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Armaghedon100
Di Sandra De Marco
AD 2015. Un odore acre di morte si avvicina, strisciante, ad ogni forma di vita fino a stritolarla.
Incurante di mostrarsi in tutta la sua barbarie, scende lento e sinuoso, attraversando fiumi, monti e valli; da continente a continente, inarrestabile di fronte all'immensità degli oceani, ha già raggiunto ogni profondità e altitudine fagocitando gli ultimi zampilli di entusiasmo e spiragli di vitalità.
Incalza, nell’indifferenza più squallida, bussando di casa in casa, cuore dopo cuore: follia omicida e suicida, malattie, infermità e dolore, vite che attraversano l´esistenza senza esserci realmente, tra le piaghe del loro tormentato mondo interiore.

L'uomo moderno si è spogliato della grazia e della rivelazione divina per vestirsi di superbia e presunzione: si è autoproclamato re dell’universo, spesso si crede un dio e pensa che quella danza perpetua di soli, universi e galassie smarriti tra gli spazi siderali della Creazione si sia appostata unicamente per fare da sfondo a qualche cena romantica.  La vanità l’ha persuaso ad eleggersi padre e padrone di tutte le creature, riservandosi il diritto di vita, di morte o di sottoporle a torture e sevizie per appagare qualsiasi capriccio. Ha costruito un mondo in cui le meraviglie si confondono e convivono con le miserie; dove verità inconfutabili si mescolano a banali falsità colme di paradossi e incoerenze: menzogne ignobili, pietose oltre ogni dire che brulicano instancabili nei meandri dell’umana ragione, tronfia del suo volgare sapere, nella migliore delle ipotesi frutto di pregiudizi e petulante ignoranza.

Il pianeta Terra oggi è una giungla delirante dove il forte opprime il debole, il cattivo perseguita il buono, il furbo inganna l’innocente e il povero dichiara guerra al miserabile; dove ciò che abbiamo non ci basta, ciò che siamo non ci piace, ciò che ci circonda non è sufficiente a saziare la nostra smania di denaro, di protagonismo e di potere.
Che ne è stato del profumo della vita, della magia delle stagioni, del saper trovare la felicità in ogni piccola cosa? In questo mondo all’incontrario, l’uomo non sa più trovare nemmeno il tempo di sognare, di sorridere, di essere gentile, di provare la minima emozione: oramai gli resta cosi poco tempo da vivere, che non lo vuole sprecare con niente e con nessuno, figuriamoci con il Signore…

E, mentre incredibile e beffarda appare la rassegnazione, l’accettazione di un inevitabile collasso di proporzione planetaria, un mormorio acido e stagnante si è innalzato da quella parte di umanità ancora in grado di pensare e decidere il proprio destino. C’è chi bestemmia, chi inveisce contro il dilagare di un sistema criminale che ha esteso i suoi tentacoli in ogni luogo e strato sociale; chi ancora si accontenta di un'esistenza angusta e grama fatta di parole fiduciose per narcotizzare il malumore e il disgusto. C'è chi protesta senza ribellarsi, affidando ad altri i propri sogni, convogliando in quel leggero profumo di rivolta mai incominciata...  La luce della speranza e del coraggio sembrano barricate dietro l'inettitudine di un'opposizione inesistente e incapace, ammassata in un groviglio di aporie irrisolte che si fanno strada nel profondo solco del nostro egoismo, nell’edonismo e nella nostra ingratitudine.

Quante aberrazioni il buon Dio concederà ai nostri occhi per provare la nostra capacità di amare? Quante ancora per misurare la nostra sete di giustizia? Dov'è finita l'indignazione per tutto ciò che frantuma valori, diritti e la dignità degli uomini? Dove? Dove?

Eppure, oltre questa melma, sotto una fittissima coltre di umiltà, contro ogni logica umana, s’innalza ancora un grido di speranza: focolai alimentati da chi anela alla rivoluzione e mai sarà disposto a piegarsi; di chi ancora ha smesso di appiccicare i propri sogni al soffitto e ha deciso di inseguirli ad ogni costo. Di chi vede oltre con gli occhi dei propri figli e, levando alta la voce e la sua protesta, si è schierato a spada tratta per riappropriarsi del loro futuro. Di chi grida “Resistenza!”, disposto a combattere anche invano, anche a costo della vita, pur di non rinunciare a darle un senso. E di chi, imitando il cammino di Cristo, è disposto a lasciare tutto per fare la più grande delle rivoluzioni possibili; nell’attesa del Suo ritorno con Potenza e Gloria e della Sua infinita Giustizia.

30 NOVEMBRE 2014 – BUJA

RESISTERE ALL’ANTICRISTO E ANNUNCIARE LA SECONDA VENUTA DI GESÙ CON POTENZA E GLORIA.

DAL CIELO ALLA TERRA

RESISTERE ALL’ANTICRISTO E ANNUNCIARE LA SECONDA VENUTA DI GESÙ CON POTENZA E GLORIA.
QUESTA È LA MISSIONE DEI FIGLI DI DIO INCARNATI NEL MONDO PER VOLERE DELL’ALTISSIMO ADONAY.
LA RESISTENZA ALLA FORZA ANTICRISTICA GENERA IL RISVEGLIO DELLE ANIME ADDORMENTATE DAI VALORI ILLUSORI DELLA MATERIA,  GENERA ANCHE I MARTIRI DELLA GIUSTIZIA, FIGLI DEL CRISTO CHE SACRIFICANO LA LORO VITA PER IL BENE COMUNE E, SOPRATTUTTO, PER RAFFORZARE LA FEDE DEI CHIAMATI E DEGLI ELETTI SULLA TERRA.
NON C’È SALVEZZA SENZA IL CRISTO REDENTORE, SENZA CIOÈ, SIA CHIARO, I VALORI UNIVERSALI CHE INCARNANO EGLI  E TUTTI I MESSAGGERI DI DIO VENUTI SULLA TERRA IN TUTTE LE EPOCHE.
NOI, “ALIENI”, COME VOI CI DEFINITE, SIAMO SULLA TERRA, SIAMO GLI ANGELI DI SEMPRE, LA POTENZA DI CRISTO. IL PADRE, LA SANTISSIMA MADRE E GLI ARCANGELI SOLARI DEL COSMO  SONO LA SUA GLORIA. IL CRISTO È IL RE DELL’UNIVERSO, QUINDI, NOSTRO E VOSTRO MONARCA.
ABBIATE FEDE!
LA RESISTENZA NON DURERÀ MOLTO PERCHÉ IL TEMPO È VENUTO, IL RISVEGLIO E QUINDI IL RAVVEDIMENTO DEGLI SPIRITI UMANI HA QUASI RAGGIUNTO IL NUMERO CHE IL CREATORE HA  PROGRAMMATO  SIN DALLA NOTTE DEI TEMPI.
QUESTO NUMERO SI UNIRÀ A QUELLO DEGLI ELETTI DA DIO CHE GIOVANNI L'APOSTOLO HA DESCRITTO NEL SUO LIBRO APOCALISSE.
ABBIATE FEDE! COLUI CHE DISSE “NON VI LASCERÒ ORFANI” È GIA IN MEZZO A VOI ED È IL VOSTRO CONSOLATORE.
PACE!

DAL CIELO ALLA TERRA


San Giovanni di Polcenigo – PN (Italia)
30 Novembre 2014. Ore 17:27
G. B.

RESISTENZA

Giorgio: Siamo nella resistenza, quindi vi parlerò di questo.
Siamo ritornati dal Paraguay, tutti voi avete seguito profondamente quello che è accaduto dopo il sacrificio di Paolo Medina. Con la nostra protesta abbiamo ottenuto dei piccoli risultati, ma sono ancora i primi passi. Il Presidente della Repubblica che io ho letteralmente ma educatamente insultato (solo nel merito perché non ho niente contro la sua persona, io sono contro l'istituzione che si è zittita), ha assegnato ora alla figlia di Pablo una scorta permanente, in seguito alle minacce da parte di un clan mafioso di sterminare tutta la famiglia, compreso i bambini.

Noi eravamo in Paraguay, come facciamo anche a Palermo, per testimoniare tali avvenimenti, cercando di essere vicini ai Giusti. Purtroppo i segni, come questo, sono ignorati dalla grande maggioranza delle persone; certo non da tutti, nei luoghi sensibili come il Sud America vengono presi in seria considerazione, molto più di noi che siamo opulenti, codardi e materialisti. Abbiamo una Madonna a Messina che sta lacrimando sangue. Ne avete mai sentito parlare al telegiornale? No, eppure una volta c'era qualche trasmissione, anche se un po' cattolica, ecclesiastica, che s’interessava a questi temi. “La Vita in diretta” e la trasmissione “Mistero”, in Italia, durante gli anni, sono venute ad intervistare anche me. Ora non c'è niente, il silenzio totale, e questo è aberrante. Ricordo che ci fu un gran scalpore quando iniziò a lacrimare la Madonna di Civitavecchia; adesso c’è una statua che lacrima a Messina, ma non ne parla nessuno, a parte qualche giornale locale. I mezzi di comunicazione sono veramente nelle mani di Satana! Ve lo dico col cuore: oggi la televisione mi dà la nausea. Io leggo cinque quotidiani ogni giorno, seguo notizie da tutto il mondo in lingua spagnola e italiana, anche di politica internazionale, ma non guardo il telegiornale perché le notizie sono barzellette. Sono tutti ridicoli: “TG1, TG2... anche il TG3” che amavo, è ormai una mezza barzelletta, per non parlare di “Rete4 e Italia”. Ogni tanto c’è “La7” che forse un pochino... ma non ci sono le notizie che io voglio sapere, ad esempio: “Perché in Russia e Ucraina c'è ancora la guerra? Cosa significano tutte queste minacce a Palermo? Che fa realmente il Governo con Berlusconi?” Inoltre, non è stato ancora detto cosa sia il Patto del Nazareno, mai rivelato, infatti non lo sa nessuno! I notiziari parlano di folklore, i soliti (purtroppo) omicidi, per ognuno dei quali si parla per diversi mesi... Qualche flash di politica internazionale a favore dell'America, ovviamente, senza alcun spirito di critica. Mi sono anche stancato di guardare le partite, quindi spengo la televisione.

Stasera sono venuto qua per raccontarvi questo in sintesi e per trasmettervi un sentimento che man mano svilupperò, perché probabilmente al primo impatto rimbalzerà e, sebbene mi crediate, avrete bisogno di riflettere, di capire meglio.
Quest'anno mi sono successe molte cose importanti, dei grandi segni: cerchi nel grano, il 2 di settembre a Fatima è apparsa la stigmata nella fronte, i messaggi delle sanguinazioni ed ora è accaduta anche questa tragedia, l'assassinio maledetto del nostro fratello Pablo Medina. Quest'ultimo segno, perché è un Segno anche il martirio di un Giusto, rispetto a tutti gli altri che hanno avvallato la nostra opera, è stato per me un segnale di cambiamento. Io non sono più l'uomo di prima, dentro di me è avvenuto un forte sconvolgimento ed una presa di coscienza. Infatti, ho chiesto al Cielo: “Perché mi sento così? Ora sono diverso, eppure faccio le stesse cose, grido come ho sempre fatto. Che cosa è successo”. Il Cielo mi ha spiegato che a me è accaduto quel che avviene ai tori nel momento in cui vengono selezionati sulla base della loro forza e virilità. I tori sono allenati per fare il loro lavoro, ad un certo punto il coordinatore della produzione di latte, carne ed altro decide di imprimere il marchio sull'animale con il fuoco, bruciandogli la schiena; questo sta a significare che quel toro sarà il maschio di tutta la mandria. Con questo assassinio è stato impresso un marchio di fuoco nel mio cuore ed io non sono più lo stesso di prima. Non ho cambiato le mie abitudini: mi sento diverso perché nella mia vita voglio vivere solo di questo. Tutti voi, fratelli, che mi ascoltate e volete seguirmi, nel senso stretto della parola, non siete obbligati a farlo, ma dovete sapere e prendere coscienza che io sono sceso in guerra contro tutto ciò che rappresenti il male. Non sono più in tempo di pace, voglio fare solo questo, senza perdere più tempo con niente; non so se sia successo in passato, ma sicuramente non succederà nel futuro. Il mio scopo è fare questa guerra e morire in battaglia mentre sto guidando la macchina, scrivendo un articolo o durante una conferenza; quando lavoro di notte, privandomi anche del sonno per scrivere messaggi o articoli, perfino essere ucciso, ma non voglio morire mentre sono a colazione. Ovviamente sono costretto a farla altrimenti morirei di fame, ma secondo me è già una perdita di tempo. Voglio che sappiate, ora parlo di noi e non solo di me, che in ogni momento in cui decideremo di affrontare un problema, e succederà perché siamo umani, noi perderemo tempo, dissacrando le gocce di sangue di Pablo e dei nostri fratelli caduti. Di questo, è bene che prendiate coscienza. Ogni volta che noi perderemo tempo con una questione, un problema personale o anche individuale, staremo dissacrando il sangue dei nostri martiri. Dobbiamo dare la vita per la causa, perché il maligno non dorme, non perde occasione ed in questo caso lo ammiro e lo rispetto; non è dissacrante, lui è in guerra contro di noi, contro Cristo e non gli va di sprecare del tempo per niente. Qualora sorgessero problemi nel suo ambito li scarterebbe, eliminando, uccidendo; lui si allontanerà comunque da quel problema per continuare la sua guerra. Non è certamente il nostro stile, io ovviamente non ammazzo e non obbligo nessuno, ma siate pur tranquilli che Giorgio non ci sarà per tutte quelle questioni umane che sicuramente mi faranno perdere tempo. Ve lo dico fin da ora, in modo tale che voi sappiate il motivo del mio comportamento: sono sceso in guerra, non è mancanza di amore nei vostri confronti. La mia vita sarà dedicata a difendere i Giusti, a parlare di Cristo testimoniando la Sua Seconda Venuta, fino ad occuparmi dei miei fratelli che siete voi, ma non nel senso che devo risolvervi i problemi; voi non dovete averli. Siete soldati scesi in guerra, ma se non sentite di farlo basta dirlo e ci si organizza. Io non impongo nulla, voi dovete dirmi: “Io non sono in grado di fare la tua guerra, perché ho anche altre cose nella mia vita di cui occuparmi. Non sono pronto”. Saremo comunque amici e fratelli, ma almeno non indugiamo. È chiaro? Il male è forte, non pensate che noi vinceremo la guerra così facilmente. La vinceremo perché arriverà Cristo, questo è sicuro, ma avremo la vita difficile. Non mi riferisco alle tentazioni riguardo i sentimenti, come vi avevo detto in passato, ma a quelle che ci lasciano indifferenti di fronte a questo male. Ecco qual è il messaggio. Quello che ho ricevuto stasera sulla resistenza, è proprio la ciliegina di cui volevo parlare. Se il Cielo mi dicesse: “Resistere all'Anticristo ed annunciare la venuta di Cristo è la vostra missione”, voi sapreste cosa significa resistere? Alcuni di voi qui presenti hanno genitori anziani e nonni, la maggior parte dei quali ha partecipato a quella resistenza in cui i partigiani hanno dato la vita. Quella è la resistenza: resistere ad un nemico che è molto più forte di noi.

Non c'è paragone tra le due forze opposte, ma noi dobbiamo fare la stessa scelta che hanno fatto i partigiani entrando in clandestinità. La nostra deve essere una clandestinità intellettuale per uscire dalle concezioni che appartengono a questa società, rimanere dentro il territorio e combattere il sistema criminale dall'interno. Questo è essere partigiani. Se in un tale contesto sentiamo il bisogno di pensare a noi stessi, meditare, cercare la nostra introspezione, la propria vita interiore, per me significa perdere tempo. Non ho più bisogno di cercare me stesso, io l'ho trovato e adesso sento di fare la guerra, combattere il nemico e trovare soldati che mi appoggino nel farlo. Quindi, coloro che cercano se stessi non devono stare con me, questo non è il posto giusto per loro.
Chi invece vuole rimanere deve essere soldato, pronto ad “ammazzare” il nemico senza esitare; espressione che tradotta nel mio linguaggio spirituale, significa conquistare anime per allontanarle da Satana e farle combattere attraverso la cultura, la penna, la parola, le manifestazioni, gli slogans, le conferenze, gli articoli di giornale per chi sa scrivere, il volantinaggio, etc.

