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Settembre, il 2, 1999. Dieci anni di stimmate. Per la quarta volta il sangue sgorga dalla corona di spine e dagli occhi di Giorgio Bongiovanni.
Ha inizio la terza parte della sua missione.
Oltre ai continui spostamenti e incontri Giorgio si dedica alacremente allo studio di atti processuali e all’ascolto di centinaia di audiocassette in cui magistrati, primi fra tutti Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, e collaboratori di giustizia spiegano che cos’è Cosa Nostra, quale sia la sua reale potenza e soprattutto perché non si riesce a sconfiggerla. Con quali interessi collimano gli interessi della mafia?
A queste domande cerca di rispondere con una nuova rivista ANTIMAFIADuemila, pubblicata in temporanea sostituzione di TERZOMILLENNIO i cui contenuti comunque iniziavano a vertere nella stessa direzione.
Il 25 marzo 2000, grazie all’aiuto indispensabile della direttrice responsabile Andreina De Tomassi, la rivista viene presentata a Palermo dove è accolta con favore da diversi magistrati e operatori della legalità che sin da subito concedono a Giorgio e al suo gruppo di giovani apprendisti giornalisti la loro collaborazione in termini di materiale ufficiale, interviste e articoli.
La decisione di Giorgio di dedicarsi anche alla lotta alla mafia viene compresa da un’esigua maggioranza dei suoi sostenitori. Molti si allontanano tra paura e polemiche.
Eppure, sin dall’inizio della sua esperienza mistica la Vergine aveva incaricato Giorgio di smascherare il volto dell’Anticristo, inteso non tanto come un personaggio che incarna in sé il male, ma come quell’insieme di forze negative che soggiogano il mondo.
E la mafia, spiega Giorgio, è una di queste e rappresenta la via più veloce per arrivare al compimento della sua missione.
Sono anni molto difficili per lui, per la sua famiglia e per i pochi amici che hanno deciso di sposare la sua stessa causa.
Lo studio della criminalità non solo da un punto di vista tecnico e giornalistico, ma anche in chiave spirituale, rappresenta per tutti un’ulteriore presa di coscienza della battaglia in atto su questo pianeta. Risuonano le parole della Bibbia: Armaghedon, lo scontro finale tra bene e male.
Il prezzo per il proprio contributo all’interno di questo progetto evolutivo è alto e rischioso. Giorgio come sempre è il primo a pagare questo tributo non solo offrendo il suo sacrificio di sangue, ma mettendo a completa disposizione la sua vita.
La rivista ANTIMAFIA raccoglie un notevole consenso tra gli addetti ai lavori, ma l’argomento è poco popolare. Per sostenerla Nonsiamosoli Video viene convertita in STUDIO 3, che fa sempre capo a Giorgio Bongiovanni, e diventa una vera e propria ditta di produzioni video e multimediali il cui ricavato viene completamente impiegato per il prosieguo dell’opera che può contare fortunatamente anche sulle donazioni spontanee di anime di buon cuore e sull’autofinanziamento dei collaboratori più stretti.
Settembre arriva presto, il 2 dell’anno 2000 significa per Giorgio una sofferenza ancora più violenta delle altre. Oltre alla lacrimazione e alla sanguinazione dalla corona di spine, sul suo corpo sono presenti altre ferite all’altezza delle rotule e sulle braccia in corrispondenza dei polsi e dei gomiti. Come se avesse ricevuto dei colpi sulle ginocchia Giorgio giace nel suo letto senza quasi riuscire a muovere le gambe e il resto del corpo. Attorno a lui la famiglia e qualche amico assistono sconvolti a questo nuovo prodigio di dolore.
I messaggi ricevuti in questo periodo hanno un potente contenuto profetico e prevedono, entro breve, fatti gravissimi che si devono manifestare, questa volta, nei paesi più ricchi. Giorgio spiega inoltre ai suoi collaboratori che man mano che passano gli anni prende sempre più consapevolezza di essere guidato da un Essere di Luce che chiama Nibiru-Arat-Ra. La simbiosi con questo Fratello superiore è tale che spesso sente di non poter scindere la sua stessa personalità da quella che lo compenetra. Per questo molti messaggi, anche se scritti in prima persona, porteranno la firma di Nibiru.
