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mapuches_01DAL CIELO ALLA TERRA


AI FRATELLI MAPUCHE UN MESSAGGIO DAL CIELO.
RESISTETE! FRATELLI MAPUCHE!
IL GIORNO E L'ORA DELLA GIUSTIZIA DIVINA STA PER GIUNGERE. LE PROFEZIE DEI VOSTRI PADRI SI COMPIRANNO.
I TIRANNI SARANNO ANNIENTATI E I GIUSTI, GLI INNOCENTI SARANNO CONSOLATI. TUTTI I POPOLI INDIGENI E POCHI UOMINI BIANCHI CHE VI HANNO AMATO, COME NOI VI AMIAMO, EREDITERANNO LE NUOVE TERRE ED UN NUOVO CIELO NEL SENO DELLA NOSTRA AMATA MADRE TERRA.
RESISTETE E CONTINUATE NELLA VOSTRA GIUSTA BATTAGLIA, LA NOSTRA SOLIDARIETÀ E LA NOSTRA AMMIRAZIONE È TUTTA PER VOI

                                                                           IN FEDE PER GLI ESSERI DI LUCE
                                                             VOSTRO FRATELLO BIANCO GIORGIO BONGIOVANNI

Pordenone, 30 agosto 2010

LETTERA A TUTTI

Siamo prigionieri perchè abbiamo ragione, l’abbiamo sempre avuta e così come abbiamo diritto alla vita, abbiamo anche diritto alla morte. Il diritto supremo di decidere consapevolmente cosa fare con i nostri corpi in questo conflitto senza fine.
La nostra proposta a voi Peñi, Lamguien, Amici, Amiche, settori sociali e veramente progressisti, fratelli libertarios, lavoratori e studenti, Popolo antisistemico e contestatario, uomini sinceri e belle donne consapevoli: unitevi a noi nella nostra lotta dando vita ad un fronte ampio di  partecipazione; cercate nella lotta stessa il rafforzamento delle proposte nelle quali più vi identificate; sfruttate questo momento di protesta per trovare gli amici di cui il consumismo e l'individualismo egoistici ci privano, invitate all'impegno sociale per smascherare questi tiranni che si travestono di umiltà e che cercano di convincerci con tutti i mezzi a loro disposizione che la loro tirannia sia necessaria, minate le viscere di questo sistema per costruire con le nostre mani il futuro che ci meritiamo. Non vi scoraggiate, non dobbiamo fermarci, l’unica cosa che non cambia è il nemico. La nostra vita vale meno di una casa, tutte le nostre vite insieme sono meno importanti di un camion che butta fumo. Il futuro della povera gente viene tassato dalla Banca Mondiale e dal FMI. Questo è stato detto da coloro che continuano a prendersi gioco di noi alzando la pena di Walter Rossi a "tre anni" di libertà vigilata. Noi continuiamo a gridare il contrario, assolutamente tutto il contrario.
Il carcere è ora per noi il nostro spazio di apprendimento, per questo motivo vi chiediamo di  migliorare i vostri metodi di lotta, di Non sottovalutare il nemico, di studiare per combattere, vincere la paura e la passività.
Il direttivo, tramite un "alto dirigente" di CORPARAUCANIA, Diego Benavente, ha dichiarato che "il Capitale è codardo", dal momento che non è presente dove c'è conflitto sociale. Niente di più vero perché oltre a codardo il capitale è anche un Criminale, come lo sono i suoi portavoci.
Guardate quanto possano essere mascalzoni questi amici dell’infamia, che mentre si preoccupano di dire che stiamo "mangiando" in questo sciopero della fame, ricorrono all’alimentazione forzata endovenosa. Evidente l’immoralità del governo e la complicità di molte persone legate al potere disumanizzante.
Inoltre gli esponenti della destra non si stancano di ripetere che "siamo tutti uguali davanti alla legge", che "nessuno è al di sopra dello Stato di diritto", che "le istituzioni funzionano" e tanti altri discorsi fascisti impostati per giustificare l'ingiustizia sul nostro popolo. Bene, i fatti sono che abbiamo 33 prigionieri Mapuche sotto processo, senza alcuna previa indagine sul loro conto, rinchiusi senza diritto e senza neppure presumere la loro innocenza. Tuttavia, gli assassini di Lemún e Katrileo non hanno mai conosciuto il carcere e non lo faranno mai, al contrario, vanno in giro sempre armati per continuare ad uccidere povera gente.
Nessun governo ha voluto affrontare seriamente le nostre rivendicazioni storiche e la soluzione più diplomatica è da sempre la tecnica della "pezza" e la militarizzazione del nostro territorio. Le manovre evasive per continuare a posticipare il dialogo politico con il governo non fanno altro che appesantire una situazione che andrebbe alleggerita e che potrebbe condurre a delle perdite da entrambe le parti. Con questo nostro gesto di dignità chiediamo al governo di fare uso della ragione. Questo sciopero della fame è soltanto un elemento in più lungo questo processo di "pacificazione" mai raggiunto (così come per i “parlamenti" in territorio Mapuche). Cerchiamo di colorare con un po' di umanità un governo e un sistema che non ne hanno.
