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noruegaDAL CIELO ALLA TERRA


HO SCRITTO IL 25 LUGLIO 2011:

MI PERMETTO DI RICORDARVI LE CAUSE CHE SPINGONO A COMPIERE ATROCI DELITTI, RESI ANCORA PIÙ GRAVI QUANDO L’ISTINTO DEMONIACO ATTACCA LA SACRALITÀ DELLA VITA, GIOVANI E BAMBINI, STRONCANDOLA NELLA SUA ESSENZA.
LE POTENZE CELESTI PIÙ VOLTE AVEVANO AVVERTITO L'UMANITÀ DEI DANNI IRREVERSIBILI CHE AVREBBE CAUSATO LA PESTE DEI NEURONI DEL CERVELLO (HARBAR). EUGENIO SIRAGUSA PRIMA E POI ANCHE IL VOSTRO SERVITORE CHE SCRIVE SI ERANO FATTI PORTAVOCE DI QUESTI MESSAGGI. OGGI L'AMARA E DURA REALTÀ.
COME SEMPRE VI INVITO A LEGGERE! MEDITARE E DEDURRE QUANTO È SCRITTO NEGLI ALLEGATI A QUESTO MESSAGGIO.

IN FEDE VOSTRO
G.B

Belpasso-Catania (Italia)
25 luglio 2011 

DAL CIELO ALLA TERRA

SETUN SHENAR E I FRATELLI DELLA LUCE COMUNICANO:

VI PREGHIAMO DI PRENDERE IN SERIA E RESPONSABILE CONSIDERAZIONE I NOSTRI MESSAGGI GIÀ DIVULGATI 23 AGOSTO 1996 ED IL 25 AGOSTO DELLO STESSO ANNO TRAMITE LO STESSO MEZZO: IL NOSTRO OPERATORE GIORGIO BONGIOVANNI.
DESIDERIAMO REITERARE IL CONTENUTO DI QUESTI MESSAGGI DATA LA GRAVITÀ DELLA SITUAZIONE CHE VIVE LA VOSTRA RICCA E OPULENTA SOCIETÀ OCCIDENTALE ANCHE SE IL FENOMENO-NEGATIVO COINVOLGE ORMAI TUTTO IL PIANETA.
CI RIFERIAMO IN QUESTO CASO ALL’HARBAR, LA PESTE DEI NEURONI DEL CERVELLO.
LEGGETE, MEDITATE E DEDUCETE.
PACE!

SETUN SHENAR E I FRATELLI SALUTANO

Sant’Elpidio a Mare (Italia)
20 gennaio 2007. Ore 09:46
G. B.

