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DOMANDA INFERNO E REINCARNAZIONE SONO INCOMPATIBILI?

Buongiorno, lei parla di reincarnazione, anche se nella parola di Dio non se ne parla in modo esplicito. Ammesso che c'è la seconda morte e la reincarnazione, che senso ha l'inferno? Ovvero, il ricco epulone nella parabola evangelica dice a suo fratello che da questo luogo non si può più ritornare.

Vorrei quindi che mi spiegasse, una volta che l'anima è stata giudicata dopo la morte, come mai si dovrebbe avere altra possibilità di ritornare attraverso la reincarnazione?

Siano lodati Gesù e Maria Santissima.

RISPOSTA

Nella Parabola del Ricco Epulone non c'è scritto che da questo luogo (inferno) non si può più tornare.

Leggiamo insieme il Vangelo di Luca 16,19:

“C'era un uomo ricco, che vestiva di porpora e di bisso e tutti i giorni banchettava lautamente. Un mendicante, di nome Lazzaro, giaceva alla sua porta, coperto di piaghe, bramoso di sfamarsi di quello che cadeva dalla mensa del ricco. Perfino i cani venivano a leccare le sue piaghe. Un giorno il povero morì e fu portato dagli angeli nel seno di Abramo. Morì anche il ricco e fu sepolto. Stando nell'inferno tra i tormenti, levò gli occhi e vide di lontano Abramo e Lazzaro accanto a lui. Allora gridando disse: Padre Abramo, abbi pietà di me e manda Lazzaro a intingere nell'acqua la punta del dito e bagnarmi la lingua, perché questa fiamma mi tortura. Ma Abramo rispose: Figlio, ricordati che hai ricevuto i tuoi beni durante la vita e Lazzaro parimenti i suoi mali; ora invece lui è consolato e tu sei in mezzo ai tormenti. Per di più, tra noi e voi è stabilito un grande abisso: coloro che di qui vogliono passare da voi non possono, né di costì si può attraversare fino a noi. E quegli replicò: Allora, padre, ti prego di mandarlo a casa di mio padre, perché ho cinque fratelli. Li ammonisca, perché non vengano anch'essi in questo luogo di tormento. Ma Abramo rispose: Hanno Mosè e i Profeti; ascoltino loro. E lui: No, padre Abramo, ma se qualcuno dai morti andrà da loro, si ravvederanno. Abramo rispose: Se non ascoltano Mosè e i Profeti, neanche se uno risuscitasse dai morti saranno persuasi».

Abramo spiega che l'anima dopo il trapasso e la destinazione non può passare da una dimensione all'altra. Le anime defunte devono restare nel luogo in cui sono destinate, che sia di tormento, di purgamento o di beatitudine e quindi non possono neanche aiutare i loro amici e parenti incarnati sulla Terra perchè Dio ha già mandato loro degli esseri angelici e divini (Mosè e i profeti) ad insegnare la Verità universale.

E’ vero che Gesù nel vangelo parla della « geenna », del « fuoco inestinguibile », che è riservato a chi, sino alla fine della vita, rifiuta di credere e di convertirsi;

E' vero anche che Gesù annunzia con parole severe: « Il Figlio dell'uomo manderà i suoi angeli, i quali raccoglieranno [...] tutti gli operatori di iniquità e li getteranno nella fornace ardente » (vangelo Mt 13,41-42), ed egli pronunzierà la condanna: « Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno! » (vangelo Mt 25,41). Bisogna però capire l’estremizzazione di Gesù quando parla del fuoco eterno, poiché si tratta di milioni di anni di tormento lontani dalla Luce, ( Morte Seconda) che per l’anima condannata è relativamente un'eternità; ma questo non significa che l’anima non potrà riscattarsi, riacquisendo la scintilla divina per poter poi ricominciare l’ascesa evolutiva dimensionale.

