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Jacqueline BenedettiCronaca della Cena Solidale di Funima International svoltasi a Garbagnate Monastero (LC) del 22 Dicembre 2018
Di Jacqueline Benedetti

L'organizzazione della Cena Solidale per Funima è stato un evento tanto atteso con gioia entusiasmo e partecipazione di tutti noi qui all'Arca di Milano, essendo consapevoli del grande dono di avere qui con noi Giorgio Bongiovanni che non sempre riesce ad essere qui a Milano a causa dei suoi costanti impegni. Ringraziamo di cuore Antonio e Simona per averci dato l'opportunità di assisterli nell'organizzazione dell'evento e per quello che fanno per l'Opera tutti i giorni e per noi, tutti ci siamo adoperati perché l'evento riuscisse con successo, è così è stato, una serata meravigliosa trascorsa assieme a Giorgio, suo figlio Giovanni, Sante che è ritornato a casa e tanti cari fratelli e sorelle.

Pur tenendo conto del periodo frenetico e stancante che precede il Natale, tutti i membri dell'Arca a loro modo, hanno contribuito tanto per fare in modo che tutto andasse bene, ed un grazie particolare va a tutti loro.

L'incontro ha inizio con l'intervento introduttivo di Antonio che fa gli onori di casa e pone un'importante quesito a Giorgio: "cos'è realmente un'Arca, in che cosa consiste, qual è il significato di essere un membro dell'Arca o un simpatizzante?" Sicuramente Antonio lo ha chiesto per aiutare tutti noi e i presenti, accorsi numerosi alla conferenza, perché ha ritenuto di vitale importanza comprenderne la vera natura e seria realtà.

Infatti Giorgio spiega in modo chiaro e inequivocabile che entrare a far parte di un Arca come membro è un passo importante, molto diverso dal parteciparvi come simpatizzante.

Farne parte vuol dire condividere tutto, partecipando e dando tutto se stesso per l'Opera, viverla come una missione, essere disponibile 24 ore su 24, dedicandosi come ad un innamorato o innamorata, senza badare ad orari, stanchezza ma adoperandosi personalmente con passione per i fratelli e per l'Opera stessa e sostenendone le responsabilità, i valori ma soprattutto il messaggio.

Significa sostenere attivamente le sue attività che sono: la divulgazione del messaggio del Ritorno di Gesù Cristo alla fine dei tempi, i cui segni sono visibilmente prossimi, denunciando le ingiustizie e illegalità nel mondo, additando l'anticristo e collaborando con il quotidiano Antimafia diretto da Giorgio Bongiovanni, accompagnando e sostenendo i giovani del Gruppo Our Voice che attraverso l'Arte denuncia tali ingiustizie, sostenendo le attività e progetti di volontariato promosse dall'Associazione Funima International che opera in Sud America e in Sicilia per l'infanzia abbandonata e le sue famiglie. Ma questo non comporta abbandonare il proprio lavoro e gli impegni quotidiani di ognuno di noi.

Ben diverso è divenirne un simpatizzante: si ha comunque la possibilità di partecipare alle conferenze, agli eventi promossi da Antonio e Simona, essere amico o amica di tutti i membri dell'Arca, ma il coinvolgimento è meno partecipe e assiduo. Ciò non preclude di poter poi entrare a far parte dell'Arca come membro in futuro.

Giorgio ha poi spiegato al pubblico che da qualche mese aveva preso in carico la supervisione diretta di tutte le Arche, e che per qualsiasi iniziativa o dubbio ogni membro avrebbe potuto mettersi in contatto con lui per discuterne gli sviluppi personalmente.

Ha poi comunicato a tutti noi che per l'Arca di Milano, questa supervisione diretta non sarà necessaria perché Antonio, grazie al suo profondo percorso spirituale e di contattato, sarebbe d'ora in avanti il solo ed unico responsabile e referente per Milano, e questo per noi ha significato veramente tanto e gliene siamo grati!

