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Giorgio_Erika1HO SCRITTO IL 18 SETTEMBRE 2011:
Di Erika Pais- 18/9/11

LA FILOSOFIA E L'AZIONE. LA SOFFERENZA E LA DISPONIBILITÀ. L'AMICIZIA E L'INTELLIGENZA. LA RIVOLUZIONE E L'UNIONE. TUTTO SI UNISCE. TUTTO FORMA IL CUORE DI UNA PERSONA AMATA. ERIKA PAÍS.  
LEGGETE, MEDITATE E DEDUCETE 

G. B. 
 
L'OLOCAUSTO

È necessario prendere la dovuta distanza dai fatti che ti segnano dentro come fossero fiamme di fuoco. È positivo cercare il chiarore dell'alba e la luce del faro affinché i sentimenti attraversino il setaccio dell'anima e prendano la forma del messaggio intellettuale. Una volta che riusciamo in questo intento,  informiamo la nostra mente su quello che il nostro cuore ha già capito. Gli diamo il fermo ordine di fare silenzio e di non intromettersi, deve essere il nostro spirito a governare, perché la nostra mente ci porterà soltanto dubbi su dubbi. 

In questo mondo irreale del quale facciamo parte, noi svolgiamo un ruolo, siamo burattini sotto il comando dei burattinai, crediamo di scegliere, crediamo di pensare, crediamo di sentire, ma non è così. Allora, quando ci avviciniamo alla Luce, alla Verità, abbiamo tracce della realtà che scattano dal centro del petto, la tocchiamo nell'etere, l'annusiamo, la percepiamo, ma è tanto forte il programma mentale al quale siamo sottomessi che come nel veloce scorrere delle immagini a camera rapida siamo assorbiti ancora una volta verso lo scenario dove i fili si fanno tesi e dobbiamo continuare a danzare. Una danza diabolica che rende culto a colui che desidera le nostre anime.
Rende culto a tutto ciò che ci impedisce di realizzare noi stessi come esseri cristici. È un duro lavoro quando i mezzi per riuscirci si trovano su quello scenario. Tutta la nostra struttura fisica e materiale dipende da quei burattinai che si divertono con noi emettendo grandi risate pagliaccesche mascherate da discorsi giusti, da false lotte sociali, fame, odio, repulsione totale verso la razza umana, o per meglio dire, verso l'essenza della razza creata dall’Onnipotente.  

Alcuni di noi ancora tengono duro per andare fino in fondo a questa nostra scelta di vita fatta diversi anni fa. Nonostante gli sfaceli, nonostante i temporali, le incomprensioni, nonostante tutto. Ogni anno, ogni mese, ogni giorno, riaffermiamo la nostra promessa, riviviamo quel patto fatto con il Calice, con il vino ed il pane. “Il Patto di fuoco” - disse Giorgio nel 2005 – “Fate attenzione perchè questo patto non è con me, ma è con Cristo”. - Eravamo circa 80 persone che attendevano premurosamente di bagnare le proprie labbra nel vino dentro quel calice di legno fatto da due fratelli con le proprie mani. Oggi saranno rimaste circa 10 persone fra noi presenti allora e altre si sono avvicinate nel tempo, esenti da quel patto, ma non della promessa che fanno a Cristo attraverso i Suoi messaggeri.

“È con Cristo, non con me”… Quelle parole risuonano dentro di me ogni volta che vedo qualche fratello allontanarsi e cercare delle scuse. È con Cristo, ma è qui, stando uniti, con denaro o senza, con dubbi o senza. Uniti nella buona sorte sì, ma ancora di più nella cattiva. È questo il sentimento che innondava il mio essere quando vedevo Giorgio ogni giorno, durante i pochi giorni che abbiamo condiviso. È questo il sentimento che mi avvolgeva tutti i giorni durante la sua visita in Argentina. Lo stesso sentimento nell’espressione di Giorgio ai piedi della Vergine all’hotel Bauen, lo stesso che la Vergine vive sotto la Croce nel video che Giorgio ci ha fatto vedere una ed un’altra volta. “Voi non avete idea di quello che voglio trasmettere con questo video” - dice il nostro fratello, guida e Maestro.

