 6 gennaio 2010
6 Gennaio 2010 - OGGI PIÙ CHE MAI, È FONDAMENTALE L’UNIONE DI TUTTE LE ARCHE
La seconda riunione che Giorgio ha avuto con i fratelli dell’Uruguay (senza contare quella tenuta con il Gruppo di Cultura e di Funima), durante la sua recente visita in questo Paese, è stata realizzata nella città di Maldonado. Prima dell’incontro egli ha partecipato al programma trasmesso da FM Gente: “Honrar la vida” insieme ad alcuni dei fratelli che lo conducono settimanalmente.
Qualche tempo prima, durante una sua precedente visita, Giorgio aveva chiesto alle distinte arche dell’Uruguay di considerare la realizzazione di programmi radio, perché era importante che le persone avessero la possibilità di conoscere la Verità e di prepararsi per l’atteso ritorno di Cristo.
Per qualche ragione, di quelle che solo il Cielo conosce e che il tempo ci permetterà di comprendere, l’occasione ci è stata offerta precisamente qui a Maldonado, nonostante l’impegno dei fratelli di Montevideo nel trovare un programma adatto in quella città. Abbiamo deciso di portarlo avanti congiuntamente con loro, coordinando le attività insieme. Nel trattare le tematiche ogni dettaglio è stato curato, cercando di dotarlo della caratteristica principale del Gruppo di Cultura, che da sempre diffonde la conoscenza di Cristo e la denuncia contro le ingiustizie. Messaggi che Giorgio non perde occasione di trasmettere alle Arche e al mondo; condizione di base affinché avvenga il risveglio spirituale, necessario in una società fondata sulla giustizia.
È stata un’esperienza che abbiamo condiviso felicemente con gli altri, anche quando la rabbia ci bruciava dentro e ci sforzavamo di dominare le lacrime nel trasmettere al microfono i fatti terribili che accadono continuamente in questo mondo, in cui ci sentiamo stranieri… Siamo felici ed ancora più soddisfatti di fare qualcosa insieme, pur pensando che non sia abbastanza…, ma forse aiuterà a cambiare un po’ la società in cui viviamo. Questo è il sentimento che proviamo, nonostante la tristezza esso ci procura gioia e si sintetizza perfettamente con la parola: “fede”…
È quella stessa fede che ha alimentato l’entusiasmo necessario per bussare alle porte di questa radio, che ci ha spinti a concretizzare la realizzazione del programma. Eppure, portare a termine l’impegno ha significato viaggiare ogni settimana da Montevideo a Maldonado e viceversa, tralasciando a volte gli obblighi familiari nell’unico giorno libero dal lavoro. Abbiamo condiviso momenti di valore incalcolabile che ci hanno fatto crescere sempre di più a livello spirituale e come fratelli. Oltre alla gratificazione di portare avanti questo programma, il Cielo ci dona, ancora una volta, la presenza diretta di Giorgio in studio.
Nonostante la stanchezza, dovuta all’intenso lavoro svolto in Italia in questi ultimi mesi (anche il giorno precedente aveva avuto una riunione a Montevideo, riposando molto poco nella notte), egli si è messo in viaggio fin dal mattino presto in pullman. Lo hanno accompagnato la nostra carissima Sonia Alea insieme a Sonia Tabita, Erika, altri fratelli di Montevideo, Mario e Paola Becco della città di Buenos Aires, con cui quel giorno siamo stati insieme. Concluso il programma (che le nostre care Loreley ed Adriana hanno trascritto), ci siamo spostati di pochi metri, per riunirci nel locale insieme a Giorgio e a tutti i fratelli.
Giorgio era visibilmente stanco, malgrado poco prima avesse sprigionato quella forte energia durante il suo intervento in radio, mentre parlava e ridimensionava la figura del Maestro…
L’Arca di Maldonado questa volta lo accoglieva intimamente, con Cristo nel cuore, in un luogo semplice, nell’umiltà e nella semplicità… si sentiva il Maestro attraverso la presenza amorevole di Giorgio, proprio come un padre protegge i suoi figli, dimenticando se stesso per averne cura. Egli va oltre la sua stanchezza… le sue necessità, al di là della sofferenza fisica e spirituale, che lascia sempre da parte per seguire le Arche.
