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emilia cardoso100Di Emilia Cardoso
La Pasqua cristiana commemora la resurrezione di Gesù Cristo dopo essere stato torturato e crocifisso dai romani a gran richiesta del popolo ebreo. L’evento più importante da celebrare per i cristiani è il compimento della profezia che Lui stesso fece: al terzo giorno sarebbe risorto dai morti, ma lo avrebbe fatto in un modo particolare, con le ferite dei chiodi impresse sul suo corpo. Per dimostrare che era Lui e non una farsa, ma anche per non farci dimenticare quello che gli avevamo fatto, per ricordarci per sempre che il nostro Dio è un Dio ferito dai nostri peccati. Gesù Cristo non è risorto con il corpo senza le stigmate, lo ha fatto con le sue ferite di sangue. Attraverso questo atto sacro ci ha insegnato che la morte non esiste, perché Lui l’ha vinta per tutti noi, dandoci un messaggio di speranza, di redenzione, ci ha dimostrato un amore unico, estremo, inconcepibile per noi. Ma allo stesso tempo un messaggio di avvertimento prima di lasciare questo mondo: dobbiamo aspettare il Suo ritorno con le “mani sull’aratro” perché ritornerà con “la spada della giustizia” a separare “il grano della gramigna”, nessuno sa il giorno né l’ora ma dobbiamo rimanere vigili ogni giorno delle nostre vite, perché Lui verrà “come un ladro nella notte”, cioè, quando nessuno lo aspetta.

Karim El Sadi 100Di  Karim El Sadi
Una nuova moda diabolica si sta divulgando a chiazza d'olio sui social. Un gioco, più precisamente, che nasce in Russia e coinvolge in particolare i ragazzini che vanno dai 9 ai 17 anni. Questo gioco si chiama "Blue whale", tradotto la "La Balena Blue". Dal nome sembrerebbe un gioco innocente ma non è affatto così. Blue whale si ispira all'inspiegabile comportamento delle balene Blue le quali si spingono verso riva per poi trovare la morte. In poche parole Blue whale è un gioco che induce mano a mano il ragazzino/a al suicidio. E funziona in questo modo:

conferenzaporto100Di Marco Marsili e Franchesca Panfili

Si è svolta ieri la conferenza di Pier Giorgio Caria dal titolo “Noi e i popoli del cosmo”, tenutasi a Porto Sant’Elpidio all’interno di Villa Baruchello.

Alla presenza di un numeroso pubblico, formato anche da molti giovani, Pier Giorgio ha mostrato numerosi documenti storici sulla visita extraterrestre e video di straordinari avvistamenti che dagli anni cinquanta ad oggi si susseguono nei nostri cieli. Una realtà nascosta e ridicolizzata dai più, che trova però conferma nella millenaria attività di interazione fra l’umanità della terra ed esseri molto più evoluti di noi. Popoli che giungono da lontani lidi dell’universo e che scandiscono le tappe evolutive più importanti di questa disgraziata umanità. Un’umanità che persegue la sua folle corsa verso un collasso già annunciato più volte dai nostri fratelli maggiori che visitano il pianeta e che ci invitano ad un serio, immediato e repentino ravvedimento.

jovenes200DAL CIELO ALLA TERRA
 

HO SCRITTO IL 27 MARZO 2017:        

JUAN MANUEL, GIOVANE VIRGULTO DELL'ARCA DI MONTEVIDEO.
L'EMOZIONE, L'UMILTÀ E L'AMORE DEL SUO SPIRITO CARATTERIZZANO IL VERBO ESPRESSO NELLA SUA CRONACA DEI GIORNI VISSUTI CON I SUOI SIMILI: I GIOVANI.
SI, I GIOVANI CHE IERI ERANO BAMBINI E CHE IL MIO CUORE, NON PIÙ GIOVANE, A MOLTI DI LORO HA PRESO PER MANO PER CAMMINARE INSIEME NEL SENTIERO CHE PORTA ALLA VIA STRETTA, QUELLA DI GESÙ CRISTO NAZARENO FIGLIO DI DIO.
SONO FELICE!
GRAZIE JUAN MANUEL, FIGLIOLO CARO. ADONIESIS TI BENEDICA.
IN CRISTO E IN FEDE
TUO. G. B.
 