Dobbiamo quindi comprendere il linguaggio estremo di Gesù nelle parabole, rapportandolo all’epoca e alle credenze della società del tempo in cui Lui predicava…bisogna tenere presente che prima di Cristo c’era la legge mosaica del taglione e gli ebrei erano abituati a farsi giustizia. Nella parabola del ricco epulone Cristo insegna che se il povero accetta l’ingiustizia sociale viene premiato mentre l’avaro viene terrorizzato dalla pena infernale. La misericordia che riceviamo da Dio in vita è correlata a quella che noi dimostriamo verso il prossimo, particolarmente verso i poveri e i bisognosi. La parabola del ricco Epulone e del povero Lazzaro presenta due modi di vivere che si oppongono. Il ricco gode di una vita di lusso e di spreco; mentre, Lazzaro è alla sua porta in povertà estrema e rappresenta un costante invito alla conversione del ricco. Una chiamata che però il ricco non fa propria. Per entrambi la situazione si inverte dopo la morte. Il ricco è stato condannato alle pene dell’inferno, non per la sua ricchezza, ma per non essersi commosso per il povero. E questa si chiama Legge di Causa ed effetto. Ciò che si semina in vita si raccoglie dopo la morte preparando anche la vita futura.

Se consideriamo inoltre che duemila anni fa, negli ambienti ellenistici, si riteneva che solo i ricchi avrebbero ottenuto il paradiso, o che comunque dopo la morte tutti sarebbero finiti nell'Ade (un inferno deprimente), quindi senza nessun vantaggio per i poveri e gli schiavi, a maggior ragione Gesù usa toni forti e minacciosi verso i ricchi per scuoterli. «E' più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno dei cieli» (Mt 19,24)

Dio non predestina nessuno ad andare all'inferno! E’ la conseguenza di una avversione volontaria a Dio (un peccato mortale), in cui si persiste sino alla fine della vita terrena, per via del libero arbitrio di cui gode ogni uomo; è una libera scelta.

Poi c'è un fatto che entrerebbe in contraddizione con la condanna eterna al fuoco della Geenna: Gesù dopo la morte, durante i tre giorni prima della Resurrezione, discende agli inferi, nella profondità della Terra, per raggiungere tutte le generazioni precedenti alla Sua venuta, che stavano scontando la morte seconda. Come si legge nella prima Lettera di Pietro cap.3,19: “E in spirito andò ad annunziare la salvezza anche agli spiriti che attendevano in prigione; essi avevano un tempo rifiutato di credere quando la magnanimità di Dio pazientava nei giorni di Noè, mentre si fabbricava l'arca, nella quale poche persone, otto in tutto, furono salvate per mezzo dell'acqua.”

Se la dannazione fosse eterna e irreversibile Gesù non sarebbe andato a convertire anche le anime dannate. Detto questo le preciso che la reincarnazione non esclude l’inferno, il purgatorio e il paradiso. Come anzi detto l’anima terrena che trapassa va nel luogo spirituale che gli compete, in base al comportamento che ha avuto in vita, nel rispetto o meno alle leggi divine. Ci sono esseri superiori (angeli) che vigilano questi luoghi, accompagnano le anime e le preparano alla successiva reincarnazione.

Il cammino evolutivo tridimensionale prevede un minimo di 7 reincarnazioni; l’anima purgata che non ha ancora concluso il suo ciclo evolutivo nella materia si reincarnerà in un nuovo corpo per realizzare, durante la scuola della vita terrena, i valori dell’Amore, della Pace e della Giustizia universali che permettono di liberarsi per sempre dalla condizione fisica che imprigiona lo spirito e divenire uomini angeli che iniziano la scuola della quarta dimensione.