In Paraguay abbiamo affisso clandestinamente i manifesti per Pablo, sebbene fosse proibito. Quella è rivoluzione. Lo abbiamo fatto di notte, anche nei bar, ma non è successo niente, il Cielo ci ha protetti; la polizia ci ha fermato perché era un'azione illegale, ma nessuno è stato arrestato. Se tu devi fare questo lavoro, come appiccicare manifesti, chiamare rivoluzionari, scrivere volantini, articoli di giornale, dove trovi il tempo per fare altre cose? Come potresti avere dei momenti per cercare te stesso, la verità, per seguire cammini interiori o risolvere problemi? È in questo senso che io non sono più come prima, spero di essere stato chiaro... Sono assolutamente soddisfatto di ciò che stiamo facendo in tutte le arche d'Italia, quindi non prendetela assolutamente come un rimprovero; ma non basta. Dobbiamo fare di più, molto di più, se è necessario dare la nostra vita.
Dicendo la vostra vita forse ho esagerato, perché io non lo posso imporre, ma parlo personalmente. A me non interessa più niente, tranne concentrarmi su questo. Alla mia famiglia biologica ho già detto che non ho più desiderio di stare con loro, nemmeno avere un rapporto di coppia con mia moglie. Ho una bellissima compagna che Dio mi ha dato, ma non è il mio interesse stare con lei. Se vuole accompagnarmi, essere la mia anima gemella, il suo unico pensiero dovrà essere amarci e fare la guerra, altrimenti può cercarsi immediatamente un altro o vivere la sua vita solitaria. Io non ho nessuno, sono un guerriero e cerco soldati, fine della mia vita. Devo vendicare la morte dei miei fratelli e fare scatenare l'ira di Dio; solo dopo, nel Nuovo Regno e in tempo di pace, comincerò di nuovo a pensare di farmi una famiglia. Adesso sono in guerra e la risposta della mia famiglia è la seguente: “Noi vogliamo stare con te e fare la guerra”.
Questo è il mio essere diverso: desidero stare con i miei fratelli, ma da loro non voglio problemi. Noi siamo uomini e se non avessimo problemi saremmo delle macchine, ma nel contesto di una guerra, la priorità è questa. Mentre stiamo svolgendo questioni prioritarie, ci possono certamente anche essere problemi da affrontare per andare avanti, ma non deve avvenire il contrario: noi stessi, le nostre frustrazioni, i sentimenti, le nostre mancanze, non possono costituire la priorità. No!
Non siate ingenui, rendetevi conto che ci stanno ammazzando, ci stanno uccidendo. Negli anni passati ho percepito da voi fratelli, non tutti, un sentimento generale che vi portava a dire: “Giorgio esagera un pochino, è un po' esaltato con questa storia della mafia.. che addirittura ci possano ammazzare...”. Adesso avete visto che ci ammazzano veramente e ci sparano contro, massacrandoci come cani? Il pericolo è arrivato dentro casa, non importa se a Palermo, in Paraguay, a Trieste o a Venezia: sulla Terra noi veniamo uccisi...
Se state ancora pensando a come sarà in futuro il rapporto con vostra moglie, a me non interessa! Io voglio fare la guerra, servire Cristo. Ecco perché i messaggeri consacrati a Gesù non si sono mai sposati! La Chiesa ne ha fatto poi un'istituzione, imponendo il celibato ecclesiastico a tutti coloro che sarebbero stati ordinati sacerdoti; io ritengo che i preti si debbano sposare e lo considero un vincolo sbagliatissimo.

Cristo ha detto agli apostoli: “Venite con Me, lasciate moglie e figli. Non perdete tempo con queste cose”, perché siamo in guerra. Questo è il principio. Io sono fortunato, la mia famiglia mi segue e devo inginocchiarmi davanti a Dio per ringraziarLo. In Paraguay era presente in prima linea anche mio figlio Giovanni, la polizia ha fermato pure lui. Questo mi ha emozionato. Non glielo ho inculcato io, i miei figli sono intelligenti, vedono cosa sta succedendo e pensano: “Pablo era amico di mio padre e lo hanno massacrato, quindi è vero che siamo in guerra”. Purtroppo succederà anche qui, uccideranno i nostri amici; credetemi, lo faranno perché abbiamo deciso di non fermarci. Siamo una piccola parte della società civile, quattro gatti insignificanti, ma di fatto ci temono. Ve lo assicuro, quindi alzeranno il tiro ed uccideranno. Noi dobbiamo fare una scelta, da mesi vi dico di lasciare tutto. Quante volte l'ho detto, anche simbolicamente? Bisogna scegliere di attaccare nella difesa, di non tirarci indietro. Oppure dobbiamo fare la scelta onesta, ipocrita e codarda di lasciar stare e dedicarci ad altro. Io ho scelto di non tirarmi indietro. Se abbiamo preso questa decisione, non deve essere formale come l’antimafia ipocrita, da salotto, dove ci si riempie la bocca senza fare i nomi, senza fare leggi non attaccando mai nessuno. Avviene la stessa cosa parlando di Cristo, Lo si nomina continuamente: “Cristo, che bello Cristo”.

Molti nominano un Signore che accusava i potenti, ma vanno a letto insieme ad essi; parlano del Cristo che difendeva i deboli e poi permettono che questi vengano schiacciati. Oramai Gesù è anche passato di moda, adesso c’è il mito di Falcone e Borsellino, ma non viene fatto nulla per imitarli, al contrario. Nel prossimo futuro mi vedrete accusare il male, in una corsa continua, scrivere i messaggi che il Cielo si degna di darmi ed essere a disposizione, quando mi chiama, per sanguinare. Questo Segno è la prova che Cristo è con noi e finché lo avrò nel corpo, piaccia o non piaccia alla gente, per noi sarà una grande forza, quindi voglio andare avanti. Sforzatevi di comprendermi, perché potrà succedere che io non abbia più la possibilità o il tempo di aiutarvi in eventuali problemi tipicamente umani. Noi dobbiamo essere innanzitutto responsabili per risolverli da soli e allo stesso tempo essere uniti per restare forti. Bisogna resistere di fronte ai problemi quotidiani della nostra vita, perché è proprio sui soldi che l'Anticristo ci tenta, ci colpisce. Dobbiamo avere fede che il Cielo ci aiuterà, io di questo ne sono assolutamente certo e cosciente. Non ci mancherà nulla, se dimostriamo l'unione, la forza e la resistenza. Noi siamo un gruppo forte nel Triveneto, da Buia a Venezia, Torino, nelle Marche, in Puglia, in Sicilia, Sardegna… Non siamo migliaia, ma vi assicuro che rispetto ad altri gruppi dell'antimafia il nostro è molto resistente ed unito; noi abbiamo il grande vantaggio di possedere questa forza. I problemi di carattere economico coinvolgono tutta l'Italia, anche noi, perché nessuno ha una ricchezza in milioni di euro, né abbiamo grandi sponsor, forse grazie a Dio; ma di fronte a questo “problema” dovete vivere come dice il Vangelo.

Agli apostoli che reclamavano le difficoltà per affrontare l'indomani, Gesù disse: «Non potete servire a Dio e a mammona. Perciò vi dico: per la vostra vita non affannatevi di quello che mangerete o berrete, e neanche per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita forse non vale più del cibo e il corpo più del vestito? Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, né mietono, né ammassano nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non contate voi forse più di loro? E chi di voi, per quanto si dia da fare, può aggiungere un'ora sola alla sua vita? E perché vi affannate per il vestito? Osservate come crescono i gigli del campo: non lavorano e non filano. Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. Ora se Dio veste così l'erba del campo, che oggi c'è e domani verrà gettata nel forno, non farà assai più per voi, gente di poca fede? Non affannatevi dunque dicendo: Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo? Di tutte queste cose si preoccupano i pagani; il Padre vostro celeste infatti sa che ne avete bisogno. Cercate prima il Regno di Dio e la Sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta. Non affannatevi dunque per il domani, perché il domani avrà già le sue inquietudini. A ciascun giorno basta la sua pena» (Mt 6,24).
Vivete giorno per giorno e non vi mancherà niente, di questo io sono convinto. Quello che secondo me deve essere forte è la nostra unione. Il 16 ottobre, che è anche la data di nascita di mio padre,  dentro di me è successo qualcosa di nuovo: la morte di Pablo Medina ha segnato un'altra svolta alla mia missione e io sono pronto a servire, ma in guerra. Noi siamo in guerra. Per me si è scatenata la terza guerra mondiale, ancor prima che si manifesti a livello fisico. Io già lo vivo.
Più di questo che vi devo dire?

D: Nel messaggio di oggi hai parlato ai soldati, ai fratelli.. ovvero agli eletti, chiamati e risvegliati che Dio ha programmato sin dalla notte dei tempi. Secondo te, per intercessione, è un numero sufficiente, oppure Lui poteva prevedere tutti sin dalla notte dei tempi?
G: Il Signore è misericordioso. Egli sa veramente tutto di tutti e vede anche nel futuro, ma ti assicuro che contemporaneamente al libero arbitrio, ha creato la visione del futuro in modo da non rimanere indietro su ciò che sarebbe accaduto. Nel momento in cui il Signore dà al tuo spirito il libero arbitrio per tutta la tua esistenza (non solo dalla nascita alla morte, ma sin da quando ti ha creato, ovvero ti sei distaccato da Lui), Egli sa che lo spirito farà tutto il percorso. Grazie alla Sua infinita misericordia e genialità, il Signore ha inventato il libero arbitrio e l’ha messo dentro il tuo spirito, sapendo a priori che tu potresti anche non rispettare la Sua volontà. Egli si proietta da solo nel futuro e vede le due strade che tu intraprenderai: la prima, che percorrerai facendo la Sua Volontà, ti farà arrivare alla stazione A; la seconda (che Lui non conosce quindi la deve proiettare), dove non farai la Sua volontà, ti condurrà alla stazione B. Il Signore sa tutto, conosce perfettamente entrambe le stazioni, sia se intraprenderai solo la strada del bene che Lui ha tracciato per te, sia se intraprenderai la strada del male. Conosce anche tutte le scelte che farai, nel bene e nel male. Quello che lascia, diciamo, al tuo destino e ti rende Dio come Lui, è la scelta della stazione da raggiungere. Sei libero di scegliere, ma è una libertà temporanea perché l'ultima stazione, la C, è quella che tu, volente o nolente, dovrai raggiungere. Quando Dio ha creato il mondo sapeva quali spiriti lo avrebbero visitato e il destino temporaneo di ciascuno, ecco perché conosce tutto fin dalla notte dei tempi. Se per ipotesi, mettesse a confronto il percorso di Antonio, Giorgio e Antonella, saprebbe benissimo, in base alle scelte attuate, che nel Regno di Dio stabilito da Suo Figlio ci arriverà solo Antonella, ma la decisione è partita da noi. Passeranno poi tre, quattro o cinquemila anni, però arriveremo tutti e tre alla meta finale, per forza, perché è la Sua Volontà.

D: Sei stato chiaro. Ho solo avuto un attimo di smarrimento, perché il termine “programmare” significa non concedere più il libero arbitrio.
G: Certo. La parola programmare significa non concedere più il libero arbitrio, ma questo ci viene dato temporaneamente, non è assoluto. Ecco perché di fatto, io mi concedo di dire che “non lo abbiamo”. È così nel processo finale della nostra evoluzione: dal momento in cui hai conosciuto il bene e il male, non ce n'è più bisogno, scegliere il bene è una cosa del tutto naturale. Il libero arbitrio, ricordatelo sempre, è una concessione data da Dio nella prima parte della nostra evoluzione, nel quaternario inferiore e solamente a una parte della Triade superiore; ne usufruiamo quindi dalla prima alla quarta dimensione. C'è un piccolo percorso della nostra dimensione, cioè nella Quinta quando siamo solo Esseri di luce. Nella Sesta e nella Settima ci viene tolto dallo Spirito Onnicreante, perché quando arriviamo a quel livello di evoluzione noi siamo come Dio ed Egli non può avere rivali. Infatti Cristo non ha libero arbitrio, Gesù sì.

D: Quando finisce quello di Gesù?
G: Non finisce, perché Egli è stato Cristificato. L'ultima volta che Gesù poté avere il libero arbitrio fu nell'orto del Getsemani e disse: “No, non lo voglio. Io ho vinto il mondo”; perché aveva vinto il libero arbitrio.

D: Gesù, avendo impersonato il Cristo, non ha più bisogno di prendere corpo?
G: Solo per manifestarsi a noi, non per Sé stesso.

D: Quando avverrà, Gesù, con la potenza di Cristo, non sarà più sottoposto alle nostre leggi. Lo era invece a quel tempo?
G: Lo era per scelta, ma le ha superate; infatti il diavolo Gli propose di stare con lui... Nel messaggio, l'espressione “programmare” è un concetto universale. Una volta il Signore mi ha mostrato l'esistenza di un numero programmato. Egli è l' unico che può trasformare questo programma (non annulla mai i programmi). Mi ha fatto vedere due ragazzini bellissimi che correvano gioiosi in un campo, mano nella mano, scortati da una grande astronave che sorvolava il terreno. Io chiesi cosa significasse e Lui rispose: “Io posso distruggervi tutti, sterminarvi completamente e servirmi solo di questi due giovani per rifare il mondo, perché voi Mi disubbidite. Devi dire ai tuoi fratelli che sono disubbidienti, degli indegni. Io posso annullare tutta la razza umana, scegliere questi due giovani e farli moltiplicare; Io vivo fuori dal tempo e in qualche migliaio di anni avrò una razza nuova”. Se ancora una piccola parte di questa umanità si salverà, è grazie alla misericordia di Dio. Egli può rifare completamente questo mondo.

D: Sì, senza essere sicuri di come andrà a finire, se lascerà il libero arbitrio a questo nuovo mondo...
G: Egli è sicuro che nell'Universo trionferà il bene, perché c'è una Confederazione di miliardi di pianeti che Lo servono. Noi siamo un'anomalia del bene, cioè il male. Devi considerare che ci troviamo nel dito mignolo del piede del Padre. All'interno di questo dito mignolo c'è un sistema molecolare, dentro il quale c'è un pianeta che sta dando tanto fastidio, al punto che rischia di mandare in cancrena il piede. Tu pensi che Lui permetterà che questo succeda? Parlerà agli anticorpi e dirà: “Toglietemi dal piede questa cellula e fatene una nuova”. Noi dobbiamo pregare per evitarlo, essere gli enzimi buoni che sconfiggono il virus.

D: Recentemente, tornando da scuola, mi sentivo particolarmente stanca, provata dalle lezioni. Sono andata a letto e ho vissuto un'esperienza a metà tra il sogno e la realtà, dove mi addormentavo e mi svegliavo ogni volta in un posto differente. C'erano due signore che in un certo senso si prendevano cura di me e discutevano su quanto tempo fosse passato e quando sarei guarita. La prima diceva: “Eh si, sono passati tre giorni, quattro giorni.. La svegliamo? La facciamo alzare?” La seconda rispondeva: “eh no, mancano ancora tot ore prima che si rimetta”. Allora io chiudevo gli occhi e mi risvegliavo in un altro posto. La scena poi si ripeteva.
G:Probabilmente hai vissuto immagini di vite precedenti. Può succedere, soprattutto a te che sei giovane.

D: Non molto tempo fa, durante il dormiveglia ho vissuto una paralisi fisica completa, con coscienza. Mentre cercavo di dormire, ero sveglia e non riuscivo a muovermi.
G: Perché l'astrale è uscito, credevi di essere sveglia ma non lo eri. Vedevi il tuo corpo, volevi muoverti ma eri al di fuori. Questo è successo anche a me, tante volte esco con l'astrale, voglio alzare il piede e non succede niente. È un po’ inquietante, ma può succedere. Chi è allenato a sdoppiarsi come me, lo fa anche per gioco.

D: Cosa succede se in quel momento qualcuno entra nella stanza?
G: Non succede niente: lo vedi.

