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dalcieloallaterra

virgenplaneta


ERAVATE STATI AVVERTITI, MA COME SEMPRE AVETE FATTO GLI GNORRI.
ADESSO, NELLA SOFFERENZA RITROVATE LA SOLIDARIETÀ.
STOLTI! STOLTI!
VI AVEVAMO DETTO CHE LE FORZE DELLA NATURA SI SAREBBERO ATTIVATE.
È SOLO L'INIZIO.
PACE!

                                                                                DAL CIELO ALLA TERRA

Sant'Elpidio a Mare (Italia)
7 Aprile 2009. Ore 13:06
Giorgio Bongiovanni
Stigmatizzato

"SONO DISPERATO, BASTAVA GUARDARE I DATI HO POTUTO SALVARE SOLO LA MIA FAMIGLIA"

L´AQUILA - Ora tutti lo guardano come una Cassandra del 2009. Gioacchino Giampaolo Giuliani, 62 anni, tecnico di laboratorio che collabora con l´Istituto nazionale di fisica nucleare del Gran Sasso, non avrebbe mai voluto che la sua "profezia" diventasse realtà. Ieri è rimasto a lungo in casa, a Coppito, frazione di L´Aquila, a consumare il suo doppio tormento: per la tragedia che ha colpito la sua terra e per il rimpianto di non essere riuscito a farsi ascoltare. Poi è uscito in strada, lì ha mostrato la sua rabbia. È scoppiato in lacrime davanti alle telecamere di Porta a Porta, intervistato da Bruno Vespa: «Sapevo tutto e non ho potuto far nulla per evitare questo disastro. Ho salvato solo la mia famiglia, non ho potuto salvare gli altri. Non sapevo a chi rivolgermi». In tv, Giuliani rievoca l´escalation emotiva che ha vissuto domenica sera: «Alle 18 ho visto che c´era un valore del 2,7, il solito sciame... Alle 22 il radon correva. Alle 22.20 tutte le stazioni davano valori oltre quota 4. Alle 24, oramai disperato, ho preso la mia famiglia e l´ho portata fuori».
E ora che le macerie ricoprono L´Aquila, il primo bersaglio di Giuliani è Guido Bertolaso, capo della Protezione civile. «Andatevi a leggere cosa ha avuto il coraggio di dire sul mio conto, solo pochi giorni fa. Sono stato tratto come un imbecille, come uno che si diverte a diffondere allarmi e notizie false: questo ha detto. Chi ha denigrato e sottovalutato le mie ricerche, ora dovrà chiedermi pubblicamente scusa e porterà sulla coscienza il peso di quello che è accaduto».
Il sistema che Giuliani sta sperimentando da anni e che - a suo dire - consente di prevedere i terremoti, consiste in un "precursore sismico" che analizza le concentrazioni di radon, un gas del sottosuolo. L´ultima "applicazione" della sua teoria è un grafico di due giorni fa. Nessuno lo ha considerato sufficiente per immaginare provvedimenti di sgombero dell´area poi colpita dal sisma di domenica notte. Nemmeno l´Istituto per il quale lavora, che - pochi giorni fa - ha diffuso un comunicato per prendere le distanze dalle "profezie" di Giuliani: «Le sue ricerche sono condotte a scopo personale. Si tratta di un collaboratore tecnico non laureato dell´Istituto di Fisica dello Spazio Interplanetario di Torino, che svolge la sua attività presso i laboratori del Gran Sasso. Questo ente non ha come missione lo studio di terremoti o altri fenomeni legati alla geofisica».
Giuliani è stato denunciato una decina di giorni fa dal sindaco di Sulmona per aver allarmato la popolazione. «Ma io mi ero limitato a fornire dei dati, senza l´intenzione di voler procurare allarmi. Ripeto, non c´è nulla di strano nelle mie ricerche. In questi quasi dieci anni di studio, attraverso il "precursore sismico" abbiamo potuto riscontrare che il territorio di L´Aquila è interessato sempre nello stesso periodo da uno sciame sismico, non intenso e, per questo, in genere non percepito dalla popolazione. Quest´anno è stato più intenso e con delle scosse più forti. Tutto qui. Avevamo ragione allora, abbiamo avuto ragione oggi».
Nelle ore immediatamente precedenti la tragedia, il ricercatore-Cassandra ha dato alle persone a lui più vicine un consiglio che, con il senno di poi, suona inquietante. «Papà consiglia di non dormire all´Aquila stanotte» ha detto la figlia di Giuliani anche ad alcuni suoi amici. «Non chiedetemi perché, mio padre non può dire nulla. Ma dategli retta». Poche ore dopo, il terremoto si è scatenato. «Una situazione drammatica, nemmeno durante i bombardamenti in guerra si vedevano cose del genere. Una sensazione tremenda. E per me - dice il ricercatore - si aggiungeva la rabbia».
Giuliani condivide l´opinione che uno "sciame sismico" non è sufficiente a prevedere un terremoto distruttivo. «Ma con il mio sistema, sì che si può sapere quando è vicino un terremoto. Il "precursore sismico" dà la possibilità di prevederlo con un margine tra le 6 e le 24 ore, calcolandone epicentro, intensità e ipocentro. Perché la scienza non lo ammette? Non lo so. A chi non mi ha creduto, dico solo che il dizionario di uno scienziato non dovrebbe contenere la parola impossibile. Lo insegna la storia».

GIUSEPPE CAPORALE  -  LA REPUBBLICA 7 APRILE 2009

 

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