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RIUNIONE A MONTEVIDEO – 18 AGOSTO 2011
Di Loreley Latierro - Victoria Camboni

Giovedì 18 agosto nella nostra arca a Montevideo si è svolta l’ultima riunione dell’Arca con i fratelli italiani venuti in queste terre del Sud, ad accompagnare Giorgio nella missione affidatagli dal Cielo 22 anni fa. Purtroppo Giorgio non ha partecipato per questioni di lavoro inerenti l’opera considerando la breve permanenza nel nostro paese, ma è stato ugualmente disponibile con i fratelli venuti da tutto l’Uruguay ad ascoltare la sua parola e a condividere con tutti noi, uruguaiani e italiani, questi istanti che riempiono l’anima. Prima della riunione, Giorgio ha telefonato per parlarci e rispondere alle risposte dei presenti.
I fratelli italiani che ci onorarono con la loro visita sono le care Sonia, Sonietta, Lorella, Antonella (Maria Antonietta) e Pier Giorgio; Antonella, una cara sorella di Bari che ha deciso di donarsi completamente a quest’opera del Cielo con emblema le stigmate sanguinanti di Cristo; Lorella, donna coraggiosa, amorosa, tenera e devota a Dio e alla vita, con la sua presenza marchia a fuoco i presenti, dando una lezione d’amore che pochi in questo mondo sono preparati a comprendere.
Compagna inseparabile, fedele alle sue convinzioni e all’amore che le fa battere il cuore ogni giorno. Quanto ti sei sacrificata! Quanto dobbiamo imparare da te! Sonia, è trascorso un anno dall’ultima volta che ci siamo visti, ma è come se fosse ieri, sempre con quell’energia, quella dolcezza ed allegria che la rendono un essere brillante e luminoso. E Pier Giorgio, con le sue grandi doti di oratore e narratore, il suo enorme talento di collegare le evidenze come nessun altro al mondo.

Oltre ai fratelli “internazionali”, hanno partecipato alla riunione i fratelli di Maldonado, Fray Bentos, Melo e Salto, che non nomino uno per uno perchè dovrei nominare anche i fratelli di Montevideo. Viviamo in distinti punti dell’ Uruguay ma siamo tutti una sola cosa. L’unica divisione è operativa per questioni appunto di distanza.
Naturalmente ha partecipato anche Erika, la nostra cara Erika, accompagnata dal piccolo Giorgio (ormai famoso da quando è salito su uno scenario a Rosario) con la sua simpatia e intelligenza abituali.
Erika ha iniziato la riunione salutando tutti, e ha spiegato perchè Giorgio non era presente. “In questi ultimi mesi la situazione è complessa, l’aspetto economico ci prova dentro e fuori l’opera, inseriti nella voragine delle passioni umane che dividono, quando più dobbiamo essere uniti. Però alla fine del cammino tutto cambierà. Oggi non c’è Giorgio, ma Sonia, Lorella, Antonella e Piergio Caria sì.”

Mentre Lorella, Antonella e Sonia si stavano accomodando, Pier e Daniel Vilar stavano preparando un’anticipazione della conferenza del 20 agosto a Montevideo.
Traboccanti d’allegria, le tre trasmettevano una sensazione di allegro baccano, di unione tra loro, e un’allegria contagiosa. La prima a prendere parola è stata Lorella, tradotta da Sonia, anche se capiamo l’italiano discretamente:
“È la terza volta che vengo in Uruguay. Conservo ricordi indelebili, sempre belli. Sento la vostra vicinanza e il vostro amore. Essere uniti nella stessa opera, ognuno con la propria missione, a volte sembra una più importante dell’altra ma non è così. Siamo tutti parte dello stesso cerchio della vita. La nostra unione energetica e spirituale è la forza di Giorgio, lui porta i segni del Cristo, del Cielo e della Madre Celeste.
La nostra unione, la sua forza e la nostra forza proteggono l’opera nel suo percorso, nonostante le nostre debolezze. Per i bambini della terra, protetti dal manto della Vergine.
Le difficoltà sono evidenti, però anche i segni che il Cielo ci regala.”