D: Prima che partissi per il Paraguay ho fatto un sogno dove c'erano diverse persone alle quali stavi spiegando che un fratello aveva sbagliato. Alla fine vi siete abbracciati, ognuno di voi ha preso la propria strada, alcuni di noi l’hanno seguito, altri hanno seguito te.
G: È un sogno simbolico. Io devo pensare a quello che dovrò fare, lo sai benissimo, io ti sento mio fratello in questa guerra che stiamo combattendo. A chiunque decida di scegliere una propria strada, auguro tutto il bene che possa avere dal Cielo, affinché gli consenta di fare quello che vuole o ciò che il Cielo gli ha detto di fare. Io devo occuparmi solo di questa cosa, prima di andarmene dal Padre e non voglio pensare più ad altro. Sono indifferente a qualsiasi tipo di problema che non sia la lotta contro la mafia, l'annunciare la Seconda Venuta di Cristo e stare con voi fratelli. Il resto mi è indifferente, non m'interessa.

D: Quando Dio distruggerà l'umanità, distruggerà anche il suo spirito, cioè se lo riprenderà?
G: No, Dio non distrugge mai lo spirito. Distruggerà l'umanità nel senso di figli incarnati in questa bestia umana, che li ha ridotti a delle larve. Poi darà loro la possibilità di incarnarsi in altri mondi e ricominciare da capo.

D: È parte di Se, quindi non potrebbe proprio...
G: Non lo fa, cara. “Non potrebbe” è una parola che non ci possiamo mai permettere di dire, perché Dio può tutto escluso niente. Io ho detto “non lo fa” e non lo farà, ma nella potenzialità di Dio c'è anche quella di annullarci come esseri eterni. Egli potrebbe dire: «Basta, tolgo l'eternità a tutti e rimango solo”, ma non lo farà perché la Creazione è un atto di amore e Lui non va contro l'amore. La nostra teoria, quella che Dio ci ha insegnato, è rispettabilissima, ma allo stesso tempo non dobbiamo mai limitarLo su niente; questo è per me un insegnamento basilare. La nostra umiltà e ubbidienza di fronte a Lui può solo aumentare la Sua Misericordia, se ce ne fosse bisogno; la nostra arroganza di sfidarLo può solo spingere Dio a scatenare la Sua santa ira contro di noi. Cosa ci costa dire: “Signore, Tu puoi tutto, anche annullarmi. Ti prego di darmi l'eternità, affinché io possa goderTi e amarTi?”. A quel punto Lui si commuoverà. Se invece diciamo: “Tu non mi puoi distruggere!”, questo non sarà sopportato da Dio. Una cosa ho imparato da Gesù: Dio è intollerante all'arroganza.

D: La nostra non è una pretesa, deriva dal fatto che siamo parte di Lui…
G: Sì tesoro, ho capito perfettamente e il tuo discorso è anche logico, ma noi lo dobbiamo dire con umiltà. Certamente io non mi riferivo a te, ma all'umanità. Ci si deve rivolgere così al Signore: “Tu ci hai creato eterni perché siamo parte di Te. Logicamente non ci distruggerai, ma sia sempre fatta la Tua volontà, mai la nostra”. A costui, Dio non toglierà l'eternità. Con la bomba atomica noi abbiamo sfidato la Sua Creazione, quindi la Sua potenza e Lui ha tutto il diritto di distruggerci. Lo farà fisicamente, facendo reincarnare gli spiriti che devono purificarsi in determinati luoghi per milioni di anni. È logico che Dio non distruggerà niente, altrimenti non lo avrebbe creato. Sotto questo profilo c'è una logica. Allo stesso tempo, tu che sei una persona colta e intelligente devi dire agli altri: “Dio non distruggerà mai la Sua creazione ma, attenzione, Lui può tutto”. Ogni tanto avere il timore di Dio non guasta, come il timore che prova un figlio quando subisce il rimprovero di suo padre. Purtroppo noi abbiamo abusato dell'amore di questo Padre, ammazzando i bambini, etc.

D: L'altro giorno stavo avendo una discussione accesa con la mia compagna. Ad un certo punto mia figlia, di soli tre anni, ovviamente ispirata da Dio, per fermarci ha iniziato ad alzare la voce dicendo: “Bla, bla, bla, bla, bla...” e poi con tono alto e deciso esclamava: “Basta!”. Nessuno le ha insegnato a fare questo. Ecco che Dio si presenta anche attraverso una bambina..
G: Soprattutto attraverso i bambini. O meglio, si presenta attraverso i bambini e ogni tanto anche tramite noi.

D: Parlando della potenzialità di Dio, ora mi è tornata in mente una cosa che ho letto molto tempo fa. Non ricordo perfettamente le parole, ma cercherò di trasmettervi il senso ed è esattamente quello che hai detto tu (invertendo alcune cose che adesso probabilmente si capiscono). In un messaggio del Sé superiore all'essere, Egli dice: “Seguimi, fai quello che dico, fai la Mia volontà. Io ti farò ridere, ti farò piangere, ma sempre di gioia. Seguimi, fai la Mia volontà e poi sarò Io a fare la tua”. L'identificazione dell'essere con la volontà divina è così totale nel bene che Dio poi dice: “Dopo, sarò Io a fare la tua”...
G:Esatto, è così.

D: L'ipotesi che Dio, il Creatore, possa eliminare gli altri spiriti, si riferisce allo Spirito Santo?
G: Sì, lo Spirito Santo, l'Intelligenza Onnicreante. Eliminare, abbiamo detto, era un esempio di non limitare Dio; ma non lo farà. Egli può tutto, niente escluso e come ci ha insegnato, Lui stesso è amore, misericordia, creazione continua, evoluzione. Altrimenti sarebbe un atto di involuzione, per antonomasia Dio non è mai involuto. Il nostro dire “non lo farà” deve essere un discorso filosofico, non imperativo. Ciò che è imperativo e autoritario lasciamolo soltanto a Dio. A Lui non solo piace la filosofia, ma ha creato anche il mondo attraverso di essa (cioè la conoscenza). Il Padre ammira noi creature che studiamo la Sua intelligenza, il modo di fare, la Sua metodologia, gli insegnamenti, l’economia creativa. Egli ci adora quando facciamo questo, ma ci impone uno studio filosofico e logico. Dobbiamo discutere riguardo Dio attraverso la logica e la filosofia, non tramite le proposizioni imperative. Lui non accetta quando diciamo: “Dio non può fare questo”. Al contrario bisogna dire: “Dio ha creato l'amore, è amore, evoluzione, creazione, sviluppo e mai staticità, di conseguenza pensiamo che non distruggerà gli spiriti”.
Ritornando al pensiero di Alviano, che condivido pienamente, noi da iniziati e discepoli quali siamo dobbiamo sempre ricordare che dinanzi a Colui che disse: “Un giorno sarò Io a fare la tua volontà” noi saremo sempre i devoti; non siamo avatar. E se un giorno dovessimo essere degli avatar, saremo sempre i creati. Dobbiamo provare adorazione, amore, venerazione e quindi devozione al nostro Creatore, qualsiasi evoluzione noi raggiungeremo. Se la misericordia infinita di Dio ci dovesse addirittura dare la grazia di essere come Lui, abbiamo il dovere di adorarLo, rispettarLo e amarLo perché ci ha creati. Noi siamo la creazione, non il Creatore. Questa distinzione è assolutamente indispensabile, non dimenticatela mai, infatti l'errore di Lucifero non fu quello di paragonarsi a Dio, perché era come Dio, ma di non essere devoto al suo Creatore. Quindi è caduto. Noi arriveremo a diventare Avatar, Maestri, non è esaltazione, ma evoluzione; saremo come Cristo, non è poco, ma rimarremo sempre i creati. Un giorno il Signore ti dirà: “Ciao fratello, vieni... tu sei come Me… Non sono più il tuo Dio, anche tu lo sei come Me” e noi avremo il dovere di rispondere: “Signore, grazie se ora sono come Te, ma Tu mi hai creato e Ti devo sempre la mia devozione”.

D: Come tra figli e genitori?
G: No, non è come tra figli e genitori, anche se è un po' somigliante. Noi portiamo rispetto verso i nostri genitori, anche quando diventano anziani. A volte, durante il cammino evolutivo, il nostro orgoglio ci spinge a sentirci superiori perché stiamo facendo cose più grandi di loro, rispettandoli solo perché ci hanno messo al mondo; ma essi non sono il nostro Dio. Per il Creatore noi dobbiamo avere un senso di ubbidienza, di devozione e riconoscerLo. Sembra banale, ma è importante per la nostra vita di tutti i giorni, perché solo Lui può farci retrocedere. Dio ti porta fino a Lui, ad essere come Lui, quindi crei, sei un dio, un Essere solare, ma tu non potrai mai farLo retrocedere, diminuire di evoluzione. Questa è la differenza che noi dobbiamo realizzare con grande umiltà e gioia, perché Dio ci ha generato e a Lui ritorniamo poiché è il Creatore. Noi siamo la Creazione e ringraziamo il Padre perché avrebbe potuto non crearci.

D: Coloro che con grande sforzo arrivano a Lui, hanno ancora la possibilità di sbagliare? Dovrebbero essere sapienti...
G: I più evoluti che si trovano nella Settima Dimensione non sbaglieranno; possono creare universi e galassie, ma sono sempre devoti al loro Creatore, che noi chiamiamo Spirito Santo.
L'errore c'è perché Dio ha creato il libero arbitrio in quegli esseri eterni che Lui ha generato, ma sapeva che avrebbero sbagliato perché essi sono limitati. Se così non fosse stato, non avrebbero commesso mai degli errori. È questa la genialità di Dio: ci ha donato il libero arbitrio affinché noi prendessimo coscienza attraverso la conoscenza, quindi la sperimentazione del male e del bene.

D: Quindi era una necessità…
G: Assolutamente sì. Una necessità per noi, non per Lui, perché dobbiamo sperimentare il male. Il
nostro errore è perseverare. Se metto una mano sul fuoco mi brucio, ma se continuo a farlo sto perseverando. Il Signore ci lascia ancora in piedi perché è anche infinitamente misericordioso.

D: Hai detto che dobbiamo ringraziare di essere stati creati. Ringraziare significa averne coscienza. Se non fossimo stati creati, non avremmo avuto la coscienza, quindi perché devo ringraziare? Se sono stato creato vuol dire che era la volontà di un altro, non la mia. Se non c'ero, non esistevo e non avrei dovuto ringraziare nessuno. La domanda è questa: è un peccato il mio pensare “se non fossi stato creato...”
G: Se non fossi stato creato non saresti niente, cioè non avresti potuto pensare. Essere significa pensare e dire: “Io Sono, esisto”. Non avresti potuto dirlo se non fossi stato creato, ma non eri un niente, eri qualcosa. Questo è il segreto e te lo spiego subito. Quando Dio ti ha generato sei diventato Antonio e il tuo spirito individuale ha detto: “Io sono”. Prima che Dio ti generasse tu percepivi l'esistenza, la vita, la sentivi così come la senti adesso, ma non potevi dire: “Io sono”. Qualcuno ne aveva la coscienza e tu dovevi sopportarlo, anche se non eri d'accordo o non ti sentivi parte. Qualsiasi vibrazione, sentimento avessi provato in quel momento, chi diceva: “Io sono” era il tuo padrone. Prima di essere generati, noi siamo come l'oceano Pacifico, sentiamo di far parte di questo immenso mare. Proviamo la gioia e il dolore, se dolore c'è. Addirittura, essendo Dio, sentiamo solo gioia e amore, ma non possiamo pensare. Non possiamo dire: “Io Sono” e nemmeno acquisire conoscenza, abbiamo solo la sensazione dell'esistenza. Nel momento in cui Dio decide di creare Antonio dal suo oceano quale è, stacca una goccia e le fa percorrere il cammino della vita. Dice il profeta: Dalla montagna questa goccia scenderà a valle attraverso i corsi d'acqua, passerà attraverso la pianura della gioia e la montagna del dolore; attraverserà il fiume, il lago, poi un altro fiume, diverrà vapore che forma una nuvola, ricadrà per terra per riprendere il percorso di un fiume fino a ritornare al mare da dove è partito. Ma tornerà cosciente di essere anche lui l'oceano. Questa è la differenza.

D: Quando ero l'oceano, ero la genesi stessa di Dio, prima o dopo sarei comunque diventato...
G: No, non eri la genesi. Eri una goccia dentro l'oceano che s’identificava con esso, ma senza conoscenza. Ritornerai nell'oceano con la conoscenza suprema di tutto il Creato. Se Lui non ti avesse staccato dall'oceano, tu non avresti la coscienza che hai adesso, con la quale mi stai parlando. Ti troveresti in mezzo ad una massa spirituale d'amore, ma avresti solo sensazioni, non l’intelligenza. Non potresti parlare, esprimerti, né avere il godimento della conoscenza, della creazione, dell'amore, tutto quello che sei: uomo, essere individuale. Questa è la genialità di Dio: rendere la Sua creazione un essere individuale libero, soprattutto creando l'uomo. Dio lo crea a Sua immagine e somiglianza, vuole degli interlocutori, esseri che sono al Suo pari. Se non staccasse da Sé tutti gli esseri contenuti dentro di Lui, non avrebbe interlocutori, parlerebbe da solo come un pazzo.

D: Che differenza c’è tra noi uomini e gli angeli che non hanno percorso questo cammino evolutivo?
G: Questa è una grande invenzione della Chiesa. Gli angeli hanno dovuto fare il nostro percorso e sono stati creati come è avvenuto per noi. Dio ci ha resi potenzialmente come Lui, di questo dobbiamo ringraziarLo. Fra cento miliardi di anni Giorgio Bongiovanni e Adonay Arat Ra non saranno più Padre e Figlio, saranno Padre e Padre che si confrontano, ma entrambi devono devozione al Creatore perché sono stati creati. Anche Dio è stato creato dallo Spirito Santo, non dimenticatelo mai. Nel Vangelo, Gesù esalta lo Spirito Santo e dice chiaramente che è più in alto di tutti: «Qualunque peccato e bestemmia sarà perdonato agli uomini, ma la bestemmia contro lo Spirito non sarà perdonato. A chiunque parlerà male del Figlio dell'uomo sarà perdonato; ma la bestemmia contro lo Spirito, non gli sarà perdonato né in questo secolo, né in quello futuro». (Mt 12, 31) Gesù riconosce che è il Creatore di tutto, anche di Suo Padre che, contenendo lo Spirito Santo, è come se lo fosse. Noi dobbiamo crescere e capire questi concetti, altrimenti rimarremo sempre ignoranti. Quando facciamo queste discussioni, il Signore è contento. Noi non vogliamo entrare nel mistero, perché non ci sono misteri: è sufficiente capire per crescere. Lo Spirito Santo ha potere di vita e di morte su tutto e tutti e siccome noi uomini Lo stiamo bestemmiando, sarà Lui stesso ad inculcare al nostro Padre Divino la Sua forza, per scatenarne l'ira Santa. Gli Extraterrestri mi hanno trasmesso i concetti che vi sto spiegando; concetti filosofici che essi stessi vivono fisicamente e hanno realizzato in quindici miliardi di anni. La presa di coscienza non è avvenuta in due minuti e se noi non capiamo subito è cosa del tutto normale.

D: Perché si sono evoluti prima di noi?
G: L'oceano li ha staccati prima di noi, è tanto semplice; infatti ci chiamano fratelli, non sudditi. Tuttavia non tollerano la nostra perseveranza nell’errore perché, come loro, abbiamo ricevuto la visita di grandi Maestri, ma noi li ammazziamo e li perseguitiamo.

D: In riferimento al messaggio di oggi, quanti sono gli Eletti e quanti gli spiriti umani che si risveglieranno?
G: Quelli che si ravvedranno sono qualche milione. Gli eletti sono 144.000, numero preciso dato nell'Apocalisse di Giovanni. Questi Esseri sono venuti da altri sistemi cosmici per accompagnare Gesù, si sono incarnati e moltiplicandosi hanno lasciato la propria genetica, diventando sette-otto milioni. Essi sono i chiamati e hanno il compito di risvegliare l'umanità che si vuole risvegliare. Il numero dei Chiamati e degli Eletti si è concluso, non lo è il numero di coloro che si risveglieranno in base all'Opera che portano avanti i chiamati, generati dagli Eletti. Se vuoi, puoi dire che il numero dei chiamati non si è concluso perché sono mescolati tra i chiamati e i ravveduti; quando erediteranno il Regno di Dio, saranno tutti Eletti. Alla fine il numero sarà di alcuni milioni, mentre sette miliardi scompariranno da questo mondo ed andranno in altri posti. Delle centinaia di milioni di bambini che si stanno sacrificando per il mondo, alcuni erediteranno la Terra, altri andranno in altri mondi evoluti della quarta e quinta dimensione.
Quei bambini stanno dando la vita per noi indegni, quindi riceveranno il premio della quarta dimensione senza giudizio, non si reincarneranno in altri mondi: bambini dell'Africa, del Brasile, dell'Uruguay. Coloro che muoiono di fame per colpa nostra sono esenti dal giudizio finale, ecco perché sono beati. Il loro spirito, contrariamente a quello che pensano molti, non sta scontando un karma. Senz'altro tra questi ci sono spiriti che lo stanno facendo, ma la maggior parte viene per sacrificarsi e purificarci dai nostri peccati, quindi saranno premiati.