L’attività antimafia nel frattempo si fa sempre più densa di impegni e appuntamenti. Convegni, presentazioni di libri, interviste. La rivista, supportata anche da un sito internet in continua espansione, diventa un punto di riferimento e Giorgio viene invitato a partecipare in qualità di giornalista esperto del tema.
Le stimmate, sebbene piuttosto evidenti, in particolare quella sulla fronte, non rappresentano un ostacolo al suo lavoro. Magistrati e giornalisti sono interessati alla professionalità con cui vengono pubblicate le notizie e gli approfondimenti a prescindere dalla sua esperienza mistica personale.
Nel 2001 a settembre Giorgio si trova negli Stati Uniti. Per la prima volta trascorre la giornata del 2 completamente solo in terra straniera. La famiglia e gli amici sono tutti riuniti in attesa di sentirlo. Giorgio ha sanguinato come ogni giorno da tutte e 6 le stimmate e raccomanda di restare uniti.
Fa appena in tempo a tornare in Italia, dove arriva il 5 settembre, il giorno del suo compleanno.
L’11 settembre 2001 si scatena la furia del terrorismo islamico. Quattro aerei di linea con a bordo centinaia di persone vengono dirottati da kamikaze fondamentalisti. Due verranno lanciati nelle torri gemelle di New York dando vita ad una macabra e altrettanto spettacolare esecuzione di follia, uno sfonderà un lato del Pentagono e l’ultimo precipiterà nello stato della Pennsylvania.
Da quel giorno il mondo conosciuto da questa generazione è cambiato.
Paura e orrore sono arrivate anche nel benestante e tranquillo Occidente, “nei paesi più ricchi”.
Giorgio decide di seguire gli avvenimenti legati alla nuova guerra anche su Antimafia all’interno della quale inserisce dodici pagine di TERZOMILLENNIO. L’intento è sempre il medesimo: analizzare e denunciare le cause che hanno portato allo stadio di guerra preventiva che viviamo da allora.
Chiaramente Giorgio diffonde, tramite l’opuscolo Armaghedon, anche una lettura spirituale dell’evento collegandolo immediatamente con il contenuto del Segreto di Fatima. Riceve anche messaggi dagli Esseri di Luce e ripubblica alcuni scritti di Eugenio Siragusa.
Il tono degli avvertimenti è grave. Senza mezzi termini questi Esseri ribadiscono ancora una volta che la nostra civiltà si trova sull’orlo di una catastrofe, di un olocausto nucleare e avvisano che in caso di conflitto atomico interverrebbero per salvaguardare il pianeta.
Sul fronte del suo impegno antimafia Giorgio riesce ad ottenere un’intervista esclusiva con Salvatore Cancemi, uno dei più importanti collaboratori di giustizia, ex membro della Commissione provinciale di Cosa Nostra, la cosiddetta Cupola. Il risultato dei numerosi incontri avvenuti in piena riservatezza data la condizione particolare di protezione in cui vive il pentito sarà il libro Riina mi fece i nomi di… (ed. Massari) pubblicato nel 2002.
Le quotidiane sanguinazioni e le esperienze mistiche in questi anni sono vissute da Giorgio in maniera più intima rispetto al passato, così come gli incontri spirituali sono più radi e ristretti a pochi amici.
A febbraio, l’11 del 2002, Giorgio sente di doversi recare a Medjugorie dove dopo diverso tempo rivive l’apparizione mariana. Alla Vergine, che mai lo ha abbandonato e che sempre ha steso il suo manto pietoso per proteggerlo e consolarlo, Giorgio chiede di rendere invisibile la stimmata sulla fronte, pur mantenendo il dolore, poiché la missione che sta svolgendo richiede una certa discrezione. La Madonna accoglie la sua richiesta specificando però che la croce si renderà nuovamente palese in corrispondenza di determinati eventi, mentre le altre stimmate rimarranno permanenti fino alla conclusione del suo compito.
Così, dopo 9 anni la fronte di Giorgio torna ad essere libera, almeno ad occhio nudo, come se non vi fosse stato mai nulla. Un altro miracolo che colpisce gli studiosi del fenomeno e in particolare Michael Hesemann, giunto in visita in Italia.
Nel mese di maggio, in occasione del decennale della strage di Capaci, Giorgio presenta a Palermo una videocassetta intitolata “Il potere e la mafia” in cui le voci originali di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino spiegano, nei numerosi convegni cui presero parte, la nascita e lo sviluppo della criminalità mafiosa e i metodi per contrastarla.
