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giovannininioDi Giovanni Bongiovanni

Auguri di Natale di Giovanni Bongiovanni per FUNIMA International.

Carissimi amici,

siamo giunti alla fine di un altro anno e presto festeggeremo il Santo Natale e l'inizio del “nuovo”, inteso, non solamente come anno, ma come rinnovamento di noi stessi.

Vivo sempre questo periodo con grande intimità, quando siamo seduti in famiglia attorno al tavolo, o quando ci alziamo in piedi tenendoci per mano prima della preghiera, guardo negli occhi ciascuno di loro. Spesso li trovo con il capo chinato come in un momento di raccolta o con gli occhi rivolti verso l’alto come a chiedere ascolto. Non riesco a fare la stessa cosa, ed in quei momenti mi ritrovo a cercare di scrutare nei loro sguardi. Il mio istinto è quello di dedicare loro un pensiero, e quindi prego per la loro realizzazione e la loro felicità. Poi succede che alzo lo sguardo anch’io oppure credo di farlo, e in quel momento mi rivolgo al cielo e il mio pensiero va a tutti voi, a te, in cui ripongo la Speranza.

Che tu possa sentirti veramente vivo, e non cadere nell'oblio dell'apatia; vivere come un uomo cui la morte si è avvicinata per un soffio, e che poi si sente rinato e torna ad apprezzare ogni sfumatura della vita e la bellezza delle semplici cose. Come i bambini. Ma per fare questo dobbiamo vivere nei valori, sentire ardere la fiamma della passione nel petto per la giustizia, l'amore, la fratellanza, riuscire a sentire le difficoltà altrui come fossero le nostre e scandalizzarci. Come i bambini. Per poi agire!

La mia speranza è in te che sostieni, che operi, che ti spendi… che tu riesca a sentire l'importanza del lavoro che svolgiamo, dell'impegno preso con tutte le famiglie di donne, uomini, con le comunità a cui offriamo il nostro aiuto. Con la società a cui abbiamo promesso di non mollare, di fare la nostra parte per le future generazioni e per la salvaguardia del nostro pianeta. Il valore di ciò che siamo va difeso come va difeso ciò che facciamo, forse ancora prima che da tutti, da noi stessi. Per non abbandonare i remi, per non pensare neanche per un istante che FUNIMA International possa andare avanti senza di te, per non lasciarla sola nella sua missione, perché questa è anche la tua, perché tutti noi componiamo il CORPO di FUNIMA. FUNIMA International ha bisogno di noi e noi di LEI per operare, per dare il nostro contributo ad un'opera a favore della vita. Non solo beneficienza, ma interventi per migliorare definitivamente la vita delle persone sul nostro pianeta, altrimenti saremo anche noi complici, per non aver fatto nulla, non esserci impegnati per cambiare le cose, per migliorarle. La mia speranza è che possa crescere in te un forte senso di appartenenza a qualcosa di grande che abbiamo creato 13 anni fa.

In questi 13 anni ho lavorato come coordinatore dell’associazione con profonda dedizione. Ricordo ancora quando FUNIMA International fu fondata insieme alla mia famiglia e ad alcuni amici… ero appena rientrato dal mio primo viaggio in Latinoamerica, quando decidemmo di dare vita a tutto ciò! Allora avevo 20 anni e le Ande argentine sono state il primo luogo dove ho messo piede. Il mese scorso, un altro ritorno, a 33 anni, un nuovo viaggio di missione sulle Ande insieme alla mia collega Sonia, a suo figlio Maurice di 12 anni e con un gruppo di amici operativo nella città di Gubbio: Gabriele e Claudia, Riccardo e Sara, Luigi e Francesca.

Da quel primo “storico” viaggio riesco a risentire ancora le stesse emozioni… in quella terra magica dove è viva la connessione tra cielo e terra. Fino a 4000 metri sopra il mare, il cielo tempestato di stelle, senza tecnlogie né connessione con centri abitati, niente traffico, nessun rumore, solo il Silenzio. La Natura.