D: Quando la Terra sarà purificata, si ricomincerà da capo?
G: Si ricomincerà da capo con una super civiltà. Rispetto a quella attuale, ci sarà data una tecnologia più evoluta di almeno diecimila anni. Supereremo la velocità della luce, non lavoreremo più con le nostre braccia perché il lavoro sarà svolto da robot e macchine. Avremo una comunità mondiale governata da scienziati, teologi e filosofi. Gesù sarà il Presidente del Consiglio Mondiale per un tempo determinato, poi lascerà ad un reggente terrestre il comando di tutta la comunità mondiale. La Terra gioirà, sarà rigogliosa, il Pianeta avrà una super civiltà e la Confederazione Interstellare di questi mondi confederati, Soli, Stelle, Galassie, ci accoglierà. Noi ci iscriveremo all'interno di questa grande comunità cosmica, quindi la Terra non sarà più sola, farà parte della Confederazione e dovrà attenersi alle sue leggi.

D: E coloro che non ce la faranno?
G: Andranno in altri mondi come la Terra, dove c'è sofferenza, guerra, etc. perché ce ne sono tanti… La missione della civiltà umana sarà quella di aggregarsi a queste grandi civiltà, con il compito di aiutare gli altri fratelli bisognosi, sparsi nell'universo. La nostra missione diventerà Cristica e sarà una cosa bellissima. Tutti i bambini potranno frequentare la scuola, la tecnologia e le risorse del pianeta saranno a disposizione di chiunque, quindi non ci saranno poveri, ma ricchi.
Tutti potranno esprimere il loro talento, la meritocrazia non avrà riscontri economici, ma porterà a guadagnarsi la compiacenza del pubblico. Ogni essere avrà la possibilità di esprimersi, di evolvere e studiare. L’unico obbligo sarà il rispetto delle leggi, che io chiamo militari, nel senso di disciplina. Il destino finale di ogni civiltà, sembra banale, ma è questo: viaggiare nell'Universo che, nel linguaggio teologico e religioso, significa scoprire, ammirare e godere tutta la Creazione di Dio. Montezemolo, che aspira solo a guadagnare miliardi, mi riderebbe in faccia ascoltando questi discorsi. Noi Extraterrestri invece non ridiamo, ci mettiamo a piangere come bambini perché vediamo che gli esseri umani, invece di godere nello scoprire i misteri della Terra e le magnificenze del creato, viaggiare nell'Universo, entrare in contatto con la natura e parlare con gli animali, godono con dei pezzi di carta; su cui sono stampati numeri strani che non sono utili nemmeno per andare in bagno. È pazzesco. Come possono godere? Più ne accumulano, più sono felici, addirittura ammazzano i propri simili pur di mettere nella cassaforte mazzetti di quelle porcherie. Veramente siamo sconcertati. Non sappiamo a chi appartenga questa razza animale, dobbiamo studiarla. I fratelli del Cielo si meravigliano e si scandalizzano, non si capacitano di come il Padre Creatore abbia generato creature così, né comprendono cosa possa essere successo e io glielo devo spiegare. Un’altra cosa, a dir poco pazzesca, che mi fa ridere per non piangere, è che prima questi folli godevano nell’accumulare dei pezzi di carta, chiamati soldi, che perlomeno avevano uno stile, dei numeri... Adesso invece lo fanno davanti ad un computer, con numeri virtuali.

Gli Extraterrestri ci guardano e dicono: “Non può essere vero! Ma chi sono questi? Perché non si ricoverano? Non è possibile che possano godere, festeggiare o si strappino i capelli davanti a numeri virtuali assurdi, che non esistono! Sono matti! Li dobbiamo ricoverare in qualche luogo sperduto dell'Universo, mettere le catene e lasciarli lì per qualche miliardo di anni, al freddo e al buio della morte seconda!”.
“The wolf of Wall Street” (VM 14, diretto da Martin Scorsese e interpretato da Leonardo Di Caprio) è uno spaccato straordinario della verità. Vedete quel film (tratto da una storia vera) e poi cercate di identificarvi in Ashtar Sheran o Setun Shenar…; cosa possono pensare questi Esseri davanti ad un tale scempio? Una cosa assurda. Non è più nemmeno blasfemia, è una banalità ridicola del male. Come puoi togliere la vita, uccidere bambini, animali, deforestare l'ambiente, inquinarlo, uccidere donne per accumulare numeri all'interno di un computer? I soldi sono questo. E poi dicono che io devo farmi ricoverare in manicomio... E vi meravigliate se Dio vuole cancellare questa razza umana? È il minimo che possa fare. Ai tempi di Noè, Egli distrusse il mondo perché l’uomo era sprofondato nella degenerazione, faceva orge, si accoppiava con gli animali, accumulava beni materiali... ma ora che cosa accumuliamo? Niente, il falso, il nulla. Un uomo può essere padrone della vita di un miliardo di persone perché sul suo computer compaiono cifre con dieci zeri? Non è un'assurdità? Noi dobbiamo resistere contro questa assurdità e combatterla con il nostro Messaggio, annunciare il ritorno di Cristo, la Sua tremenda giustizia e il Giudizio dell’umanità…

D: Il 2017, oltre ad essere il centenario dell'apparizione della Madre Celeste, che significato ha?
G: Per quanto riguarda la mia missione, nel centenario dell'apparizione della Madonna mi aspetto con tutto il cuore qualche regalo dal Padre, in senso di giustizia.

D: Puoi farci un esempio di chiamato?
G: Tu, che stai facendo questa domanda, sei qui stasera e mi ascolti, sei un chiamato da Cristo. Persevera nell'amore e diventerai Eletto.
Un bacione a tutti nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen

22 DICEMBRE 2014 – BELPASSO

Giorgio: Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Approfitto di questi giorni che precedono la vigilia di Natale per fare gli auguri spirituali ai fratelli in ascolto, con tutto il cuore e il mio amore in Cristo. Ieri ho avuto una sanguinazione e sto aspettando da un momento all’altro il messaggio del Santo Natale. Sento nel cuore che Gesù mi darà un messaggio per tutta l’umanità, sicuramente anche per noi, nel senso di gruppo spirituale facente capo a tutte le arche che ci sono nel mondo. Sono sicuro che tratterà temi che si riferiscono all'umanità e a noi, quindi prendiamone atto e conoscenza.

Vi anticipo che il prossimo anno il mio tempo sarà limitatissimo, perché mi dedicherò all'antimafia, come già sto facendo per 24/h e, dove potrò, parteciperò insieme a Pier Giorgio alle conferenze spirituali in cui si parlerà di Cristo.Per il resto, se perderete il treno farete tutti la morte seconda: nessuno escluso. Il treno lo dovete prendere, perché quello che sta accadendo oggi non è mai successo in duemila anni di storia. Oggi siamo chiamati a proteggere i giusti che Dio ci ha mandato sulla Terra, non possiamo farli scappare. Lui ha dato dei segni: tutto quello che sta accadendo nel mondo con apparizioni nel Cielo, i Segni che porto nel mio corpo e la presenza costante di Cristo in mezzo a noi. C’è anche un’altra presenza fissa che io sento e percepisco: quella di Satana che ci vuole tentare e dissuadere dall’operare, persuadendoci che non c’è più niente da fare; che Gesù non c’è e che in realtà i segni con la mia esperienza sono un’emerita invenzione, tutta una farsa. C’è anche questo e l’anno prossimo lui incalzerà cercando di dividerci, di allontanarvi da me, facendoci dimenticare il motivo principale per cui siamo venuti al mondo: annunciare la seconda Venuta di Cristo. Noi saremo chiamati a delle scelte fortissime ed il mio appello è questo: il prossimo anno la nostra vita dovrà essere dedicata a Cristo e ad essere testimoni e protettori dei giusti; non c’è altro.

I segni ci daranno ragione. Che faremo quando tra qualche mese, anno, arriveranno una valanga di segni e centinaia o migliaia di persone ci chiameranno? Saremo pronti a servirli? No, non lo saremo perché non abbiamo ancora fatto la scelta. Vi faccio questo appello: prendete coscienza di chi siamo veramente, del perché ci siamo incarnati e siamo venuti in questo mondo e qual è la nostra funzione. Sono tutte domande importanti e se noi che seguiamo quest’opera da un mese, due anni, quindici o anche vent’anni, non abbiamo risposta oggi, non ce l’avremo mai. Chi siamo? Perché siamo qui?
Se ci riuniamo intorno a questo gruppo, chiamiamolo giovanneo (mi è sempre piaciuto quando Eugenio chiamava arca o tribù giovannea i discepoli di Giovanni l’apostolo e Giovanni Battista) è per una ragione: annunciare la Venuta di Cristo, non ci sono altri motivi. Tutto quello che noi facciamo durante la vita è una cornice, una coreografia: il lavoro, il matrimonio, anche i miei figli sono una coreografia importante, bellissima, ma non sono la ragione principale. Parlo per noi che ci definiamo figli spirituali di Giovanni o, se volete, seguaci di Cristo. Ci siamo dati tanti nomi: “Comunione spirituale dal Cielo alla Terra, Non siamo soli, gruppo Adonay, Centro Studi fratellanza Cosmica, Associazione culturale Giordano Bruno, Associazione culturale dal Cielo alla Terra” e potrei dirne ancora, ma siamo sempre noi.
Ci siamo reincarnati a Catania, Belpasso, Palermo, Bari, Torino, Varese, Sud America, Buenos Aires, Floridia, a Siracusa, nell’Etna, Cile, Uruguay, Argentina, etc. per annunciare il Ritorno di Cristo. Se non abbiamo ancora realizzato questo, non siamo messi tanto bene. Tutto il resto della nostra vita è di secondaria importanza, certo non significa assolutamente che non serva a niente, ma ciò che devo fare durante la mia esistenza è focalizzato ad un compito, un lavoro. Supponiamo che io sia un imprenditore e abbia un progetto nella vita: costruire e dirigere una fabbrica di scarpe per guadagnare tanti miliardi, perché voglio vivere nel benessere. I soldi e il far vivere nel benessere i miei figli, la mia famiglia saranno il mio punto di riferimento. Questo fa l’imprenditore, poi se avrà del tempo potrà dedicarsi anche a qualche piccola opera di beneficenza per sentirsi bene, ma il punto centrale della sua vita è produrre soldi; tutto il resto sarà coreografico. Non lo sarà nemmeno la famiglia, che lui crede sia più importante, perché di fronte a delle scelte imprenditoriali di lavoro e investimento per incrementare la produzione, sceglierà di separarsi; alla fine la moglie si stancherà e la famiglia si separerà. Il profitto è il suo scopo, il resto della sua vita è un contorno: diventerà miliardario e raggiungerà il suo obiettivo. I soldi non sono il nostro scopo, noi vogliamo produrre anime per il Signore, perché il traguardo finale per il quale siamo nati è la seconda Venuta di Cristo, quindi il Regno di Dio. È così, oppure ho preso un abbaglio in questi venticinque anni?! Non penso di essermi ingannato. La mia esperienza è vera o è falsa? Di notte, quando sono solo, io mi pongo queste domande ed il diavolo mi guarda tutto contento.  Quando m’interrogo lui mi appare e dice: “Sei bravissimo, devi farti delle domande! Bisogna avere dubbi, perché il dubbio significa ragionamento, razionalizzazione, evoluzione del pensiero. Con il dubbio prendi coscienza della verità e, contestando tutto, realizzerai che la verità è quella che tu hai pensato. La raggiungerai grazie ai dubbi, alle domande, mettendo in discussione tutto, persino Cristo!”. Così mi faccio delle domande: “Qual è l’obiettivo finale della mia vita?”, satana è già contento perché mi sto interrogando. Per il Signore, chi ha dubbi e si fa domande è tentato; chi invece ha fede e Gli ubbidisce avrà il Regno dei Cieli. Questo è scritto nel Vangelo, prendetevela con il Signore se non siete d’accordo, non con me. Mi piace ragionare e porre domande, ma non con Gesù; se Lui mi dicesse di buttarmi dalla finestra, io lo farei perché ho fede nel Messia, il Figlio di Dio. Quando mi chiedo se è vero che sono nato per annunciare la Venuta di Cristo, Satana è contento. Se rispondo di sì, tutto quello che faccio durante la mia giornata avrà questo obiettivo ed i problemi esistenziali, interiori, economici, sentimentali, familiari, personali o di salute che io posso avere saranno secondari. Semmai essi costituiranno una prova per vedere se io sono degno di fare quello che devo, di mettere in pratica ciò per cui sono nato. Può accadere che annunciare la seconda Venuta di Cristo diventi una coreografia. Non cestinato, semplicemente messo in secondo piano e al suo posto io ponga la mia situazione esistenziale: problematiche di lavoro, familiari, di salute o economiche che dobbiamo comunque risolvere. Questa è la chiave. Io non sono Colui che vi deve giudicare, però Questi arriverà e se scoprirà che il motivo per il quale siete nati è diventato di secondaria importanza, sarete giudicati severamente. Il prossimo anno saremo messi con le spalle al muro, al fine di capire se stiamo lavorando per il motivo secondo il quale siamo nati o no; accadranno tante cose che ci metteranno di fronte allo specchio, questo è il mio appello.

SIAMO IN GUERRA
Come ho già detto, dopo l’uccisione del nostro fratello, non sono più come prima. Io, di fatto, dentro ho lasciato già tutto, anche Sonia e Sonietta. Io sono solo per Cristo. Se lo desiderano possono accompagnarmi, ma non devono chiedere niente perché per me non c’è più famiglia: io voglio giustizia per i martiri caduti e parlare solo del Signore, nient’altro. Non ci sarà che questo nella nostra vita, l'amore è secondario o forse non ci sarà più, non lo so. Se l' ho detto a mia moglie e ai miei figli, pensate che non lo dica anche a voi, che siete i miei fratelli? Io sono qua solo per questo, per me non c’è altro motivo e se vedo che siete distratti da altre cose io vi abbandonerò. Voglio solo servire Cristo, non mi fermo davanti ad un mal di testa o un problema. Se Sonia Alea mi vuole accompagnare, come sta facendo, io la ringrazio con tutto il cuore e l’adoro, ma sono uno stigmatizzato consacrato a Gesù Cristo e posso avere una famiglia se anch'essa lascia tutto per consacrarsi a Lui. Non avrà una casa o un appartamento, non saprà dove abiteremo, un po' nell’arca di Pordenone, a Palermo, poi a Sant’Elpidio..., nella casetta, in macchina... Non garantirò un futuro nemmeno ai miei figli, tutti i soldi che riceverò li userò solo per divulgare il messaggio di Cristo e per la lotta alla mafia. Viviamo alla giornata, viaggiamo per parlare di Gesù e divulgare il Suo messaggio, perché so che Lui tornerà. Questa è la verità. Siete tutti liberi di lasciarmi, io farò questo seriamente, senza fanatismi, per me nella vita non c’è altro e voglio che non ci sia; intendo fuggire da tutte le altre tentazioni perché so che lo sono.
Quando ho visto il corpo massacrato di mio fratello, ho detto: “Non posso più sopportare di vedere i giusti cadere”. O cado anche io oppure voglio morire in macchina, dietro la tastiera di un computer o per infarto; io non sono così importante da essere ammazzato, la mafia nemmeno mi calcola, anche se segue il sito antimafia e sicuramente diamo fastidio. Io non ho paura di essere ucciso e voglio morire lavorando per la causa. Se parlo di Cristo con i miei fratelli non sto perdendo tempo, ma andare al mare o al cinema, mentre c’è qualcuno che può essere ucciso, per me sarebbe un’angoscia. Non è una cosa che io vivo da cinquanta anni, sono migliaia di anni che questa storia si ripete e dovrà pur finire prima o poi! Se il Signore mi dicesse: “No, non finirà”, allora sia fatta la Sua volontà, ma io morirò sul campo, non posso aspettare. Nel ’92 tutti sapevano, anche i palermitani, che Borsellino doveva morire, ma hanno continuato a farsi la loro vita, come gli altri. Siccome mi aspetto che succeda di nuovo, non voglio pensare alla mia vita ed ho scelto di vivere per lottare contro la mafia e parlare di Cristo. Oggi sono qui, domani andrò a Palermo, dopodomani sarò a Reggio Calabria, poi a Sant’Elpidio... Voi mi vedrete così fino a quando non riceverete notizia che sono morto per infarto, a causa della vita frenetica, in macchina o in mezzo alla strada. Non mi troverete morto in un letto: se accadesse, significherebbe che ho tradito Cristo e non L’ho servito. Noi non possiamo più sopportare queste situazioni, per me è così.