DAL CIELO ALLA TERRA

HARBAR: LA PESTE DEI NEURONI DEL CERVELLO

RICORDATE, È STATO DETTO E SCRITTO: “CHI SCANDALIZZA ANCHE UNO SOLO DI QUESTI PICCOLI CHE CREDONO IN ME, SAREBBE MEGLIO PER LUI CHE GLI FOSSE APPESA AL COLLO UNA MACINA GIRATA DA ASINO, E FOSSE GETTATO NEGLI ABISSI DEL MARE. GUAI AL MONDO PER GLI SCANDALI… GUAI ALL’UOMO PER COLPA DEL QUALE AVVIENE LO SCANDALO…” (MATTEO, CAP 18, VERS. 6-8).
SIAMO DESIDEROSI DI SAPERE COSA RISPONDETE ALLE PAROLE DIVINE E AMMONITRICI PRONUNCIATE 2000 ANNI FA DAL MAESTRO GESÙ-CRISTO.
CI DOMANDIAMO SE ALMENO ALCUNI DEI VOSTRI SCIENZIATI, UN GIORNO O L’ALTRO, AVRANNO IL CORAGGIO DI SPIEGARE COSA È SUCCESSO NELLA PSICHE DELL’UOMO E QUALE INFEZIONE ATTANAGLIA I NEURONI DEL SUO CERVELLO.
LA PESTE DEI NEURONI CEREBRALI È ORAMAI NELL’85% PADRONA DEI VOSTRI CERVELLI, QUESTA INFEZIONE NOI LA DIAGNOSTICHIAMO CON IL NOME DI HARBAR.
PIÙ VOLTE, TRAMITE EUGENIO SIRAGUSA VI ABBIAMO DATO SPIEGAZIONE SU COME SI PROPAGA QUESTO MORBO E QUALI SONO LE CAUSE CHE LO PRODUCONO: RADIOATTIVITÀ, CIBI ADULTERATI, DROGA, INQUINAMENTO DI OGNI GENERE NELL’ACQUA, NELL’ARIA, SULLA TERRA, ECC…. NON AVETE VOLUTO ASCOLTARE!
AVETE PREFERITO RIMANERE SCETTICI AI NOSTRI RICHIAMI. AVETE VOLUTO CREDERE ALLE MENZOGNE DELLA VOSTRA SCIENZA MEDICA. SOPRATTUTTO SIETE RIMASTI FREDDI E APATICI DAVANTI ALLA MANCANZA DI INTERVENTI EDUCATIVI DELLA GIUSTIZIA DEI VOSTRI TRIBUNALI, DELLA POLITICA DEI VOSTRI PARLAMENTI, DELLA RELIGIONE DELLE VOSTRE CHIESE.
I VOSTRI BAMBINI E I VOSTRI GIOVANI SONO, IN QUESTO MODO, RIMASTI PRIVI DELLA GIUSTA PROTEZIONE E DELLA GIUSTA EDUCAZIONE SU TUTTI E TRE I PIANI: FISICO, PSICHICO E SPIRITUALE.
LA CAUSA DELLE VIOLENZE SUI BAMBINI UNITA AL GRANDE COMMERCIO BLASFEMO E ABERRANTE CHE I PEDOFILI EDIFICANO SULLA LORO PELLE, DOVETE RICERCARLE NELLE GRANDI LACUNE EDUCATIVE DELLA VOSTRA SOCIETÀ.
RICORDATE, LA VOSTRA INTELLIGENZA-SPIRITO RIENTREREBBE NEL PIANO ANIMALE (SECONDA MORTE O METEMPSICOSI) PER LUNGHISSIMO TEMPO SE NON PONETE RIPARO A QUESTA IMPERDONABILE BLASFEMITÀ: “AVER SCANDALIZZATO I BAMBINI, GLI ANGIOLETTI DEL SIGNORE”.
RICORDATE ANCORA!
OCCORRE UNA REAZIONE, UNA PROTESTA NON VIOLENTA, MA DETERMINATA, DECISIVA, CONTRO I RESPONSABILI DELLE ISTITUZIONI SCIENTIFICHE, POLITICHE E RELIGIOSE; NON SOLO, MA ANCHE CONTRO VOI STESSI PER ESSERE RIMASTI APATICI E FREDDI E PER NON AVER SAPUTO PREVENIRE IN TEMPO QUESTI EFFERATI DELITTI NELLA VOSTRA TANTO DECANTATA EUROPA “DEMOCRATICA E CIVILE”.
NOI VI DICIAMO CHE QUASI TUTTA LA SOCIETÀ DEL PIANETA È AMMALATA SPIRITUALMENTE, PSICHICAMENTE E FISICAMENTE.
SOLO POCHI SONO DESTINATI A CREARE UNA SUPER-CIVILTÀ E SONO TUTTI COLORO CHE IN QUESTO MOMENTO STANNO LAVORANDO IN FAVORE DELLA PACE, DELLA GIUSTIZIA, DELL’AMORE E DELLA VITA SUL PIANETA TERRA.
DAI LORO FRUTTI CONOSCERETE CHI SONO!
CERCATE E TROVERETE!

DAL CIELO ALLA TERRA

Porto S. Elpidio (Italia)
23 agosto 1996
G. B.

