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piergiorgiovoyagerCRONACHE BRESCIA - TORINO - MILANO
CONFERENZA A BRESCIA DI P.G. CARIA – 2.2.2010
Febbraio è periodo di intensa attività. Il 2 febbraio 2010 sono ospite a Brescia del Circolo Culturale “Gli Amici dell'Insolito” www.amicidellinsolito.eu - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
tel. 334.6146629, di cui principali esponenti sono Fulvia Rovere e Patrizia Grandi. Parto con il caro amico Daniele Maculan che gentilmente si offre di accompagnarmi, alleggerendomi della fatica della guida. Il viaggio sino a Brescia è tranquillo, per tutto il tragitto ci accompagna il panorama innevato dell'Italia, ma la strada è sgombra e il traffico normale. Ci accoglie con un gran sorriso Patrizia Grandi, simpatica e solare che, dopo i saluti, ci accompagna alla sala della conferenza.
Con l'aiuto del tecnico predisponiamo tutta l'attrezzatura audio-video necessaria per la mia esposizione. Il tema sarà: “2012, le profezie Maya e i cerchi nel grano”. Argomento che suscita tanto interesse con le ansie per la data del 2012. Dopo un po' arrivano Fulvia Rovere con il marito Roberto, ancora non li conoscevo e, dopo le presentazioni, termino di allestire la parte tecnica e facciamo sosta per la cena. Alle 21.15 diamo inizio alla conferenza. Sono presenti tra le 80 e le 90 persone, un numero buono per una serata infrasettimanale. Le ore a disposizione passano veloci e, come spesso succede, devo correre alla fine per chiudere il discorso. Le persone sono state attentissime per tutto il tempo e, alla fine, mi esprimono il gradimento e la sorpresa per le tante informazioni ascoltate e viste, di cui ignoravano l'esistenza. Avvistamenti, stato del pianeta, segni umani e divini, le stimmate di Giorgio, il ritorno del Cristo, disegnano un drammatico e inaspettato quadro che sorprende e commuove le persone. Anche Patrizia, Fulvia e Roberto si dicono pienamente soddisfatti dall'esito dell'incontro. Una bella e ricca serata di emozioni e di scambio che ha arricchito tutti. Ringrazio Patrizia, Fulvia e Roberto per il loro affetto, calore, simpatia e per la squisita ospitalità.

INTERVENTO DI P.G. CARIA A VOYAGER – TORINO 4.2.2010

pier_voyager1Da Brescia, sempre con Daniele al timone, andiamo a Torino. Mi aspetta un'importante appuntamento televisivo: partecipare al programma Voyager come ospite. Devo presentare due casi su cui abbiamo realizzato dei documentari che Voyager manderà in onda: il caso Urzi e il caso “Amicizia”. E' da qualche anno che non compaio in TV in Italia e, devo essere sincero, sono abbastanza ansioso ed emozionato. Entrambi i casi sono polemici e impegnativi da far capire. Confido comunque nella mia esperienza e nella professionalità di Roberto Giacobbo, che conosco come serio ed equilibrato  conduttore. Mi conforta anche la presenza dell'amico Roberto Pinotti, massimo esperto italiano di ufologia: una vera enciclopedia vivente del tema e sempre passionale e battagliero. La registrazione del programma è fissata per il pomeriggio del 4 febbraio.