Io sono uno stigmatizzato e credo nelle stigmate, nei segni che porto e sento che c’è qualcosa dentro di me, una forza superiore che mi fa agire così. Non chiedo né impongo niente a nessuno, però lo devo dire: “Se vorrete aiutarmi, sappiate che io farò solo questo, nient’altro, non ci dovranno più essere problemi da risolvere”. Simbolicamente, in questo momento, noi ci troviamo tra il pubblico che è presente all’uscita di Gesù dal Pretorio fino al Calvario: alcuni seguiranno il “disgraziato” fino alla croce, altri gli sputeranno sulla faccia, altri ancora vorrebbero fare qualcosa perché in Lui riconoscono il Maestro. Duemila anni fa non abbiamo fatto niente, ma ora non è più possibile, bisogna agire. O diventiamo dei soldati e ci facciamo ammazzare oppure, invece di nasconderci, gridiamo: “È innocente! Salvatelo!”. Io visualizzo questa scena. Nella peggiore delle ipotesi morirò in strada, perlomeno avrò fatto tutto quello che mi era possibile. Io dovrò morire in macchina, dietro il computer, in un hotel, dietro il microfono di una radio o di una sala durante una conferenza, insieme ad un pugno di bambini che stanno morendo di fame; ma in ogni caso in una situazione di azione. Se dovessi lasciare questo corpo mentre sto riposando significherebbe per me aver fallito, non aver compiuto ciò che mi sono promesso di fare dopo l’assassinio di Pablo Medina, simbolo del nostro gruppo spirituale. Hanno ucciso un nostro fratello e ora ne ammazzeranno un altro. Speriamo di no, ma noi non possiamo restare a guardare; io non lo farò, lo giuro su Dio. Non voglio programmarmi il futuro, ma vivere alla giornata. Domani mi preparerò per il giorno seguente e dopodomani farò altrettanto, sempre nell’azione di guerra. Questo è quello che sento. Io sono in guerra, anche a costo di combatterla da solo. Noi dobbiamo impegnarci al 100% nella lotta, se lo faremo parzialmente il Signore non ci darà quello che vogliamo da Lui.

Non sono un uomo che vive passivamente senza chiedere nulla al Signore. Io dico: “Signore, io ti offro la vita, ma Tu devi darmi questa cosa, affinché io sia in grado di operare” e Lui me la concede. Noi insieme dobbiamo chiedere, ma non possiamo farlo seduti sulle sedie. Bisogna seguire l'esempio di San Francesco che chiedeva continuamente al Signore, perché voleva servirLo, creare un ordine, parlare di Lui… Allora la voce di Dio gli disse: “Se vuoi essere perfetto, vai e vendi tutto quello che possiedi e donalo ai poveri, così avrai un tesoro in Cielo”. Francesco lo prese alla lettera, si spogliò di tutti i suoi abiti, restando completamente nudo davanti ad una folla attonita, portando scandalo alla famiglia e alle sue nobili origini; restituì vesti e danari al padre e, annunciando di voler fare il missionario di Dio, se ne andò. Il Signore poi gli fece creare l’ordine più grande di tutta la storia del Cristianesimo. A chi si avvicinava, Francesco diceva: “Fratello, io faccio questo. Lo vuoi fare anche tu? Se non vuoi, non ti preoccupare, ma se resti con me devi imitarmi. Se dici che mi vuoi seguire, allora devi spogliarti di tutto, altrimenti non lo potrai fare”.
Io non vi chiedo di spogliarvi nudi. Tradotto per i tempi moderni, intendo: “Se volete restare con me, dovete vivere solo per la guerra contro i criminali e per annunciare la seconda Venuta di Cristo”. Nient’altro, tutto il resto per me è insignificante. A mio figlio Giovanni, che grazie a Dio mi segue, ho detto: “Non posso darti un futuro. Il mio futuro è prometterti il Ritorno di Cristo, per me c’è solo questo. Niente soldi, case, macchina... , futuro zero spaccato”. Ovviamente io rispetto chiunque, parenti o amici che mi considerano pazzo, un padre scriteriato che non dà futuro ai figli (un lavoro, una casa, sicurezza) e rispondo che il loro futuro lo vedo da un’altra prospettiva. Io voglio restare solo, perché non condiziono nessuno, tranne me stesso, ma a chi vuole seguirmi non dico di no. Sono stato sempre trasparente e sincero, diretto, dicendo quello che sentivo nel cuore. Quando mi è apparsa la Madonna e mi ha detto di andare a Fatima, io sapevo che non mi avrebbe fermato nulla e nessuno e ci sono andato. Ora io sento di dedicare la mia vita unicamente a questo. Se in passato mi sono occupato anche di altre cose, sempre nell’ambito dell’Opera, ora taglio il cordone ombelicale, non le farò più. Certamente non me ne andavo a giocare a bocce o alle corse dei cavalli, mi riferisco al tempo dedicato ai nostri problemi interni, frustrazioni o alle eventuali divisioni che spero non ci saranno più. Non ho tempo.

D: Tutto quello che stai dicendo è come uno specchio… lo specchio della coscienza nel quale ci affacciamo ogni mattina. Non è la prima volta, ma se lo dici in questo modo è perché sono successi fatti terribili, c’è stato questo martirio tra le nostre fila..
G: Ogni giorno mi sembra veramente di gridare nel deserto. Tutto quello che posso fare, anche se sono da solo, lo farò. Se siamo in dieci, faremo in dieci, se fossimo diecimila certamente otterrei il risultato che mi prefiggo, ma anche se non riuscissi a mettere insieme una massa tale di gente per fermare questo genocidio, in qualche modo chiederò aiuto nella riunione del primo gennaio; cercherò di capire come muovermi per sapere in quanti siamo. Intanto ringrazio tutte le arche italiane e straniere che finora si sono mosse, ma il livello d’intervento che dobbiamo ottenere si deve alzare.
Non possiamo limitarci a manifestare di fronte all’amministrazione, alle ambasciate e partecipare alle conferenze per la ricerca della verità. Dobbiamo cercare di fare rumore forte, dare tutta l’anima alla Madonna e a Cristo per illuminarci, farci aprire delle strade e far parlare quelle istituzioni che possono salvare la vita a molti uomini giusti. Ho diversi progetti nella testa. In base a quanti saremo, agirò ma dovrete aspettare il primo di gennaio; siccome vi piace stare seduti, dovrete venire a Sant’Elpidio ad ascoltarmi. Chi non può per problemi di salute o familiari, si colleghi via skype, spero che l’impossibilità non sia dovuta ai festeggiamenti del veglione, altrimenti ritorniamo al punto di partenza.
È tanto semplice, io parlo diretto. Vivo giorno e notte con gli occhi aperti e, come Giovanna D’Arco, sento continuamente le voci degli Angeli che mi parlano nell’orecchio. Dalla loro voce e dal pensiero del Padre Adonay, sento che il loro Padrone è un po' irritato per questa situazione, quasi volesse levarmi di mezzo dicendo: “Basta, vattene! Ora ti tolgo da questo casino e tutti loro facciano quello che vogliono!”. Allora io Gli rispondo: “Signore, io voglio restare qui, desidero che Tuo Figlio ritorni, lasciami fare”. E Lui: “Va bene… provaci”. Mi concede ancora questa possibilità, ma non lo entusiasma affatto, non so se ho reso l’idea. Poco fa, parlando di segni, ho detto a Giovanni, che è un grande teologo, che la Galilea dei Gentili affonderà sotto un’onda di ventimila metri se non apprezzerà il segno dei giusti, dei martiri... e rimarrà sott’acqua finché Dio la farà resuscitare nuovamente. Qui in Sicilia abbiamo avuto tutto: la Sua benedizione (... nei tempi a venire coprirà di gloria la terra vicina al mare, al di là del Giordano, la Galilea dei Gentili, Is. 8,23), miracoli, la lacrimazione della Madonna a Siracusa, le stigmate del vostro fratello Giorgio, Eugenio Siragusa, l’atterraggio di navi extraterrestri, la Madonna di Niscemi, Giampilieri, Catania, Cristo che sanguina a Palermo, l’apparizione della Madonna a Borrello (Belpasso)... Se non ci sarà il pentimento, il Signore la farà affondare e come ricordo lascerà emergere la cima dell’Etna sempre in attività.

D: Un ragazzo di tredici, quattordici anni di fronte a questi discorsi e ad un tale scenario, come si dovrebbe sentire?
G: Se mi vorrà seguire, la sua vita avrà un senso perché io faccio la guerra contro questa società e i sistemi criminali. Se lo faremo insieme, nel mentre ci divertiremo, leggendo, suonando e cantando, ma tutto dovrà avere come fine la guerra e la Venuta di Cristo. Ogni cosa che distrae da questi due aspetti è una tentazione di satana. Questa è la mia risposta, altro non so dire. Il punto centrale della nostra vita è il Ritorno di Cristo. Tutto ciò che è coreografia: stare insieme, la famiglia, l’unione, la fratellanza, le arche, scrivere, colorare, pitturare, scrivere canzoni o articoli antimafia, suonare il pianoforte, recitare, andare a vedere film culturali, leggere, può aiutarci ad aprire la mente ed il cuore e non va cestinato, ma dobbiamo servircene per compiere la missione. Queste sono le nostre armi, le nostre pallottole. Fare la guerra non è andare in piazza e gridare, ma essere soldati preparati che intervallano gli allenamenti con la guerra. Se in alternativa ad una giovinezza trascorsa tra discoteche e uso di droghe, offrissi ad una ragazza di tredici anni l’opportunità di diventare una persona colta, un’intellettuale, artista, attrice, cantante, dottoressa, scrittrice, allenatrice, infermiera o giornalista e allo stesso tempo di dedicarsi alla guerra contro la criminalità e alla Venuta di Cristo, io credo di offrirle un bel progetto futuristico. Non credi?

D: Certo, paradossalmente questo è un futuro…
G: Non è un paradosso, è un futuro... Io ho detto che siamo in guerra e allo stesso tempo dobbiamo svolgere un'attività professionale che permetta a noi e ai nostri figli di sopravvivere e diventare intellettuali, leggendo centinaia di libri di spiritualità e filosofia che possano arricchire la nostra conoscenza. Tutto ciò che contribuisce a farci realizzare come uomini e donne, all’interno di questo cammino, di questa missione, ci aiuta a sparare pallottole per distruggere il nemico, annunciando la Venuta di Cristo e lottando contro la mafia. Questa è la mia e la nostra missione: chi vuole seguirmi, lo faccia come me con grande gioia e si divertirà. Tutti i miei collaboratori ed io svolgiamo questo lavoro sempre con il sorriso sulla bocca. Se ci sono problemi interni, dovuti a frustrazioni e tristezza, io intervengo immediatamente dando un taglio al cordone ombelicale e dico: “Questa non è la tua strada, scegline un’altra”. Noi non restiamo all’arca ad aspettare che i dischi volanti scendano per portarci in salvo, né passiamo il tempo a raccogliere patate o a preparare le marmellate per la nostra sopravvivenza perché ci crediamo eletti. Dentro questa guerra noi vogliamo crescere, studiare, suonare, cantare, dipingere, scrivere, diventare allenatori sportivi, infermieri, dottori… Se non realizzate di essere in guerra e lo fate per costruirvi un futuro, una famiglia, siete fuori strada e fra qualche settimana, quando accadranno certe cose, vi ritroverete impreparati. Non c’è alternativa, se non quella di seguire me o un giusto: questa è la strada.
 
D: Per chi ha vissuto e vive l’Opera giovannea, non c’è futuro fuori dalle arche. Le persone sono come zombi, morti viventi, le incontri nei centri commerciali, ovunque, specialmente adesso, prima, dopo e durante le festività.

D: Cosa pensi del fatto che il Papa non abbia voluto ricevere il Dalai Lama?
G: A mio giudizio è stata una mossa diplomatica per tenersi buona Pechino, perché ricevendo il Dalai Lama avrebbe avuto dei contrasti con il Governo cinese, con il quale è in atto una sorta di apertura, di dialogo. Non lo condivido affatto: io lo avrei ricevuto, incurante di cosa potesse pensare il Governo cinese. Se sono il vicario di Cristo, ho il dovere di ricevere tutti, altrimenti Cristo lo sto mettendo dove fa più comodo; questa è la mia opinione. Certamente riceverei anche il Presidente cinese, non posso usare due pesi e due misure. Io rispetto e stimo molto Papa Francesco per i suoi atti coraggiosi, ma anche lui si deve adattare a scelte politiche e compromessi che gli vengono imposti. A parte Gesù Cristo, a me nessuno impone niente, per questo non mi faranno mai Papa.
 
D: Bisogna evitare come la peste gente e luoghi mondani, oppure al contrario dobbiamo andarci per portare un po’ di luce?
G: Se il programma della nostra guerra contempla che dovremo andare in un bordello e ballare con le prostitute, ci andremo. Se prevede di andare in un night frequentato da drogati o in luogo di orge per parlare di Cristo, lo faremo. Se non è contemplato, non ci andremo. Questa è la mia risposta. La domanda che ci dobbiamo porre non riguarda la frequentazione di locali mondani, ma bisogna chiedersi: “Stiamo facendo la guerra? Contro chi? Qual è il nostro compito? Per quale motivo Cristo ci ha chiamati?”. Se abbiamo accettato la chiamata alle armi per fare la guerra contro la mafia e di gridare, dove possiamo, la verità sulla Seconda Venuta di Cristo, dobbiamo seguire questa linea. È chiaro dunque che andare ad una festa mondana, quando invece dovrei fare la guerra, è una distrazione, una tentazione. Ma se trovarsi in un night per parlare di Cristo fosse contemplato dal programma che ci siamo prefissi, lo dovremo fare; non ci andremo per ubriacarci, ridere e scherzare. Ci presenteremo al direttore del night affinché ci riservi un posticino nel locale, dove sia possibile rivolgersi alle prostitute, ai drogati e quant’altro, i quali ci ascolteranno parlare di Cristo per una mezz’oretta o più; poi ce ne andremo e li lasceremo alla loro attività. Quando Gesù è andato dalle prostitute, si è fermato tutto.
Egli si recò dal protettore di Gerusalemme che le gestiva (Matteo era uno dei dirigenti) per avere il permesso di parlare a tutti, dai drogati alle prostitute, fino agli addetti alla preparazione delle bevande, etc. e questi si sentì profondamente onorato della Sua presenza. Per quasi due ore tutti Lo ascoltarono e quando il Signore se ne andò venne seguito da chi lo volle, Matteo fu uno di questi, molti altri continuarono a praticare orge. Noi non dobbiamo andare in questi luoghi per partecipare alle loro feste; se ci andiamo, quando entriamo si deve fermare tutto, non deve volare una mosca e le prostitute e i drogati devono ascoltarci. Se qualcuno non ascolta, ce ne andiamo.. Se invece ci ridono in faccia e noi ci vergogniamo, stiamo prendendo in giro Gesù. Io sono andato nelle carceri, il Signore mi ha mandato persino in un ritrovo di omosessuali del Sud America. Lì sono molto famoso, mi hanno visto tutti in televisione... , mi sono rivolto al responsabile e ho chiesto di fermare tutto, anche la musica, perché volevo parlare ad ognuno di loro per una mezz’oretta. Erano circa duecento, mezzi svestiti. Ho parlato di Cristo, mi hanno ascoltato con estrema attenzione e quando me ne sono andato hanno salutato e ringraziato. C’è chi ha lasciato questa professione e chi invece ha continuato. Certamente il Signore sapeva farSi ascoltare, ma noi dobbiamo imitarLo. Se il programma non contempla questo tipo di attività evangelica, perché dobbiamo occuparci di altre cose, non andremo nella vita mondana.

