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armamento_01DAL CIELO ALLA TERRA


HO SCRITTO  L'8 DICEMBRE 2010:

ABBIAMO GIÀ DETTO E SCRITTO CHE SULLA TERRA SI VENDONO LE ARMI COSÌ COME SI VENDE IL PANE QUOTIDIANO (EUGENIO SIRAGUSA - 1981. GIORGIO BONGIOVANNI - 2009). ANCHE L'ITALIA È PARTE DI QUESTO COMMERCIO ANTICRISTICO E DISTRUTTIVO CHE PROVOCA INGIUSTIZIE E MORTE.
L'ITALIA, CON IL SUO GOVERNO E IL SUO PREMIER TIRANNO, EGOISTA E NEFASTO.
IL POPOLO, NON TUTTO PER FORTUNA, COMPLICE E PASSIVO, INCAPACE DI RIBELLARSI ALLA PIÙ GRANDE DELLE INGIUSTIZIE CONTRO I DEBOLI: LA COMPRAVENDITA DELLE ARMI.
SE QUESTA È LA VERITÀ, ED È VERITÀ, ALLORA PREPARATEVI! ANCHE L'ITALIA NON SARÀ RISPARMIATA DALLE DURISSIME CONSEGUENZE CHE COMPORTA LA LEGGE DI CAUSA ED EFFETTO. ANCHE L'ITALIA SARÀ SOTTOPOSTA ALLA DIVINA GIUSTIZIA.
SAREBBE OPPORTUNO UN INTERVENTO NEL MERITO DEL CAPO DELLA CHIESA CATTOLICA BENEDETTO XVI. LO FARÀ?. NOI PENSIAMO DI NO! PERCHÉ IL VATICANO POSSIEDE AZIONI NELLE INDUSTRIE CHE PRODUCONO ARMI.
DI FRONTE A QUESTA SITUAZIONE DRAMMATICA MI VIENE IN MENTE LA RESISTENZA CONTRO IL DITTATORE SANGUINARIO TEDESCO (HITLER) ED IL SUO MAGGIORDOMO ITALIANO (MUSSOLINI).
DIO CI AIUTI!

                                                                                  GIORGIO BONGIOVANNI
                                                                                          Stigmatizzato
San Giovanni di Polcenigo (Italia)
8 di dicembre 2010.


DAL CIELO ALLA TERRA

HO SCRITTO IL 28 AGOSTO DELL'ANNO 2009:

UN NOSTRO AMICO "ALIENO" DI NOME HOARA, ANNI OR SONO, TRAMITE UN SUO MESSAGGERO, EUGENIO SIRAGUSA, DISSE: " SULLA TERRA VENDETE LE ARMI COME SI VENDONO I PANINI CALDI".
UNA CRUDA, AMARA E VERGOGNOSA REALTÀ.
VI PREGO DI LEGGERE L'ALLEGATO ARTICOLO SCRITTO DA CORAGGIOSI E VALOROSI GIORNALISTI CHE PROVANO SENZA OMBRA DI DUBBIO CHE L'ITALIA CON I SUOI GOVERNANTI E POTENTI DI TURNO È CERTAMENTE DA CONSIDERARE UN PAESE ANTICRISTICO. CERTO, MOLTI ITALIANI SONO BUONI ED ALCUNI GIUSTI, MA NON SONO SUFFICIENTI A FERMARE LA SANGUINARIA DEVASTANTE E FAMELICA SETE DI MORTE CHE ATTANAGLIA LA MENTE DEI COMMERCIANTI DI ARMI. QUESTO È IL VERO POTERE, QUESTO È CIO CHE PORTERÀ ALL'AUTODISTRUZIONE L'ITALIA ED IL MONDO INTERO, PERCHÈ TUTTO IL MONDO È COINVOLTO NEL MERCATO DI MORTE CHE PRODUCE LA VENDITA DELLE ARMI.
NON SONO STUPITO, MA SONO DISPERATO E ASSETATO DI GIUSTIZIA.
LA MIA FEDE IN CRISTO MI IMPONE DI RESISTERE E LA CERTEZZA DEI VALORI UNIVERSALI CHE ARDE NEL MIO CUORE SPINGE A ME ED ALTRI A LOTTARE.
È STATO DETTO: ABBIATE FEDE, LA GIUSTIZIA DIVINA NON TARDERÀ AD ARRIVARE.
CREDO IN CRISTO. LO AMO E LO SERVO. MA DICO E PREGO AD ALTA VOCE: SIGNORE, SIGNORE ADONAY, COSA ASPETTI PER INTERVENIRE?
ABBREVIA I TEMPI, DIO, SIGNORE, DIO, ABBREVIA I TEMPI E, TI PREGO, MANDA IL SALVATORE, ALTRIMENTI NEMMENO I TUOI ELETTI SI SALVERANNO.
IO ED ALTRI CHE TI AMANO SIAMO QUI AD ASPETTARLO, CON LE MANI BEN SALDE SULL'ARATRO.