Trascorrono alcuni secondi e la Verità, la Luce, si avvicina, ne sento il profumo, la percepisco, quasi la tocco, dico a Giorgio di si - “Si, ho capito cosa volevi dire”. Ma all’istante, ancora una volta, quella forza che mi risucchia verso il burattinaio mi ruba dallo spirito, dal mio petto, il significato, il messaggio, la chiamata, e rimango nel nulla, nel silenzio più assoluto, nell'oscurità quasi totale. Oscurità che non è completa perché Giorgio è sempre lì a gridare per noi, chiamandoci verso l’altro lato del filo e tirandolo soavemente per attirarci verso la luce, affinché il nostro oblio non sia completo ed i nostri occhi non si chiudano completamente e possiamo ancora continuare a partecipare a questo momento Divino.   
Vederlo parlare per ore ed ore con il pubblico di Zárate, Buenos Aires, Montevideo e con i fratelli a Rosario, in ogni luogo dove c’è bisogno della sua parola; vederlo prodigare quella saggezza che realmente quasi non capiamo, insieme al suo sangue; pronunciare tante volte quelle parole che crediamo di capire ma che non possiamo assimilare, l'unione, il Cristo, la Luce, la Verità, La Madonna…Il tempo…

La Madonna che poco a poco rivela la Sua missione, assumendo di fronte ai nostri occhi ciechi la Sua reale importanza ed il tempo…il tempo che gioca con noi di nascosto, il tempo che sfugge, il tempo che non è più, il tempo del non tempo, il tempo del niente, il niente delle ore, dei minuti, delle sensazioni del futuro, il futuro che è ora, che si pettina e si veste di presente e che ci sfugge tra le dita. Il Tempo che non appartiene più all'Uomo, il tempo del non tempo che tanti hanno interpretato, perché il non tempo è il Tempo del Padre, è Questo Tempo. Per questo motivo Lei piange, versa le Sue lacrime, prima per Suo Figlio, ma dopo, dalla Croce: “Donna…ecco qui tuo figlio, Figlio ecco qui tua madre”: da quel momento non è più per Lui, per Il Cristo che soffre, ma è per noi… 

Questo viaggio tanto speciale che si porta con sè le parole, si porta il cuore, si porta l'amore nelle valigie…Sento che questo viaggio si è portato via quel poco che rimane di me e ha portato quel molto che incomincia ad essere il noi. Nonostante la sua stanchezza, Giorgio a Zárate cammina ed attraversa quella piccola strada che lo separa da quelle anime desiderose, spaventate e curiose, è Giorgio quello che entra nel teatro, ma non è Giorgio quello che esce.
Quello che esce ci guarda disconoscendoci, per meglio dire non ci vuole vedere, perché in ognuno di noi vede solo le mancanze, il destino che ci aspetta, le debolezze mascherate d’arroganza. Giorgio, se potessimo, se avessimo il valore di denudarci di fronte a te di tutte le nostre miserie, di sicuro saremmo liberi. Ma siamo ancora così, deboli naufraghi che vogliono scavalcare un’onda di 30 metri senza avere mangiato niente per giorni interi. Siamo ancora così e l'amore che proviamo per te ci mantiene in piedi. Ma anche per noi il tempo volge al suo fine, anche per noi, e tu ci dimostri che pur avendo sul nostro collo la fame vorace della ghigliottina desiderosa del nostro sangue, fino a quell’istante in cui la tua esistenza si congeda da quell’atto di scena, fino a quell’istante, la tua voce grida, la tua voce illumina, la tua voce dice: “Non guardate me, guardate Lei. È Lei che porta la redenzione, io solo grido, io ormai vado via e Lei sarà la vostra consolazione”. 

Sicuramente oltre 5.000 persone in America latina hanno ascoltato Giorgio in questi 14 giorni, tra teatri, radio e riunioni. Ma i più fortunati siamo stati noi, i suoi “fratelli”, che lo abbiamo accompagnato, abbiamo dormito con lui, mangiato con lui, abbiamo fatto cose che migliaia e migliaia di persone in ogni angolo del mondo desidererebbero fare, cosicché possiamo solo dire grazie a tutte quelle persone assenti, perché la loro assenza permette la nostra presenza in questa Verità. Se impariamo a capire che noi siamo presenti grazie al sacrificio spirituale di coloro che non ci sono, ma non di coloro che c’erano e che dopo sono andati via, bensì di coloro che desiderano esserci con tutte le loro forze ma a loro tocca solo leggere queste cronache e desiderare che un giorno Giorgio vada al loro incontro, se fossimo coscienti pienamente di quanto dobbiamo a loro, a coloro che sono lontani, a coloro che ancora non hanno avuto la possibilità di ascoltare, a coloro che hanno bisogno dell'amore di Cristo, a coloro che soffrono e che non trovano ancora senso alla vita. Se sapessimo veramente cosa significa soffrire, ma Soffrire con l’iniziale maiuscola, se lo sapessimo, forse ci troveremo a detestare la Grazia che Dio ci ha offerto di poter parlare di questa Verità.  

