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dalcieloallaterra

 

jesus_loretoHO SCRITTO IL 3 DI NOVEMBRE 2008:

L'HO DETTO E LO RIPETO. GESÙ E SULLA TERRA E STA VISITANDO LE PECORELLE CHE APPARTENGONO AL SUO OVILE.
PREPARATEVI!
IL TEMPO È VENUTO!
IL TEMPO DI COLUI CHE DISSE "NON VI LASCERÒ ORFANI, RITORNERÒ IN MEZZO A VOI".
I SEGNI SONO CHIARI. EGLI SI DEGNA DI VISITARE ANCHE NOI CHE LO AMIAMO E LO SERVIAMO.
LEGGETE QUESTA CRONACA DA LORETO (ITALIA), SCRITTA DA UNA DONNA CHE LO AMA E DAI SUOI FRATELLI E SORELLE, CHE SONO LA MIA FAMIGLIA.
PICCOLI-GRANDI SEGNI CHE CI CONSOLANO E AVALLANO LA NOSTRA UMILE OPERA.
GRAZIE MAESTRO!
GRAZIE!


GIORGIO BONGIOVANNI 
STIGMATIZZATO

MONTEVIDEO (URUGUAY)

 

IL CORPO DI CRISTO E IL TEMPIO DELL'UOMO

1 Novembre 2008

Ci ritroviamo all'arca già dalle prime ore del giorno; ciascuno con il proprio compito si attiva alacremente nel proprio settore...ma oggi ricorre per tutti noi un giorno speciale. Nel 1989 insieme a circa un migliaio di persone siamo stati presenti e testimoni di un'apparizione della Madonna  annunciata a Giorgio, stigmatizzato a Fatima da appena 60 giorni. Un evento Divino che ha segnato una tappa importantissima per coloro che hanno visto il giovane Giorgio cadere in un profondo stato di estasi. Ripresosi in mezzo a quel bagno di persone (familiari, amici fraterni e curiosi) Giorgio ha trasmesso  subito ai presenti di aver avuto la visione della Madonna e del Maestro Gesù. In  tanti ricordano la sua accorata emozione per aver visto il volto della Madre Celeste rigato da lacrime di sangue; Lei gli disse di essere molto triste per il futuro dell'umanità cieca e sorda ai suoi richiami di Amore, e che da quel momento lasciava libero il braccio di Suo Figlio...
Il contattista Eugenio Siragusa, padre spirituale di Giorgio, quel 1 novembre di tanti anni fa trascrisse e divulgò un messaggio Dal Cielo alla Terra  a proposito di questa apparizione.
“...il Messaggio segreto non più segreto di Fatima è entrato oggi nel suo tempo realizzativo...
...Una speciale Visitazione di Colei che ha versato lacrime di sangue nella speranza di un serio ravvedimento dell'Umanità...
...un giorno particolare  per noi che non abbiamo avuto segreti nel diffondere il Messaggio...
...le Potenze Celesti ci hanno concesso le Divine consolazioni  e i Segni palesi della loro Benevolenza...”