DAL CIELO ALLA TERRA

L’HARBAR

UNA PROGRESSIVA DESTABILIZZAZIONE DEI NEURONI DEL CERVELLO.
UN MORBO CHE STIMOLA IL FOLLE DESIDERIO DI UCCIDERE E DI UCCIDERSI.
UNA ANOMALIA NEURONICA DOVUTA PRINCIPALMENTE ALL’IRREVERSIBILE INQUINAMENTO RADIOATTIVO CAUSATO DAGLI ESPERIMENTI NUCLEARI E DALLE VARIE SCORIE DI CENTRALI ED ALTRO, DALL’INQUINAMENTO CHIMICO E FISICO DEL VOSTRO HABITAT (ARIA-ACQUA-TERRA), DALL’INQUINAMENTO DEI VOSTRI CIBI, I QUALI SONO ADULTERATI DA COMPONENTI COSIDDETTE INDUSTRIALI-ARTIFICIALI (ADDITIVI, COLORANTI, CONSERVANTI, ECC.), DALL’INQUINAMENTO PSICHICO CAUSATO DALLA DROGA, LA POLVERE MALEDETTA E DA UNA CERTA MUSICA DELETERIA, ECC.
TUTTI QUESTI FATTORI INQUINANTI CHE VOI UOMINI AVETE PROVOCATO, CREANO UN’ALTERAZIONE O DISQUILIBRIO, NEI NEURONI DEI VOSTRI CERVELLI PROVOCANDO LO SCONVOLGIMENTO DELLE FREQUENZE DELLE ONDE CEREBRALI E QUINDI, UNA PERICOLOSISSIMA ANOMALIA CHE NOI CHIAMIAMO HARBAR.
NON È LA PRIMA VOLTA CHE VI SPIEGHIAMO SINTETICAMENTE QUESTO CONCETTTO. IN QUESTI VOSTRI ANNI DI QUESTO VOSTRO SECOLO, QUASI PREVALENTEMENTE OSCURANTISTA, TRAMITE I NOSTRI EMISSARI CHE VIVONO IN MEZZO A VOI, ABBIAMO CERCATO DI SPIEGARVI COME INTERVENIRE PER PORRE RIMEDIO A QUESTO MORBO LETALE, L’HARBAR APPUNTO, CHE, A CAUSA VOSTRA, POTREBBE INNESTARE UN RAPIDO PROCESSO NEGATIVO NEI VOSTRI CERVELLI, PORTANDO LA VOSTRA GENERAZIONE ALL’AUTODISTRUZIONE.
EUGENIO SIRAGUSA E POCHI ALTRI CONTATTATI SONO STATI I PIÙ PROFONDI CONOSCITORI, RELATORI E INFORMATORI SU QUESTO MORBO LETALE, GRAZIE ALLE CONTINUE INFORMAZIONI DA NOI ELARGITE, FRUTTO DELLE NOSTRE CONTINUE RICERCHE E CONTINUI SONDAGGI, CHE, SCRUPOLOSAMENTE E CON PREOCCUPAZIONE, SVOLGIAMO GIÀ DA MOLTISSIMO TEMPO SULLA MASSA CEREBRALE DELL’UOMO DELLA TERRA, SOPRATTUTTO SUI LIVELLI PSICHICI E SULLE REALIZZAZIONI SPIRITUALI CHE EGLI SPERIMENTA NELLA TRIDIMENSIONE MATERIALE DEL PIANETA TERRA. NON AVETE VOLUTO ASCOLTARE I NOSTRI CONSIGLI ELARGITI ATTRAVERSO QUESTI EMISSARI. NON AVETE VOLUTO CREDERE NEPPURE AD ALCUNI VOSTRI PROFESSORI, LAUREATI IN SCIENZE MEDICHE, SPECIALIZZATI IN NEUROPSICHIATRIA, DOTTI DI VARIE NAZIONALITÀ, I QUALI HANNO PRESO IN GRANDE CONSIDERAZIONE I NOSTRI CONSIGLI, GRAZIE ANCHE ALLA LORO INTUIZIONE SPIRITUALE E CHE HANNO COMUNICATO AI LORO COLLEGHI IL RISULTATO DELLE LORO RICERCHE SULLA DISTONIA DEI NEURONI DEI CERVELLI, RICERCHE SPERIMENTATE SU FEROCI CRIMINALI DETENUTI NELLE VOSTRE CARCERI, CON PRATICHE MEDICHE TERRESTRI, PER NOI PRIMITIVE, MA PER I VOSTRI SCIENZIATI, ANCORA EFFICACI (TEST PSICOLOGICI, ANALISI DI ALCUNE CELLULE NEURONICHE DELLA CORTECCIA CEREBRALE, ECC.).
LE RELAZIONI UFFICIALI DI QUESTI SCIENZIATI-DOCENTI NEUROPSICHIATRI SONO RIMASTE NEI CASSETTI DEI VARI GOVERNI, IGNORATE, COME LE RELAZIONI DEI NOSTRI EMISSARI-CONTATTISTI.