Una storia ricca di fascino quella dei nativi delle Ande, delle civiltà antiche. Siamo in un pueblito di Santa Rosa de Tastil, vi sono solo alcune rovine pre Incas di una popolazione che il cielo osservava e nel cielo credeva. Poi, tutto attorno, per molti chilometri, famiglie, comunità, villaggi, case sparse, tanta gente, donne con bambini che ti chiedi come possano sopravvivere in questo ambiente così ostile. Freddo intenso, caldo secco, senza acqua, pochissimo cibo, nessun confort, né mezzi per spostarsi, lunghissime camminate per reperire ogni cosa, per far mangiare gli animali che crescono a stento. Vita sociale per noi impensabile rispetto la frenesia degli input che siamo abituati a ricevere. Lontananza da ogni informazione del mondo, isolati.

Noi invece qui abbiamo trovato rifugio dal nostro mondo che viaggia ad una velocità folle. Abbiamo scoperto che si può essere molto più umani, e che il benessere dei nostri paesi, occidentali, ha solamente rovinato lo spirito lasciandoci poca felicità. Sono le prime impressioni che si percepiscono arrivando in questi luoghi. Sensazioni che possono dare una forma di dipendenza al ritorno, se non si è abbastanza saldi o se non si hanno motivazioni importanti per rientrare a casa. Io ne ho una immensa: una bambina di un anno che non vedevo l'ora di riabbracciare e crescere insieme alla mamma, ed ho questo impegno nell'associazione e la consapevolezza del mio ruolo qui. Ma quando avevo 20 anni, nel mio primo viaggio è stata più dura. So cosa provano quindi gli altri ragazzi venuti insieme a me, alla prima esperienza.

In questi luoghi… abbiamo preso l'impegno di non dimenticarci mai di ciò che abbiamo visto e di ciò che abbiamo iniziato insieme alla fondazione locale gestita dalla famiglia di Ramon: Sandra, Analia, Camila e Leandro che ci hanno ospitato e con cui abbiamo lavorato fianco a fianco ogni giorno, impegnati in prima linea insieme ai volontari. Miguel e la compagna Delia, con 5 figli, ci hanno raccontato della loro vita difficile; i 15 collaboratori della città di Salta con cui abbiamo cenato insieme e ci hanno ringraziato per l'enorme aiuto che gli stiamo dando, i ragazzi con disabilità, per loro abbiamo costruito un luogo più confortevole senza barriere, Franco e Jesus con la mamma Ana, e le loro famiglie, la bella Suleiman di 19 anni con il figlio José conosciuti dentro le Ande a cui abbiamo portato cibo e scorte di acqua, e ancora... i mille bambini incontrati all'interno della “puna salteña”, le Ande selvagge, che abbiamo vestito con scarpe, pantaloni e maglioni. Antonio, Maria, Manuel, Laura, Carlos, Angel, Lucia, Sergio, i piccoli delle scuole elementari del pueblito di Santa Rosa de Tastil, Las Cuevas, del paraje “Ingenier Mauri” della scuola “Don Augusto Carlos Torino”. L'insegnante Laura della scuola di El Palomar. A lei abbiamo promesso di terminare la costruzione del centro sanitario del villaggio; ci ha raccontato il grave problema della mancanza di assistenza sanitaria di base e ginecologica, esistono solo parti in casa. I presidi Roberto, Laura e Lucia che ho intervistato, a cui abbiamo consegnato scorte alimentari e ci hanno raccontato delle 2, 3 ore di cammino che i bambini percorrono per arrivare a scuola ogni giorno, con tutte le difficoltà ambientali e la mancanza di acqua. Gli amici della comunità “Pacha Inti” Diego e Roberto con le loro famiglie, per loro poteremo a termine la rete idrica, progetto “Mama Cocha”, per portare acqua nelle case delle 20 famiglie, la nonna Felisa che vive sperduta tra le montagne, a cui abbiamo sistemato la casetta e donato un letto nuovo. E le centinaia di persone ancora… non ricordo tutti i nomi, ma so che abbiamo consegnato chili di scorte alimentari, vestiti, acqua e giocattoli ed ho promesso di tornare e realizzare insieme progetti per una vita più dignitosa, nel profondo rispetto della loro cultura e tradizioni.

Queste sono le promesse che abbiamo fatto, gli impegni che ci siamo presi a nome di tutti ovvero, della comunità, della rete di FUNIMA International fatta anche qui da uomini, donne e bambini, nostri figli, tutti uniti per aiutare, per migliorare, per cambiare, per dare il nostro contributo alle famiglie dei nativi delle Ande, considerati gli ultimi della società, discriminati perché diversi di cultura e di razza, dove nessuno investe perché non c'è ritorno economico, tranne che nello sfruttamento delle risorse minerarie che porta milioni di milioni di guadagni ma solo alle multinazionali, dove la corruzione erode le briciole dei fondi pubblici che potrebbero arrivare. Qui, oggi, ci siamo noi! Con tante idee e progetti realizzati e in corso, vogliamo continuare e fare sempre meglio.

