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claudia-marsili-3-100Di Claudia Marsili
L’ospedale, un concentrato di energie ed emozioni, purtroppo spesso dolorose. Io e i miei fratelli abbiamo affrontato il distacco terreno da entrambi i nostri nonni in questo ultimo anno. Marito e moglie che si sono rincorsi l’un l’altra, in un susseguirsi di malattie e sofferenze. Per fortuna brevi. Entrambi hanno trascorso un periodo in ospedale, durante il quale noi familiari ci siamo alternati con dei turni per non lasciarli mai soli. L’ospedale dista circa un quarto d’ora dal centro di Gubbio, e quel tragitto ormai la mia macchina lo percorre in maniera quasi autonoma… tante sono le volte in cui l’ha compiuto su e giù per accompagnarmi nella nostra staffetta d’amore.

claudia-marsili-1-100Di Claudia Marsili
Cuori uniti come gocce di un fiume in piena che percorre l’ultima curva prima di tuffarsi nel mare. Quella piazza è il mare per noi. Ritrovarci fratelli, figli dello stesso Cielo, a gridare con forza il diritto alla VERITÀ, alla GIUSTIZIA, alla PACE.
L’uomo per il quale gridiamo protezione, è lì con noi, non possiamo abbracciarlo, ma lui c’è, il suo cuore batte insieme al nostro e le sue lacrime solcano il suo viso, proprio come le nostre, quando dopo l’ultima curva ci ritroviamo immersi in quel mare di emozioni. La musica risuona dentro ognuno di noi ed inizia a battere all’unisono coi nostri cuori.

marcoyfrancesca100
Di Francesca Panfili e Marco Marsili

Si è svolta sabato 7 novembre a Cinisello Balsamo la conferenza spirituale dal titolo “LA PRESENZA DEGLI ESSERI DI LUCE NEL VANGELO”, organizzata da Antonio Urzi, Simona Sibilla e tutti i ragazzi del gruppo Contatto Massivo di Milano. L’incontro, svoltosi presso il Cosmo Hotel Palace, ha visto la partecipazione di moltissime persone giunte da tutta Italia e dall’estero: già prima dell’inizio della conferenza la sala era gremita.

plazamedina100Di Patricio César Alod
Gesù propose loro ancora questa parabola per mostrare
che dovevano pregare sempre e non stancarsi:
In una certa città vi era un giudice, che non temeva Dio e non aveva rispetto
per nessuno. E in quella città vi era una vedova,
la quale andava da lui e diceva: "Rendimi giustizia sul mio avversario".
Egli per qualche tempo non volle farlo; ma poi disse fra sé:
"Benché io non tema Dio e non abbia rispetto per nessuno,
pure, poiché questa vedova continua a importunarmi, le renderò giustizia,
perché, venendo a insistere, non finisca per rompermi la testa".
Il Signore disse:  Ascoltate quel che dice il giudice ingiusto.
Dio non renderà dunque giustizia ai suoi eletti che giorno e notte gridano a lui?
Tarderà nei loro confronti?   Io vi dico che renderà giustizia con prontezza.
Ma quando il Figlio dell'uomo verrà, troverà la fede sulla terra?

Ciao caro Pablo, come stai? Dalla Terra ti scrive un amico, un tuo ammiratore. Anche se non ci siamo incontrati in questa vita, di sicuro in qualche momento dell'eterno presente le nostre vite si sono incrociate, tu per insegnarmi ed io per imparare, come oggi mi insegni dall’aldilà. 

placa100Di Paola Becco
A Pablo Medina, nostro fratello martire (27-11-1960 16-10-2014)
L'impronta della virtù cristica della giustizia sparge esattamente i semi di cui il nostro Essere ha bisogno per sviluppare le corrette qualità nel suo lungo ed inesauribile cammino.  
Cosa sarebbe la rosa, se nella sua magnificenza non esistesse qualcuno ad inalare il suo indescrivibile profumo?  
Pablo ci ha lasciato l’impronta di quella virtù cristica, e possiamo percepire il profumo di questo splendido fiore nel ricordo dei suoi cari, negli aneddoti dei suoi amici, nelle lacrime del contadino, nel coraggio e nella tenacia che hanno reso sopportabile il caldo soffocante ed hanno permesso di sfuggire all'oppressione dei tiranni, ed urlare per rompere il silenzio complice.  
Pablo, abbiamo percorso lo stesso cammino che hai percorso tu l’ultima volta, addentrandoci fino a quel posto isolato, e così vigliaccamente pianificato e studiato. E lì, le nostre anime semplici, seguendo la scia lasciata dalla tua fragranza, sono giunte al tuo Golgota, plasmando il tuo nome in una targa simbolica. Abbiamo recitato il Padre Nostro che ha suggellato con la sua onnipresenza il più imponente, silenzioso, e magnifico tramonto che io abbia visto in vita mia.   
Grazie Pablo, perché beati sono coloro che soffrono la persecuzione a causa della giustizia, perché di essi è il regno dei cieli.  
Paola Becco
Arca di Campana
21 ottobre 2015
siria100
Di Matías Guffanti
Intervista realizzata a Suor Guadalupe, missionaria della Congregazione del Verbo Encarnado in Argentina, che da 18 anni vive in Medio Oriente, di cui gli ultimi 4 proprio ad Aleppo, Siria.