                                                                                            IN FEDE
                                                                                GIORGIO BONGIOVANNI
                                                                                         Stigmatizzato
Sant'Elpidio a Mare (Italia)
28 agosto 2009

Link: http://www.giorgiobongiovanni.it/index.php/messaggi-2009-2000/448-vendete-le-armi-come-si-vendono-i-panini-caldi.html

DIFESA, L'INVESTIMENTO PERPETUO

Per comprare nuovi armamenti spenderemo tre miliardi e mezzo in più rispetto al 2010.
L'Italia continua a spendere in armamenti. Decine e decine di macchine da guerra, costose e inutili, verranno costruite nei prossimi 10-15 anni nel nostro Paese. Invecchieranno senza essere utilizzate in teatri di guerra, foss'anche perché le nostre sono solo 'missioni di pace'. Molte arrugginiranno, o funzioneranno solo per essere mantenute, qualora vi sia la capacità di mantenerle. Molte altre verranno costruite per far girare l'industria, italiana e internazionale.
I numeri. Lo stanziamento a bilancio per il settore Difesa per il 2011 è di 20,494 miliardi di euro. L'aumento totale è di 130 milioni di euro rispetto all'anno precedente (0,6 percento in più rispetto al 2010, 1,28 percento del Pil). La Funzione Difesa è cresciuta di 32,6 milioni di euro; la Funzione Sicurezza del territorio di 145,2 milioni di euro; le Funzioni Esterne sono diminuite di 49,8 milioni di euro; il Trattamento di Ausiliaria (personale) è cresciuto di 2,3 milioni di euro.
Sono i fondi destinati agli 'acquisti' che sono lievitati: più 8,4 percento, 3,453 miliardi, 266 milioni in più rispetto al 2010.
Dove vanno questi soldi? In gran parte saranno destinati al programma F-35 (471,8 milioni di euro) e all'acquisto degli elicotteri Nh-90 AgustaWestland (309,5 milioni), di due sottomarini U-212 (164,3 milioni), e di altri elicotteri Ch-47 F Chinhook (137 milioni), oltre all'ammodernamento dei Tornado (178,3 milioni). Per le altre acquisizioni, già avviate (caccia Typhoon, addestratore Aermacchi M-346, fregate Fremm e veicoli da combattimento Freccia), verranno reperite risorse (poco meno di un miliardo di euro) dal ministero dello Sviluppo economico.
C'è da chiedersi quale impiego strategico avrà il cacciabombardiere con capacità di trasporto di ordigni nucleari F-35, che il nostro Paese dovrà acquistare in quantità abnormi (131 unità, di cui è stata tuttavia promessa - ancora senza conferma - una riduzione), o l'elicottero Ch-47 Chinhook, acquistato in numero di sedici dall'Aviazione Italiana, con eventuale aggiunta di quattro unità. Oppure ancora l'elicottero da assalto Nh 90 (116 mezzi dal 2000 al 2018). Fregate Fremm: secondo la stessa ammissione del ministro La Russa (Farnborough, Gran Bretagna, 20 luglio), sul progetto italo-francese il governo italiano ha "rinviato la decisione" per le altre quattro navi del programma originale (sei arriveranno sicuramente), affrettandosi ad aggiungere che "magari non sono indispensabili" per la Difesa ma "puo essere indispensabile costruirle" per garantire l'occupazione nei cantieri navali italiani "per venderle ad altri Paesi". La portaerei Cavour, come ha dimostrato la missione ad Haiti, è stata concepita con una vasta gamma di impieghi, rivolti anche alla protezione civile: il tutto, com'è ovvio, per acquisire benevolenza politica a livello di stanziamenti.
Il carburante, i ricambi e le munizioni non mancheranno certo ai mezzi e alle truppe in Afghanistan. Mancheranno sicuramente ai nuovi armamenti che i nostri politici spendaccioni hanno deciso di acquistare, incuranti della crisi economica e in controtendenza con il buonsenso dei loro colleghi. Uno fra tutti, David Cameron, che drasticamente - e coraggiosamente - ha tagliato le spese militari dell'otto percento nei prossimi quattro anni.
Luca Galassi
PEACE REPORTER 8 DICEMBRE 2010

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