Ritorno in nave a Montevideo e umanamente mi sento vuota, mi manca qualcosa, c’è qualcosa che mi sfugge, i pensieri logici vogliono distruggere gli istanti di quei momenti eterei, di quella Verità incrostata nel mio petto. La Madonna, Lei è quella che sinceramente mi turba di più sinceramente, perché ancora non so cosa Giorgio ha voluto trasmettere e come un alunno che riesce a vedere solo le forme e non l'essenza, vorrei mettere tutto su una grande lavagna e analizzarlo con formule matematiche attraverso le quali vengano manifesti i risultati con semplicità e facilità di trasmissione. Non è stato così; infatti scrivo questa cronaca quasi dopo un mese. 

Arrivo a casa, il silenzio mi invade; non voglio disfare le valigie, mi è difficile sempre disfare le valigie dopo un viaggio insieme a Giorgio o per qualche attività legate all'Opera; è come che se una volta aperte le valigie, la magia dei momenti vissuti svanisse. Dopo il mio ultimo viaggio in Cile, non toccai la mia valigia per un mese, sì, un mese senza toccare quello che c’era dentro, facendo tesoro di qualcosa, senza capire che è dentro il proprio essere che bisogna custodire ogni cosa.
Due giorni dopo il nostro arrivo in Argentina Hugo Lucas, fratello dell’Arca e custode della pietra del Cuore ci chiama e ci dice che la Madonna si stava manifestando a Salto, a moltissimi chilometri da Montevideo. Dovevamo andarci, ancora una volta Lei! La manifestazione era iniziata da alcuni giorni ed inizialmente disse che si sarebbe manifestata fino al 29 agosto, mentre il 29 disse fino al 2 di settembre. Qualcosa si smosse dentro l’anima mia, ma i soldi erano pochi, e viaggiare fino a lì avrebbe comportato uno sforzo economico, fisico e mentale, tutto ciò che si identifica con la materia.

Chiamo un paio di fratelli, Claudio e Chacho, ed entrambi si danno da fare e stabilirono immediatamente che era possibile andare, perciò bisognava andare, mentre la mia speranza di non fare questo viaggio, di sottrarre importanza al fatto rimaneva Giorgio. Ma si trattava di Salto, dove Giorgio ricevette la Stigmata della Croce sulla fronte. Lei disse fino al 2 settembre, data in cui Giorgio ricevette le sue prime stigmate… Dopo l’esperienza vissuta in questi giorni…era troppo…ma lo stesso avevo la speranza che Giorgio mi dicesse: “Non ci andare”…Una speranza, nient'altro. Giorgio mi disse:” Devi andare Erika, devi andare il 2 settembre”. 

Il primo settembre abbiamo lasciato tutto e siamo partiti per Salto. Una sorella dell’Arca telefonò ad alcuni suoi parenti per chiedere ospitalità presso la casa dei suoi genitori in campagna. Un’e-mail di richiesta del permesso di entrare in contatto con la comunità spirituale dove stava avvenendo la manifestazione mi convinse ancora di più, dal momento che mi dissero che erano andati due volte ad ascoltare Giorgio alle sue conferenze e conoscevano almeno l’essenza del suo messaggio. Il giorno 2 alle 6.30 del mattino ci trovavamo lì, all’ingresso del campo. Lei si sarebbe manifestata alle 6.45. È quasi impossibile descrivere il freddo di quella mattina, quasi impossibile descrivere il momento che abbiamo vissuto. Magari uno desidera vedere la Madonna materialmente - tutti volevano vederla - ma non andò in questo modo. Non è solamente nei fatti soprannaturali che la Verità si manifesta, perchè Lei c’era. Lei ci ha fatto lasciare tutto e correre dietro di Lei, ci ha fatto inginocchiare e pregare con lei. Siamo andati a incontrarla. Ci ha dato un messaggio, lei ci ha chiamati e noi siamo accorsi, credo che era questo ciò che voleva.