Nello stesso anno Giorgio conosce Manfredi Borsellino, il figlio del giudice assassinato il 19 luglio 1992, che gli concede il permesso di pubblicare gli scritti inediti del padre contenuti nell’ufficio del magistrato.
A luglio del 2003 esce il libro “Giustizia e Verità”, la raccolta completa dei manoscritti del giudice introdotta da una prefazione di Manfredi stesso.
Nel corso di quest’anno, spinto dalla grande richiesta e in obbedienza alla Volontà Superiore, Giorgio ricomincia ad accettare inviti a conferenze e congressi spirituali. E’ seguendo questo richiamo interiore che Giorgio incontra Gabriella Magnani e la sua famiglia: il marito Nando e il figlio Marcello. La signora segue un cammino spirituale da più di 40 anni e vive un’esperienza personale molto intensa nel corso della quale riceve dei segni che la portano ad incrociare sempre più la sua strada con quella di Giorgio.
Infatti la signora Gabriella è la presidentessa di una onlus “l’Arca della nuova alleanza” che si occupa di bambini bisognosi in Africa e di piccoli abbandonati nei luoghi sperduti delle Ande argentine e opera in gemellaggio con la Fundación Los Niños del Mañana diretta da un altro caro amico Raul Bagatello. Giorgio diviene socio fondatore e si prodigherà in prima persona per raccogliere alimenti, indumenti e fondi da inviare in queste zone.
E’ Natale, 2003. Giorgio sanguina abbondantemente e riappare sulla sua fronte la croce. I messaggi che riceve sono di alto contenuto esoterico e riguardano principalmente il ritorno del Cristo e il compimento della missione di questo servo devoto.
Dopo pochi giorni la stimmata si riassorbe nuovamente.
Nel gennaio del 2004 Giorgio riprende a pieno ritmo anche l’attività spirituale e decide di far pubblicare una parte dei suoi messaggi nel libro De Rerum Divinarum Scientia Nova (La nuova teologia).
L’11 marzo 2004 il terrore sconvolge ancora una volta il mondo. Dieci bombe fatte esplodere su 3 treni in partenza da stazioni ferroviarie vicino a Madrid causano centinaia di morti e determinano la caduta del governo. Le profezie si compiono.
Si avvicina la Pasqua, la Madonna annuncia a Giorgio un periodo di forte sofferenza, fisica, psichica e spirituale cui Giorgio si predispone ancora una volta con piena devozione.
Alla famiglia e agli amici più stretti ripete spesso che non gli è rimasto molto tempo per portare a termine il suo compito.
La sua ansia di Giustizia è grande, tanto da farsi spesso spasmo di dolore. Per ogni bambino che muore Giorgio invoca Giustizia, per ogni essere umano calpestato, violentato, dimenticato, Giorgio grida Giustizia fino a rivolgersi direttamente al Padre affinché il suo desiderio d’Amore venga esaudito.
L’anno trascorre velocemente tra tanti impegni fino a quando in autunno Giorgio, accompagnato da alcuni amici di Pordenone intraprende un viaggio in America Latina: Argentina, Paraguay e Uruguay. Al suo ritorno il Cielo gli chiede una nuova disponibilità: stabilirsi temporaneamente, per 1260 giorni, circa tre anni e mezzo, in Sud America e in particolare a Montevideo, la capitale dell’Uruguay.
Il compito che gli è stato affidato consiste nel risvegliare le anime di quelle terre povere sul piano materiale, ma ricche di sensibilità spirituali.
Il 9 dicembre 2004 Giorgio parte per questa nuova importantissima tappa della sua missione. Viaggia completamente solo, da tempo si era abituato a muoversi in totale autonomia quasi si stesse preparando a questa ulteriore prova.
L’Uruguay è una terra speciale per Giorgio, una delle prime che ha visitato all’inizio della sua esperienza, e un luogo a lui sacro perché è qui che ha ricevuto la stigmata al costato (il 28 maggio 1992) e quella sulla fronte (il 26 luglio 1993). Nonostante il tempo e le distanze, un gruppo di amici e collaboratori accoglie la notizia del suo trasferimento con entusiasmo e disponibilità. Ad attenderlo, tra gli altri, l’amico di sempre, il giornalista Jean Georges Almendras e la sua compagna Erika Pais con cui Giorgio fonda l’associazione culturale Un punto en el infinito e crea la sua nuova sede operativa. Presto amici vecchi e nuovi si avvicinano dando vita ad un gruppo che si metterà immediatamente al lavoro.