Arriva il momento della cena, della nostra Comunione e Maria Josè arriva con un foglio tra le mani. La dolce armonia di un pezzo musicale suggerito da Sonia Alea fa da sottofondo alla lettura di un suo scritto firmato da lei e dalla piccola Sonia Tabita. Lo scritto è diretto a tutti noi e si unisce alla memoria di un evento che ci ha segnato e che oggi ci unisce più che mai. Da Montevideo e dalla sua posizione ci trasmette l'importanza operativa del nostro gruppo e la preziosa presenza di ciascun appartenente, dal più piccolo al più grande, ci esorta ad andare avanti sempre così, sempre meglio; ci parla della responsabilità che abbiamo assunto e del faro di Luce che rappresentiamo per tanti gruppi e fratelli nel mondo. Ci parla di Giorgio, del Calice Vivente della Comunione Cristica che è stato causa di tutto ciò e che oggi si trova a 400 km dalla loro base per incontrare tante anime e “toccarle” nello spirito con l'Annuncio del prossimo Ritorno del Maestro Gesù  Cristo. Mentre Beatrice sta per terminare la lettura della bellissima lettera di Sonia, lo stesso Giorgio dall'umile cittadina di Melo ci comunica di aver avuto la sua ennesima sanguinazione...ci emozioniamo per la coincidenza che non è a caso.
Siamo tutti collegati ed in quel momento penso che se lo vogliamo le distanze si annullano.
La serata scorre con Luca e Piergiorgio che si alternano per raccontarci del lavoro svolto insieme a Jaime Maussan e ai carissimi Antonio Urzi e Simona, tra Milano e Livorno, per realizzare il video della loro esperienza. Ci raccontano anche in merito a delle nuove ricerche che hanno avviato con protagonisti e testimoni diretti di una esperienza di contattismo tutta italiana accaduta negli anni 60.
In particolare Luca ci racconta della produzione di un nuovo documentario che si sta realizzando sulla Traslazione della Santa Casa della Madonna di Loreto, città che dista da noi una quarantina di chilometri.
Toccato dalle particolarità e dalla profondità degli studi che ancora oggi si  conducono sulla straordinaria storia della Santa Casa di Loreto, Luca ci rende participi del fatto che facendo le riprese nel sito, si sono imbattuti in un fatto straordinario: l'esposizione del così definito: IL CORPO DELL'UOMO DELLA SINDONE.
Essendo il 2 novembre l'ultimo giorno della sua esposizione all'interno della Basilica, ci invita particolarmente ad andare di persona a vedere un'opera di sicuro impatto. 
Ci salutiamo con il proposito di farlo e ci lasciamo solo dopo aver regalato alla nostra dolcissima quanto forte Lorella un'immagine molto bella della Madonna che un essere amorevole e protettivo come lei merita di custodire per tutti noi.

2 Novembre 2008

L'astro solare splende alto nel Cielo e ci accompagna nel cammino che conduce alla suggestiva Basilica di Loreto, meta di ininterrotto pellegrinaggio da centinaia di anni. In macchina siamo la scrivente Mara, Lorella, Maria Josè e Piergiorgio. Sappiamo già che sia i nostri ragazzi che tanti fratelli dell'arca hanno risposto all'appello di Luca, e solo ora che scrivo questa cronaca mi rendo conto che si è reso  strumento per una Chiamata del Cielo. Stiamo per arrivare a Loreto e Giorgio ci chiama al telefono mentre sta per rientrare a Montevideo per esprimere a Lorella e a noi tutta la gioia del suo Spirito.
Come sempre ci sentiamo legati da quel filo di Luce che supera le barriere dello Spazio e del Tempo per scoprirci uniti nello Spirito sempre e dovunque.

All'ingresso della Basilica il manifesto (di cui riporto il testo).

“Il Corpo dell'uomo della Sindone”

La scultura è la ricostruzione in pieno rilievo del corpo di un uomo che fu flagellato, coronato di spine e crocifisso quasi 2000 anni fa, in Palestina. La figura corrisponde ai dati riportati dalla sindone, tradotti in maniera artistica, dallo scultore Luigi E. Mattei. La sindone è un lenzuolo di lino per uso funerario, risalente con tutta probabilità al I° secolo. Misura cm 437 per 111 e mostra la doppia immagine frontale e dorsale di un corpo sfigurato dal martirio impresso in negativo fotografico. L'ipotesi scientifica che l'impronta sia quella di un uomo morto in croce presso Gerusalemme attorno all'anno 30, ritenuto dalla tradizione Gesù di Nazareth, è molto probabile. Nessuno, nei 20 secoli di storia dlla sindone, si era cimentato nella sua ricostruzione come un vero corpo, nelle 3 dimensioni di altezza, larghezza e profondità. Lo scultore Mattei, che ha potuto usufruire dei dati scientifici più aggiornati e completi è riuscito a trarre dalle sfumature difficilmente comprensibili della sindone, un corpo di solenne compostezza recante le ferite della passione. Nella figura dell'Uomo, i traumi corrispondono a quelli narrati dai Vangeli.
Non andiamo subito a vedere la statua del Mattei, che oltre ad essere scultore è titolare di Cattedra di Discipline Architettoniche e Geometriche a Bologna. Il richiamo interiore ci porta ad entrare nella Casa di Maria di Nazareth, la Madre del maestro Gesù Cristo. L'ora è propizia, c'è poca gente e questo consente a ciascuno di noi di raccogliersi in preghiera e meditazione profonda.
Se quelle mura potessero parlare...e narrare la Santa Passione d'Amore e Dolore Immenso della Madre Miriam, Donna tra le Donne che ha accolto e nutrito nel Suo Seno Immacolato il palpito del Cuore del Figlio di Dio...
Penso a quante volte ho toccato le pietre di queste mura, fin da piccolina.
Lorella si emoziona particolarmente e ce lo trasmette con tutta la delicatezza del suo animo. La stessa Maria Josè che non era mai stata a Loreto si rende conto di essere in un sito veramente speciale. Ci colpisce l'Altare degli Apostoli, un ceppo con mensa, conservato sotto l'attuale altare novecentesco, nascosto sotto una griglia metallica. Piergiorgio ci spiega che secondo la tradizione l'altare è giunto a Loreto con le “sacre pietre” della Santa Casa e sarebbe stato luogo di celebrazione e di ritrovo degli Apostoli che andavano a trovare la Madonna dopo la crocifissione del loro Maestro.
Usciamo dalla casetta e sul suo retro già dalle scale si nota il luogo dove è esposta la statua. Entriamo dentro la grande Cappella Tedesca. Un concistoro solenne si snoda sotto le alte navate dalle quali, grazie alle grande vetrate affrescate entra la luce del giorno.

