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jovenes1Di Matías Guffanti
Recentemente, dopo aver recitato il Rosario, come accade spesso è nata una conversazione spontanea ed abbiamo deciso di riunirci il giorno della Vergine, 8 dicembre, per condividere questa giornata insieme, uniti come fratelli. Inoltre, abbiamo voluto prepararci in vista di una ricorrenza così speciale, come quella in cui si celebra l'Immacolata Concezione di Maria.    
Per questa ragione, decidiamo di incontrarci il sabato 4 dicembre. Arriviamo nel pomeriggio all’Arca di Rosario verso l'ora indicata. Alcuni fratelli sono giunti la mattina, ma la maggior parte di essi è arrivata dopo mezzogiorno.   Eravamo seduti nel salone, che odorava di incenso e gelsomino, precedentemente pulito insieme. In comunione eleviamo una preghiera e chiediamo alla Santa Madre di accompagnarci, di proteggerci con il Suo manto; di essere illuminati dal Suo bellissimo sguardo ed infine di  indicare a tutti noi il cammino da seguire.  
È stato proprio in questo giorno che ho vissuto una delle esperienze più grandi della mia breve vita. So che tutti i presenti hanno avuto la propria esperienza, tuttavia parlerò della mia. So che in quel momento di comunione ognuno di noi si è sentito diverso, ad esempio Martin ha compreso che era il momento giusto per fare delle domande necessarie e chiarire dei dubbi.   
Mi sono addormentato ed ho iniziato ad ascoltare dei pensieri che non erano miei, parole che non so da dove venissero, ma che percepivo ad una velocità tale da non riuscire a capirli bene. La parola Cristo continuava a ripetersi nella mia mente e ricordo alcune frasi: “Questa non può essere una bugia, una volta ho visto una croce in Cielo, devo rilassarmi, mi sento così bene”. Come se fosse una musica di sottofondo, in certi momenti sentivo il suono delle onde del mare. Posso affermare che non erano pensieri o mie idee.   
In quel momento ho cominciato a stabilire un dialogo con qualcuno che non potevo vedere, ma che riuscivo solo a sentire.  Dopo qualche istante, ho espresso il desiderio di vederlo, per sapere con chi stavo parlando. Allora, come in un grande schermo, ho visto il suo viso, simile alle conosciute immagini di certi esseri extraterrestri: aveva occhi grandi a mandorla, invece del naso sembrava avere orifizi nasali ed il suo cranio era allungato.   
Questo essere iniziò una lunga conversazione con me e mi permise di domandargli molte cose che volevo sapere. Ho ricevuto preziose conoscenze che oggi voglio condividere con tutti i miei fratelli, perché penso che le informazioni ricevute potranno essere utili a qualcuno. 

 

Servire è la prima cosa

Mi hanno rivelato che la cosa più importante è il servizio, allo stesso modo in cui noi abbiamo bisogno del Cielo, il Cielo ha bisogno di noi, della nostra disponibilità, di sforzo e donazione totale dell'anima, del corpo e della mente. È necessario affinché possiamo servire e allo stesso tempo essere serviti, poiché è per questo che siamo venuti: servire Colui che ci ha mandati su questa Terra riponendo piena fiducia in ognuno di noi. Egli ha profetizzato che un giorno sarebbe venuto a raccogliere coloro che non Lo hanno mai dimenticato e a distruggere chi Lo ha rinnegato in ogni azione, deludendolo, tradendolo e torturandolo.

 

L'autoconoscenza

C'è un solo modo per diventare un vero strumento: riconoscere noi stessi, chi siamo veramente, da dove veniamo e perché siamo qui. In questo modo potremmo sapere cosa dobbiamo fare e quali cause dobbiamo abbracciare. Anche se tutti siamo venuti qui, non abbiamo comunque lo stesso fine. Le strade di ognuno sono molto differenti dalle altre ed i compiti da realizzare del tutto diversi. Nessun incarico è più importante di un altro, indistintamente, sono necessari ed imprescindibili, anche se le nostre menti orgogliose ed egoiste ci dicono il contrario.  

Il Cielo ha bisogno di noi

Mi hanno ripetuto che il Cielo ha bisogno di noi, nonostante questo possa sembrare molto strano o difficile da credere. Riconosco che a me ha sorpreso molto. E’ necessario che noi stiamo in armonia. Il Cristo ha bisogno di vederci uniti, mentre condividiamo cerimonie come quella di quel giorno, affinché eleviamo le nostre vibrazioni con preghiere di intercessioni ed espressioni di gratitudine. Il Cielo deve vedere la fede dentro di noi, la fermezza nella nostra volontà di aiutare e molto amore, sempre l'amore, verso tutti gli esseri del pianeta. Se non ci ritroviamo insieme, se non ci uniamo in comunione per chiedere e ringraziare, Essi non potranno mai agire in noi o tramite noi.    