Anche questa volta Giorgio ha dato il meglio di se, rimanendo con noi il tempo necessario per trasmetterci il suo messaggio e rispondere ad alcune domande dei presenti.
Prima di iniziare l’incontro, benedice il Pane ed il Vino che avevano portato i fratelli di Maldonado. “Vi chiedo perdono, ma la verità è che sono un po’ stanco… voglio sfruttare al massimo questi minuti che sono con voi… Benedirò il Pane ed il Vino e faremo la Comunione Cristica, parlando del Maestro. La prossima volta che vi riunirete farete la Comunione e penserete a me…; io sarò qui fisicamente. Promettete di farlo nella prossima riunione? Non ho un messaggio speciale per l’Arca di Maldonado, solo mi permetto di ricordarvi che è fondamentale in questo momento l’unione di tutte le arche. Prima di tutto mi congratulo con i miei fratelli dell’Uruguay, di fatto, ora credo che le frontiere non esistano per noi tra i fratelli del Latino America: Uruguay, Argentina, Paraguay, Cile… Spero che tutti voi o la maggior parte, possiate partecipare alla riunione che faremo a Rosario, una riunione che unisce simbolicamente tutto il Latino America. Se il Cielo ci dà questa opportunità, che non sarà l’unica, spero che ogni anno si possa ripetere. Maldonado e Montevideo insieme avranno anche la possibilità di organizzare il tutto e di ricevere i fratelli del mondo: questo significa unione. Oggi più che mai questo Pane e questo Vino, il Sangue e il Corpo di Cristo ci devono unire, spiritualmente e fisicamente così da essere amici tra noi, per fare quello che abbiamo detto in radio: la resistenza. Mi congratulo di fronte ad Erika ed ai fratelli che mi accompagnano da Montevideo (se sono d’accordo con me); qui a Maldonado abbiamo ottenuto quello che non siamo riusciti ad avere a Montevideo. Questa è una soddisfazione, un obiettivo raggiunto, un premio, penso che sia anche un segnale del Cielo per voi, Marita, non lo sottovalutare! Per venire qui alla radio, ho rifiutato un invito in un programma tv condotto da Susana Gimenez (in Argentina), molto seguito, ma non ci sono andato perché il Cielo ha detto: “devi andare a Maldonado”… ed io ubbidisco. Il programma di Susana, sicuramente se il Padre lo vuole, si potrà fare in un altro momento. … Ma la mia presenza qui è molto importante ed è anche per voi un segno al quale dovete rispondere. Il Cielo vi ha dato questa opportunità: il programma in radio e la possibilità di avere ospite lo stesso vostro fratello, come messaggero del Signore. Sto dicendo la verità: il Cielo ha preferito venire alla radio piuttosto che andare in un programma massivo, seguito da milioni e milioni di persone. Ecco perché è importante portare avanti questo discorso, non preoccupatevi dei mezzi; il Padre apre sempre una porta per mantenerlo, bisogna sacrificarsi, non aspettare che la manna cada dal cielo, Dio vi aiuterà. Il programma è seguito da tante persone, oggi ne abbiamo avuto la prova. La gente vuole sapere. Congratulazioni ai presentatori che mi hanno sorpreso: Erika, Daniel, Jonatan… Sono felice, felicissimo, nonostante i problemi che l’arca di Maldonado ha avuto, che forse ha ancora…, le differenze…, questo è un obiettivo che non dovete lasciarvi sfuggire, perché il Cielo sarà molto severo se vi dividerete di fronte ad un’opportunità così bella. Il motivo per cui il Signore mi fa ritornare è perché vede l’unione più forte della divisione; il demonio ci proverà sempre, se non c’è unione Lassù non mi faranno ritornare. So che la mia presenza è importante per voi e viceversa; per quanto riguarda me, se il Cielo mi proibisse di venire in Uruguay sarebbe una punizione, ma non succederà perché non fallirete. Non voglio la perfezione, siamo peccatori, abbiamo molte debolezze, ma la base è essere uniti. Sono contento, meritate questi risultati, avete lavorato e ceduto l’autorità ai fratelli di Montevideo, per modo di dire, per parlare nel vostro programma, questo secondo me è un gesto di umiltà e di responsabilità che vi fa onore. L’arca deve essere unita, perché se non è forte e unita, fallisce