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pierentrevistaStanton Friedman ritDi Pier Giorgio Caria

Il fisico nucleare Stanton Terry Friedman, ufologo e famoso ricercatore a livello mondiale, è morto all'età di 84 anni lo scorso lunedì 13 maggio 2019, all'aeroporto internazionale Pearson di Toronto. A dare la notizia è stata sua figlia Melissa Friedman la quale ha detto che il padre è deceduto mentre rientrava a casa, a Fredericton, di rientro dall'Ohio, dove aveva partecipato ad una cerimonia di fidanzamento.

Nato ad Elizabeth, nel New Jersey, nel 1934, è stato un ferreo sostenitore della realtà scientifica della visita extraterrestre e della censura imposta al tema dai poteri mondiali, in primis da quello statunitense. Friedman, era ritenuto tra i più autorevoli esperti sul tema UFO, ed in particolare sul caso dell'UFO crash avvenuto a Roswell l'8 luglio del 1947.

Dopo aver preso, nel 1955, il Bachelor of Science all'Università di Chicago e l'anno dopo il Master in fisica nucleare, grazie a questa professionalizzazione, Friedman si è occupato tra le varie cose, di missili e di aerei a propulsione nucleare e, nella sua straordinaria carriera professionale, ha ricoperto ruoli di primo piano lavorando per importanti industrie come la General Electric, la General Motors, la TRW Systems, l'Aerojet General Nucleonics, la Westinghouse e la McDonnell Douglas. Grazie a tutto ciò è stato membro dell'American Nuclear Society, dell'American Physical Society e dell'American Institute of Aeronautics and Astronautics.

Sicuramente uno de rari casi in cui un autorevole scienziato ha dato credito al tema extraterrestre che ben sappiamo come viene trattato negli ambienti dell'ortodossia scientifica. Friedman iniziò ad interessarsi al fenomeno UFO nel 1958, divenendo nel tempo, uno dei massimi esperti a livello mondiale. La sua convinzione sulla realtà della presenza degli oggetti volanti non identificati di natura extraterrestre nel nostro pianeta era basata sui dati scientifici ottenuti nell'arco degli oltre settant'anni di ricerca dell'ufologia moderna. Convinzione, come già scritto, confortata dalla consapevolezza dell'esistenza di un ferreo cover-up, di una censura pervasiva, adottata dal governo americano e da tutte le maggiori potenze del mondo. Per esporre le sue convinzioni e mostrare le prove a sostegno, Friedman ha tenuto conferenze in tutto il mondo, ha realizzato decine di articoli per diverse riviste e ha scritto 5 libri tradotti in varie lingue. Con la scomparsa di Friedman, viene a mancare un altro grande protagonista di uno dei temi più controversi della storia moderna, un altro caposaldo che stenterà a trovare un degno sostituto in un panorama internazionale sempre più carente di personalità di rilievo.

pierentrevista

In una recente intervista che gli ho fatto durante una sua visita in Italia, al simposio internazionale di San Marino del 2017, organizzato dal Centro Ufologico Nazionale, ho raccolto, tra le altre, queste sue affermazioni in cui spiega l'autenticità del recupero dell'UFO a Roswell e anche i motivi del Cover-Up: “Possiamo dire con certezza che un disco volante sia stato recuperato a Roswell, almeno uno, ma più probabilmente due o tre. Ricordiamo ancora che lì a quel tempo, c'era la sede dell'unico gruppo di bombardieri al mondo, non solo degli Stati Uniti, munito di bomba atomica! Quindi, (i militari) dovevano fare qualcosa a riguardo, e lo fecero: costituirono un gruppo chiamato "Operazione Majestic 12", ad alto livello di segretezza. Ci sono stati tanti avvistamenti UFO nei dintorni, ma c'è una bella differenza tra avvistare un disco volante e recuperare un relitto di un disco, come è accaduto a Roswell, e anche dei corpi, il che collocava il caso in una categoria completamente diversa, così il livello di segretezza su quello che è stato recuperato, è stato reso ancora più elevato, si voleva capire la loro tecnologia se possibile!”

Grazie Stanton, il tuo coraggioso e pionieristico lavoro rimarrà nella memoria.

PG Caria, 16 maggio 2019

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