 

Le dimensioni

Quando facciamo questo tipo di riunioni lasciamo la terza dimensione, per entrare con le nostre coscienze in piena quarta dimensione o forse più. Ed è in questo modo che apriamo le porte agli esseri di luce, perché andiamo verso di Loro e viceversa accade nei nostri confronti.   

 

L'aiuto impersonale

In questo modo, gli Angeli hanno un migliore accesso alla Terra. Possono aiutare non solamente coloro che sono insieme, ma si servono anche della nostra disponibilità per essere vicini ad altre persone, le quali si trovano molto lontano. Essi possono giungere attraverso la porta che noi apriamo, sfruttano quell'istante per far discendere la Propria energia su noi, esseri umani.    

 

Il servizio deve essere costante

Una delle cose che mi hanno colpito maggiormente è il principio primordiale che possiedono le persone quando vengono all’arca, ossia di stare costantemente in servizio. Il servizio comporta apprendimento, sentirsi bene e tanto di più. Tuttavia nessuno deve venire per questi fini, dimenticando quello principale di offrirsi come servo davanti al Re che noi seguiamo: il Cristo.   

 

Le gerarchie  

Mi hanno inoltre confermato, l’importanza di avere sempre ben in chiaro le gerarchie dentro l'Opera. È  fondamentale, perché dobbiamo saper discernere a chi ubbidire se siamo di fronte a due ordini o ad indicazioni differenti. Questa è la ragione per cui occorre sapere chi ha maggiore autorità, ed evitare così di confonderci. Nonostante davanti a Dio siamo tutti uguali, la gerarchia è necessaria per mantenere un ordine.

 

Ubicazione delle Arche

Mi hanno ricordato di nuovo, come in precedenti sogni, che l’Arca di Rosario si trova tutto il tempo in quarta dimensione. Ogni volta che vi entriamo, la nostra coscienza si eleva, lasciando dietro tutta la negatività che ci trasciniamo dal mondo quotidiano. Molti affermano di sentirsi davvero bene qui, passano i dolori e si guarisce da qualunque malattia.  

 

Non siamo venuti a fare la nostra volontà bensì quella del Padre

In conclusione, questi Esseri mi hanno ricordato che non siamo venuti a fare quello che vogliamo, bensì a compiere la Volontà del Padre. Nonostante il mondo ci dica il contrario, non dobbiamo ubbidire agli uomini, ma al nostro Padre che è nei Cieli.  

Matías Lucas Guffanti
17 anni
Arca Lily Mariposa
Rosario, Santa Fe, Argentina, sabato pomeriggio, 4 dicembre 2010.
el_yoDi Barbara Drago
Nuovi inizi, metamorfosi, giochi di identità…
La coscienza dell’io, la definizione di un’identità stabile è oggi più che mai una questione insondabile dell’animo umano. Il contesto sociale in cui viviamo e l’impatto dei media rimandano sempre ad immagini contraddittorie di identità sfocate, che fanno prevalere una tensione costante tra l’essere ed il dover essere, tra ciò che è in noi e ciò che è fuori di noi.

rosariochicos1NONOSTANTE LA DISTANZA SIAMO SEMPRE INSIEME
“Non c'è amore più grande che dare la vita per gli amici”, Jn. 15:13
E' passato un po’ di tempo dal giorno in cui ci hanno visitato e da quel momento c’è stato un cambiamento in ognuna delle nostre anime.  Non possiamo spiegare l'importanza di vedere l'Opera manifestarsi in ragazzi come noi e sapere che là, dell'altro lato dell'Oceano, giovani con tanta forza e perseveranza lavorano da tanto tempo in qualcosa che per noi significa tutto.

giorgino_00UN ESEMPIO DI VITA PER TUTTI NOI
Ho avuto la possibilità e l'onore di poter visitare la comunità di San Patrignano, famosa in tutto il mondo dato che è la più grande d'Europa.
Fondata da Vincenzo Muccioli il 31 Ottobre del 1978, diventa una cooperativa che fornisce assistenza gratuita a tossicodipendenti, principalmente, a malati affetti da malattie gravi come l'AIDS o anche a malati terminali dove si cerca di dar loro una morte serena e dignitosa.