tutto. Quello che ho detto in radio oggi, credo che valga per noi. Quando dico alla gente che bisogna scegliere, prima lo dico a me stesso… Non sto parlando come se noi fossimo gli eletti, quelli che sanno tutto, no: bisogna scegliere, prendere parte in una guerra! Siamo in una guerra, per cui dobbiamo fare resistenza, risvegliare anime; non possiamo perdere tempo. Purtroppo, l’impero del demonio, con questo nefasto problema del denaro (che io odio) ci condiziona tutti; bisogna sopportare ed accettare di dover lavorare, essere schiavi dei padroni…; ma il Cielo ci darà il tempo per dedicarci all’Opera. È una scelta costante ed in questo momento più che mai. Io non vedevo l’ora che voi aveste qualcosa di importante per le mani e adesso l’avete: un compromesso, non è un hobby, è qualcosa di serio; quando non lavorate, quando avete tempo libero, dedicatevi a questo. Non è un obbligo, ma se avete scelto di portarlo avanti dovete essere costanti e compiere il vostro dovere. Ecco la cosa più importante che volevo dirvi. Il messaggio è: mantenere l’unione; sempre avete lavorato, organizzato incontri a favore di Funima, ora avete qualcosa di prezioso, amatevi e coltivate questa comunione, questo Pane e questo Vino devono essere costanti, simbolicamente devono essere presenti in tutte le riunioni. Ci sono delle priorità: andare a lavorare, avere cura della famiglia e dell’Arca. Le altre non sono priorità. A volte il Cielo ci chiama e pretende che diamo più nell’Opera e meno nella famiglia; se la mia famiglia crede, allora non si sente tralasciata quando si lavora per l’Opera”.
Di seguito abbiamo vissuto un momento molto emozionante, come sempre accade quando Giorgio consegna un rubino ai fratelli… Portare il simbolo del Padre Sole significa dire “si” alla chiamata del Cielo; lasciarci guidare da Lui e comprometterci completamente nell’Opera, sapendo che il Signore non ci chiederà mai più di quanto abbiamo la capacità e la possibilità di dare, se siamo in sintonia con questa chiamata… il Cielo lo sa. “Domande, fratelli… fatemi domande”. Dove è stato Gesú dopo i dodici anni? “Prima di iniziare la sua missione a 30 anni, è stato molte volte nella scuola iniziatica degli Esseni, ha compiuto molti viaggi in tutto il mondo con le astronavi. Lo portarono in India, nell’America del Nord e Latina, molte tribù raccontano di Lui; ad est dell’Asia, Egli parlava con gli iniziati e le guide. La prova di tutto questo l’abbiamo con i re magi, maestri della tradizione orientale che viaggiarono per 5000 km per vedere Gesú. Lui ricambiò visitando i loro regni, le scuole iniziatiche dell’India, di Krishna, del Tibet, attraversò il mondo, ma in maniera occulta. Pubblicamente si recò in Palestina. Quando iniziò la missione era già Gesù Cristo, fu compenetrato in quei tre anni. Gesù è sulla Terra, visita i Suoi fratelli, manda segni, ma ancora non si è manifestato. Presto lo farà con potenza e gloria. Tutto il mondo lo vedrà”. L’anticristo personificherà una persona? “Se Cristo si personifica è possibile che un giorno anche l’anticristo lo possa fare in qualcuno, perché no?Per il momento, l’anticristo è rappresentato da un gruppo di uomini, può darsi che il leader si personificherà, ma ora è un gruppo di persone”. I potenti del mondo, di fronte ad una terza guerra mondiale, si aspettano di essere salvati dalle navi? Loro cercano la salvezza nascondendosi nei bunkers, ma la salvezza materiale. È proprio da lì che ti accorgi che questi potenti non credono. Quando costruiscono i bunkers pensano che sono immortali”. Cosa ci si può aspettare dal prossimo governo dell’Uruguay dopo le recenti elezioni? “Cara mia: nessun presidente vi dirà la verità; si vedranno obbligati a mentire. Non è un problema di un paese, il problema è globale. L’Uruguay dipende dall’Argentina, dal Brasile, dagli USA, dall’Europa. Il popolo si troverà male perché il mondo sta male. L’Uruguay è un paese ricco, ha molta campagna e risorse, ma dipende da altre economie e da molti anni il sogno americano è fallito; adesso il massimo che potrà fare