D: In merito a quanto detto poc’anzi sulla mondanità, è ammesso scendere a qualche compromesso se, parlando solo di Cristo, le persone si allontanano? È possibile arrivare comunque al cuore delle persone anche in maniera non diretta oppure non è più tempo per questo?
G: Per parlare di Cristo non dobbiamo fare come i testimoni di Geova che, con la loro borsetta, bussano alle porte e schiaffano il Vangelo sulla faccia delle persone irritandole. Noi possiamo parlare di Cristo partendo dai valori, dai Suoi insegnamenti, dalla fratellanza, dalla giustizia, dal come salvaguardare il nostro ambiente, aiutare i giusti nel loro lavoro, essere generosi con gli altri, fare il volontariato, aiutare i bambini che muoiono di fame... poi entrare nel vivo del discorso. Anche questo è parlare di Cristo. Dipende da chi abbiamo davanti. Se chi ti ascolta scappasse a gambe levate solo sentendo pronunciare la parola Cristo, come fosse il diavolo, potresti parlare dei bambini che muoiono di fame, della lotta alla mafia, della solidarietà verso i più deboli, delle proteste contro la guerra, l’energia nucleare, etc. Ci sono strade infinite per poter parlare, alla fine, di Gesù.

24 DICEMBRE 2015 – SANT'ELPIDIO A MARE
DAL CIELO ALLA TERRA

SANTO NATALE 2014

IL GRIDO DI DOLORE DEI MARTIRI DELLA GIUSTIZIA E DEI PARGOLETTI DELLA VITA, FALCIATI DALL'ODIO UMANO ASSASSINO, È GIUNTO SINO ALLA SOMMITÀ DEL CIELO ED È STATO ASCOLTATO DAL PADRE MIO. ABBIATE FEDE! IL PADRE ADONAY, DA TEMPO, HA DI NUOVO INVIATO SULLA TERRA IL SUO UNIGENITO FIGLIO E 12 LEGIONI DI ANGELI. SI! IO SONO RITORNATO, SONO IN MEZZO A VOI! ANCORA NON POTETE VEDERMI MA HO GIÀ VISITATO IN CARNE E SPIRITO IL MIO SERVO, LO SCRIVENTE E PRESTO MI MANIFESTERÒ AL MONDO CON POTENZA E GLORIA. ABBIATE FEDE E STATE ATTENTI AL PIFFERAIO MAGICO, INCANTATORE DI SERPENTI. EGLI, L'ANTICRISTO, VUOLE ALLONTANARVI DAL CALICE DELLA COMUNIONE, AFFINCHÈ LE VOSTRE ANIME SI ADDORMENTINO PER LUNGO TEMPO NEL SONNO DELLA MATERIA, NELL'INGANNO DELL'INDIFFERENZA E DELLA  DEPRESSIONE. IL VANGELO CHE VIVETE OGGI È GUERRA CONTRO IL MALE, PASSIONE E SOFFERENZA, SACRIFICIO E DOLORE PER AMORE, ONORE E AMICIZIA PER I PROPRI FRATELLI, TESTIMONIANZA E DIFESA DEI GIUSTI, ANNUNCIO DELLA MIA SECONDA VENUTA NEL MONDO. VIVERE IL VANGELO SIGNIFICA SEGUIRE IL MIO PASSO GLORIOSO PER TUTTE LE 14  STAZIONI  E LASCIARE TUTTO COME HA FATTO FRANCESCO D'ASSISI DI FRONTE ALLA SUA POTENTE E RICCA FAMIGLIA. VOI SIETE I MIEI DISCEPOLI, I MIEI FRATELLI E SIETE NATI PER QUESTO. NON DIMENTICATELO MAI! MAI! MAI! SIATE UNITI SEMPRE NEL MIO NOME, IL MIO SERVO HA CONSUMATO LA SUA CARNE E VERSATO IL SUO SANGUE GRIDANDO ALLE VOSTRE ANIME QUESTO COMANDAMENTO. NON TRADITELO! ABBIATE LA MIA PACE!

DAL CIELO ALLA TERRA

Sant’Elpidio a Mare (Italia)
24 Dicembre 2014. Ore 21:00
G. B.

ALLEGATI LE 14 STAZIONI DEL CALVARIO DI CRISTO

La quindicesima stazione riguarda la Resurrezione di Cristo. Nel messaggio sopra descritto
Gesù ci chiede di imitarlo nelle 14 stazioni,
omettendo logicamente la quindicesima in quanto nessuno di noi può risorgere dalla morte fisica, ma solo Lui il Cristo Redentore.
La Resurrezione di tutti, cioè il Giudizio Universale avverrà durante la Seconda Venuta di Cristo.

http://www.giorgiobongiovanni.it/messaggi-2014/5855-santo-natale-2014.html

D: Il messaggio dice che il grido di chi soffre è arrivato fino al Padre. Che significa?
G:Significa che il Padre ora interverrà: è arrivato il tempo della Sua Ira Santa. È altresì vero che nell'apertura del quinto sigillo riportato nel libro dell'Apocalisse, Giovanni scrive:
Quando l'Agnello aprì il quinto sigillo, vidi sotto l'altare le anime di coloro che furono immolati a causa della parola di Dio e della testimonianza che gli avevano resa. E gridarono a gran voce:
«Fino a quando, Sovrano,
tu che sei santo e verace,
non farai giustizia
e non vendicherai il nostro sangue
sopra gli abitanti della terra?».
Allora venne data a ciascuno di essi una veste candida e fu detto loro di pazientare ancora un poco, finché fosse completo il numero dei loro compagni di servizio e dei loro fratelli che dovevano essere uccisi come loro (Ap 6, 9-11).

Il numero si è compiuto e Gesù sta per tornare. Io l'ho inteso così. Interverrà con le forze della natura e con eventi politici e sociali, sconvolgendo la mente dei potenti. In entrambi i casi, inizieranno a manifestarsi eventi che corrispondono ai Suoi disegni di giustizia. Attenzione: saranno spine forti, non profumi e roselline...

D: I segni stanno avvenendo anche a livello più basso, di popolo. Gesù disse: «Pensate che Io sia venuto a portare la pace sulla Terra? No, vi dico, ma la divisione. D'ora innanzi in una casa di cinque persone si divideranno tre contro due e due contro tre; padre contro figlio e figlio contro padre, madre contro figlia e figlia contro madre, suocera contro nuora e nuora contro suocera». Tra di noi sta succedendo anche questo. I segni dei tempi stanno incalzando sempre di più...
G: Sì, sempre di più ma non se ne accorge nessuno, purtroppo nemmeno il Santo Padre. Mi piace questo Papa, è bravo, ma forse non ha capito che questi sono i segni della Seconda Venuta di Cristo; o forse, essendo attorniato da vipere, sta aspettando il momento opportuno per rivelarlo. Per me è facile affermare tutto quello che dico, perché sono circondato da fratelli che sono d'accordo; ma per il Papa, anche se è il capo, non lo è affatto. Se io fossi cosciente che le persone presenti in questa stanza mi odiassero e non volessero farmi parlare, nonostante il tuo amore e condivisione verso di me, cercherei di essere astuto, di usare la parola giusta. Di fatto, tutte le vipere che odiano il Papa sono quelli che lo sostengono politicamente, economicamente, teologicamente, perciò potrebbe essere ucciso, messo in condizione di abdicare, di dimettersi; un insieme di situazioni che noi non possiamo nemmeno immaginare. Probabilmente sta aspettando il momento opportuno, ma di fatto non lo so. Se avessi avuto il suo potere, io avrei agito diversamente eliminandoli, allontanandoli; avrei fatto l'impossibile per aprirmi una strada libera e attorniarmi di fratelli. Ma io non sono Papa, sono un semplice missionario stigmatizzato e l'unica cosa che posso fare è parlare, scrivere… Innanzitutto dobbiamo cercare di individuare le dinamiche e porci molte domande. Fino a che punto il Papa è cosciente della Seconda Venuta di Cristo? È davvero dotato di tutti i poteri per esercitare sovranità immediata sulla Chiesa universale? Teoricamente è il monarca supremo e con la clausola “Motu Proprio” gli è conferito il potere di emanare decreti di propria iniziativa.
Si tratta di una clausola insindacabile, con la quale potrebbe anche nominare Cardinale Flavio Ciucani. In realtà, avvenuta la nomina un collegio di cardinali si riunirebbe per metterlo in condizioni di non nuocere politicamente e praticamente o per avvelenarlo. Intanto Papa Francesco ha rimosso il cardinale Bertone, ma non ha avuto il potere di fare altrettanto con il Presidente della Conferenza Episcopale (il Parlamento dei vescovi) Bagnasco, colui che detiene il vero potere della Chiesa. Quindi non è facile. Attenzione, non dimentichiamo che si è dimesso un tale Joseph Ratzinger, secondo noi il porporato più potente degli ultimi secoli di storia della Chiesa. Quando ha raggiunto il Papato ha dato le dimissioni perché non ce la faceva più. Se lo ha fatto lui che aveva potere, significa che una volta diventato Papa questo potere forse lo ha perduto, divenendo una figura rappresentativa per tutto il mondo. Ratzinger potrebbe benissimo rispondere a tutte queste domande, dirci cose importantissime, infatti un incontro con lui rientra nelle mie iniziative. Papa Francesco si difende un po', non dorme nemmeno in Vaticano... a volte mi fa pure pena. Grazie a Dio noi siamo puri, ingenui e pieni d'amore. Vogliamo bene a questo Papa argentino, ma non possiamo escludere la possibilità che possa celarsi un'altra faccia della medaglia, spaventosamente drammatica e inquietante: che si tratti di una nomina di propaganda; per dare una nuova immagine ad una Chiesa ormai fallita e che lui, essendo Gesuita, possa essere un'intelligenza diabolica che sta al gioco. Io non voglio pensare questo, non ora. Secondo me c'è una battaglia interna notevole, che noi non vediamo, tra i porporati romani europei e quelli argentini. Staremo a vedere come finirà…
Se lui accettasse un'udienza con me sarebbe una grande risposta del Cielo; non un segno, ma una svolta gigantesca, incredibilmente grande dell'opera della Chiesa di Pietro e della Chiesa di Giovanni. In questo caso, non ci sarebbe più nessun dubbio sulla sua missione celeste. Tutto è fattibile, tutti possiamo cambiare in bene e in male. Solo Dio conosce il destino di ognuno. Se lui accettasse questo incontro, sarebbe una grande svolta per tutto, non solo per la nostra Opera.

D: Il messaggio si sposa perfettamente con quello ricevuto a maggio, dove la Santissima Vergine dice di aver lasciato libero il braccio di Suo Figlio. È un capo militare che sta parlando..
G: È il Comandante che parla. Il Vangelo è lotta, battaglia, azione, non stare seduti e fare meditazione.

D: Gesù ha detto: “Sono venuto a portare la spada”. Siamo in guerra. È una guerra metaforica, spirituale, combattuta nella società...
G: È la battaglia di Armagedon di cui parla Giovanni nell'Apocalisse, il suo centro si trova tra il Tigri e l'Eufrate.

D: Puoi dare un messaggio di insegnamento per i ragazzi che hanno un'età compresa tra i quattordici e diciassette anni, in riferimento al momento storico che stiamo vivendo, dato che le televisioni forniscono un'informazione sbagliata? Loro sono molto importanti, essendo la futura generazione.
G: È una bella domanda ed io dirò quello che ho nel cuore, quindi spero in una risposta profonda. Io non posso dare un insegnamento ai ragazzi come se fossi il patriarca della situazione, ma dirò loro quello che so e sento: ci troviamo in una situazione grave. Non posso mentire, devo dire la verità. Parlerò dell'Italia perché viviamo qui, ma potrei parlare anche a livello internazionale. La verità è che siamo di fronte ad uno dei momenti più gravi della storia del nostro Paese, a livello economico, criminale, politico, sociale e spirituale. Ai nostri ragazzi io posso dire: “Siamo in guerra. Prendete coscienza di come stanno le cose e poi schieratevi. È in gioco il vostro futuro. In questa guerra metaforica non dovete sparare, ma arruolarvi e diventare soldati contro la corruzione che sta divorando il nostro Paese; combattere contro la non-democrazia presente in Italia, reclamando tutti i diritti e appoggiando i magistrati che cercano di sconfiggere la corruzione e la criminalità. Non perdete tempo: fate letture profonde su come stanno le cose, leggete e informatevi! Studiate seriamente e se state lavorando non indugiate dopo il lavoro. Dovete schierarvi, scendere in campo, perché, ripeto, ne vale del vostro futuro”. Ai ragazzi che sono con noi e ci frequentano o fanno parte dei nostri gruppi, posso solo dire di essere coscienti, perché potrebbe accadere qualcosa di brutto da un momento all'altro, quindi siano pronti a difendersi e ad essere uniti.
Ora mi rivolgo a tutti i nostri fratelli, giovani e anziani, che da anni coltivano i valori che portiamo avanti, dei quali abbiamo discusso un'infinità di volte. Quante conferenze abbiamo fatto? Quanti messaggi abbiamo dato? Adesso è il momento in cui noi dobbiamo esserci, stare uniti a livello fisico e spirituale, senza farci distrarre dai pifferai magici che suonano e ci incantano con le illusioni di un successo economico e patrimoniale, di un futuro per noi o per i nostri figli, di carriera, di stare bene e di godersi la vita. Dobbiamo stare attenti a questi incantatori di serpenti, perché non ci sarà nulla di tutto questo. Una volta terminati gli studi, gli adolescenti, purtroppo, si ritrovano in una società dove regna la mafia, la corruzione, priva di qualsiasi futuro o successo economico; dove non vi è possibilità di farsi una famiglia, comprarsi una casa e forse di non trovare nemmeno un lavoro. A quel punto ci potrebbero dire: “Ma tu, genitore, dove sei stato tutto questo tempo? Non mi hai preparato. Non mi hai mai detto che la situazione fosse catastrofica. Hai permesso che andassi a ballare, a divertirmi con la fidanzata ed ora mi ritrovo in mezzo a una strada. Avresti potuto gridarmi: “Cosa fai? Guarda che la situazione è grave!”. Avrei potuto ascoltarti, con il passare del tempo!”.
Io dico questo ai giovani: "Se mi ascoltate, io vi dirò la verità su come stanno le cose. Divertitevi, uscite con le ragazze, andate a ballare, però dovete sapere che la situazione è grave: domani potremmo entrare in guerra, anche fisicamente. Potrebbe succedere che a mamma e papà non venga più pagato lo stipendio, a causa della crisi e che non abbiano i soldi per comprare da mangiare; le poste potrebbero chiudere e le banche non erogare contanti per due mesi, quindi la battaglia è adesso”. Se ad esempio noi eliminassimo la corruzione in Italia, potremmo respirare e invece incalza. Poi dobbiamo mettere in pratica i valori spirituali. Da tanti anni parliamo di Cristo, ma Lo dobbiamo vivere e quindi avere fede. Chi ha fede deve sapere che per Cristo questo è il momento più importante.
Ci vediamo domani pomeriggio. Nel nome del Padre, del Figlio, dello Spirito Santo. Amen

25 DICEMBRE 2015 - SANT'ELPIDIO A MARE
Santo Natale 2014

http://www.giorgiobongiovanni.it/messaggi-2014/5855-santo-natale-2014.html

Giorgio: Nel messaggio di Natale, Gesù parla delle quattordici stazioni e chiede di essere imitato; la quindicesima stazione, la Resurrezione, non è riportata perché non potrebbe chiederci di imitarLo. A parte Cristo, nessuno di noi è capace di risorgere dalla morte fisica. Noi lo possiamo fare spiritualmente o attraverso la reincarnazione oppure se Cristo lo vuole, quindi sempre per merito Suo.
Sono a disposizione, fatemi domande. Sono qui per servire.