riccardo“Ma voi non fatevi chiamare 'rabbi', perché uno solo è il vostro Maestro e voi siete tutti fratelli. E non chiamate nessuno 'padre' sulla terra, perché uno solo è il Padre vostro, quello del cielo. E non fatevi chiamare 'maestri', perché uno solo è il vostro Maestro, il Cristo. Il più grande tra voi sia vostro servo; chi invece si innalzerà sarà abbassato e chi si abbasserà sarà innalzato”. (Matteo cap 23,8-12) 
In nome di queste parole vorrei iniziare la relazione di questo secondo incontro avvenuto il 28 Febbraio, anno domini 2010, a Napoli.
Parole, queste, che infiammano i cuori di chi ha orecchie per ascoltare, di chi, nel proprio cuore, fa ardere la voce che porta alla fratellanza, a divenire servi gli uni con gli altri, a confrontare la propria natura con la natura altrui. Difficile è, nel mondo che oggi guardiamo attraverso i nostri occhi, trovare un punto, un luogo dove trovare infusi i profondi valori della limpidezza, di non soffermarsi all'apparenza, di ascoltare il profondo richiamo del fratello che vuole trovare una risposta a quella solitudine che si è creata intorno al proprio cuore. A partire proprio da questi principi, si fondono le basi e l'accoglienza di chi vuole avere le indicazioni dell'Opera che si sta portando avanti attraverso un instancabile Servo, Giorgio e prima di lui il caro Eugenio, uniti in uno stesso alito di Amore per il Cristo. Opera, che si traduce in una profonda comprensione per chi ne viene a contatto, che possa anche essere di repulsione in quel attimo, ma l'importante è poter creare un cortocircuito a quel sistema di impassibilità che ha inaridito i cuori, indicando i vivi valori dello spirito che risiedono già in ognuno di noi, Giustizia-Pace-Amore. Già, ed è proprio di questi valori che si è discusso, punti cardini della crescita interiore. Al giorno d'oggi, con la continua crescita del movimento  culturale di nome NEW AGE, si è perso il senso, forte e concreto, del percorso e la crescita spirituale che infiamma i cuori nella continua azione dei valori dello spirito, portando, cosi, a farci identificare con l'altro lato della medaglia, oscurando la realtà e la concretezza del bisogno che ha il pianeta del nostro aiuto; la base fondamentale, a cui dobbiamo rivolgerci, è alla profonda arte del “discernimento”, ed è attraverso di esso che possiamo cooperare in simbiosi tra la crescita spirituale e l'aiuto concreto verso il prossimo. Io sono un ragazzo e vedo, tristemente, attraverso gli occhi dei miei coetanei, l'affievolirsi della fiamma che anima la fiducia in se stessi, perché presi da questi continui passatempi della mente, perdendo il senso di responsabilità verso se stessi e gli altri. Fin dove si vuole arrivare? Dov'è un limite a tutto questo? Vogliamo continuare così o cominciare a prendere le redini in mano della nostra vita? La mia personale risposta a queste domande è dire basta, non ci sto più a perdermi in continue realtà sospese per aria, ma è arrivato il tempo, in cui, voglio dare un contributo al mondo e a tutti quei fratelli che si stanno perdendo in questo vortice con quello che mi è possibile.
Questo è solo uno dei tanti esempi delle realtà dei giorni nostri. L'invito principale a chiunque è questo, di non continuare lì a rammaricarsi di quanto la vita sia brutta, di quanto mi ha fatto questo o mi ha fatto quella, ma di alzarsi le maniche è dire “Io sono qui, posso e voglio agire per creare armonia nella mia vita e nella vita di chi mi circonda”. Questo è il succo dei profondi valori insegnatici dal Cristo, ed è questo che si sta portando avanti attraverso l'Opera di Giorgio insieme a tutti i Fratelli del Cosmo, lo ripeto, Giustizia-Pace-Amore. Alla fine dell'incontro si è invitato, chi volesse venire, all'incontro che si terrà all'arca di Sant'Elpidio a Mare il 13 Marzo con Giorgio. Si ringrazia a tutti per l'organizzazione svolta e a tutti quei fratelli venuti a condividere le loro interiorità.