Siamo lì. In silenzio ci avviciniamo alla statua posta su un asse di legno inclinato. Non ci sono parole, solo un'emozione immensa che si fa sempre più intensa, istante dopo istante...fino a scoppiare dentro, quando si trova la forza di avvicinarsi e di toccarla.     
La percezione del tempo si dilata. Secondi?...minuti?...non lo so. So solo che scorrono tutte le presenze a me care a partire da Giorgio a mio figlio, a tutti i fratelli e sorelle che conosco di persona e anche quelli che non conosco…per i quali vivo e cerco di collaborare al meglio, per il poco che posso offrire alla vita...
Quel volto con gli zigomi pronunciati e scavati, il collo, le spalle pronunciate, i muscoli delle braccia, le mani forti con le dita lunghe, le gambe dionisiache...un Tempio dell'Uomo perfetto, possente, potente. Quante volte Giorgio di Lui perdutamente Innamorato ci ha raccontato della bellezza e della prestanza anche fisica di Gesù, del Suo Tempio che è stato sublimato, Unto dal Cristo e crocefisso per noi.
Quando lo tocco esplode in me un qualcosa che ...è tutto insieme. Mentre traspiro come non mai non posso frenare le lacrime...e lo sento, lo vedo vivo, lo sento presente più che mai, mentre gioisco e provo tanto dolore dentro. 
Dal calcolo delle dimensioni della sindone “viva” non poteva scaturire la riproduzione di una statua fredda e morta. Ma non sono sola, gli occhi di Lorella, di Maria Josè, di Piergiorgio trasmettono la stessa cosa. Pier in particolare ci dice di non aver mai provato una simile emozione di fronte ad una statua. L'eco delle parole di Giorgio: “State attenti e preparatevi. Lui vi darà dei segni della Sua presenza sulla Terra. Attenti a coglierli e comprenderli profondamente”.

jesusloreto0

Scattiamo le foto. Usciti all'esterno non riusciamo a contenere i commenti che escono a  raffica e che ci trovano in sintonia totale. 
Riesco ora a comprendere meglio la forza di donare la vita dei primi cristiani e dei martiri...solo essere stati al Suo cospetto, o averLo sfiorato provocava dentro sé stessi l'alchimia della trasformazione, della conversione, della guarigione dello Spirito e del corpo..   
Ma la gente che si avvicinava dopo di noi per baciare le piaghe su quella statua cosa avrà pensato? Cosa avrà sentito ai piedi della Croce costruita con i peccati di tutti? Mi chiedo se le persone pregano un Cristo crocifisso con il sentimento della propria colpa o un Cristo Risorto che ha vinto la morte nel momento stesso che ci ha consegnato il Suo Proprio sublime Essere....?
Se volevamo un segno di questo lo abbiamo avuto.
Si fa buio presto e avevamo appena lasciato dietro di noi le mura della città quando arriva la chiamata di Ausilia, Pina, Claudia e di Salvatore che ci esortano a tornare velocemente indietro. Li raggiungiamo all'interno della Basilica. Torniamo ai piedi della statua e li troviamo con la stessa emozione che abbiamo vissuto prima noi, ma con un elemento in più che richiama la nostra attenzione: sul pavimento di  marmo, ai lati della statua vediamo tutti che la luce dei faretti posizionati dietro di essa forma l'immagine di un cuore perfetto che Piergiorgio fotografa nel dettaglio.