Antonella, sempre tradotta da Sonia, ci ha salutati così:
“Un saluto a tutti, è la prima volta che vengo in Uruguay. Sono felice di essere con voi ad accompagnare Giorgio in questo viaggio per le arche, che sono una sola cosa.”
Poi ha preso la parola Sonia:
“Saluti di Sole. Sono felice di essere qui. È passato un anno molto difficile, le prove si fanno sempre più difficili. Seguite il cammino spirituale e abbandonate quello materiale. A tutti vengono poste difficoltà nel cammino. Lui (Giorgio) in Italia, con la situazione in cui ci troviamo, invece di pensare solo all’opera si occupa anche del vivere quotidiano. Lui non ha paura di parlare, è la sua missione, la missione di denunciare l’anticristo. Non ha paura di denunciare dando voce a chi non ne ha, ai bambini che non possono mangiare, (denuncia) la violenza. Ha un segno molto speciale, Giorgio porta le stimmate di Cristo, nel suo cammino lo ha dimostrato.
Siamo stati a Palermo e la conferenza ha avuto un esito eccezionale.
Questa missione è di amore universale, siamo un tutt’uno. Amore, pace e giustizia sono i valori universali. Dobbiamo lavorare per lasciare un futuro ai nostri figli, tutti uniti. Soli non siamo nulla.”.

Per ultimo Pier Giorgio ci ha deliziati con stupefacenti immagini, frutto del lavoro del Cielo che continuamente si avvicina agli uomini con segni meravigliosi, segni che si imprimono in un tempo molto particolare: il tempo del ritorno del Cristo e del giudizio finale.
Questo tempo fu segnalato dai maya come “salone degli specchi”, nel quale ogni uomo ha l’opportunità di essere sè stesso e scegliere il suo cammino, da che parte stare, se rispondere alla voce della sua coscienza o ignorarla con indifferenza e valori negativi. Alcuni dei “cerchi nel grano” apparsi, realizzati dagli extraterrestri come guida e comunicazione diretta e massiva tra loro e gli uomini, rappresentano simboli relazionabili al calendario maya, con tempi paragonabili al sistema solare per indicare un tempo particolare, e molti altri. Da diverso tempo i messaggi hanno acquisito un nuovo linguaggio, sebbene l’essenza porta agli stessi eventi. Sono apparsi simboli cristiani, come la croce, il sacro calice che ricorda il candelabro delle sacre scritture bibliche, il “disegno” realizzato con arte magistrale che ritrae il viso di Gesù-Cristo, codificato in due cerchi interponessi. Quante altre prove ci servono per capire che loro, gli extraterrestri, conoscono il Cristo meglio di noi, lo adorano, sono gli angeli da sempre disponibili ad aiutarci dai tempi antichi? In futuro protremo avere la gloria di essere come loro, i fratelli del cosmo, i fratelli che hanno raggiunto il pieno significato della vita e della propria esistenza.
Prima però dobbiamo cambiare, altrimenti non esisterà per noi la possibilità di entrare nel nuovo mondo.

Dopo ogni incontro non ci rimane che custodire nel profondo i momenti vissuti. Ogni momento condiviso è come una piccola scintilla di luce che si somma e aderisce al fuoco interiore dello spirito e lo fa crescere. Cresce la passione, l’amore, la comprensione, la tolleranza, e resterà in noi come salvagente nei momenti di debolezza, sarà il sostegno per non essere trascinati dalla corrente. Ogni essere ha qualcosa da insegnare e lo apprendiamo solo mettendolo in pratica. Dimostriamo quello che abbiamo appreso.

Loreley Latierro
Victoria Camboni
6 settembre 2011

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