il nuovo presidente è arrecare, con tutta la sua buona volontà, il minor male possibile. L’economia non dipende da lui. Per quanto riguarda gli altri aspetti: l’ordine pubblico, l’educazione ecc. si possono fare delle cose; ma a livello globale l’Uruguay è dipendente dagli altri Paesi, i quali hanno fallito, gli stessi che gli garantiscono la produzione economica.” Cosa possiamo dire ai nostri figli, oltre ad avere fede ed aspettare Gesù? “Aprire loro un cammino spirituale… Io ho un’opinione personale che non ti posso imporre, ma non c’è futuro… Mentirvi significherebbe fare come i potenti. Non c’è futuro a livello materiale. Bisogna dire la verità: è giusto andare a scuola, perché i giovani devono imparare la storia, avere la base per integrarsi nella società, la cultura, la lingua, il ragionamento matematico; l’istituzione scolastica serve a questo. Noi genitori, che facciamo parte di un gruppo spirituale, dobbiamo provvedere alla loro formazione religiosa…, esortarli a dare il massimo nell’educazione; anche se il futuro è molto incerto, dimostrare che i loro genitori stanno lavorando per il cambiamento. Aspettiamo Cristo e nel frattempo cresciamo, lavoriamo onestamente… tuttavia non pensate di intraprendere una carriera. Dobbiamo assecondare i talenti dei nostri figli, non reprimerli, ma non pensate che il vostro ragazzo sarà un trionfatore a livello di denaro o che riuscirà a diventare famoso; bisogna essere onesti e non mentire loro, perché quando i tuoi figli vedranno una guerra mondiale, si demoralizzeranno e diranno che Dio è cattivo perché fa questo. Dobbiamo spiegargli che alcune cose che succedono nel mondo non sono di Dio, sono dell’uomo. Farli vivere all’interno della società sì, ma coscienti di quello che sta succedendo nel mondo, del positivo e del negativo, perché ci sono segni, ci sono messaggi di Gesù, non tutto è spiacevole. Occorre spiegarglielo perché questo non viene fatto negli istituti, è un lato molto negativo della scuola…tuttavia ci sono delle cose positive. Dipende da noi genitori essere i maestri dei nostri figli nel momento in cui sono fuori dalla scuola, dire loro che non è tutto oro o facile, che c’è una situazione molto grave. Rivolgerci in questo modo: “Vai avanti, ma devi conoscere la verità, non rimproverarci di averti mentito, speriamo tu possa realizzare ciò che desideri, non senza sapere quello che succede… Non voglio che i vostri figli vi dicano che voi avete mentito”. Quando il sistema colasserà completamente non ci sarà comunicazione; allora… come comunicheremo con te? “Ti ringrazio per la domanda… Voi vi dovete preparare… È una prova Jonatan… un giorno non riusciremo a comunicare, i Fratelli del Cielo ci illumineranno, ma saremo provati fisicamente. Non potremo comunicare come adesso, ma anziché dividerci, questo ci deve unire ancora di più, in quel momento inizierà la vostra missione definitiva. La comunicazione, nell’istante in cui sei in sintonia con Cristo, con i fratelli, con l’Opera, tra noi… avviene in modo naturale… Ad esempio, voi qui e noi in Italia faremo delle cose insieme e simili. Ovviamente il Cielo ti amplificherà. In questo momento siamo un po’ “tarati”, ma loro ci amplificheranno, non mi sorprenderà se si porteranno qualcuno, se non ci saranno aerei. Loro intervengono nel caso in cui il messaggero fosse impossibilitato a viaggiare nel luogo in cui vogliono che egli vada: in questo caso lo porterebbero con le astronavi. Se dovessi venire, o al contrario, uno di voi dovesse andare lì, ci sarebbero loro…. Questo, nel caso in cui non ci fosse il mezzo per viaggiare, al contrario loro non possono interferire. Setun Shenar ed altri luogotenenti di Asthar Sheran sono i miei angeli custodi. Il capo degli Elohim è Adonay. Intorno a voi, soprattutto a coloro che fanno parte delle arche, il cammino di Giovanni il Precursore, ci sono Esseri che non vedete ma vi aiutano, vi incoraggiano e vi sostengono… Non siete soli.” “Sono contento davvero… con il programma alla radio arriveranno altre persone… È una profezia, vedrete”.