Secondo la legge antiterrorista, una delle finalità del terrorismo "è imporre e strappare delle risoluzioni alle autorità". Bene, di questo si tratta. Applicate il rigore della legge e dite che questo è uno "sciopero terroristico" ma, come chiamate il testimone protetto reo confesso di due attentati terroristici che tiene prigionieri tanti innocenti Mapuche, mentre lui è libero?
Nel tentativo di nascondere il carattere politico della nostra lotta e della nostra condizione di prigionieri si ottiene tutto il contrario, cioè, si mette in evidenza il carattere politico delle nostre rivendicazioni, perché la legge contro il terrorismo è una legge politica, di ispirazione e motivazione apertamente politiche. D'altra parte, ciò che ridicolizza il governo e che lo lascia in balia degli eventi è che siamo sempre noi a prendere le iniziative, lo dimostra il fatto che, a differenza dei governi che disprezzano la vita e la propria storia, noi ci prendiamo cura di loro e amiamo tanto la nostra storia e la vita che esponiamo quest’ultima a questa privazione volontaria di cibo.
Infine, proviamo una profonda sensazione di rabbia e di impotenza di fronte alle ingiustizie di questo sistema marcio, ma, visto che un prigioniero non è soltanto un numero, né una fabbrica di odio, sentiamo un profondo amore e affetto per la nostra gente e per tutti i nostri fratelli che hanno deciso di perdere la paura verso il “winka” (i non Mapuche). Proviamo amore, affetto e tenerezza per i nostri bambini che ci mancano, anche per tutti i bambini mapuche, perché con il nostro dolore e il sacrificio annunciamo la speranza del loro futuro.
Come abbiamo già detto l'intenzione di fondo del nostro appello dal carcere è far sì che il nostro Popolo Mapuche raggiunga l’unità di base e quella del suo movimento, ma vogliamo anche  incoraggiare indirettamente l'unità dei cileni poveri e degli sfollati nella loro lotta contro il sistema economico e contro lo Stato garante dei ricchi, il nostro nemico comune. Per il nostro popolo Mapuche è necessaria una unità permanente che nel tempo ci garantisca la difesa dei diritti conquistati con questo processo. Stiamo attenti alla superbia settaria che ci impedisce di concretizzare alleanze strategiche e che contribuiscono alla logica autoritaria di “dividere è governare”.
È troppo tempo che ci guardiamo da lontano quali fossimo estranei o nemici, mentre il potere rafforza il proprio dominio. Unità per combattere. Unità per vincere. Unità per riscoprire la nostra forza.
Il dovere morale dei potenti, che attraverso le generazioni ci hanno imposto questi problemi, è quella di assumersi la propria responsabilità e risolvere la situazione. Vedremo quanto effettivo e coerente sia il ripetitivo e logoro discorso dell'amore verso il prossimo, come dice un portavoce dei ricchi: "Agosto è il mese della solidarietà". Che nessuno faccia la vittima! Qui siamo tutti responsabili: lo Stato, la chiesa (che ha le sue cappelle sul sangue mapuche) e gli umanitaristi che reinventano carceri e strategie poliziesche.
Noi Prigionieri Politici Mapuche, dal carcere di Temuco, ci appelliamo a voi, con il nostro sciopero della fame, affinché vi uniate a noi nella lotta sociale, ognuno nel proprio settore, per sostenere il nostro movimento che è l'espressione della crudeltà del capitalismo e dei suoi rappresentanti, dell’indolenza di tante persone che nel 2014 busseranno alle nostre porte per chiedere il voto. Vi invitiamo a rincontrarvi con i vostri fratelli di lotta. Il tempo è venuto.
Fratelli Mapuche, Amatevi, riproducetevi, abbiate tanti figli mapuche, lottate e continuate ad amarvi.

Fratelli winkas poveri e solidari, unitevi, fortificatevi nelle vostre lotte, colpite ogni dove il potere vi opprime, rivendicate i vostri diritti e certamente amatevi, siate il seme di generazioni di solidarietà.

21 agosto 2010

PRIGIONIERI POLITICI MAPUCHE
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