Giorgio infatti comincia la sua attività sul territorio con grande slancio e pianifica con i suoi collaboratori lo svolgimento del compito che gli è stato affidato secondo le tre principali direttrici che si sono già delineate negli ultimi anni in Italia: aiutare i più sofferenti, in particolare i bimbi che si trovano in grave stato di disagio, smascherare il volto dell’Anticristo e diffondere il messaggio spirituale di cui è testimone e messaggero che, in questa fase della sua Missione, ha come elemento fondamentale l’annuncio del prossimo ritorno di Gesù Cristo.
La presenza di Giorgio in Uruguay desta l’attenzione dei media che hanno sempre guardato con rispettoso interesse alla sua storia. Le reti televisive nazionali di Canal 4, Canal 5, varie emittenti radiofoniche come Radio Oriental e diverse testate giornalistiche gli dedicano ampio spazio. La gente lo accoglie con calore, si ricorda di lui, lo ferma in mezzo alla strada, lo cerca. Giorgio non li delude. Incontrerà per la prima volta i cittadini di Montevideo nel gennaio 2005 presso il teatro ATENEO. Partecipano più di 500 persone che a partire da questo momento lo seguiranno fedelmente tanto da rendere fisso questo appuntamento. Giorgio terrà infatti una vera e propria serie di seminari.
Per mantenere sempre vivo il contatto con il pubblico che va moltiplicandosi l’associazione edita un corposo bollettino Del Cielo a la Tierra che raccoglie la cronaca delle iniziative e i messaggi provenienti dalla Dimensione Superiore. Allo stesso scopo nasce il sito internet www.unpuntoenelinfinito.com che conterà nel giro di poco tempo centinaia di migliaia di contatti. Una preziosa finestra sul mondo, assieme all’italiana www.giorgiobongiovanni.it, specialmente raccomandata dai Fratelli Superiori.
Montevideo non è che il punto di partenza. Tutti i paesi latini, secondo il dettami del Cielo, devono essere bagnati dalle sanguinazioni che Giorgio continua a vivere da oltre 15 anni. E’ la volta dell’Argentina. Buenos Aires è una seconda casa per Giorgio. Qui lo attendono a braccia aperte il suo caro amico, il giudice Juan Alberto Rambaldo, sua moglie Liliana e la loro famiglia con un nutrito gruppo di amici già pronti a fornirgli tutto il sostegno e l’appoggio di cui ha bisogno, anche per sopperire con tutto il proprio affetto alla mancanza della famiglia che Giorgio avverte in modo particolare.
Le esigenze operative richiedono la creazione ufficiale di due nuove associazioni Del Cielo a la Tierra l’una con sede nella capitale Buenos Aires e l’altra a Las Parejas. Tutti coloro che condividono il messaggio comprendono la necessità della messa in pratica del proprio credo spirituale e si riuniscono per coordinare le iniziative nei vari centri dislocati sul vasto territorio argentino: a Rosario, La Pampa, Paraná, Santa Fe, Buenos Aires, Las Parejas, Gualeguaychú, Cordoba, Salta, Catamarca, Tucuman e altri.
Con il passare del tempo questa terra assume per Giorgio un significato ancora più intenso perché qui si incontrano la sua missione e quella di Raul Abel Bagatello. Questi, noto ormai come “il missionario delle Ande”, nel maggio del 2005, viene in Italia per fondare insieme a lui e ad altri collaboratori la Funima International onlus.
Viene impostato un nuovo coordinamento a sostegno dei “comedores”, le mense dislocate sulle Ande, che si avvale dell’apporto volontario di privati, di validi gruppi operativi e di associazioni come Il Sicomoro di Pordenone, Il Punto Infinito di Bari e altri.