D: Il messaggio ci chiede di imitare il Signore nelle 14 stazioni nel senso figurato e reale, di portare la Sua croce fino a dare tutta la nostra vita. Io penso che Lui ci chieda di vivere il calvario più in senso figurato.
G: No, se vogliamo seguire Cristo dobbiamo seguire tutto, imitarLo. Percorrere le 14 stazioni significa lasciare ogni cosa e dare la vita per il proprio ideale. È certamente simbolico, ma può anche diventare pratico. Nessuno di noi potrà ripetere il sacrificio di Cristo, nemmeno nel senso più lontano; solo Lui avrebbe potuto sopportare tutta quella tortura, ma ci chiede comunque di imitarLo, di prendere la croce e portare a compimento la nostra difficile missione. Ci riferiamo ai sacrifici dei fratelli uccisi e di coloro che attualmente sono in pericolo, quindi Gesù dice: “Portate fino in fondo il vostro ideale”, che di fatto è il Suo insegnamento. Credo sia un messaggio rivolto a tutti noi che abbiamo detto di sì a determinate scelte spirituali e di lotta sociale. Noi dobbiamo essere attenti, servire, essere forti e partecipare a tutto quello che occorre fare nella missione. In questo momento non possiamo avere nessuna distrazione, Lui ci chiede di essere totalmente concentrati, fino al sacrificio. Non è bello fare questo dalla mattina alla sera, è un sacrificio e Lui lo sa. Nel messaggio ci ricorda che Egli è qui, in mezzo a noi, accompagnato da dodici Legioni di Angeli (i Fratelli Celesti), si deve solo mostrare. Dobbiamo crederci, andare avanti ed essere felici.
Tra l'altro, ironicamente, dicendoci: “Abbiate fede” Gesù vuole che siamo contenti e orgogliosi di lavorare come stiamo facendo, con consapevolezza, senza depressione. Raccomanda anche di fare attenzione al pifferaio magico che ci può stancare, deprimere, illudere; di stare uniti ed è quello che vi dico da trent’anni, anche attraverso le sanguinazioni. Di fatto, la nostra divisione sarebbe un tradimento, potrebbe non avvenire necessariamente con un litigio, dove ognuno se ne va per la sua strada. La divisione c’è anche quando ognuno se ne sta per proprio conto, si fa gli affari suoi. Noi invece dobbiamo avere “le nostre cose” e portarle a termine.

D: Questo discorso, riferito anche al messaggio, cade in una situazione mondiale davvero particolare, dove il pericolo che un giusto possa essere ucciso è molto concreto. In quest'ambito noi cosa possiamo fare di più? Cristo ci sta chiedendo qualcosa in più?
G: Noi dobbiamo compiere il nostro dovere: quello che stiamo facendo e ancor di più, seguire e leggere sempre; essere pronti nell'eventualità che saremmo chiamati a partecipare ad organizzazioni, ad essere presenti, costi quel che costi. Dobbiamo fare questo ed eventualmente creare noi stessi delle attività che possano far sentire la nostra voce, dare un contributo in genere alla lotta alla mafia, anche facendo pressione sulle istituzioni in questo senso. Bisogna essere presenti anche fisicamente, eventualmente lasciare tutto ed esserci, nella misura in cui si può senza rischiare il posto di lavoro, a costo di viaggiare di notte e alla mattina andare direttamente a lavorare. Ogni presenza è importante per il nostro lavoro, per abbattere tutti questi fenomeni che noi chiamiamo Anticristo. Dovremo esserci tutti, dal prossimo anno non ci dovranno essere più i soliti noti, questo vale per la nostra missione spirituale, come per l’Antimafia. I soliti noti dovranno essere affiancati da tutti voi fratelli, nella misura in cui saremo chiamati a partecipare a determinati fatti, manifestazioni in piazza, organizzazioni, proteste, marce su Roma, su Milano…, scorte civiche, conferenze, proiezioni di filmati, lettere. Dobbiamo essere sempre uniti sul piano spirituale. Il Messaggio deve essere divulgato, ma io non voglio che lo faccia solo Pier, altri dovranno emulare il suo esempio, se sono preparati a farlo. Ecco, questa è la sollecitazione che viene dal Cielo.

D: Al di là di coloro che hanno una sensibilità spirituale più elevata, in un momento di emergenza come quello attuale, dove la società sta andando allo sfascio, sia per quanto concerne l’ambito prettamente italiano che quello internazionale, nel nome dell'etica ogni cittadino comune dovrebbe sentire la chiamata.
G: Io dubito che ciò accada, tuttavia lo spero. Avverranno tante cose ed il Cielo ci aiuterà in questo. Certamente le stigmate sono già un grande segno, infatti noi basiamo quasi tutta la nostra divulgazione su questo Segno Benedetto, che sono onorato di portare. Noi saremo aiutati a coinvolgere massivamente le persone, perché i fratelli del Cielo si faranno vedere da vicino e si lasceranno filmare. Accadranno anche una serie di catastrofi di portata straordinaria, eventi spaventosi, non il classico terremoto; la gente verrà a cercare me o Pier, il massimo esperto dell'Opera in mezzo a noi o i fratelli dell’Arca, per sapere cosa sta succedendo. Non potremo più riunirci in luoghi modestissimi come questo in cui ci troviamo, avremo bisogno di grandi sale, luoghi che possano radunare anche migliaia di persone. Dobbiamo prepararci a questo, ma non potremo farlo se saremo divisi o se ci faremo incantare dal pifferaio magico.
Noi dobbiamo essere attenti come il cobra, pronti ad attaccare il nemico e quindi a rispondere alle richieste di migliaia di persone; questo vale per tutte le arche. Il maligno sa che ci sarà una fase di preparazione e cercherà di far chiudere le Arche. Se il Padre mi desse l'ordine di farlo e lo potrebbe fare, il maligno vincerebbe una battaglia. Quindi dobbiamo essere uniti, pronti, come se stessimo vivendo la vigilia delle Olimpiadi: noi siamo la Nazionale composta da tante squadre (scherma, pallacanestro, calcio, atletica, etc.) che si sta allenando al centro tecnico di Coverciano (arca) ed io sono il direttore tecnico. Tutto quello che facciamo rappresenta le partite amichevoli per testare la nostra preparazione, la disponibilità e il nostro sacrificio. Se ci vengono imposte più partite amichevoli in una volta e ci stanchiamo, sbuffiamo o ci creiamo dei problemi, il Cielo potrà scartarci nella fase finale. Certamente lo potrebbe fare anche se non ci fosse unione, perché la squadra non è composta da un singolo atleta e dalla sua prestazione, ci sono anche i massaggiatori, i medici, gli analisti, psicologi, i cameramen, fotografi… La squadra dovrà essere tutta unita, altrimenti saremo scartati. Io insisto di essere sempre disponibili. Le Arche devono attivarsi continuamente, perché arriverà il momento in cui saremo chiamati e non avremo più spazio nemmeno per stare con la nostra famiglia, la quale dovrà venire con noi per parlare alla gente che vorrà sapere cosa sono quelle luci che scendono dal cielo, come mai si è alzata un'onda di duecento metri ed ha distrutto tutta la costa della regione, dove moriranno 500.000 persone. Ecco perché dobbiamo essere sempre all'erta e pronti ai continui test di prova che misureranno le nostre prestazioni, per sapere se siamo all'altezza di fare il nostro dovere.

D: I segni di preparazione a questi eventi ci sono tutti: quest'anno abbiamo avuto la pubblicazione di una parte sconosciuta che completa il terzo Segreto di Fatima, la croce comparsa sulla tua fronte, l'intervista con suor Sofia... Tutti tasselli di un grande scenario che ci sta preparando a grossi eventi che coinvolgeranno l'umanità, nel bene e nel male. Anche da questo, noi possiamo avvertire che tali eventi sono in preparazione in tutti i settori che riguardano la vita sociale e spirituale. Ciò che concerne la profezia di Fatima è un fortissimo messaggio di ammonimento in relazione al tempo che stiamo vivendo, non a caso è successo quest’anno, nel 25° anniversario della tua stigmatizzazione. A questo si collegano anche le nostre scelte di vita quotidiana perché non c’è futuro per questa umanità.
G: È proprio così. Nella nostra vita quotidiana, dobbiamo ambire a diffondere solo il messaggio. In questo momento lo stanno facendo alcuni di noi, ma tutti dobbiamo desiderare di lasciare il servizio della schiavitù verso il lavoro o verso questo sistema, per dedicarci solo alla nostra missione. Se lo facciamo con fede, dando tutto noi stessi, prima o poi lo otterremo. Gesù ci sollecita ad avere fede: ogni mattina ognuno di noi si deve alzare con questa ambizione. Egli non dice: “Domani andate dal vostro datore di lavoro e licenziatevi perché dovete fare la missione. Prima o poi cadrà la manna, lo stipendio scenderà dal Cielo e potrete andare in banca a ritirare i soldi”. Ci viene chiesto di volere dal profondo di noi stessi, creando i presupposti di fede e di disponibilità, che il Signore ci possa chiamare un giorno per metterci totalmente al Suo servizio, in condizione di lasciare il mondo della materia e fare solo questo. Ora ci stiamo allenando.

Se tutti noi facessimo solo questo, il progetto di divulgazione, di sensibilizzazione e risveglio di anime raddoppierebbe, forse triplicherebbe, sia per quanto riguarda il messaggio spirituale sia per quanto concerne la lotta alla mafia. Ci sono anche alcuni di noi che non devono ambire a questo, perché ricoprono posti strategici nel lavoro e ci aiutano nella divulgazione, ma non è così per la maggior parte che lavora per poter campare. Noi dobbiamo anelare al giorno in cui tutti sopravviveremo con i doni della Provvidenza per fare la missione. Francesco D'Assisi ha vinto così e ha creato il movimento laico più grande della storia: decine di migliaia di frati francescani sparsi in tutta Italia che portavano la parola di Cristo, anche se non lavoravano nessuno è morto di fame. Hanno conquistato milioni e milioni di persone, perché Cristo non ha fatto mancare loro la Provvidenza. Il movimento è poi degenerato per altri motivi, ma questo è un discorso diverso. Noi dobbiamo prepararci a lasciare tutto come fece San Francesco, ve lo dico da anni. Io l'ho già fatto, ma per essere degni di entrare nel Regno dei Cieli e di servire la Verità, prima o poi dovrete farlo anche voi, tra qualche mese o qualche anno, ma con il dovuto discernimento, creandone i presupposti.
Tutto parte dalla disponibilità, che deve essere concreta; la disponibilità fanatica è esaltazione mistica. Dobbiamo dire: “Signore, se mi apri una strada, sono disposto a lasciare e a darti tutto, ma devi darmi la possibilità di essere indipendente e di non pesare sulle spalle di nessuno”. E nel momento in cui ci viene data, dobbiamo farlo, altrimenti ci arriverà il castigo. Noi siamo ancora restii, abbiamo ancora l'alibi che dobbiamo lavorare per mantenerci, giustamente per alcuni grava la responsabilità di mantenere la famiglia e i figli. Ma nel momento in cui noi diciamo: “Signore, sono disponibile a lasciare tutto”, dobbiamo anche essere sinceri e onesti e, guardandoci allo specchio, chiederci: “Se il Signore mi aprisse una strada per darmi la possibilità di lavorare solo per l'Opera, io sarei disposto a farlo veramente? A non avere più nessuno spazio per le mie cose, per la famiglia ed essere solo disponibile verso gli altri? A costruire una famiglia che faccia lo stesso?”. Il Signore parla chiaro, non lo fa per enigmi. Sa anche che io sono il Suo interprete e vi spiegherò che non dovete fare qualche colpo di testa impulsivo, lasciare tutto domani mattina, andare in piazza a gridare “Viva Gesù!”. No, bisogna essere disponibili a farlo e aspettare, creando piano piano i presupposti, in maniera onesta; metterci nelle mani del Signore, anche se nel frattempo ci ignora e rimaniamo a fare “gli schiavi dei padroni”, per procurarci da mangiare (perché di questo si tratta) e dopo il lavoro ci dedichiamo solo all'Opera, all'Arca. Ora siamo in pochi a poterlo fare, dovremmo essere tutti. Nel frattempo predisponiamoci dentro, non costa niente: il Signore non è sordo, ci ascolta!
Ogni giorno facciamo tutto quello che possiamo nel tempo libero, dedicandoci a Cristo e all'Opera anche di notte se necessario, allenandoci a dormire tre o quattro ore. Solo così Gesù riceverà i segni che siamo disponibili a servirLo e a morire per Lui. Se invece quel poco tempo che abbiamo noi lo riduciamo ai minimi termini perché abbiamo altre priorità o vogliamo trascorrerlo con la fidanzata, il Signore non ci considererà nemmeno.

D: Secondo me, in base alla disponibilità e alla volontà, il Cielo può anche darti il talento.
G: Sono assolutamente d'accordo. Tra di noi ci sono talenti che non hanno studiato all'università e sono diventati leader. Pier è diventato il numero due o tre al mondo, sicuramente il numero uno degli investigatori in Italia, perché si è fatto guidare dalla disponibilità, dalla passione, dalla gioia della ricerca; ha letto migliaia di libri, giorno e notte, ha curato la dizione, etc. Chiunque di voi voglia fare come Pier, Lorenzo o Fabio Mameli ci può riuscire, ma bisogna sacrificare tanto. Se il Signore vede questa disponibilità, ti prende. Certamente tra di noi, grazie a Dio, ci sono anche tantissimi laureati, laureandi e insegnanti che hanno coadiuvato, grazie anche a persone come Anna, che ha insistito molto nello studio. Noi veniamo dalla strada e siamo diventati quelli che siamo, anche lavorando sul campo: questo è il talento. Lasciare tutto per servire Dio significa predisporsi con il cuore e l'anima a dire: “Signore, io voglio servirTi, lasciare tutto e diventare uno scrittore, un Tuo oratore o un Tuo muratore per i fratelli, l'Arca, per l'Opera”. Il Signore ti legge nel cuore e nel tempo, o se vuole subito, ti aprirà la strada per farti fare quello che vuoi realizzare. Oggi siamo una trentina a fare solo questo, non è poco, ma dobbiamo diventare duecento o trecento.

D: Nell’ultima parte del messaggio, Gesù ci invita a non tradire. È forse riferito al tradimento di Giuda nell’ultima cena?
G: Gesù ci invita a non tradire l'unione, quello che io faccio da quando sono nato. La disunione equivale al tradimento del messaggio di Cristo e anche alla nostra sconfitta, perché divisi non si va da nessuna parte. Noi dobbiamo essere uniti, sempre, vincere tutte le nostre differenze, le limitazioni, i difetti, le arroganze, le invidie, le gelosie, perché l'ideale è questo. In nome di questo ideale bisogna superare tutto e stare insieme, lavorare in comune, uniti dal messaggio di Cristo, dal valore della Giustizia e della Libertà. Nel mondo siamo messi così male perché c'è divisione che crea ingiustizia, il più forte prevale sul più debole generando odio, violenza, guerra, etc.

D: Il periodo di training sta terminando?
G: Si, sta giungendo a termine, presto ci saranno grandi eventi che ci chiameranno. Molti di voi non saranno pronti e scapperanno, dicendo: “Questa è una cosa più grande di me, io non ci riesco, non ce la faccio a sostenere centinaia di persone”. Questo per me è tradimento. Mi sono sbagliato a volte nei tempi, ma nei fatti mai e vi dico che succederà, arriveranno momenti in cui ci cercheranno e dovremo spiegare cosa succede.

D: Il discorso che hai fatto è rivolto a tutti noi che cerchiamo di seguire l'Opera, ognuno secondo il proprio modo. Quali sono le distrazioni o tentazioni, che impediscono di sentire questa disponibilità o di ascoltare la voce di Dio che ci dice cosa dobbiamo fare?
G: Gesù dice: “Attenti al pifferaio magico”. A cosa si riferisce?

