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pesebre
 
HO SCRITTO L’8 GENNAIO 2011:

GUARDATE QUESTO PRESEPE CHE RICORDA LA NASCITA DI JESUS CRISTO, REALIZZATO DA CLAUDIO BOCCAFOSCHI CON LA COLLABORAZIONE DI TUTTA L’ARCA DI BELPASSO (CATANIA).
PER ME È UN SEGNO DI AMORE, ARMONIA, UNIONE E AZIONE A FAVORE DELLA VITA.
GRAZIE FRATELLI MIEI.

                                            IN FEDE
                               GIORGIO BONGIOVANNI
 
 
Sant’Elpidio a Mare (Italia)
8 gennaio 2010


DAI CAMPI DEL CIEL È SCESO L’AMOR…

In occasione del Santo Natale 2010, i membri dell’arca dell’Aquila, anche quest’anno hanno cercato di realizzare e portare a termine dei progetti di solidarietà sociale a favore dell’Associazione Onlus Funima International.
Uno dei tre eventi previsti, è stata la realizzazione di un presepe artistico.
Claudio, che è ideatore e artefice principale dell’opera, ci ha permesso di lavorare per tre mesi fianco a fianco, cosa che ci ha dato la possibilità di conoscerci meglio. Così facendo l’affetto, la stima e l’amore per gli stessi ideali hanno permesso di creare tra di noi un rapporto di amicizia e fratellanza ancor più forte.
Inutile dire che il lavoro è stato duro, soprattutto perché la sede dell’associazione è molto distante dalle nostre abitazioni e visto che più o meno tutti lavoriamo, ci incontravamo nel tardo pomeriggio. Nell’ultimo periodo è capitato spesso di doverci trattenere all’arca a mangiare un boccone insieme per poter guadagnare qualche ora in più.
I lavori sono iniziati a settembre, subito dopo la conferenza di Acireale, e sono giunti al termine il 17 dicembre. I problemi fino all’ultimo giorno non sono mancati, ma devo dire che nessuno di noi si è fatto prendere dal panico o ha pensato per un solo momento di non farcela. Questo è stato possibile anche grazie ad Antonio, che con la sua ironia ci ha tenuti sempre allegri e con il sorriso sulle labbra.
Inizialmente la nostra idea era di coinvolgere i bambini delle scuole del comune di Belpasso e, durante i giorni di festa aprire il locale al pubblico. Purtroppo però non abbiamo fatto in tempo perché avremmo dovuto pensarci ad inizio dell’anno scolastico. In compenso, grazie alla collaborazione dell’assessore alla cultura del comune di Belpasso, il signor Giovanni Pulvirenti,  siamo venuti a conoscenza di un concorso che da sedici anni si svolge in questo paese nel periodo di Natale organizzato dagli scout.
Così abbiamo iscritto il nostro presepe a “Il presepe più bello”. A questo concorso partecipavano 72 presepi divisi in tre categorie (A, B, C) a seconda della tipologia e delle caratteristiche, sottoposte a valutazioni differenti. La particolarità era che ciascun presepe, per poter partecipare, doveva essere realizzato all’interno del territorio di Belpasso.
La giuria era composta dai ragazzi degli scout che un paio di giorni prima di Natale, andavano in giro per il paese a visitare e filmare i vari presepi.
Il nostro presepe apparteneva alla categoria A, quella riguardante i presepi muniti di meccanismi, luci e animazioni.
Lo scorso 5 gennaio si è svolta la premiazione presso il teatro “Nino Martoglio”.
Ad apertura di serata, l’organizzatore Orazio Marchese, a sorpresa, ha proiettato il video realizzato da Angelo e Dario che mostrava le animazioni e i numerosi particolari che caratterizzavano il nostro presepe.
Grazie alla sua sensibilità al tema del volontariato, ha anche sottolineato lo scopo benefico della nostra iniziativa.
La premiazione è avvenuta a fine serata tenendoci tutti con il fiato sospeso fino all’ultimo.  