Insieme a Raul, Giorgio fa il giro di tutte le mense curate lodevolmente dai responsabili della Fundacion los Niños del Mañana e lo stimmatizzato italiano può rendersi conto in prima persona della situazione di degrado in cui sopravvivono centinaia di piccoli e quanto possa incidere sulla qualità della loro vita anche la più piccola donazione. In realtà sul piano spirituale sono questi bimbi a rappresentare una fonte di salvezza per chi si predispone ad aiutarli. Giorgio spiega che assistere i sofferenti è come avvicinarsi al crocifisso sul Golgota, alleviare la loro sofferenza è come togliere una spina dalla corona del Maestro, è occasione di riscatto e privilegio di potersi avvicinare al corpo del Cristo martoriato. Questi bimbi, come tutti i poveri del mondo, offrono il proprio sacrificio per redimere le anime e stimolare all’altruismo e alla solidarietà, come le stimmate sono un richiamo all’Amore per il prossimo ad imitazione degli insegnamenti di Gesù Cristo. Un messaggio preciso ai cuori degli uomini resi duri e indifferenti dall’egoismo e dal materialismo.
Con Raul nascerà una preziosa sinergia. Tutte le conferenze che Giorgio darà in questi anni saranno come sempre ad ingresso libero ma verrà chiesto ai partecipanti di lasciare un’offerta per i bambini di Funima. “I poveri che aiutano altri poveri!” commenta in più occasioni Giorgio con la profonda gioia di poter contribuire così a importanti raccolte di alimenti.
In meno di due anni di lavoro, sia in terra latina che in Italia, i bambini assistiti sono passati da poche centinaia a circa 1.700 negli 8 comedores sulle Ande del Nord Est dell’Argentina dove vengono aiutati anche quei bimbi e quei nuclei familiari sperduti nelle zone più impervie della Cordigliera. La solidarietà giunge fino alla mensa di Villetta in Paraguay e ultimo, solo in ordine di adozione, al centro di accoglienza Rayo de luz a Montevideo in Uruguay. Inoltre sono state realizzati diversi progetti: una casa d’accoglienza a Las Cuevas in collaborazione con l’associazione romana A.G.A.P.E. onlus, 3 pozzi per poter attingere alle profonde falde acquifere e si è riusciti a portare la corrente elettrica a Santa Lucia - Chancani e il lavoro continua per portare l’aiuto dove più necessita.
La meta successiva per Giorgio è il Paraguay, terra afflitta da povertà e degrado causata della profonda corruzione che intacca le istituzioni fin nelle fondamenta.
Con Omar Cristaldo, economista, sua moglie Hilda e tanti altri, persone umili, ma anche professionisti come il pubblico ministero Jorge Figuereido, si costituisce anche in questo paese la associazione Del Cielo a la Tierra per accomunare tutte quelle anime desiderose di conoscenza spirituale e per diffondere il messaggio con il giusto rispetto e la indispensabile correttezza.
Qui, assieme alla dottoressa Chantal Hulin Jirasek e a suoi collaboratori, professionisti del settore medico, con la dottoressa Carmen Recale, Giorgio fonda l’Associazione Justicia y Verdad che si occupa in modo particolare di quei bambini completamente abbandonati sulle violente strade di Asuncion, la capitale. Sono piccoli di tutte le età costretti a dormire sui marciapiedi e a mendicare per sopravvivere, sniffano colla per non sentire la fame e molti di loro sono “noleggiati” per i festini pedofili o avviati alla prostituzione. Per cercare di far fronte a questa situazione di totale devastazione la dottoressa Chantal apre un dispensario medico che fornisce un servizio di primo soccorso e di igiene, di lavaggio e disinfezione da parassiti e pidocchi di cui i bimbi sono infestati, analisi del sangue per controllare che non abbiano contravvenuto malattie veneree e aids o infezioni di qualsiasi genere. Una merenda o un pasto caldo li aiuta poi ad affrontare la notte e a regalargli la speranza di non essere più completamente soli.
E’ costante in questa direzione l’appoggio della Funima International in Italia diretta dal figlio di Giorgio, Giovanni Bongiovanni e dalla collaboratrice Mara Testasecca e di una associazione senza scopo di lucro spagnola Manoj pro la mondo (Mani per il mondo) fortemente voluta da alcuni amici di Giorgio, tra cui un suo carissimo amico d’infanzia Emanuel Mouriño Caglioni, a Vigo, in Spagna, al confine con il Portogallo.
Grazie al costante, seppur modesto apporto mensile Chantal, suo marito Osmar e gli altri volontari hanno aperto anche una casa di accoglienza per alcuni bambini che hanno intrapreso quel difficile percorso che mira a lasciarsi il passato alle spalle.