LA NOSTRA PENA È GRANDE E IL NOSTRO RAMMARICO SI UNISCE ALLA NOSTRA TRISTEZZA PERCHÉ  SAPPIAMO CHE QUESTO VOSTRO DISINTERESSE È UNA CAUSA CHE PRODURRÀ UN EFFETTO NEGATIVO SULLA VOSTRA SPECIE.
UN EVENTO CHE POTREBBE ACCADERE; ESEMPIO: IMMAGINATE UN GOVERNO RIBELLE, O UN GRUPPO DI TERRORISTI, O UN GRUPPO DI CRIMINALI LEGATI A UNA DELLE COSIDDETTE “MAFIE-INTERNAZIONALI”, CHE DURANTE UNA CRISI DI DESTABILIZZAZIONE NEURONICA-CEREBRALE (L’HARBAR) ORGANIZZASSE UN ATTENTATO CON LANCIAMISSILI-BAZOOKA O CON ALTRI PICCOLI O MEDI ORDIGNI NUCLEARI PORTATILI.
IMMAGINATE LE STRAGI, LA MORTE E IL SANGUE CHE IMPERVERSEREBBERO SULLE VOSTRE STRADE. COSA ACCADREBBE? L’INIZIO DI UN PROGRESSIVO OLOCAUSTO?
FORSE NON C’È BISOGNO DI IMMAGINARLO, CARI AMICI TERRESTRI; QUESTO PROCESSO È GIÀ INIZIATO E IL PERICOLO CHE QUESTE STRAGI APOCALITTICHE SI MANIFESTINO DIVENTA SEMPRE PIÙ  EVIDENTE.
LA NOSTRA VIGILANZA RIMANE ATTIVA E NON CI STANCHEREMO MAI DI RIPETERVI CHE IL NOSTRO AMORE UNIVERSALE E LE NOSTRE ENTITÀ ASTRALI SONO ACCANTO A TUTTI COLORO CHE, SUL VOSTRO PIANETA, HANNO REALIZZATO LA SUPERIORE GENETICA PRODIGANDOSI A FAVORE E PER LA SOPRAVVIVENZA DEL PIANETA E DELLA VOSTRA SPECIE: QUESTI ESSERI, UOMINI E DONNE, CHE LAVORANO NEI VARI CAMPI SOCIALI, SOLIDARI, POLITICI, SCIENTIFICI, SPIRITUALI, RELIGIOSI, ECC. ECC.
NON SONO MOLTI MA SUFFICIENTI PER FAR EMERGERE LA QUALITÀ DALLA QUANTITÀ.
A COSTORO RACCOMANDIAMO LA MASSIMA EFFICIENZA NEGLI EQUILIBRI PSICHICI-CEREBRALI: ARMONIA, PACE, AMORE, TOLLERANZA, AMORE PER LA NATURA, DESIDERIO DI GIUSTIZIA, ALIMENTAZIONE ORDINATA, PERMANENZA IN LUOGHI POCO INQUINATI, ECC. ECC.
SONO GLI ELEMENTI NECESSARI PER UNA CURA PREVENTIVA DELLA MALATTIA HARBAR, SONO SENTIMENTI E ATTITUDINI CHE IMPEDISCONO TOTALMENTE LA MANIFESTAZIONE DEL MORBO.
LA FORZA SPIRITUALE DELLA FEDE DEVE MANTENERSI SALDA E SICURA.
LE PROMESSE DIVINE SONO IN FASE DI COMPIMENTO.
IL NOSTRO INTERVENTO DIRETTO È PROSSIMO. ASPETTIAMO CHE LA LUCE DIVINA CI DIA INFORMAZIONE DIRETTIVA A QUESTO PROPOSITO.
QUESTO GIORNO SI APPROSSIMA, ABITANTI DELLA TERRA, E SARÀ IL GIORNO DELLA GRANDE RIVELAZIONE, LA PIÙ GRANDE DI TUTTA LA VOSTRA STORIA, QUELLA CHE PROVOCHERÀ IL GRANDE CAMBIAMENTO E IL GRANDE GIUDIZIO, PERCHÈ CI SARÀ LA RIVELAZIONE DI COLUI CHE, POCHI, IN QUESTO SECOLO ASPETTANO!
CI AUGURIAMO, COME PIÙ VOLTE VI ABBIAMO DETTO, CHE QUESTO EVENTO PROGRAMMATO DALLA SUPERIORE INTELLIGENZA, SI MANIFESTI IN UN MOMENTO DI PACE E DI ARMONIA NELLA VOSTRA CIVILTÀ.
PURTROPPO I SEGNI NEGATIVI CHE VOI PROPONETE E CHE ATTIVATE CI INDICANO CHIARAMENTE CHE IL GRANDE EVENTO AVVERRÀ IN UN MOMENTO DI GRANDE CAOS, DI CATASTROFI, DI MORTE, DI DISTRUZIONE DELLA VOSTRA SPECIE.
LA SCELTA È VOSTRA!
NOI NON POSSIAMO IMPORRE!
A PRESTO!
PACE!