Pier:Se vogliamo uscire dal canone delle classiche distrazioni mondane, quali possono essere le donne, il gioco del calcio, il denaro, il successo, le vanità, io credo che il lavoro stesso possa essere una distrazione, nella misura in cui ci autoinganniamo che quella è la ragione per cui lo facciamo. Io la valuto come una mancanza di fede e può essere una distrazione. Non conosco la vita di tutti e non lo posso dire, però le distrazioni sono quelle; oppure accettare che sia il diavolo a dettare la priorità e non Cristo, perché il diavolo una priorità te la trova sempre. Se tu non hai fede, darai spazio a queste priorità e l'Opera non la potrai fare. Non deve necessariamente essere una distrazione di perdizione o un vizio, ma ti impedisce comunque di andare avanti nell'Opera, di servire. Anche i sentimenti o la famiglia ti possono distogliere dal fare il tuo lavoro, da quello a cui Cristo ti ha chiamato.

Mara: Il messaggio di oggi è stato un ulteriore appello, uno specchio di fronte alla nostra coscienza, a noi stessi ed è rivolto a ciascuno: a partire da chi pensa che stia facendo tutto, a chi invece si chiede cosa potrebbe fare oppure chi si domanda cosa potrebbe fare più di quello che sta facendo; chi magari pensa di poter vivere questa vita così, lasciandola scorrere tra le mani senza esserne protagonista. Anche se siamo fratelli e facciamo parte delle Arche, di fatto dentro di noi, stiamo percorrendo diverse fasi. Questo messaggio è stato uno schiaffo furtivo, dove Gesù ci dice che nonostante tutto noi non vogliamo aprire gli occhi. Ed è stato uno schiaffo anche quello che ci hai detto oggi a casa, mentre sanguinavi. Noi parliamo della nostra realizzazione senza avere la coscienza che in questo stesso momento bambini muoiono di fame, che nella striscia di Gaza la gente muore ammazzata. Viviamo questa scissione e dobbiamo curarla, quindi guardarci allo specchio attraverso te Giorgio, è a questo che Cristo ci appella. Guardiamoci: guardiamo quello che possiamo fare e facciamolo insieme, perché insieme possiamo realizzare un sacco di cose.

G: Per chi oggi non fosse stato presente, voglio spiegare cosa ho detto. Durante la sanguinazione ho ricevuto da Gesù l’ispirazione di invitare tutti i fratelli, che in quel momento si trovavano all’arca di Sant'Elpidio, perché io non ero in grado di raggiungerli. Un invito rivolto soprattutto alle persone che non avevano mai assistito a questo fenomeno e ho gioito nel vedere che sono venuti tutti. Nessuno è rimasto all'Arca. Quando sono arrivati, mi sono rivolto a Maria José, perché il giorno precedente era stata protagonista di una vicenda e le ho detto: “L'altro ieri ti ho telefonato per dirti che avevo lasciato mia mamma a Floridia, la quale lacrimando mi diceva: - Figliolo, non sei mai rimasto a Natale con me, in questi ultimi venticinque anni. Rimani qui, almeno una volta...” Ed io le ho risposto: “Mamma devo andare, ci sono i fratelli che mi aspettano”.
Subito dopo, ho saputo che, per ragioni assolutamente ovvie, circa la metà dei fratelli era già impegnata con i genitori, parenti o figli. Io mi sono profondamente rammaricato e quando lo faccio Maria si spaventa, perché alzo la voce. Il mio non era un gesto di fanatismo, non pretendo che tutti debbano stare per forza con me; era semmai un gesto di richiesta di giustizia nei riguardi di mia madre che da venticinque anni non mi vede mai. Infatti ho detto a Maria che questa volta sarei rimasto anch’io con lei. Maria ha cercato di dissuadermi e alla fine ci è riuscita.

Oggi, il Signore mi ha chiamato per la sanguinazione e mi ha detto: “Giorgio, Figliolo, ricordi ieri quello che hai detto a Maria? Dopo che io ho impresso ancora una volta i Segni della sanguinazione e della sofferenza sul tuo corpo, chiama tutti i tuoi fratelli, soprattutto quelli che non ti hanno mai visto e falli venire qui da te. Così la prossima volta imparerai”.
Io allora ho risposto: “No signore, non voglio, mi vergogno di mostrarmi mezzo nudo...” . Ovviamente non mi ha nemmeno risposto, perché nella Sua mente e nel Suo spirito, di questo ne sono cosciente, sa che io l'avrei fatto. Il Signore non ha bisogno di ripetere, come a volte io devo fare con i miei fratelli e le mie sorelle: è sufficiente che Lui mi guardi e sa che io lo farò, anche se in quel momento affermo il contrario. Questo è l'insegnamento per me: quando Lui ci dice di fare attenzione a non farsi distrarre, io sono il primo della lista. Mi sono distratto ed ora ognuno di voi faccia proprio l'insegnamento. Gesù lo dice: «Chi è Mia madre e chi sono i Miei fratelli?». Poi stendendo la mano verso i Suoi discepoli disse: «Ecco Mia madre ed ecco i Miei fratelli; perché chiunque fa la volontà del Padre Mio che è nei Cieli, questi è per Me fratello, sorella e madre». (Mt 12,46). Io devo essere sempre a disposizione se pretendo di essere personificato da Gesù. La personificazione è una grazia infinita, ti fa sentire come Lui, essere Lui, ma devi lasciare tutto, anche la persona o l’essere che io amo infinitamente sulla Terra. Quindi nel vostro piccolo, ognuno con la sua propria missione, sappiate che non vi potete distrarre: Cristo viene prima di tutto. Come diceva Pier, nel momento in cui sto facendo la missione di Cristo, il pifferaio magico rappresenta qualsiasi cosa possa distrarmi o portarmi verso una deviazione dal compiere questo. Per quanto sia nobile, altissimo l'ideale o il valore che mi sta facendo distrarre. Siccome ognuno di voi qui dentro, da Franchino a Giorgio, da Maria José a Pier sa quello che deve fare, qualsiasi cosa vi distragga da ciò, sappiate che è il pifferaio che vi sta incantando. Poi fate attenzione, più passa il tempo, più il Signore alzerà il tiro. Più diventerete disponibili, bravi nel fare la Sua volontà come servi fedeli, maggiormente Lui vi chiederà. Direte voi: “Questo Dio è un po' tiranno...”. Sì, Dio è tiranno con i Suoi figli.

Vi racconto ora un episodio vissuto da Teresa D’Avila.Un giorno la Santa dei poveri procedeva mentre l’asinello trascinava dietro di sé un carretto malandato, stracolmo di cibo e indumenti da distribuire ai poveri. Teresa non finì di confidare al Signore la sua grande fede di arrivare alla meta, che la ruota del carro si spezzò. Cominciò allora a lamentarsi, dicendo: “Aiutami Signore, aiutami! Aiutami!”. Cercò aiuto, ma niente e nessuno le venne incontro e in un attimo di sfogo esclamò: “Signore, adesso capisco perché sono così in pochi a servirti! Mi hai dato la prova oggi! Se ti comporti così è perché non vuoi dei servi! Sei Tu che li allontani!”. Il Signore è un grande tiranno e pretende da noi il massimo, ci chiede tutto. Poi ci dà il Regno dei Cieli e ci fa diventare Esseri di Luce e non è poco. Nessuno di voi entrerà nel Suo Regno se non darete tutto, anche la vita; poi se Gesù ve la risparmierà, dovrete sentirvi graziati e beati, ma dovete predisporvi anche a sacrificarla. Questo trascinerà te e coloro che ami nel Regno del Padre. Ecco quel che mi è successo oggi: io ho chiesto perdono ai miei fratelli, sono stato tentato di rimanere con mia madre perché qui non sareste venuti tutti; poi la Madonna mi ha calmato. È stato come se una specie di farfalla si fosse posata nel plesso solare e avesse calmato la mia ira funesta. Legittimamente avevo ragione, ma io sono un messaggero di Dio: le ragioni le metto da parte e faccio la Sua volontà. Sonia Alea ora mi suggerisce che durante la sanguinazione ho anche detto: “Non mi avrete sempre con voi. Un giorno non ci sarò, il Signore mi porterà via”.

D: Una distrazione potrebbe essere il credere di fare l'Opera per Cristo e poi invece farlo per il nostro ego.
G: Sì, certo. Per le persone che seguono la nostra Opera questa è la tentazione di tutte le tentazioni e la potete vincere in un modo semplicissimo: UBBIDENDOMI. A volte crea dei problemi, ma è il modo più semplice per allontanare subito Satana, perché quello che state facendo è per me, quindi per Gesù, non soddisfate il vostro ego. Anch’io faccio quello che dice Lui e oggi vi ho dato la prova. Io volevo fare una cosa, Gesù invece voleva che ne facessi un’altra; io ho ubbidito e Satana se ne è andato subito. Il Signore mi ha detto: “Lascia tua madre e vai subito a Sant'Elpidio… Alzati e chiama tutti i tuoi fratelli” ed io l'ho fatto, non c’è stata nessuna distrazione. Se invece avessi fatto quello che volevo, nel nome della Giustizia, della Verità, avrei posto in essere la mia Opera, spinto dal mio ego; a prescindere se fosse stato giusto o sbagliato, perché è la nostra metrica, non quella dei Fratelli Celesti. Ecco perché a volte dobbiamo fare ciò che non vogliamo fare, dire quello che vorremmo tacere e andare là dove non vorremmo andare. Dobbiamo ubbidire a Colui che detiene la mappa e vede tutto: noi siamo i soldatini che vedono l'orizzonte, non il panorama dall’alto. Se poi pensate che dietro di me non ci sia nessuno, allontanatevi da quest'Opera perché sarete voi la nostra tentazione; è un atto di fede, bisogna crederci... Il pifferaio magico, quindi la tentazione, è colui che nell'Opera vi dice: “Ma lascialo stare...”. Per quanto riguarda invece le scelte della vostra vita privata, dove in passato davo consigli e qualche volta mi battevo, Cristo mi ha ordinato di non occuparmene più. Se ci fosse insistenza da parte vostra, mi limiterò a darvi un consiglio, poi vi ricorderò che non posso disubbidire e fare altro per voi. Per quanto riguarda la nostra Opera, se io ho ricevuto la direttiva, voi fatelo. Ovviamente ne possiamo discutere, io non procedo senza le vostre opinioni, ma l’ultima parola è sempre la mia. Ovviamente se siete in sintonia con me, non c’è bisogno che io vi dica niente; chi di voi lo è già mi legge nel pensiero ed io sono contento, anzi spesso è diventato più bravo di me.

D: Sbaglio se dico che la croce era già in uso nei secoli prima di Cristo? Come mai Egli l'ha scelta fra tanti altri, come Suo simbolo? Cosa cambia in chi la vive?
G: La croce è il simbolo della materia. Cristo la sceglie per dimostrare che è il Figlio di Dio: quando risorge vince la materia, quindi tutto il mondo. Il Signore insegna che sacrificando la propria vita, scegliendo la croce per amore dei fratelli, viene annullato il karma e si passa istantaneamente nelle dimensioni superiori, dalla terza alla quarta senza bisogno di reincarnarsi. La croce è il simbolo più brutto della materia, il più basso del livello materiale: la croce è tortura, umiliazione, disonore, privazione della dignità, il castigo più grave che si possa dare al peggiore dei criminali. Cristo la sceglie dimostrando che con il sacrificio, per salvare la vita dei propri fratelli, si diventa un avatar, anche se ti trovi alla prima incarnazione. Cristo è sceso sulla Terra per perdonare tutti i peccati e dirci: “Io vi offro la chiave per superare il karma: l'amore e il sacrificio.” Tutto il karma consequenziale alle scelte nefaste viene cancellato dalla Croce, dal sacrificio, ma lo devi mettere in pratica. Il prezzo è altissimo: soffri, soffri e basta, non ti viene data nessuna ricompensa nella materia. Guardate Bernadette! Le è apparsa la Madonna, eppure fu colpita dal colera, soffriva di asma cronica, tubercolosi, tumore osseo al ginocchio, morì affetta da una serie impressionante di patologie, mentre alcune cancrene le procuravano dolori lancinanti. Quante anime ha salvato? Bernadette ora è nella quinta dimensione e hanno trovato il suo corpo intatto. Anche le pastorelle di Fatima hanno fatto il cammino della Croce, che è la Redenzione per te stessa e per tutte le anime che ti circondano. Io sono un guerriero e salvo le anime a colpi di spada. E servo Cristo, il Capo di tutti i guerrieri.

D: Come possiamo migliorare i nostri canali spirituali?
G: Noi abbiamo vari punti con i quali possiamo collegarci, ma il canale è uno: l'azione positiva, l'altruismo, l'amore per il prossimo, non avere invidia, gelosia, non lavorare per te e non chiedere giustizia per sé stessi, ma solo per gli altri. Io lo dico sempre: qualsiasi cosa mi possa succedere, dovessi cadere vittima di un complotto giudiziario o essere incarcerato con prove infamanti, io non mi difenderò, né risponderò alle domande del Pubblico Ministero che mi metterà sotto accusa. Voi sarete tentati e farete di tutto per mettermi a disposizione un avvocato difensore, io non potrò rifiutarlo, ma non risponderò all’interrogatorio perché sono puro, innocente. Dirò: “Chiedetelo cosa ho fatto a tutti coloro che mi hanno ascoltato. Mi avvalgo della facoltà di non rispondere. Perché lo chiedete a me? Domandate a tutta la gente che ho incontrato nel mondo quello che ho fatto”. E non aggiungerò altro. Se invece dovessi difendere anche l’ultimo dei miei fratelli, farei io l'avvocato, mi farò anche ammazzare, come sto facendo. Io non ho bisogno di nessuna difesa. Dirò la verità. Alla domanda: “Come si proclama? Innocente?” Io risponderò: “Tu lo dici”. Ma sento che è tempo di un altro tipo di sacrificio, purtroppo più cruento perché andare in carcere, per me, sarebbe come andare in hotel a cinque stelle. Sono migliaia di anni che vado nelle carceri di tutto il mondo, mi porterei qualche centinaia di libri e mi metterei a leggere. Invidio Marcello Dell'Utri perché ha la possibilità di leggere così tanto mentre è in carcere, io purtroppo non ho tempo. Lo invidio da impazzire!!
Vi abbraccio e vi faccio tanti auguri di Buon Natale. Un bacio grande nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

Il tempo è venuto. Ovunque si respira un miasma insopportabile: non è più possibile mantenersi in bilico, fare al meglio del proprio minimo o trattenere il fiato. Non è più tempo di palliativi né di rimedi momentanei, né di affidare il futuro alla buona sorte o a chi si prodiga in lusinghe. Non è più possibile nascondersi dietro una maschera moralista, borghese e conformista, conservando i privilegi, dando priorità al proprio bene, alla famiglia e ai propri amici: lottare a favore della vita e per la giustizia deve diventare una ragion di vita, non essere ridotto a coriandoli di svago. Inutile anche far finta di niente, la vita stessa ci costringerà ad una scelta radicale. È arrivato il momento di dimostrare se tutto ciò in cui crediamo, lo desideriamo veramente, lo vogliamo ad ogni costo, non importa se il coraggio lo dovremo cercare o costruire. È già così? No di certo. Dobbiamo imitare la volontà, l’impegno e la tenacia di chi ha lasciato un esempio indelebile, sacrificando tutto per difendere i più alti valori etici. Dopo tanti anni di buonismo, perbenismi e infedeltà è arrivato il tempo di decidere definitivamente da che parte stare. Non possiamo continuare a  nasconderci dietro ad un dito, illuderci che gli ammonimenti del Cielo riguardino solo gli altri. Siamo tutti responsabili, nessuno escluso. Il mondo è quello che è perché anche noi l’abbiamo permesso: una marea che ritirandosi lascia bene in vista i nodi irrisolti all’interno delle nostre Coscienze che prima, in epoche dorate, ci siamo permessi di tralasciare, ma sotto i quali sono annidati tanti agi e privilegi a cui prima o poi dovremo rinunciare se vogliamo scendere in guerra, se non vogliamo cedere il passo al compromesso, alla diplomazia e all’incoerenza. La misericordia infinita del Signore, l’Eterno degli Eserciti, ci ha concesso un’ultima possibilità, di riscattarci e ribaltare il nostro destino. Il nostro re, il Messia Gesù – Cristo, sta per ritornare: a Lui solo spetta il giudizio sulle scelte che la storia in atto ci impone, in alto come in basso, nel piccolo come nel grande.

Sandra de Marco
16 Marzo 2015

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