Purtroppo la vita di accattonaggio, droghe e prostituzione, l’unica che fino ad ora hanno conosciuto e nella quale riescono ad identificarsi, agisce sulle loro piccole psicologie violate come una drammatica calamita.
Justicia y Verdad non opera solo sul piano dell’aiuto pratico, ma anche su quello della denuncia delle cause che hanno generato un tale sfacelo. Pubblicano a questo scopo un bollettino informativo dal significativo titolo di Punto Rojo, un punto rosso di allarme per i poveri del mondo. I servizi curati dai collaboratori della dottoressa Hulin vengono pubblicati anche su ANTIMAFIADuemila che proprio per seguire l’attività del direttore in trasferta dedica un inserto apposito alle notizie che provengono dal Sud America.
In Italia le associazioni fondate da Giorgio proseguono il loro lavoro. Le moderne tecnologie consentono il coordinamento da lontano di tutti i settori dell’opera affidati a quei giovani da lui cresciuti e diventati ora professionisti che si sono assunti la responsabilità di mandare avanti tutte le attività in costante crescita.
La collaborazione tra i vari gruppi dislocati in diversi paesi del mondo consente iniziative di carattere internazionale di grande significato, sia per quanto riguarda l’aiuto ai bambini che il campo del contrasto alla criminalità organizzata.
Infatti in Urugay, Paraguay e Argentina Giorgio prosegue la sua attività antimafia, intervista diverse personalità tra cui il ministro degli interni uruguayano, Josè Diaz a cui propone alcune modifiche legislative ispirate al sistema giudiziario italiano, e funzionari impegnati soprattutto sul versante del traffico di armi e droga fortemente facilitato dalla triplice frontiera che unisce i tre paesi (Brasile, Argentina y Paraguay).
Presso l’università di Rosario dove da anni lavora il giudice Juan Alberto Rambaldo verrà organizzato, nel giugno 2006, un importante Convegno Internazionale cui prenderanno parte i magistrati italiani Antonio Ingroia, sostituto procuratore della DDa di Palermo e il giudice Leonardo Guarnotta, Presidente del tribunale di Termini Imerese (PA), già membro del pool antimafia di Falcone e Borsellino. L’evento, che registrerà un notevole successo di pubblico e stampa, fa seguito alla conferenza che ogni anno ANTIMAFIADuemila organizza a Palermo in ricordo del giudice Paolo Borsellino e degli agenti della sua scorta cui, nel 2006, partecipano il giudice Rambaldo, il giudice uruguaiano Pablo Eguren, impegnato da anni in inchieste delicate nel suo Paese e il giornalista Jean Georges Almendras.
L’impegno che lo stimmatizzato profonde nella dimensione sociale scaturisce dalla costante esperienza spirituale di cui è protagonista. In questa particolare fase della sua missione è affiancato da un essere proveniente dalla quarta dimensione che si fa chiamare Setun Shenar. Questi gli annuncia una prossima manifestazione di segni in cielo e in terra, tra cui molti avvistamenti di mezzi extraterrestri e navi di luce.
In effetti la terra latina ritorna in questi anni protagonista di filmati eccezionali e di testimonianze provenienti da tutto il continente. A raccoglierle e a farne documenti di valore storico inestimabile è ancora una volta Jaime Maussan, rimasto sempre in stretto contatto con Giorgio.
Il giornalista non ha mai cessato di investigare la realtà extraterrestre mettendola in costante connessione con gli eventi, per lo più catastrofici, che colpiscono il nostro pianeta con una frequenza che diventa sempre più preoccupante.
L’esempio più eclatante si è verificato in corrispondenza con il tremendo uragano Katrina del 29 agosto 2005 che ha devastato New Orleans. Solo 15 giorni prima (il 14 agosto), a San Petersburg, sui cieli della Florida, una impressionante formazione di sette sfere luminose disposte a forma di croce cristiana è stata filmata, fotografata e poi analizzata. Si tratta di uno dei documenti ufologici più straordinari per l’impatto che genera. Un segno, secondo Maussan, che chiama l’uomo ad una presa di coscienza sull’esistenza di vita extraterrestre nel cosmo, ma anche un avviso, un monito, un richiamo alla ricerca di sistemi di vita più equilibrati sul piano della sostenibilità e più equanimi sul piano della giustizia sociale.