Nei camerini degli studi RAI di Torino ci riuniamo con gli altri ospiti: l'amico Adriano Forgione, direttore della rivista “Fenix”, il caro Ennio Piccaluga, direttore della rivista “Area di Confine”, il giornalista del “Corriere della sera” Flavio Vanetti, il giornalista di “Repubblica” Luigi Bignami, l'esperto dell'Ente Spaziale Europeo Didier Schmitt, Stefano Bagnasco, fisico e membro del CICAP. Costoro saranno gli esperti chiamati a commentare il materiale presentato durante tutto l'arco del programma. Io e Piccaluga interverremo sui nostri temi specifici. Piccaluga è esperto in misteri di Marte, è infatti autore di un libro bestseller intitolato “Ossimoro Marte”. In studio sono presenti come pubblico, oltre a Daniele Maculan che mi ha accompagnato, anche Isacco Favazza, Piero e Giorgio Di Stefano, che non volevano perdere l'occasione di poter assistere personalmente alla registrazione di un programma televisivo della RAI. La trasmissione parte con una intervista al caro amico giornalista investigativo Jaime Maussan, che presenta i fenomeni tipicamente messicani delle sfere di luce e delle “Flotillas”, visti anche in tutto il mondo e nello spazio. Io, assieme agli altri ospiti, assisto da dietro le quinte allo svilupparsi della registrazione.  Non siamo in posizione comoda ed è difficile capire bene l'audio per il rumore dei macchinari che copre le voci.
La registrazione si snoda lungo l'arco di alcune ore: è il primo speciale della nuova serie e l'equipe del programma ancora deve prendere il giusto ritmo. La presenza dei numerosi ospiti e la necessità di proiettare in diretta i servizi filmati per poter poi essere commentati, allunga di molto il tempo della registrazione. Sono ormai passate le 20.00 quando l'assistente di scena mi chiama e mi dice di prepararmi. Facciamo delle prove e chiedo che mi cambino la sedia, mi sentivo come un pappagallo sopra un trespolo o peggio, come Fracchia sulla mitica poltrona.., gli assistenti sono gentili e mi accontentano, in effetti va meglio...
pier_voyager2Mi metto in posizione per l'entrata in scena ma mentre attendo,  noto un'agitazione crescente tra il personale in studio. Alla fine capisco che sono tutti stanchi e stressati per le lunghe ore di lavoro e chiedono una pausa per tirare il fiato. In effetti anche il pubblico è molto stanco per cui, appena indicano dove si trova il buffet, una marea umana si precipita verso l'agognata meta. Come direbbe l'amico Luca: “Chi morti, chi feriti, ma per magnà tutti guariti!” Per quanto lo stacco abbia fatto piacere anche a me, mi sento deconcentrato per la lunga attesa. La registrazione è iniziata alle 16.30 e sono ormai quasi le 20.30. Sono stanco e mi è pure venuto mal di gola. Ho un attacco di panico e corro a cercare un po' d'acqua, temo di perdere la voce proprio davanti alle telecamere. L'emozione fa il resto. Alla fine entro e, salutato Roberto Giacobbo, mi accomodo sulla seggiola e Roberto presenta la clip dedicata al caso Urzi. Le immagini scorrono e vedo le facce dei presenti sorprese davanti agli straordinari filmati UFO di Antonio. La clip dura circa 10 minuti, un breve riassunto a fronte dei 52 minuti che dura realmente il documentario che illustra tutta la ricerca. Si accende un attimo il dibattito ma, a parte una sconclusionata e sterile polemica, gli scettici non riescono ad opporre una vera base di discredito contro le incredibili immagini degli UFO filmati da Urzi. Roberto Giacobbo mi fa qualche domanda per definire meglio gli aspetti del caso e io rispondo, con voce un po' afona e strozzata, citando anche aneddoti come quando abbiamo avvistato anche noi ricercatori dopo che Antonio ci aveva anticipato addirittura l'ora in cui si sarebbero manifestati i dischi volanti. A