Fraternamente

Riccardo Laveglia
9 marzo 2010
riccardoMi sembra ieri quando domandavo al profondo del mio animo se avrei trovato fratelli per condividere realtà profonde basate sul principio della Verità, su Cristo. Tempo è passato, ma la perseveranza di non mollare non è mancata e cosi il Signore ricambia la fiducia donatagli.
Mi presento, sono Riccardo, un ragazzo della provincia di Salerno che, per puro “caso”, nel corso della sua ricerca interiore ha avuto modo di incontrare un uomo, figlio della Verità, servo instancabile di Cristo che gli ha riacceso la fiamma e la speranza che in questo mondo il senso vero dell'Amore si può portare. Il nome di questo Uomo è Giorgio, una fiamma, che fa ardere nel cuore di chi lo incontra, lo Spirito della Verità. Dio solo sa quante volte questa fiamma è stata calpestata dall'opulenza di questa umanità spenta nel vortice della materia, ma lui non ha mai mollato insieme all'amore e alla forza dei suoi fratelli di cielo e di terra, accompagnati da un'unica realtà che è l'Amore di quell'Essere che duemila anni fa disse “non vi lascerò orfani, ritornerò in mezzo a voi”, il Maestro Gesù Cristo. Proprio da questa premessa invita chi incontra alla messa in opera di attività a favore della vita sotto il profondo insegnamento dei valori cristici.
Da quell'incontro in poi, nel mio cuore è aumentata sempre di più la volontà di non mollare mai; che con la forza dell'amore si può realizzare qualcosa di significativo in questo mondo martirizzato dall'oppressione della società e dei potenti.
Col tempo ho incontrato e conosciuto altri fratelli che cercavano e condividevano le stesse comprensioni, fra i quali Clelia, Anna e Franco; anche loro hanno avuto modo di incontrare Giorgio, capendo il messaggio e l'importanza di ciò che porta. Ci siamo riuniti diverse volte, anche con componenti di altre arche come Antonio Caldarelli e la cara Lores, amata sorella che adesso è ritornata nella realtà della luce, resterai sempre nei nostri cuori fino a rivederci. In questi incontri abbiamo discusso su come portare questo messaggio ad altri fratelli in ricerca nelle nostre zone.
Cosi, qualche settimana fa, mi chiama la cara Clelia da Napoli e mi dice che ci sono una ventina di persone, tramite Anna, che volevano avere un incontro con noi per capire meglio il messaggio di Giorgio e la sua opera. Fissata una data, il 7 febbraio.
Quella mattina come di consueto porto con me il mio caro amico fraterno Adriano, compagno di continui viaggi alla ricerca della Verità. Arriviamo a casa di Clelia e Franco. L'incontro con tutti era prefissato per il pomeriggio e cosi abbiamo passato una dolce mattinata ed inizio pomeriggio, condividendo le nostre interiorità. Senza accorgercene si fanno le 15:30, stavano arrivando tutti.
D'un tratto il salone colmo di persone, mi viene chiesto l'onore di presiedere l'incontro. Avevo bisogno di restare un attimo solo con la mia interiorità, vado in una stanza. Tanti pensieri affollavano la mente una sola domanda si domandava il mio cuore “Signore cosa posso raccontare a questi fratelli per fargli capire la realtà del Tuo amore e dell'Opera che attraverso i tuoi servi si sta portando avanti..?”...ad un tratto silenzio e una voce ha fatto tremare il mio spirito “Fammi entrare nel tuo cuore e non aver paura, se farai questo Io sarò con te..”. Umilmente colmo di questa parole che si traducevano in una fiducia infinita nel Suo Amore, ritorno di fronte a tutti.
Occhi ansiosi di sapere, sguardi che osservavano e con profonda gioia si inizia a creare un clima di condivisione fraterna. Ognuno di loro proveniva da un percorso di vita, chi in un modo, chi in un altro sono arrivati a porsi domande sul senso della vita. Si aprono profondi temi, il ritorno di Cristo, la realtà extraterrestre, l'attivarsi per opere a favore della vita, il senso della fratellanza, l'amore disinteressato e cosi via... Ogni cuore palpitava con il cuore che stava vicino, tutti in una simbiosi fraterna relegata all'amore per Cristo.
Tutto è fluito, cercando di colmare perciò che si è stato capace il cuore di ognuno indirizzandolo ad approfondire i temi con chi ha perfetta cognizione in causa, Giorgio. Arriviamo alla conclusione dell'incontro, le ore sono passate senza accorgercene e fraternamente l'uno con l'altro ci abbracciamo per ritornare ognuno alla propria casa con una maggiore speranza per questo mondo. In questi attimi di saluto il mio cuore va a ringraziare il Signore, perché è con la forza dell'Amore che tutto si realizza. Il mio ringraziamento per l'organizzazione va ad Anna, sorella sempre attiva, che con il suo prodigarsi ha condotto qui tutti questi cari fratelli, ai cari Clelia e Franco sempre pronti a donarsi per tutti, a tutti coloro che in questo incontro hanno condiviso il loro amore e a te caro frà Adriano che mi sostieni sempre con il tuo appoggio.
Grazie con profondo amore a tutti. Servi in Cristo, questo è solo l'inizio. Uniti umilmente in Lui porteremo la fiaccola del Suo immenso amore.