Ha inoltre ribadito nuovamente che lui stesso aveva preso in carico la direzione del Gruppo Our Voice, e ha sottolineato l'importanza dell'Opera nell'aiutare e sostenere i giovani perché saranno loro che erediteranno il "Nuovo Regno" e il dovere di noi adulti è quello di guidarli ed aiutarli nella loro missione. La prima parte della conferenza termina con l'intervento di Sonia, responsabile del Gruppo di Our Voice, che presenta al pubblico le attività di divulgazione del messaggio nelle scuole e gli spettacoli teatrali organizzati nei successivi mesi, si susseguono poi alcune domande poste a Giorgio e Antonio da parte del pubblico.

La serata prosegue con l'esposizione e la vendita degli oggetti artigianali prodotti amorevolmente con dedizione dalle sorelle e fratelli dell'Arca di Milano cui l'ottimo ricavato è stato devoluto per Funima, e la bellissima cena solidale che ci ha rinfrancato riunendoci tutti assieme e che ci ha permesso di trascorrere uniti momenti gioviali e divertenti!!

La seconda parte della conferenza ha inizio con l'intervento molto sentito e coinvolgente di Giovanni, coordinatore di Funima che presenta le attività e i progetti che Funima porta avanti da 13 anni con la proiezione del video della durata di trenta minuti del suo ultimo viaggio in Argentina che ci ha proiettati completamente in un'altra realtà dura da guardare e accettare.

Un viaggio di missione sulle Ande a 4000 mt insieme ai suoi collaboratori ed un gruppo operativo di amici di Gubbio. La sua relazione così vissuta ci ha permesso di calarci e provare le stesse emozioni che lui stesso e il gruppo hanno provato durante questo viaggio: la descrizione dei luoghi visitati, della natura palpitante, del Silenzio percepito, del fascino dei nativi delle Ande, della spontaneità e semplicità e umiltà della gente che ha incontrato e che ha dimostrato così tanta gratitudine e riconoscenza verso di loro ed il loro operato.

Giovanni ci ha minuziosamente descritto gli impegni presi con le famiglie del posto, le attività e i progetti che attualmente stanno seguendo in collaborazione alla fondazione locale gestita da Ramon e i suoi collaboratori volontari con i quali hanno lavorato assiduamente in questo viaggio. Terminare la costruzione delle rete idrica (Progetto "Mama Cocha") della comunità “Pacha Inti” per portare acqua nelle case ad una ventina di famiglie, la costruzione del Centro Sanitario del villaggio di EL Palomar per alleviare la mancanza di assistenza sanitaria, dove ancora si partorisce in casa. Ci ha mostrato le difficoltà che questa gente deve affrontare nella loro quotidianità: la mancanza di mezzi per spostarsi da un villaggio all'altro, la distanza e i kilometri (2/3 ore di cammino) che questi bambini devono percorrere per andare a scuola, la mancanza di ogni confort, di acqua, di cibo per loro e per i loro animali a causa di una terra così bella ma arida ed ostile.

Abbiamo ascoltato dal video direttamente i ringraziamenti della gente per le opere effettuate in loco, per la costruzione di luoghi più confortevoli e senza barriere per i ragazzi con disabilità, per aver ricevuto scorte alimentari, vestiti acqua, giocattoli, scarpe, pantaloni, maglioni e per aver visitato i bambini presso le scuole locali e tutto questo per dar loro una vita più dignitosa e degna di essere vissuta, a questi nostri fratelli considerati gli ultimi della società.

Giovanni ha ringraziato di cuore tutti i contribuenti dell'Opera di Funima per gli sforzi e la generosità ricevuta da ogni parte, sottolineando più volte che questo sogno non avrebbe potuto realizzarsi senza l'aiuto di ciascuno di noi. E questo messaggio ci da sempre più forza nell'andare avanti, coscienti del fatto che ogni piccola goccia di aiuto al prossimo significa nel nostro cuore aiutare nostro Signore nella Sua grande Opera e riconoscere e vivere che "Ciò che avrai fatto a ciascuno dei miei fratelli, l'avrai fatto a Me".

Un sogno che ho nel mio cassetto personale è quello di poter dare una mano a queste persone direttamente e poter far parte di una prossima spedizione in quei luoghi.

La bellissima serata trascorsa uniti volge al termine e grazie ad Antonio ci ha anche permesso di ascoltare esperienze personali vissute da Giovanni di contatto con i nostri Fratelli dello Spazio e raccontate da lui personalmente con tanta spontaneità.

Jacqueline Benedetti

30 dicembre 2018

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