seguire viene presentata la clip del caso Amicizia. Anche qui sono 10 minuti su un totale di 52 originali. Altre domande di Giacobbo, commenti pro e contro da parte dei presenti e un'ottima riflessione di Pinotti su alcuni aspetti poco chiari che hanno coinvolto i protagonisti del caso. Tra l'altro Roberto Giacobbo mostra una delle bobine originali dei filmati di UFO girati all'epoca e siamo negli anni '60, che io avevo portato con me. Intanto si è fatto troppo tardi, sono passate le 21.00, e ancora non sono stati registrati tutti i servizi programmati. I responsabili della trasmissione decidono così di rinviare all'indomani le registrazioni rimaste. Così l'amico Piccaluga vede la sua permanenza a Torino allungarsi di un giorno in quanto lui è uno di quelli che sono ancora da intervistare. Alla fine il programma è stato un evento per l'ufologia nostrana. Per la prima volta su un canale nazionale, un contraddittorio tra scettici e affermativi, si chiude a favore di questi ultimi, cioè della realtà del fenomeno UFO. Vari gli interventi filmati importanti oltre a quelli già accennati. Tra tutti spiccano le analisi allo scritto che tiene in mano il Gen. Roger Ramey, un telex, mentre vengono mostrate i resti di un pallone sonda indicato come il vero oggetto volante caduto a Roswell. Grazie alle moderne capacità di analisi fotografica con software specializzati, si è riusciti a verificare che sul foglio compaiono le parole “vittime”, “crash”, “disco”, smentendo quindi le spiegazioni ufficiali e confermando che i fatti di Roswell hanno una seria base probatoria. Di grande importanza anche l'intervista all'astronauta Edgar Mitchell, che conferma la realtà oggettiva della visita extraterrestre, dei fatti di Roswell e del cover-up messo in atto dai governi. Mi sento di fare un elogio particolare a Roberto Pinotti per la passione e la determinazione con cui ha reagito agli attacchi degli scettici e ha difeso la realtà della presenza extraterrestre, accusando i governi del sistematico insabbiamento delle prove. Ancora voglio difendere l'operato di Roberto Giacobbo, criticato da più parti ma, conoscendo l'ambiente televisivo, so in quali difficoltà si trova ad operare parlando di questi temi tanto osteggiati e controversi. Una volta di più ho ammirato la sua grande professionalità e padronanza della scena. Se Voyager non ci fosse, e se c'è è merito suo, non ci sarebbe nemmeno questo spiraglio di luce. Forse è poco, ma di questi tempi è già un atto di coraggio e gli sono grato di questo.

CONFERENZA A MILANO DI P. G. CARIA – 9.2.2010

pier_milan1Ho iniziato ad interessarmi di discorsi spirituali non ortodossi negli anni '80. Tra i primi libri ad appassionarmi vi sono stati quelli di due famose autrici italiane: Paola Giovetti e Manuela Pompas.
All'epoca ero ancora un giovanotto inesperto e sognavo un giorno di poter incontrare personalmente queste due grandi autrici. Non avrei mai immaginato che la vita sarebbe stata tanto generosa da permettermi di incontrarle entrambe, di sviluppare con loro collaborazione e anche amicizia. Con Paola, che è veramente un essere speciale, il sogno si è realizzato già da qualche anno ed è avvenuto grazie a Giorgio Bongiovanni. E' da un po' che scrivo infatti degli articoli che Paola mi pubblica, partecipo alle conferenze organizzate da lei e c'è una reciproca simpatia e profondo affetto, di cui io stesso mi sorprendo. Non dimentico di essere nato in un piccolo paesino della Sardegna dove certe cose, a momenti, manco si sognano. Ma tantè e così dico sempre a Paola che è la mia madrina spirituale. Grazie a lei ho anche fatto amicizia con il Dott. Gianni Canonico, “patron” delle edizioni Mediterranee, altra persona che stimavo e desideravo conoscere.