Il noto ricercatore messicano, fortemente preoccupato per la strada di non ritorno imboccata dal nostro pianeta, ritiene che Giorgio rappresenti un segno vivente che con il dono della parola rende chiari e comprensibili anche gli altri segni.
Organizza con lui quindi un tour di venti giorni in tutto il Messico per presentare insieme  “La profezia”: un percorso spirituale in cui, attraverso foto e filmati, viene spiegato il significato dei segni e degli eventi naturali e soprannaturali che stanno accadendo in questo tempo;  il legame esoterico-spirituale tra i contenuti delle Sacre Scritture e il tempo attuale; la Speranza di un mondo migliore legata alla testimonianza e al sacrificio della Vita di tanti uomini giusti e la Fede del Ritorno del Maestro Gesù Cristo, da lui stesso annunciato. (Luca cap 21 vers. 27, Mateo cap. 24 vers.30). Per tutto il mese di febbraio 2006 i teatri di tutto il Messico si riempiono, superando ogni aspettativa. La reazione della gente è sorprendente. Partecipa numerosa e segue attentamente quanto documentato con cura da entrambi i relatori. Jaime fa poi di questi appuntamenti altrettanti servizi televisivi durante il suo seguitissimo programma Los grandes misterios del tercer milenio.
L’audience tocca livelli e numeri nell’ordine di milioni di persone, mentre si calcola che alle conferenze abbiano assistito complessivamente oltre 15.000 persone.
Durante i suoi rientri in Italia, ogni tre mesi circa, oltre a ricongiungersi con la famiglia, Giorgio partecipa ad incontri di carattere prettamente spirituale riproponendo la stessa formula adottata con Maussan. A fare le sue veci il ricercatore Pier Giorgio Caria, amico personale di Giorgio da molti anni.
Pordenone, Milano, Varese, Bari, Catania e altre città italiane lo accoglieranno con pieno entusiasmo come a riprendere le file di un discorso solo momentaneamente interrotto.
E’ proprio durante uno di questi seminari che Giorgio incontra Antonio Urzi e la sua compagna Simona Sibilla, due giovani che vivono un’esperienza straordinaria. Dalla piccola mansarda in cui abitano a Cinisello Balsamo, alla periferia di Milano, Antonio realizza dei filmati di dischi volanti impressionanti, di grandi dimensioni e molto nitidi al punto da essere definiti dagli esperti, tra cui Jim Dilettoso, noto analista di Phoenix, Arizona, tra i migliori al mondo. Jaime Maussan, coadiuvato in Italia da Pier Giorgio Caria, seguirà attentamente il caso dei due giovani destinato senza alcun dubbio a lasciare ben più di una traccia nella storia dell’ufologia.
I suoi filmati saranno mostrati in tutte le presentazioni tenute da Giorgio sia in casa che all’estero.
La missione in Sud America regala a Giorgio molte soddisfazioni.
Si sono infatti creati centri operativi anche in Cile, nella capitale Santiago come a Las Ventanas, in Uruguay a  Fray Bentos e a Maldonado. Nella stessa Montevideo si inaugura una nuova sede capace di accogliere più persone. Senza tralasciare tutti i gruppi più o meno numerosi che da cittadine come Colonia Valdense, Artigas, Treinta y Tres ecc portano avanti le attività.
Questo gli consente di trascorrere un po’ più di tempo in Italia dove la gente che ha avuto modo di rientrare in contatto con lui lo cerca e si informa tramite il suo sito italiano e la sua segreteria nazionale. Ma è in seguito ad una nota trasmissione televisiva che si registra un boom di email e telefonate che destano nuovamente l’attenzione anche di altri media della bella Italia, più volte da lui chiamata “la nuova Gerusalemme”.
Invitato dal presentatore e cantante Enrico Ruggeri Giorgio partecipa a Il Bivio, un programma che propone all’ospite il quesito di una possibile vita alternativa in seguito a una scelta o a delle scelte diverse da quelle realmente intraprese.
In studio Giorgio si trova ad affrontare gli attacchi di un sacerdote e di una sedicente psicologa che evidentemente impreparati cercano di metterlo in difficoltà senza riuscirvi. La puntata si conclude con l’invito che il presentatore rivolge a Giorgio di sottoporsi ad analisi per accertare la veridicità delle stimmate, invito che declina poiché, come ha avuto modo di spiegare tante volte, le analisi sui suoi segni sono già state condotte negli anni Novanta da diversi medici anche forensi che concordarono nel non saper fornire una spiegazione scientifica delle stigmate. Un procedimento doloroso cui Giorgio non intende più sottoporsi. La sua scelta divide in due l’audience. Tanti rimangono perplessi, qualcuno ritiene che questa sia la prova della falsità dei segni, ma molti, moltissimi subissano la sua segreteria di ringraziamenti e incoraggiamenti.