Voglio ribadire quindi l'importanza che ciascuno di noi ha, e dedicare un enorme ringraziamento per i tuoi sforzi e la tua generosità. La solidarietà che abbiamo ricevuto in questo viaggio, le chat pervenute ogni giorno nei nostri social, ci hanno riempito il cuore mostrando quanto interesse, dedizione e partecipazione ci sia. Le donazioni pervenute in tempo reale ci hanno dato la possibilità, direttamente in loco, di prendere impegni e concretizzarli sin da subito. Grazie e ancora grazie a nome di tutte le persone che ho guardato negli occhi e mi hanno detto “voi non state realizzando dei progetti, state realizzando dei sogni per questa gente”.

Ora che sono padre mi viene sempre in mente mia figlia, l'essere che più amo, penso al valore che darei ad un litro d'acqua, se avessi solo quello a disposizione per dissetarla e lavarla… un valore immenso in ogni goccia, e così riesco a capire, nel profondo, le parole di queste persone quando parlano di sogni realizzati.

Per approfondire questo viaggio, i progetti in corso e tutte le informazioni sulla situazione locale, ti invito alla lettura del mio diario “Trip to Argentina” che sarà già online mentre stai leggendo, sul sito funimainternational.org o sulla mia pagina Facebook, mi trovate come Giovanni Bongiovanni (FUNIMA International).

Voglio infine trasmetterti una filosofia che anima il mio spirito, quella di Giordano Bruno. Per cambiare il pianeta bisogna ripartire dall'uomo! Il pianeta si sta trasformando e quella di Bruno è scienza del futuro, coscienza delle infinite potenzialità dell’essere umano e, soprattutto, della sua immortalità. Annuncia la nascita dell’uomo nuovo, libero da tabù e paure, capace di ricevere e di riflettere nelle sue opere l’intero messaggio vitale, quindi di creare un nuovo mondo di pace e vera giustizia. Bruno rivela il ruolo centrale di protagonista dell’uomo nel Progetto cosmico, prevede i tempi attuali e l’evento che ristabilirà “l’antico volto”: il risveglio dell’uomo alla coscienza dell’infinita e vera realtà, l’Amore.

E con questa piccola digressione interiore vorrei ci lasciassimo con una promessa reciproca di unione. Ai giovani che ci seguono e che hanno bisogno di vedere esempi positivi e coerenti; a chi amiamo, alle nostre famiglie, a chi soffre, ai bambini a cui consegniamo cibo, acqua e vestiti; ai nostri figli che ci vedono operare per loro, alle persone che curiamo in malattia, quelle a cui diamo una parola di conforto e un abbraccio, ai bambini e ai loro genitori che educhiamo per aiutarli a crescere meglio i propri figli, a chi insegniamo il rispetto per la vita, propria e altrui, alle comunità di persone che vivono in stato di abbandono e indigenza; ma anche ai nostri genitori che ci aiutano, o che a volte sembrano non comprendere le nostre scelte, agli amici che ci seguono e a quelli che per questo si sono allontanati, alle persone del quartiere che ci guardano e non si spiegano perché lo facciamo, a chi non la pensa come noi, a chi è indifferente, a chi è contrario e promuove oppressione e degrado.

A tutti loro promettiamo di continuare a lavorare con impegno a questa grande opera, perché i grandi risultati si vedono dopo un lungo lavoro costante e coerente. Tutti ne gioveranno, chi è con noi e ci aiuta, chi riceve e ci arricchisce, e chi non è con noi ma presto lo sarà.

Ma più di tutti ne gioveremo noi, per poter essere fieri di aver vissuto una vita con passione, nel valori, e di aver promosso la vita fino al nostro ultimo respiro, cercando di imitare umilmente nostro signore Gesù Cristo, che ci fa risorgere a nuova vita ogni giorno.

Con questo flusso di pensieri e di emozioni vivo il Santo Natale e sono onorato di poterlo condividere con te. Grazie per la positività che metti in ciò che fai, nella vita e nell'impegno umanitario.

Buone feste!

Giovanni Bongiovanni

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