Con Manuela Pompas l'attesa è stata un poco più lunga, considerando che con Paola ci conosciamo ormai da oltre 10 anni. L'incontro è avvenuto l'anno scorso in occasione di una conferenza che ho tenuto a Modena, organizzata dalla cara Tecla Avesani e di cui Manuela è stata moderatrice. La simpatia reciproca è stata immediata e così Manuela mi ha chiesto se ero disponibile a partecipare ad una conferenza organizzata da lei. Figuriamoci! Era la realizzazione di un altro desiderio a lungo covato e le ho detto di si. Ho così l'opportunità di trovarmi a fianco dell'altra mia madrina spirituale. L'evento era fissato per il 9 febbraio 2010 a Milano, presso l'Audutorium Mondadori di via Marghera. La sala convegni, al 2° piano, è di dimensioni contenute e tecnicamente ben attrezzata. Circa 80 posti a sedere per le persone che partecipano ai seminari che Manuela tiene due volte al mese. L'ingresso era gratuito e, mi diceva Manuela, il numero di persone che partecipa molto fluttuante: dipende del tema o dal relatore presente... anche dal solito fattore X imponderabile. Nessuna pubblicità, solo per passaparola e un paio di locandine appese al piano terra, all'ingresso dello shop Mondadori. L'inizio era previsto per le 21.00 ma decidiamo di aspettare ancora un poco; le persone non sono tante e diamo ancora un poco di tempo ai ritardatari.
In effetti mi sembrano pochine, forse un massimo di 20... ma mi dico che va bene ugualmente. Intanto arrivano facce conosciute: Antonio Urzi e Simona Sibilla, Giuseppe Garofalo, Fabio Di Nola, il caro Gian Marco Bragadin, Paolo Vigano e persino gli amici di Bari Michele ed Elisabetta, che si trovano a Milano per lavoro. Intanto, incredibilmente, nell'arco di 15 minuti, arriva una fiumana di persone e la sala si riempie tanto che qualcuno resta anche in piedi. Il tema è sempre: “2012, le profezie Maya e i cerchi nel grano”. Il tempo, anche a Milano, scorre veloce e si fanno ben presto le 23.00. Manuela mi si avvicina per lasciare spazio alle domande.  La serata termina con un grande gradimento del pubblico per quanto ha potuto sentire e vedere, cioè le stesse cose della conferenza a Brescia. Una volta di più tocco con mano il grande e colpevole vuoto di informazione che c'è su questi importantissimi argomenti e la sete di conoscenza delle persone. Tutto ciò mi da la misura di quanto sia importante la scuola spirituale che ci è stata data. Manuela è molto felice dell'esito della serata, c'era infatti il pienone delle serate migliori, e con allegria ci indirizza a consumare la cena in un ristorante li vicino. Siamo Manuela, io, Isacco Favazza che mi ha accompagnato, Antonio, Simona, Giuseppe, Fabio,  e alcuni amici e amiche di Manuela. Devo dire che Manuela è stata di una gentilezza e cortesia deliziosa e simpatica. Il suo carattere pungente e arguto ci ha divertito e rilassato e, cosa che ritengo di grande importanza in una persona conosciuta come è lei, è stata di grande disponibilità e umiltà nel mettere tutti a proprio agio. Un altro essere speciale che da il suo contributo per aiutare questa derelitta umanità. A tavola proseguono le domande sui temi toccati in conferenza. Manuela ricorda che ha conosciuto Giorgio Bongiovanni tanti anni fa e che avrebbe piacere di rincontralo. Mi dico disponibile a farle da ambasciatore per favorire l'evento. Terminata la cena Antonio, Simona, Giuseppe, Isacco, Manuela e i suoi amici: Federico, Valentina, Claudia, Giulia e Ivana, ci accompagnano in albergo e, in una saletta, tiriamo avanti a parlare di spiritualità, extraterrestri, medianità ecc., sino alle 2.30.
Tanti i temi toccati ma la figura che genera sempre maggiore interesse è Gesù e i suoi insegnamenti e il poterne parlare è sempre un grande onore, oltre che un godimento dell'anima. E questo è merito di Giorgio (Bongiovanni) che ce lo fa sentire vicino come nessun altro potrebbe o riuscirebbe a fare. Grazie Giorgio, ci hai dato il più bel dono che la vita potesse riservarci.

P.G. Caria  -  22 Febbraio 2010

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