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 tierraviva1GIORGIO BONGIOVANNI NEL PROGRAMMA RADIO “TIERRA VIVA”
Di Maria José Lastra

“…Ho reso ancora più forte la Sua voce che grida nel deserto…” Queste sono alcune delle parole del sublime messaggio del Maestro Gesú che Giorgio Bongiovanni ha ricevuto in questi giorni

Questa nuova forza risulta palese a chi ha ascoltato l’intervento di Giorgio nel programma radio Tierra Viva, trasmesso venerdì sera da Rosario (Argentina), risulta palese a chi ha avuto la possibilità di seguire i suoi ultimi interventi in alcune emittenti locali in Sicilia che lo hanno ospitato in queste ultime settimane nella sua veste di direttore della rivista AntimafiaDuemila, o nella conferenza di presentazione a Catania del suo libro “Gli ultimi giorni di Paolo Borsellino” scritto insieme a Lorenzo Baldo.
Una forza spirituale che non può non scuotere i cuori di chi lo ascolta e si sente irrimediabilmente coinvolto. Chi è già impegnato nel lavorare a favore della vita e non sta lì a chiedersi: “Ma io cosa posso fare…” si sente investito da questa forza che fa propria e sente crescere dentro la voglia di impegnarsi ancora di più e di fare in fretta per preservare quel minimo di presupposti a garanzia della nascita di una nuova civiltà.
Ma questa forza scuote anche i suoi nemici che la temono, temono la vibrazione del verbo, perchè in cuor loro sentono che ha un’origine divina e sanno bene di non poterla controllare e di non avere nessun potere su di essa.

Il programma ha inizio proprio con la lettura del messaggio di Gesù. In studio è presente il giudice Juan Alberto Rambaldo, una persona che Giorgio stima e ama profondamente, nonché suo rappresentante in Argentina.
In attesa del collegamento con Giorgio, Juan Alberto risponde ad una domanda sulle notizie sempre più numerose di follia omicida. Spiega la natura del virus psichico dell’Harbar, che genera  questi raptus distruggendo i neuroni del cervello. Spiega che è causato dall’inquinamento chimico, radioattivo e fisico del nostro habitat e l’unica autodifesa è realizzare i valori cristici spirituali e impegnarsi a favore della vita in qualunque campo.

Daniel Rodrigo, che conduce il programma insieme a Inés Lépori, chiede a Giorgio di commentare gli ultimi due messaggi che ha ricevuto:

-“Credo che  quando il Maestro ci parla sia una benedizione. Significa che Lui vuole avvisare coloro che ama di prepararsi per la Sua prossima Venuta. Ci ricorda anche di stare attenti, di non dividerci, di stare all’erta, di non vivere con il tormento, la frustrazione, il vittimismo, perché qualunque cosa possa succedere a chi crede in Lui, compreso il perdere la vita fisica, sarà salvato. E non mi riferisco soltanto ai fratelli delle arche, ma a tutti coloro che hanno messo e mettono in pratica gli insegnamenti di Gesù, anche i laici, gli atei. Chiunque crede in Lui è obbligato a sentire dentro la gioia perché siamo stati salvati da Lui, anzi, non solo ci ha salvati, ma si degna ancora di parlarci, riconosce l’umile lavoro che stiamo facendo per Lui, ci chiama amici, discepoli… cose grandi per me che scrivo le Sue parole e grandi per voi che leggete. Ma allo stesso tempo è grande anche la nostra responsabilità nei suoi confronti, per quello che ci dice e che vuole da noi. Durante le sanguinazioni vedo la Sua luce ma non sempre Lui mi parla. Non è necessario dopo 23 anni che vivo questa esperienza. Quindi io mi sento onorato quando Lui parla.
L’altro sublime messaggio è di Setun Shenar, che, con un linguaggio che io amo, spiega la logica straordinaria e suprema dei motivi per cui gli Esseri di Luce manifestano questi segni: spingere la mente umana ad assimilare che loro sono una civiltà più avanzata della nostra e nonostante siano in grado di annientare la nostra civiltà in 8 minuti del nostro tempo, optano per la non violenza e l’osservazione. Insistono nel ricordarci che non si trovano qui per motivi professionali, bensì sono qui per missione. Sono nati 15 miliardi di anni prima di noi e sono gli angeli di biblica memoria. È fantastico che ci ricordino questo. Commentano anche le foto di Urzi, la materializzazione e smaterializzazione… Per adesso vediamo questi concetti attraverso le foto, ma presto li vedremo con i nostri occhi perché il contatto è imminente.

Daniel:- La settimana scorsa abbiamo incentrato il programma sulle notizie che giungono dall’Europa, dall’Iran e dalla Siria per il rischio di un’eventuale guerra contro l’Iran da parte di Israele: potrebbe trattarsi della scintilla che fa scoppiare una guerra nucleare?