Daniel Amaral: “A parte l’unione di Maldonado, noi abbiamo percepito che il programma è servito per unirla con Montevideo, sentiamo che ora è un’Arca sola. Unica”.
Giorgio: “Per questo hanno unificato le linee telefoniche”! (riferendosi alla tariffa unica per le chiamate all’interno del Paese) (.. risate…).
Erika: “Era necessario questo per la nostra Opera, condividere tutti insieme… ci spostiamo per incontrarci e organizzare il programma… con sacrificio, con molto sacrificio”…
Giorgio: “Chiedo il permesso per riposare”…
Con profonda gratitudine a Giorgio, per il suo infinito amore e cura, ai fratelli del Gruppo di Cultura: Adriana, Domingo, Loreley, Victoria, Daniel Amaral, Christian, Matilde… e alla nostra cara Erika… per la sua grande dedizione, amicizia e sacrificio.
4 Gennaio 2010 - CON GESÙ CRISTO. VISSUTO DI DUEMILA ANNI FA (26 dicembre 2009)
La sera del 26 dicembre 2009, si è tenuto un incontro con Giorgio presso l’arca 3, l’arca centrale della sua grande opera.
Quella sera, dentro me, non respiravo un clima natalizio, basato sulle classiche festività ma percepivo solo la contentezza di essere unito alla mia famiglia spirituale.
Durante quell’incontro sacro mi sentivo in una proiezione diversa, cioè percepivo attorno a me un altro luogo, seppure non mi sentivo separato dai fratelli presenti, ero proiettato all’aperto, in un pomeriggio di duemila anni fa dove Gesù parlava alle folle, accompagnato dai suoi discepoli. Mi accorgevo che, seppur i miei occhi fisici vedevano Giorgio che parlava seduto su una sedia, il mio occhio mistico percepiva che quello era Gesù Cristificato. Vedevo me e tutti attorno a lui che ascoltavamo ma in realtà percepivo che era Cristo che ci parlava. La presenza del Maestro era viva sin da prima che Giorgio cominciasse a parlare. Sin dall’inizio della serata il mio stato d’animo era immerso in questa doppia visione.
A partecipare con noi c’era una coppia di amici erboristi che conosco da un anno. E’ stato un piacere per me quando hanno accettato l’invito per questa serata speciale e per il giorno dopo, giornata della conferenza pubblica. Sin dall’inizio, i miei amici hanno assunto un atteggiamento di contrasto verso Giorgio e verso le nostre idee ed io, mentre vivevo quel particolare stato d’essere, tra presente e passato, osservavo con molta attenzione il dialogo che si stava instaurando tra Giorgio e questi due amici. Linguaggi diversi, diversi modi di vedere la vita, diverse opinioni venivano fuori come ad esempio, l’essere concordi con il nucleare o la convinzione che Giorgio fosse un catastrofista. Lo scambio di idee è stato attivo ed esaustivo, Giorgio come sempre è stato pratico, conciso e profondo nei vari aspetti trattati.