L’anno 2007 si apre così, con questo evento che simboleggia in un certo senso un test preliminare del suo rientro definitivo in patria.
Il 6 gennaio 2007 Giorgio vive una sanguinazione molto dolorosa. Facendo un’eccezione rispetto alla sua abituale riservatezza chiama ad assistervi i suoi collaboratori più stretti e la scena che si mostra ai loro occhi è straziante. Giorgio, costretto dal dolore sul divano  della sua casa, circondato dalla sua famiglia, geme e rivive la Passione e la crocifissione del Maestro Gesù sul Golgota. Sul lenzuolo su cui è adagiato vi sono abbondanti tracce di sangue di cui una in particolare ha disegnato una croce che capovolta appare chiaramente anche una spada. Nonostante molti dei presenti fossero già stati testimoni di questo miracolo che si manifesta nel suo corpo quasi quotidianamente sono intense la commozione e la concentrazione in preghiera che li pervade. Le immagini filmate di quel giorno sono state concesse, anche queste in via del tutto eccezionale, a Jaime Maussan che ha ritenuto importante trasmetterle in Messico al suo numeroso pubblico.
Giorgio si riprende presto anche da questo ulteriore ennesimo sacrificio e prosegue il suo peregrinare per il mondo.
Altra gente, altri volti, nuovi e vecchi amici.
A settembre, per commemorare il suo padre spirituale Eugenio Siragusa, scomparso il 27 agosto del 2006, Giorgio organizza un convegno internazionale invitando tutti a partecipare compresi i rappresentanti dei gruppi che si sono formati in questi anni in America Latina e amici da tutto il mondo.
Cinquanta sudamericani e un’altra cinquantina di ospiti si riuniscono all’Hotel Gemmellaro di Nicolosi, in Sicilia, per rendere omaggio alla figura storica del noto contattista che ha dato origine all’esperienza di Giorgio e per mettere a propositivo confronto le esperienze di tutti gli operatori che hanno accettato di impegnarsi in uno o più settori di attività fondati da Giorgio Bongiovanni. A questo eccezionale incontro fanno seguito una conferenza pubblica e un concerto di beneficenza per i bambini delle Ande realizzati nel Teatro della città di Nicolosi.
Un evento importantissimo anche perché avviene in Sicilia dove Giorgio ha più volte annunciato si svolgerà la terza e ultima parte della sua missione: smascherare il volto dell’Anticristo che per lui si traduce nella lotta alla mafia.
Oltre alla sua famiglia, Lorella e Giovanni, ad alcuni antichi e fraterni amici ed amiche che egli reputa ormai parte della sua famiglia, persone a lui particolarmente vicine come Mara, Aaron ed Elisabetta ed altri anche della stessa redazione, lo accompagnerà in questa fase finale una donna scelta dal Cielo per condividerne il destino: Sonia Cordella il cui nome spirituale è Alea.
Nonostante la grande stanchezza, risultato di anni e anni di sanguinazioni e opera di sensibilizzazione, cominci a fiaccare il suo corpo Giorgio, integro nello spirito e sereno nella maturità delle sue scelte, persevera nel percorrere la strada che il Cielo ha tracciato per lui. Le difficoltà, le sofferenze, le accuse, i tradimenti non hanno mai demolito le sue convinzioni. Al centro di ogni sua decisione, ripete costantemente, c’è un’unica grande certezza: Gesù Cristo il Messia e il Suo ritorno promesso. L’annuncio di questa profezia, la più importante per i cristiani di tutto il mondo, è il fondamento e il compimento della sua missione. Chiunque lo conosce sa con certezza che fino a quando avrà un po’ di forza nel corpo e fiato in gola Giorgio Bongiovanni non smetterà di ricordare agli uomini e alle donne che incontra sul suo cammino che la via per la vera vita passa attraverso l’Amore per il prossimo, la Giustizia tra gli uomini e la Fede negli insegnamenti del Maestro di tutti i Maestri: Gesù Cristo.

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