soniademarco100
Di Sonia De Marco

Sonia De Marco, ragazza e mamma ventotenne, italo americana, nasce e cresce ad Aviano in provincia di Pordenone.

Sonia, da sempre una ragazza fortemente empatica, conosce l’Associazione FUNIMA International Onlus nel 2006, a 19 anni.

Stringe un’importante amicizia con i volontari di una delle sedi operative dell’Associazione, situata a San Giovanni di Polcenigo (PN); e giorno dopo giorno si appassiona sempre più ai progetti a favore dei bambini.

Nel 2011 decide di trasferirsi nelle Marche in provincia di Fermo per dedicarsi totalmente all’Associazione, nel ruolo di volontaria e segretaria della sede legale.

Da quel giorno inizia a covare il sogno di viaggiare, partire per le terre lontane a cui si è appassionata negli anni e, nel mese di agosto di quest’anno, finalmente riesce a dare vita ai propri desideri .

Ripercorriamo con lei dunque, attraverso il suo diario di viaggio, il mese trascorso in Sud America, tra Argentina e Paraguay.

eugenia100Di Eugenia Martínez
Cronaca di un viaggio in Provincia di Salta, Argentina

Questo viaggio inizia a fine agosto, per essere più precisi giovedì 20, quando siamo partiti verso Salta, dopo aver cenato all’Arca di Rosario con tutti i fratelli, insieme ad Andrés Volpe, mio compagno di viaggio. Lunghe ore di viaggio per raggiungere il luogo dove portare le donazioni raccolte per i più bisognosi.

santarosa100Di Andrés  Jorge Volpe
Cronaca di un viaggio alla Quebrada del Toro – Provincia di Salta - Argentina

Beati i miti, perché erediteranno la terra.
Beati quelli che hanno fame e sete di giustizia, perché saranno saziati.
Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio.
(Matteo 5, 3-12)

Esistono ancora nel nostro mondo dei luoghi dimenticati dal tempo, dimenticati persino da coloro che sono impegnati nella difesa dei diritti umani e lottano per la loro tutela. Questi luoghi custodiscono ancora oggi ciò che l’umanità ha ormai perso: il senso dell’esistenza.

santarosa1Sono regioni dove dimorano le anime rifiutate dalla società, che rimangono nascoste e relegate, e sono molto pochi coloro che cercano di riportarle sotto gli occhi di tutti. Sono esseri che vivono in un ambiente dove l’amore è legge, dove si respira il rispetto e dove i cuori si espandono attraverso l’incontro.
Santa Rosa de Tastil è uno di quei luoghi, sito a poco più di 3.200 metri di altitudine, in pieno territorio di Salta, dove la diversità di colori, le forme e la magnificenza del luogo si fondono con il rigore di un clima estremo.
Recentemente la zona è stata dichiarata dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità, rivalorizzando i beni archeologici che si trovano sul posto. Questo ha richiamato turisti da tutto il mondo, avidi di paesaggi e di storia, ma incapaci di vedere la ricchezza spirituale e le estreme necessità dei loro abitanti.

Quando li abbiamo osservati e ci siamo immedesimati per un momento nelle loro vite, mi sono reso conto che noi, più che rappresentare un aiuto per loro, siamo stati uno specchio che, puntato verso di noi, ci ha messo faccia a faccia con le nostre miserie più grandi. Abbiamo capito in pochi istanti del nostro tempo vissuto lì, che non c’è niente di più puro dei sentimenti che esprimono e che ci hanno permesso di sperimentare: fratellanza, umiltà, coscienza, amore, pace, carità e senso di giustizia. In un certo modo loro, quelle anime pure che hanno ricevuto la nostra visita, rappresentano ciò che l’umanità dovrebbe essere, e non è.