Dante ha potuto scrivere la Divina Commedia perché lui ha visitato questi tre luoghi:

l’inferno si trova all’interno del nostro Pianeta, nella zona nordica ed è luogo di tormento; le fiamme sono simboliche per spiegare il dolore terribile che prova l’anima relegata nelle tenebre. Il purgatorio è una zona di sosta temporanea delle anime disincarnate che non hanno commesso peccati mortali e si trova nelle fasce Van Hallen del nostro Pianeta; qui le anime elaborano il loro vissuto (autogiudizio) aiutate da esseri angelici per capire di cosa sono carenti e quali valori devono ancora realizzare per migliorarsi attraverso la futura reincarnazione; il paradiso è il luogo della beatitudine e della Luce, riservato alle anime che hanno operato in vita seguendo il cammino del Cristo.

Il Giudizio Universale con la seconda venuta di Cristo è l’esame finale del ciclo evolutivo di ogni anima terrestre; esso coincide con il ciclo di evoluzione Planetaria, poichè anche i Pianeti evolvono, non solo gli esseri umani; quindi se le anime legate alla Terra non avranno ancora realizzato il grado di coscienza che permette loro di vivere in una società pacifica e super evoluta, dovranno cambiare destinazione e ripeterere la scuola della vita tridimensionale reincarnandosi in altri pianeti primitivi.

Riguardo alla reincarnazione, lei dice che nella parola di Dio non se ne parla in modo esplicito.

Ma nei vangeli, troviamo passi dove è chiarissimo che Gesù la sottointenda, anche se non usa la parola reincarnazione. Gliene elenco alcuni:

MATTEO: CAP.16 VERS.13

“LA GENTE CHI DICE CHE SIA IL FIGLIO DELL’UOMO? RISPOSERO: “ALCUNI GIOVANNI IL BATTISTA, ALTRI ELIA, ALTRI GEREMIA O QUALCUNO DEI PROFETI”. DISSE LORO: “ VOI CHI DITE CHE IO SIA?”. RISPOSE SIMON PIETRO: “TU SEI IL CRISTO, IL FIGLIO DEL DIO VIVENTE”.

(La gente pensava che Gesù fosse un antico profeta rinato, quindi credeva nella reincarnazione)

MATTEO: CAP.17 VERS.10

“MA IO VI DICO: ELIA È GIÀ VENUTO E NON L’HANNO RICONOSCIUTO; ANZI, L’HANNO TRATTATO COME HANNO VOLUTO. COSÌ ANCHE IL FIGLIO DELL’UOMO DOVRÀ SOFFRIRE PER OPERA LORO”. ALLORA I DISCEPOLI COMPRESERO CHE EGLI PARLAVA DI GIOVANNI BATTISTA”.

(Anche i discepoli credevano nella reincarnazione perché comprendono che lo spirito di Elia é rinato in Giovanni Battista)

GIOVANNI: CAP.9

PASSANDO VIDE UN UOMO CIECO DALLA NASCITA E I SUOI DISCEPOLI LO INTERROGARONO: “RABBI, CHI HA PECCATO, LUI O I SUOI GENITORI, PERCHÉ EGLI NASCESSE CIECO?”. RISPOSE GESÙ: “NÉ LUI HA PECCATO NÉ I SUOI GENITORI, MA È COSÌ PERCHÉ SI MANIFESTASSERO IN LUI LE OPERE DI DIO”.

(Anche in questo passo è ovvia che la domanda posta dai discepoli proviene dalla conoscenza della legge di causa ed effetto, ciò che si semina si raccoglie.)

Per approfondire le consiglio la lettura del messaggio che Giorgio ha ricevutoto, con articolo storico correlato ed elenco di tutti i passi evangelici sulla reincarnazione:

http://www.giorgiobongiovanni.it/index.php/messaggi-2011/3063-la-reincarnazione.html

Purtroppo la Chiesa storicamente ha preferito infondere in noi la paura dell'inferno e la condanna eterna, piuttosto che elargirci la conoscenza riguardo alla Legge di Causa ed effetto facendosi tramite nel condonare i peccati in cambio dei lasciti. Fu così che la Chiesa divenne opulenta, materialista e si rivestì di Potere. Fu una manovra politica che purtroppo è ancora in auge.

Pace

Elisabetta
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