P. S.: LEGGETE! MEDITATE E DEDUCETE.

Palermo (Italia)
27 Marzo 2017
 
CERCANDOLI

Di Juan Manuel Ferreira 

Giorni intensi, forti e piacevoli, colmi di insegnamenti, di senso di libertà e di unione.  

Attendevamo con ansia l'arrivo di Giorgio, Sonia, Sonia Tabita e dei fratelli dalle diverse parti del mondo. Appena arrivati siamo andati a trovarli, alcuni li conoscevamo già, altri erano volti nuovi. Poco a poco abbiamo familiarizzato, tra risate e scambi. Sentivamo l’unione tra noi, ma non sapevamo ancora quello che avremmo vissuto insieme.

Jacopomontev100Di Alice Valeri
“Un vincitore è un sognatore che non si è arreso”, così scriveva Nelson Mandela.

Io sono sempre stata una sognatrice, il mondo in cui sono cresciuta, le difficoltà che ho incontrato nella mia vita mi hanno portato spesso ad estraniarmi dalla società, a vivere con la testa tra le nuvole, a sognare un futuro migliore, come se questo fosse uno scudo per proteggermi dalla brutalità che vedevo intorno a me, ma crescendo ho capito che questa non è la strada giusta, ho capito che questo non serve a nulla se fuori continuano ad esserci guerre, povertà e bambini che muoiono di fame, ho capito che non dobbiamo estraniarci, ma dobbiamo lottare all’interno della società, impegnarci costantemente affinché avvenga un cambiamento, affinché la rotta sia invertita e sul nostro meraviglioso pianeta si istaurino i valori Cristici.

jac100 Di Thomas Matteucci

Eccomi qua fratelli cari, di nuovo come lo scorso anno di fronte a voi, a gran parte di voi a raccontare il frutto di un'altra magnifica esperienza, un'altra rara perla da aggiungere alla mia nuova sfolgorante collana di rinascita. Ancora una volta, ancora un regalo il Cielo ha voluto offrirmi e quest’anno ancor più ricco perché ad accompagnare i miei passi oltre al nostro impagabile fratello Jacopo anche la mia e la nostra dolce splendente amata Fatina. Ancora una volta si ripete l’indescrivibile gioia, quel senso di infinita gratitudine a Qualcuno lassù che ci guarda ma non parla, che ci scruta ma non osa, di poter accompagnare le Sacre Stimmate. Le Sacre Stimmate…

sofia1Di Sofia Capretta

Mi sembra che stiamo dimenticando l’arte di essere felici, e che quando lo siamo, per paura che lo stato di grazia sia un’illusione, lo condanniamo a esaurirsi, come un giardiniere che non si fida del seme di una rosa a causa della sua piccolezza e fragilità, e per questo decide di non curarlo.

ramiro100Di Ramiro Cardoso

Cronaca di un viaggio a Salta, Argentina

Natale del 2016, può sembrare un Natale come altri, un altro anno in cui comprare regali, oggetti… Ma se ci distaccassimo da questo mondo consumistico e ci immaginassimo in un luogo lontano da tutto, dove siamo soli, soli contro il mondo, soli contro la fame, soli contro la sete, soli contro la tristezza, soli contro la disperazione, soli con noi stessi tutti i 365 giorni dell’anno, il Natale acquisirebbe un significato molto diverso. Trarremmo le nostre forze, giorno per giorno, per sopravvivere, senza preoccuparci del dopo.

Ermete1001 Gennaio 2017, PRIMO INCONTRO SPIRITUALE

Cronaca a cura di Marco )+( Marsili

Io e la mia bella Francesca partiamo da Gubbio con la febbre alta: destinazione Sant’Elpidio. Avevamo deciso di non partire: avremmo seguìto da casa l’Incontro Spirituale e la nostra assenza sarebbe stata ampiamente giustificata (umanamente) viste le nostre condizioni di salute. Al pensiero di restare lontani da Giorgio e dai Fratelli sentivamo un’intima dissonanza, un senso di mancanza, ma ormai la decisione era stata presa: non potevamo affrontare due ore di viaggio con la febbre, col freddo… se per una volta fossimo rimasti a casa non sarebbe cambiato nulla…

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