santarosa2Un capitolo a parte meritano Ramón Gómez e la sua famiglia, combattenti instancabili, sempre presenti nel ricordo e nella preghiera degli abitanti della valle ed oltre, perché sono loro che, con tutto l’amore, il cuore ed il sacrificio, donano la propria vita per aiutare i loro fratelli del Nord. Insegnamenti semplici, ma difficili da seguire per molti, ci ha lasciato Ramón in questi giorni, insegnamenti racchiusi nella testimonianza di vita che ci ha dato di questi abitanti: “nei miei 13 anni di aiuto in questi luoghi, non ho mai sentito nessuno di loro lamentarsi per la propria situazione o sfortuna”, ci ha detto. Se paragoniamo questo atteggiamento tanto saggio con le nostra insensibili vite di istinti saziati, di tecnologia e divertimento, chiederci “di cosa ci lamentiamo” sarebbe fondamentale, perché, lo voglio ripetere, poiché mi viene una ed un’altra volta: di cosa ci lamentiamo? Quali sono le nostre tristezze? Le nostre vite hanno un senso? Perché sono qui, in questo mondo? Chi sono? Dove sto andando?

santarosa3Quando si entra in contatto con delle vite impossibili da immaginare, tutte le domande riacquistano senso e trovano la loro risposta. Jesús è un giovane di 22 anni che abita nella valle e che non potrà mai essere come qualunque altro giovane nel mondo, avere la prospettiva di un futuro, poter imparare un mestiere, avere amicizie, una fidanzata, progetti ed altre cose ancora che ci sembrano tanto importanti, senza avere la consapevolezza di cosa realmente sia utile per il nostro spirito.
Jesús ha scelto di venire in questo mondo ad offrire la sua testimonianza ed il suo servizio, affinché noi possiamo capire ciò che conta davvero; Come si può concepire che un giovane come Jesús stia, come di fatto è, confinato in un letto, con appena un fascio di luce che filtra da una piccola finestra nella sua stanza, una madre anziana costretta a lavorare tutto il giorno ed a lasciarlo quasi sempre da solo.

Ciò che sembra impossibile è che qualcuno possa vivere in tali condizioni per più di 20 anni senza che nessuno provi pietà per la sua condizione, solo Ramón è presente da circa un anno e sta costruendo una piccola dimora più comoda per questo angelo in servizio in questo pianeta, che oggi illumina con la sua luce le nostre coscienze. O il caso di Franco, che a soli 14 anni soffre di una malattia degenerativa dei suoi muscoli. Il suo passaggio in questo mondo sarà breve, ma indelebile e lascerà il suo segno. La sua mamma, anima nobile e sofferta, ha una forza poco comune e percorre ogni giorno i sentieri in pietra della valle portando suo figlio su una sedia a rotella, senza mai manifestare il minimo gesto di rassegnazione o infelicità.

santarosa4Abbiamo percorso molti chilometri, vissuto molte testimonianze di vita e, nell’immensità della montagna, molto lontano da qualunque accenno di civiltà, mi è sorta spontanea una domanda: se ci succede qualcosa da queste parti, chi ci salva? Chi avrà cura di noi? Di conseguenza mi sono chiesto: chi si occupa di loro? La risposta sorge spontanea: Dio ha cura di loro, attraverso alcuni pochi umili e giusti che portano un po’ di speranza nelle loro mani e nelle mani di coloro che desiderano un mondo migliore.
Ringrazio i miei compagni di viaggio che si sono impegnati con tutta l’anima affinché la nostra testimonianza giungesse a tutti, persino al cuore più duro che abbiamo incontrato ed a coloro che rivestono un ruolo di primo piano in questo piccolo angolo dell’esistenza.
Prendiamo coscienza una volta per tutte che gli artefici della bontà nel mondo possiamo essere noi, prendiamo coscienza della realtà con la R maiuscola e non della nostra realtà, sappiamo che non abbiamo bisogno di guardare molto lontano, sappiamo che, come gridano i versetti di Armando Tejada Gómez:

Loro hanno dimenticato
che c’è un bambino nella strada,
che ci sono milioni di bambini
che vivono in strada
e una moltitudine di bambini
che cresce in strada.
In questo preciso istante
c’è un bambino che cresce.
Io lo guardo stringere il suo piccolo cuore,
guardando  tutti con i suoi occhi da favola,
viene, si avvicina all’uomo che accumula cose,
un fulmine spezzato attraversa i suoi occhi,
perché nessuno protegge questa vita che cresce
e l’amore si è perso,
come un bambino per strada…
 
 
Andrés  Jorge Volpe
Arca Lily Mariposa
Rosario - Santa Fe - Argentina
31 Agosto 2015

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