Nel frattempo Angelo riceveva la telefonata di Giorgio che ci manifestava la sua gioia per aver visto, attraverso il video che gli avevamo mandato, il risultato del nostro lavoro.
Quando il capo scout, in compagnia del Sindaco Alfio Papale, ha chiamato la nostra associazione per ritirare il primo premio, emozionati e sorridenti siamo saliti sul palco e ancora una volta Orazio Marchese ci ha elogiato per l’impegno profuso nella realizzazione del presepe e per lo scopo benefico per il quale è stato realizzato.
Ricordo perfettamente le parole di Claudio, il suo obiettivo era quello di regalare un’emozione a chi veniva a visitare il nostro presepe. Ma le emozioni più grandi le abbiamo avute noi ogni qual volta qualcuno si emozionava e commoveva alla nascita di Gesù bambino, e nel vedere la gente andar via con il sorriso sulle labbra e la gioia nel cuore.
Lo scopo di questo presepe non è stato solo quello di raccogliere fondi per i bambini delle Ande argentine e quello di far conoscere la Onlus Funima International, ma anche quello di avvicinare le persone all’evento della nascita di nostro Signore che è nato per noi affinchè il nostro cuore, illuminato dal suo Amore, non rimanga una grotta fredda e gelida, ma un luogo sacro dove ogni essere possa trovare calore, conforto e amore da donare a chi più ne ha bisogno.
Vi lascio con una leggenda relativa al presepe raccontataci da un animo sensibile, una donna e un artista inconsapevole, la signora Pina Privitera, profondamente appassionata del significato nascosto dietro a ogni scena rappresentata nel presepe che abbiamo conosciuto durante questi magnifici giorni trascorsi a Belpasso.
C'era una volta una pecora diversa da tutte le altre. Le pecore, si sa, sono bianche; lei invece era nera, nera come la pece.
Quando passava per i campi tutti la deridevano, perché in un gregge tutto bianco spiccava come una macchia di inchiostro su un lenzuolo bianco: «Guarda una pecora nera! Che animale originale; chi crede mai di essere? ».
Anche le compagne pecore le gridavano dietro: «Pecora sbagliata, non sai che le pecore devono essere tutte uguali, tutte avvolte di bianca lana?».
La pecora nera non ne poteva più, quelle parole erano come pietre e non riusciva a digerirle.
E così decise di uscire dal gregge e andarsene sui monti, da sola: almeno là avrebbe potuto brucare in pace e riposarsi all'ombra dei pini.
Ma nemmeno in montagna trovò pace. «Che vivere è questo? Sempre da sola!», si diceva dopo che il sole tramontava e la notte arrivava.
Una sera, con la faccia tutta piena di lacrime, vide lontano una grotta illuminata da una debole luce. «Dormirò là dentro » e si mise a correre. Correva come se qualcuno la attirasse.
«Chi sei?», le domandò una voce appena fu entrata.
«Sono una pecora che nessuno vuole: una pecora nera! Mi hanno buttata fuori dal gregge».
«La stessa cosa è capitata a noi! Anche per noi non c'era posto con gli altri nell'albergo. Abbiamo dovuto ripararci qui, io Giuseppe e mia moglie Maria. Proprio qui ci è nato un bel bambino. Eccolo!».
La pecora nera era piena di gioia. Prima di tutte le altre poteva vedere il piccolo Gesù.
«Avrà freddo; lasciate che mi metta vicino per riscaldarlo!».
Maria e Giuseppe risposero con un sorriso. La pecora si avvicinò stretta stretta al bambino e lo accarezzò con la sua lana.
Gesù si svegliò e le bisbigliò nell'orecchio: «Proprio per questo sono venuto: per le pecore nere!».
La pecora si mise a belare di felicità. Dal cielo gli angeli intonarono il «Gloria».

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Con affetto
Valeria Di Blasi
Angelo Aiello
Catania, 7 gennaio 2011

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