DAL CIELO ALLA TERRA

Porto S. Elpidio (Italia)
25 agosto 1996. Ore 12:00
G. B.

DAL CIELO ALLA TERRA
 
HARBAR

SONO SEMPRE VALIDI I NOSTRI REITERATI AVVERTIMENTI SULLA GRAVISSIMA MALATTIA CHE LENTAMENTE MA INESORABILMENTE STA PROIETTANDO I VOSTRI CERVELLI VERSO L’ANNIENTAMENTO: L’HARBAR, LA PESTE DEI NEURONI DEL CERVELLO, CHE  GALOPPA COME UN SOMARO MATTO.
VI AVEVAMO AVVERTITI A SUO TEMPO MA, COME SEMPRE SIETE ABITUATI A FARE, NON AVETE DATO ASCOLTO ALLE NOSTRE PREMURE E AI NOSTRI RICHIAMI.
VI AVEVAMO INDICATO ALCUNI RIMEDI PREVENTIVI PER EVITARE DI ESSERE ATTACCATI DALL’HARBAR COME L’ALIMENTAZIONE NATURALE, PRIVA DI CIBI ADULTERATI E LA PURIFICAZIONE DEL PROPRIO HABITAT DA ELEMENTI RADIOATTIVI IN GENERE.
VI AVEVAMO INOLTRE SPIEGATO CHE ANCHE I SENTIMENTI E LE ABITUDINI QUALI L’ARMONIA INTERIORE E L’AZIONE A FAVORE DELLA VITA ALLONTANANO LA POSSIBILITÀ DI ESSERE ATTACCATI DALL’HARBAR.
ADESSO NON VI RIMANE ALTRO CHE RACCOGLIERE CIÒ CHE AVETE SEMINATO.
I GIUSTI E I BUONI  NON TEMANO.
LEGGETE, MEDITATE E DEDUCETE.
PACE!

DAL CIELO ALLA TERRA

Sant’Elpidio a Mare (Italia)
G. B.

DAL CIELO ALLA TERRA

L’HARBAR (PESTE DEI NEURONI DEL CERVELLO) PIÙ PERICOLOSO DELL’AIDS

LA VOSTRA SCIENZA DOVREBBE SERIAMENTE E COSCIENZIOSAMENTE INTERESSARSI DEL BUON FUNZIONAMENTO DEI NEURONI DEL CERVELLO. SONO MOLTI COLORO CHE VENGONO AGGREDITI DA VIBRAZIONI CHE METTONO IN SERIA DIFFICOLTÀ IL NORMALE FUNZIONAMENTO DEI NEURONI. OLTRE AL SANGUE, INQUINATO DAI MOLTEPLICI VELENI CON CUI VENGONO MANIPOLATI I CIBI CHE QUOTIDIANAMENTE INGURGITATE, E L’ARIA CHE RESPIRATE CARICA COM’È DI GAS VELENOSI, VI È UN ALTRO KILLER DEI NEURONI DEL VOSTRO CERVELLO NON MENO DANNOSO: LE VIBRAZIONI DELLE MUSICHE PSICHEDELICHE O DEI RITMI TIPO “ROCK”.
FAREBBERO BENE I VOSTRI SCIENZIATI AD INTERESSARSI FACENDO DELLE SCRUPOLOSE INDAGINI AL FINE DI METTERE AL RIPARO LA GIOVANE GENERAZIONE DA UN MALE NON MENO DELETERIO DELL’AIDS.
ESSO È DA NOI DEFINITO “HARBAR”; MOLTI GIOVANI PRESI DA QUESTO MORBO SONO DESTINATI A SUICIDARSI A CAUSA DI QUESTA IGNORATA PESTE.