FRATERNAMENTE VOSTRO

Riccardo Laveglia
7 Febbraio 2010

davide

di Stefano Centofante – 27.11.09

L'istituto scolastico Leonardo da Vinci, di cui io faccio parte,  ha organizzato un'uscita didattica al teatro Rossini di Civitanova Marche a cui ha presenziato il prete don Luigi Ciotti.

 
davideDAL CIELO ALLA TERRA
 
HO SCRITTO IL 13 GENNAIO 2009:

LEGGETE!
DAVIDE. UN GIOVANE DELL'ARCA ITALIANA. UNO DEI NUOVI VIRGULTI DI CRISTO.
L'HO DETTO E LO RIPETO. IO DIMINUISCO E LORO CRESCONO.
IN ATTESA DELLA TUA VENUTA MAESTRO E SIGNORE GESÙ.

IN FEDE
GIORGIO BONGIOVANNI
STIGMATIZZATO

Sant'Elpidio a Mare (Italia)
13 Gennaio 2010

DON CIOTTI: L’UNIONE FA LA FORZA
Di Davide Bonfigli

Venerdì 27 Novembre all’assemblea d’istituto della mia scuola (IIS Leonardo Da Vinci) è stato invitato presso il “Teatro Rossini” di Civitanova Marche, per discutere delle scelte di vita dei ragazzi di oggi, Don Luigi Ciotti, grandissimo prete e giornalista, che secondo me simboleggia i valori Cristici di umiltà, giustizia e amore per i più deboli.
L’assemblea ha inizio nel caos generale del pubblico, ma non appena Don Ciotti ha aperto il discorso è riuscito a richiamare l’attenzione di tutti e, subito dopo, a guadagnarsi un grande applauso.
Ha cominciato a parlare di se e della sua mal capitata infanzia per farci capire che anche una persona povera, come era lui, può vivere dignitosamente. Ha raccontato di come, nel 1966, a soli 21 anni, mentre studiava per diventare prete, ha fondato il “Gruppo Abele”: lo fece per impedire che altri ragazzi vivessero quello che aveva vissuto lui, o peggio, una vita rovinata dall’ alcool e dalla droga. Uno dei concetti più importanti, emersi da questo tema, che Don Ciotti ha voluto spiegarci è che per affrontare i problemi che ci troviamo davanti nella vita bisogna rimanere uniti gli uni agli altri ed aiutare sempre il prossimo.
Ci ha, in seguito, raccontato di come, seguendo il sogno di un Grande uomo da lui conosciuto (il politico Pio La Torre ucciso dalla mafia nel 1982), fondò prima il giornale Narcomafie, nel 1993, poi Libera, nel 1995, una rete che coordina nell'impegno antimafia oltre 700 associazioni e gruppi sia locali che nazionali. Durante questo discorso ci ha spiegato che la criminalità delle mafie è dovuta soprattutto all’alto tasso di corruzione presente non solo nella politica italiana, ma anche in quella mondiale.
Dopo aver finito di darci alcuni insegnamenti, come questo, e di averci parlato delle sue opere, ha invitato il pubblico a fargli delle domande.
Tuttavia anche se è un personaggio molto amato fra i giovani, più della metà dei presenti in sala era disattenta. Comunque, dopo un po’ sono arrivate alcune domande; la maggior parte di esse era incentrata sul rapporto fra mafia e stato e sulla corruzione di quest’ultimo.
Dopo un bel dibattito approfondito sull’argomento il tempo a disposizione si è esaurito e Don Ciotti ha salutato, ringraziando i presenti rimasti.
Dopo questa conferenza ho appreso molto e sono stato felice di avervi partecipato.
Io sono solo un ragazzo di 14 anni ed ho molto da imparare sulla vita, ma dopo aver conosciuto la storia di questa grandissima persona so per certo che per ottenere giustizia, in questa, società bisogna sacrificarsi molto ed essere umili e saggi; quest’uomo ne è la prova vivente.
matias CARI LETTORI

Vi scrivo per condividere con voi un mio sentimento.
Noi conosciamo il Natale come un giorno molto bello, allegro, indimenticabile e non vediamo l’ora che arrivi per stare insieme con la famiglia in una casa calda e piena di colori: il rosso come il cuore, fuoco dell’amore, o il verde come la natura.

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