Ascoltare i miei amici dopo la lezione spirituale con Giorgio è stata una sorpresa. Ho ammirato i loro occhi, gli sguardi si erano trasformati in occhiate dolci e curiose. Il loro linguaggio era diverso, erano storditi ed incantati. Con occhi più luminosi mi hanno ringraziato dell’opportunità datagli e mi hanno confidato che in questo posto avevano trovato quell’energia d’amore, di fratellanza, di semplicità, d’armonia ed umiltà, tutte cose che fino ad allora non avevano mai trovato in altre loro esperienze. Hanno anche espresso la stima per Giorgio, definendolo un grande uomo; un essere speciale che ha toccato i cuori di ognuno fino a formare questi gruppi meravigliosi in tutto il mondo, gruppi di uomini e donne intelligenti che amano ricercare e conoscere sempre più la verità pur restando nella semplicità dell’essere e con la testa sulle spalle. Persone che non seguono un discorso in modo dogmatico o fanatico.
Prima di accedere al cibo sacro attraverso il bouffèt, Giorgio invita tutti a concentrarsi con l’Altissimo perché c’è un pane e del vino da benedire e distribuire così da rivivere l’alleanza tra noi e Cristo come Lui ci ha chiesto di fare. Dal momento del Sacramento, dentro me continuavo a rivivere le scene del Maestro Gesù con la sua tunica bianca, i capelli lunghi che gli accarezzavano le spalle, proprio come duemila anni fa. Percepivo Gesù nei campi di Gerusalemme che camminava sulle dune di terra bianca e poi si sedeva tra noi per istruirci con molto amore. Mi sentivo fortunato e speciale in quel momento perché io ed i miei fratelli eravamo tra quegli esseri sul pianeta Terra ad essere in diretto contatto con il Maestro Cristo Gesù. Non facevo altro che ringraziare l’amato Padre per tanta grazia. Ogni volta che Giorgio parlava, la sua voce mi portava a riaffiorare alla mente un ricordo già vissuto nel passato. Mentre molti fratelli erano commossi, dai miei occhi non cadeva alcuna lacrima perché il mio cuore gioiva per la promessa del suo ritorno. Una profonda Gioia che non mi portava alle lacrime era anche la presenza di Giorgio, grande messaggero di Cristo che porta alla luce molte verità nonostante attacchi e minacce.
Ciò che il mio spirito ripeteva costantemente in quel momento era: “Dopo tanto cammino e tanta ricerca ti ho ritrovato Maestro e non ti lascerò mai più. Darò tutto me stesso per serviti. Sorreggerò la tua missione attraverso l’opera di questo grande uomo e messaggero di Cristo che è Giorgio Bongiovanni, darò tutto e per tutto fino alla vita stessa.”
Mi inchino veramente con tutta la mia anima al caro fratello Giorgio per essere arrivato a lui grazie al suo servizio. Insieme a tutti i fratelli delle arche del mondo porteremo avanti la missione che la Madre Celeste e Gesù gli hanno affidato e lo faremo con la spada Cristica fino alla vittoria finale.
Con fede
3 Gennaio 2010 - HO INCONTRATO UN UOMO... HO INCONTRATO CRISTO
Ho incontrato un uomo… pulito….dentro e fuori
Ho incontrato Cristo forte….nell’Amare e nel combattere
Li ho incontrati entrambi, usano le armi della verità, della sincerità, della giustizia e dell’amore.
Le loro lingue sono taglienti contro l’inganno e la falsità.
La loro forza è la passione: forte ….e dolce.
Uno Servo….e l’altro Re
Entrambi ti chiamano al risveglio, ti segnano in fronte
Entrambi danno tutto ma.......vogliono tutto da te affinché esploda dentro la consapevolezza di appartenere interamente a Dio
Sanno chiedere…..con umiltà e non con debolezza
Sanno dare…..con rispetto
Ho incontrato un uomo, le sue mani, i suoi piedi ed il suo costato sanguinano e purificano ……..