G: - Il messaggio parla anche di questo, loro sono pronti ad intervenire con armi cosmiche, solo per estrema difesa, o per preservare la vita in un pianeta, come nel nostro caso, mai per attaccare. È vero che può scoppiare una guerra atomica tra due o più nazioni. Nel caso in cui Israele o un altro paese adoperasse una bomba atomica, loro interverrebbero immediatamente e si porterebbero via alcuni milioni di bambini e persone per poi distruggere completamente il pianeta con armi non contaminanti, raggi di antimateria. Non si tratta del pianeta come cellula, ma della civiltà, della razza umana degenerata, come hanno fatto con Sodoma e Gomorra. Lo farebbero per evitare che l’uomo distrugga la Terra; non è una minaccia ma una difesa estrema al diritto del pianeta di vivere. Dovete ricordare due cose: ci sono 438 centrali nucleari, 20.000 testate nucleari divise in 7 paesi. Gli extraterrestri mi hanno detto che bastano 4000 o 5000 testate per distruggere il pianeta e farlo esplodere in milioni di piccoli asteroidi, come gli anelli di Saturno che sono il frutto dell’esplosione di un pianeta. Quindi l’unico motivo per il quale gli extraterrestri userebbero le armi sarebbe per salvare il pianeta, altrimenti non lo farebbero mai. Se la guerra sarà convenzionale gli extraterrestri rimarranno  a guardare senza muovere un dito.
Per ordine degli extraterrestri sto approfondendo il tema. I rifiuti delle 438 centrali sono centinaia di tonnellate al mese: ciò significa che dal 1970, cioè da quando iniziarono a costruirle, ci sono centinaia di migliaia di tonnellate di rifiuti sparsi nel mondo. Dove si trovano, dove li hanno messi…? Le bombe atomiche, che dimostrano  la pazzia dell’uomo e l’harbar, non sono comunque facili da far esplodere, ci vogliono dei codici, ecc..., anche se possono farlo in qualunque momento. Ma i rifiuti dove sono? Sono nel sottosuolo dell’Africa, dell’Argentina, dei Paesi del terzo e del quarto mondo. Gli anticristi dell’Occidente e degli Stati Uniti li hanno depositati sotto i piedi dei più poveri della Terra, il sottosuolo africano ne è pieno e non avendo più spazio adesso li depositano sotto i loro stessi piedi. A questo punto arriva la pazzia…
Per questo ammazzarono Gheddafi, perché lui per vendicarsi voleva denunciare i rifiuti nucleari che gli avevano fatto collocare in Libia, Somalia, Eritrea... Lui poteva rendersi strumento di Dio per denunciare l’anticristo. Non sto difendendo Gheddafi, che era un dittatore sanguinario, ma Dio può servirsi di qualsiasi strumento umano e Gheddafi aveva intenzione di denunciare questo, oltre al riciclaggio di denaro che hanno fatto anche nel suo paese.
Questo è il motivo per cui stiamo morendo tutti di cancro: vengono colpiti i più deboli. Cristo ci raccomanda di fortificarci perché se siamo forti dentro, le nostre cellule si fortificano e resistono agli attacchi delle radiazioni. Tutto il mondo è radioattivo perchè i rifiuti nucleari sono sparsi ovunque. In maniera inferiore in Europa, ma anche lì ora stanno iniziando ad essere diffusi.
Solo il nostro impegno a favore della vita ci può proteggere dall’inquinamento. Dobbiamo continuare ad annunciare la Venuta di Cristo e denunciare l’anticristo. Ogni cosa che viviamo nella nostra vita quotidiana deve avere come punto di riferimento Cristo e la Sua missione. In caso contrario non ci perdiamo solo spiritualmente, cosa già terribile, ma moriamo anche fisicamente perché ci ammaliamo. Questa è una verità assoluta che mi hanno detto i maestri cosmici. Per questo grido e raccomando a tutti i fratelli delle arche di essere attivi, ATTIVI, ogni giorno, perché altrimenti il cancro ci colpirà tutti e moriremo.

J. A. - Io credo che bisogna agire per convinzione e non per timore di quello che ci può accadere…

G: - Certamente, anzi, se non viene fatto col cuore non ha valore, non c’è emozione, non c’è volontà…

Inès: - Forse può sembrare duro per chi ci ascolta ma a me personalmente conforta sentire la passione e la forza con cui ti esprimi. Credo che piaccia a tanti…

G: - Per me è dura che nessuno dica niente, stiamo morendo come i topi e tutti tacciono, questo è duro per me! Sento nel mio cuore, quando il Sole mi parla, che l’uomo non vuole vivere più, vuole morire! È duro per me che alla gente non importi che i loro figli muoiano e che non reagisce. Se il Padre vede che l’uomo reagisce, che si muove per qualcosa di positivo, interviene. Perché il Sole può purificare qualunque cosa in qualsiasi istante, trasformare la radioattività in aria fresca, pulita. Ma nessuno si rivolge al Sole, tranne pochi nel mondo. La gente pensa solo allo spread della borsa, se sale, se scende, ai maledetti soldi. Non capisco il perché… Vedo giovani che camminano come zombies, vagano nelle città cercando non so cosa….
Vorrei scuotere le anime ma ho solo la mia voce per farlo… Non posso fare altro

J. A. - Non sei solo una voce, sei un esempio…

G: - Mi viene da piangere, non capisco perchè l’uomo vuole morire. Noi abbiamo figli e siamo anime che cercano la verità e che vogliono vivere, e credo che Cristo per amore nostro cambierà le cose. Credo in questo.

D. - Quando verrà il Cristo? Sappiamo che non c’è una data, tu senti che siamo vicini?

G: - Si, lo ha detto Lui nell’ultimo messaggio che ho ricevuto: “Ho visitato il Calice della Comunione Cristica, ho cenato con Lui.” Per me manca poco tempo ma prima, come dice la Madonna di Fatima, i vivi invidieranno i morti. Io sono un vivo che invidia i morti in questo momento per quello che so che ancora dovrà succedere…
L’unica cosa che mi rimane da fare è gridare altrimenti muoio dentro.

Anche questa volta la voce di questo messaggero del Cielo è stata ascoltata da migliaia di persone in Sudamerica che magari da quel momento non si sentono più gli stessi e hanno già iniziato a dare un senso alla loro vita abbracciando una causa giusta, insieme ad altre migliaia, milioni di persone per le quali il Padre Sole sente di volgere verso l’umanità uno sguardo di speranza e di misericordia, perchè non tutto è perso nella civiltà umana.

Maria José Lastra
22 novembre 2011

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