DAL CIELO ALLA TERRA

Eugenio Siragusa
Nicolosi, 26 novembre 1991
Ore 13:30

L’HARBAR CONTINUA A CRESCERE

HO SCRITTO IL 2 MAGGIO 1992:

TERRESTRI!
VI SIETE MAI DOMANDATI QUANTI SONO I MALATI MENTALI SUL VOSTRO PIANETA A CAUSA DELLA SCIENZA SENZA COSCIENZA?
DOMANDATEVELO!
QUESTA STANZA DEL PADRE CREATORE L’AVETE TRASFORMATA IN UNA INESPRIMIBILE ALCOVA DI ANIME ERRANTI NEL TUNNEL DEL DOLORE E DELLE PIÙ ATROCI SOFFERENZE.
L’HARBAR CONTINUA A CRESCERE E, CON ESSA, LE FOLLIE PIÙ ABERRANTI, PIÙ MOSTRUOSE E SANGUINARIE.
NON AVREMMO DOVUTO RAMMEMORARVI, ANCORA UNA VOLTA, QUANTO VI È STATO PIÙ VOLTE DETTO PER ARRESTARE LA VOSTRA INEVITABILE AUTODISTRUZIONE.
ABBIAMO RITENUTO DI FARLO PER DIMOSTRARVI CHE SIETE STATI, PIÙ CHE AMICI, NEMICI DI DIO, DI COLUI CHE GENERA E RIGENERA OGNI COSA SCATURENTE DALLA SUA LUCE CREANTE.
LA SUA SANTA IRA NON LA POTETE EVITARE, VOI CHE AVETE CROCIFISSO E ANCORA UNA VOLTA VITUPERATO ED OFFESO L’AMORE PIÙ GRANDE DI TUTTI GLI AMORI.
I GRANDI GUAI ADESSO SONO VOSTRI E PER OGNUNO DI VOI LA CROCE.

EUGENIO SIRAGUSA

"CHIEDEVAMO PIETÀ E LUI SPARAVA" TRA I RAGAZZI DELL´ISOLA DELLA MORTE
Nelle acque di Utoya si cercano i corpi con un sottomarino: 85 le vittime accertate
Il Reportage – Di Alberto Flores D’Arcais