In qualche modo ha voluto dirci che Lei e Lui, Giovanni, Giorgio, Cristo, Dio e tutti coloro che daranno la loro vita per noi sono un’unica cosa col Padre. Come disse Lorella: “Tutti siamo grani del Rosario, includendo in questo anche gli altri gruppi spirituali che, con il proprio metodo, lavorano a favore della Verità.”
La prova? Chi riceveva i Suoi messaggi, la persona da Lei scelta come Suo canale si chiamava Frate Elías… Chi ha occhi per vedere veda, chi ha orecchie per udire oda. Vi posso solo dire che quella mattina in cui, anche se stavamo quasi morendo di freddo, pur tuttavia mi sono addormentata seduta su una gelida sedia per oltre 20 minuti, mi sono lasciata andare come in un sogno conversando con Lei, denudando i miei peccati senza provare vergogna. Solo più tardi ho saputo che era stata la giornata più fredda dell'anno, ma Lei c’era in quel  campo con noi. Sicuramente ci ha parlato e ha disegnato nelle nostre anime con inchiostro invisibile e magico cosa si aspetta da noi; tutti abbiamo pregato. Chiese di leggere il Cap. 12 dell'Apocalisse e disse molte altre cose tra simbologie ed azioni. Due giorni dopo parlando con una sorella e raccontandole i miei sentimenti mi ha raccontato quanto aggiungo di seguito a questo mio scritto: 
 
La mattina del giovedì 1° settembre mia nipote Julieta prese da un mobile un piccolo portaritratti con la foto della Vergine delle Lacrime di Siracusa che Giorgio ci regalò qualche tempo fa a Montevideo…; la guardò un momento e le diede un bacio;  le chiesi di posarla per paura che le scivolasse e si rompesse, visto che il portaritratti è di vetro; lo lasciò e si sedette sulla poltrona guardando a terra, molto affranta; pensai che stesse male perché l’avevo rimproverata, è molto piccola e a volte tocca tutto…; all’improvviso mi disse con preoccupazione e tenerezza:“Povera la Madonna ieri sera!” Rimasi a guardarla sorpresa senza capire cosa intendesse dire esattamente e le domandai cosa era successo alla Madonna e mi disse: “Io sognai ieri sera; sognai la Madonna…! Con tristezza mi diceva che Lei piangeva perché le anime brutte non la volevano, litigavano con lei e le dicevano cose brutte...”; parlò anche di “un'anima molto carina” che venne dopo, e la “tirò fuori”. 
Julieta ha tre anni e mezzo, era la prima volta che mi raccontava un sogno e lo faceva con spontaneità ed entusiasmo per poterlo ricordare. 
Il pomeriggio, approfittando del tepore del Sole, la portai con me a fare una passeggiata; ma contrariamente alla sua consueta allegra, camminava molto lentamente ed abbattuta, concentrata nei suoi pensieri molto preoccupata;  le domandai cosa avesse, a cosa stesse pensando e mi disse: “Alla Madonna che era molto triste…Le disse:“Che bella che sei!” E Lei mi disse che anch’io ero bellissima. “Io amo molto la Madonna..!”  mi diceva con molta tristezza.
Da piccola ha sentito una devozione molto speciale verso la Madre Celeste; quando era ancora un bebè si sentiva attratta dalle immagini di Lei e sorrideva contemplandole come se avesse un colloquio che sua mamma ed io non potevamo ascoltare. Ultimamente parla molto di Lei, domanda perfino ad ognuna delle amiche delle mie figlie che vengono a casa se conoscono la Madonna. Le chiesi dettagli su come era vestita nel sonno e mi disse che aveva un vestito rosato. Nella mia mente ricordo le immagini della nostra Madre dove indossa generalmente un vestito bianco o celeste;  non ricordavo in quel momento nessuna con un vestito rosato, né abbiamo a casa un’immagine così. 
La sera Juli continuò a pensare al sogno e, dopo aver trovato nella casa un’altra foto, quella del volto bellissimo della Madonna di Medjugorie che Giorgio ci ha regalato durante la sua recente visita, disse con molta allegria: “Questa è la Vergine che ho sognato…!” 
Prima di coricarsi la bambina ebbe paura di sognare di nuovo, disse che le anime cattive che aveva visto erano molto brutte e le incutevano abbastanza paura.  
La mattina del venerdì 2 settembre, la chiamai e si svegliò molto contenta; si alzò e mi disse sorridendo: “Ho sognato la Madonna..! E c’era anche Giorgio!” Le domandai: “Un'altra volta?” E mi disse di sì; nel sogno c’era Giorgio insieme alla Madonna ed era venuta anche Erika che apparentemente aveva viaggiato fino lì e tutti e due stavano parlando con Lei che indossava un vestito rosato. 
La stessa mattina mi collegai con Erika che mi raccontò del suo viaggio fino a Salto in un luogo dove la Vergine si stava manifestando in quei giorni, in cui aveva anche trasmesso un messaggio. Stava scrivendo una cronaca al riguardo per i fratelli... Mi ero dimenticata dei sogni di Julieta, ma in un determinato momento Erika mi disse che lei stessa stava cercando di capire le ragioni per le quali la Madre Celeste aveva voluto che si spostassero in un luogo che dista mille chilometri da Montevideo e dove sicuramente non sarebbero mai andati se non fossero venuti a conoscenza di questa Sua manifestazione…
Mi disse delle reticenze logiche analizzando accuratamente ogni momento vissuto... e della necessità di dare un’interpretazione chiara a tutto ciò che riguarda questo viaggio e la Madonna; e della relazione di questa manifestazione con Giorgio… Molto sinteticamente mi disse che la Vergine ha dato un messaggio dove  tra le altre cose parla di eventi molto importanti che si svilupperanno nei prossimi mesi; disse che c’erano spiriti che stanno resuscitando e che il male sta lottando per le anime… 
In quel momento mi vennero in mente i sogni raccontati da Julieta… Lei vide la Madre Celeste piangere e parla di “anime cattive e brutte”… Vide Giorgio ed Erika che arrivano sul luogo della Vergine, e tutti e due parlano con Lei… 
Condivisi il sogno con Erika e mi disse che lo stesso giorno in cui la bambina fece questo sogno lei si trovava a Salto e aveva parlato alla Madre Celeste…; e Giorgio lo stesso giorno era andato dalla Madonna delle Lacrime… 
Un istante dopo aver parlato con Erika, aprii nella rete il sito web di un fratello e guardai le foto che aveva inserito, tra le quali c’era una bella immagine della Vergine di Medjugorie, la Regina della Pace;  mi soffermai a guardarla e si può apprezzare chiaramente il suo vestito… rosato!  