Si ripropone la condivisione di un sentimento grande, più grande di noi forse. Solo se si tocca la zona del cuore della statua, dal suo lato sinistro, il cuore di luce a terra si oscura.

jesusloreto1

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Netto, dai contorni precisi come quelli di un disegno...la mano del tecnico che ha sistemato i faretti non poteva lontanamente immaginare e calcolare la formazione di quel cuore a terra. Eppure era li preciso…e non a caso. 
Coinvolgiamo tranquillamente anche i fedeli che erano lì in quel momento. Pina mi racconta che stava girando attorno alla statua che era illuminata dalla luce artificiale per il fatto che fuori era già buio. La sentiva cosi viva e vera che quando emozionatissima si avvicina al lato sinistro del corpo pensa: “ ...se appoggio la mia mano sul suo plesso sentirò il suo cuore..”
È in quel preciso istante che Claudia ci dice che mentre era in profondo raccoglimento e accarezzava con il suo sguardo quel corpo senza nemmeno osare avvicinarsi scorge a terra “il cuore” di luce. Un cuore alato, il Cuore di Cristo che Universale vivifica e rende allo spirito la sua Libertà.
Ausilia piange fortemente commossa, e anche lei ci racconta che sentiva la statua viva, che in quel momento stava pregando il Signore di sostenere Giorgio per portare a termine la Sua Missione, insieme a chi gli stava più vicino, insieme a tutti i fratelli...in particolare stava proprio invocando la Sua Venuta, il Suo Ritorno in questo mondo dove la sofferenza e il male sta superando ogni limite...
Dettaglio non trascurabile. Quando sono entrati nella Basilica Pina e gli altri, c’era il sacerdote che stava parlando della ricorrenza dei morti, (il 2 novembre in Italia è il giorno dei morti). Mentre i nostri fratelli passavano si spegne la luce dell’Altare Centrale sopra il sacerdote. Un caso? O l’anticipo di quello che sarebbe avvenuto dopo pochi minuti? 
È la gioia a prevalere comunque e ad accompagnarci ancora. Torniamo all'esterno della Basilica e Lorella racconta tutto al caro, amatissimo Giorgio che sceglie seduta stante il titolo di questa cronaca che dedichiamo totalmente a lui, con tutta la nostra dedizione e il nostro amore.

Mara, Lorella, Maria José, Piergiorgio, Pina, Ausilia, Claudia e Salvatore

Sant’Elpidio a Mare (Italia)
2 novembre 2008

(segue in dettaglio allegato della relazione tecnica offerta da Piergiorgio Caria.)


RELAZIONE TECNICA CUORE DI LUCE LORETO 2.11.2008

L'emozionante segno del cuore di luce ai piedi della statua di bronzo di Gesù, che abbiamo vissuto oggi a Loreto è stato creato da una straordinaria serie di “coincidenze” che ora cerco di rendere chiare attraverso una semplice spiegazione tecnica che rendo più comprensibile attraverso una foto con dei riferimenti grafici.
Dietro la statua del Maestro, perfetta riproduzione del corpo della Sindone, erano sistemati due faretti che la illuminavano. La luce del faretto alla destra di chi si trova ai piedi della statua e guarda verso il viso di essa, passava tra il petto e il braccio sinistro, forse anche attraverso altri punti non congiunti, sempre dallo stesso lato. Per una fantastica coincidenza di fattori come posizione dei faretti e inclinazione dei fasci di luce, posizione della statua, forma della stessa, riflessi ecc., per terra, al lato del braccio destro della statua, si formava un perfetto cuore di luce. Cosa ancora più incredibile è che una persona posizionata sul lato del braccio sinistro della statua che andasse a mettere la mano sul punto del cuore, interrompeva il gioco di luci e faceva sparire da terra il cuore disegnato dalla medesima. Forse a significare che chi tocca il cuore di Gesù lo prende dentro di se?

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P.G. Caria - 2 novembre 2008

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