Sundvollen. Davanti al Sudvollen Hotel lei ed altri ragazzi scampati alla strage raccontano quel maledetto venerdì pomeriggio, quando una festa di adolescenti in un´isoletta in mezzo ai fiordi si trasformata nel male assoluto sotto le sembianze di un finto poliziotto.
L´isola maledetta è lì davanti, poche centinaia di metri da questo agglomerato di case, due hotel e un supermercato che è diventato il rifugio degli scampati, il quartier generale della polizia, il parcheggio delle ambulanze. Sembra un paradiso terrestere Utoya, con i suoi pini che scendono fino all´acqua, le macchie di roccia e qualche striscia di sabbia, è bella anche sotto la pioggia battente e il cielo sempre più nero, un´oasi baciata dalla natura che solo la lucida follia di un pluriomicida ha potuto trasformare nel giro di un´ora nell´isola della morte.
«Mi spiace, non ci potete proprio andare». Il poliziotto è gentile ma fermo, anche un paio di barche locali partite per avvicinarsi vengono fatte tornare indietro. «Stiamo cercando altri superstiti, non sappiamo esattamente quanti fossero i giovani presenti, di quelli cercati dai genitori ne mancano ancora cinque o sei. No, non posso dirle niente. Sì, era vestito da poliziotto, questa cosa mi fa stare ancora più male, ci ha usato per uccidere, non è umano, è un mostro». Tra gli agenti qualcuno cede alla commozione, i più solo alla rabbia. Da ore stanno cercando nuovi superstiti - al momento i morti accertati sono 85 - ogni ora che passa la speranza diminuisce. Usano anche un piccolo sottomarino, girano senza sosta attorno all´isola, consolano i ragazzi che hanno perso un amico, telefonano ai genitori che ancora non sono arrivati.
Thor i genitori lo hanno trovato. Ha i pantaloni di tuta grigia e una maglietta azzurra, racconta anche lui quell´ora d´inferno che non dimenticherà mai. «Ci siamo fidati, era la polizia, era lì per difenderci, che altro potevamo pensare? Quando ha iniziato a sparare ho sentito le urla, mi sono messo a correre come un pazzo, eravamo in tre, ci siamo buttati in mare, io mi sono nascosto in una specie di caverna tra le rocce, l´acqua fino alla gola, poi quando sono arrivate le barche ho nuotato, nuotato fino a quando mi hanno raccolto. Devo la vita alla gente di questo posto, non saprò mai come ringraziarli». Il padre lo stringe sulle spalle, la madre lo accarezza e non riesce a nascondere la commozione, vanno via scortati da un paio di poliziotti, tornano a casa, «proveremo a dimenticare».
Come Hana, come Thor, anche i racconti degli altri superstiti - i pochi che ancora sono a Sundvollen in attesa dei papà e delle mamme - narrano il terrore, il panico, la morte. «Ha cominciato a sparare sull´isola, contro quelli che aveva raggruppati, poi ha sparato contro chi era fuggito in acqua, contro chi nuotava, sparava per uccidere», dice Elise che si è nascosta «proprio sotto la roccia» dove l´omicida sparava all´impazzata con la sua arma automatica. Racconta di come sia riuscita a telefonare ai genitori che hanno cercato di tranquillizzarla, che le hanno consigliato di «levarsi la giacchetta dai colori sgargianti» per non attirare l´attenzione.
«Come ha potuto, come ha potuto», ripete singhiozzando un ragazzo dalla carnagione mediterranea, figlio di uno dei tanti emigranti che la Norvegia ha accolto a braccia aperte, a cui ha dato una casa, un lavoro e una vita pacifica. «Come ha potuto sparare a chi era a terra, finire con un colpo di grazia chi non era ancora morto, come ha fatto ad uccidere così tante persone. Dove stava la polizia, perché non lo hanno ammazzato?». Una ragazza gli tende la mano, si abbracciano, anche lei ha visto in faccia l´orrore: «C´erano giovani a terra, c´era sangue, qualcuno faceva finta di essere morto, forse sperava di salvarsi. Io ero nascosta dietro un albero, c´erano tanti cespugli, ero paralizzata dalla paura. Poi ho alzato lo sguardo e ho visto che sparava ancora, proprio su quelli a terra. A quel punto ho chiuso gli occhi».
Erik ha solo quindici anni e si è salvato nuotando il più velocemente possibile. «Eravamo in tanti, non so, una decina forse, qualcuno non ce l´ha fatta. Sentivo gli spari, avevo capito che stava mirando verso di noi, ho continuato a nuotare fino a quando ho sentito delle braccia che mi tiravano su. Non so se ce l´avrei fatta ad arrivare fino a riva, qualcuno credo che ci sia riuscito, altri sono scomparsi in mezzo al fiordo». Si appoggia alla tenda gialla e verde che qualcuno ha lasciato in piedi proprio sulla riva che fronteggia l´isolotto, cerca di calcolare le distanze, «non sembra troppo lunga, ma non eravamo lì per fare un bagno».
Lì accanto uno dei locali, uno dei tanti che appena ha capito cosa stesse succedendo si lanciato in mare con la sua barchetta contribuendo a salvare molte vite, scuote la testa. «Se uno guarda da qui, magari pensa, sì, a nuoto si può anche fare. Ma quelli erano ragazzi in campeggio, avevano mangiato, magari anche bevuto qualche birra, e l´acqua qui è ghiacciata, non siamo mica su una spiaggia del Mediterraneo. E poi erano terrorizzati, c´era uno che gli sparava addosso. Quanti ne ho raccolti? Non ricordo bene, tutti quelli che ho potuto mettere in questa barchetta, sette, otto, non so, non ho avuto tempo per ragionare».
E´ durata un´ora e mezza la strage degli innocenti, decine di minuti lunghissimi che nel ricordo di chi li ha vissuti non sembravano finire mai. Un´ora e mezza di caccia all´uomo, sparando per uccidere, senza che nessuno sia riuscito ad intervenire per fermare quell´assassinio di massa. Quasi tutte le testimonianze concordano, un poliziotto (finto) che invitava i giovani a raggrupparsi, che all´improvviso tirava fuori da un borsone l´automatica e iniziava a sparare. C´è anche però chi parla di complici, chi ha sentito altri spari, da altre parti. Forse è solo suggestione e la polizia insiste sull´azione isolata.
Il giorno dopo è quello del cordoglio, dei pianti, della commozione e degli abbracci. Di polemiche non è ancora tempo, ma prima o poi, a mente fredda, qualcuno dovrà provare a spiegare come tutto ciò sia stato possibile, come un uomo travestito da poliziotto abbia potuto andare avanti per novanta minuti a compiere la peggiore carneficina che la Norvegia di oggi ricordi.
REPUBBLICA 24 LUGLIO 2011

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