medjugorie


María Lezcano 
Maldonado, Uruguay 
4 settembre 2011 

C’è molto da spiegare, troppo per la nostra logica, la spiegazione la troviamo solo in quel momento effimero e sottile, in quel flash di luce che ci abbaglia come una macchina fotografica, ed ogni giorno la desideri di più, poiché è in quel magico momento che la nostra anima è libera e nuota nella verità, in quelle onde che ti attraggono ma che se ti lasci andare ti portano verso un oceano senza fine.

Ma se sei libero, sereno, in pace con te stesso e sicuro della fede, di Dio, di te, l’equilibrio ti dà quella forza necessaria per affrontare con saggezza qualunque evento. Ancora esistono migliaia di chilometri di parole dette e scritte per comprendere, ma come direbbe un allenatore di calcio uruguaiano: la base c’è. La base è Giorgio, la causa è Giorgio, ma la meta, oltre la salvezza delle nostre anime, oltre tutto, l'obiettivo, è La Venuta di Cristo.

E comprendere che tutto questo è reale non è un film, comprendere che parlare del male, dei messaggi, della lotta per la Giustizia, dell'Armaghedon, dell'Anticristo, della luce, dell'oscurità e gli scontri tra noi, è reale. È certo, esiste, vive, palpita, il pericolo della tentazione, di uno sparo, di un sottile invito, di una conquista falsa, tutto è verità e la cosa più triste è che si paga con la vita… non so se con la nostra… ma di sicuro con quella di Giorgio e di chi lo accompagnerà in quel momento, di Sonia o di chi il Cielo consideri necessario, ma sarà sempre un Olocausto. 
 
Erika País. 
Montevideo, 17 settembre 2011 
 

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