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 Segni dei Tempi

yemen100Foto: Commons.wikimedia.org

Un paese al collasso, distrutto dalle bombe sganciate a grappoli dai caccia sauditi, e oggi colpito dalla “peggiore epidemia di colera al mondo all’interno della più grande crisi umanitaria al mondo”. Così l’Onu insieme ad alcune tra le principali organizzazioni non governative – tra cui Unicef, Oxfam, Medici Senza Frontiere – descrivono lo Yemen, un luogo che sembra essere stato dimenticato (dai media, dall’opinione pubblica, della comunità internazionale), martoriato da una guerra che va avanti dal 2015 e che solo apparentemente non ci coinvolge. Arrivano da casa nostra, infatti, molte delle bombe che continuano a piovere sulla popolazione yemenita e a colpire indiscriminatamente ospedali, scuole, civili inermi: le produciamo qui e le vendiamo all’Arabia Saudita, per un volume d’affari di milioni di euro. Le conseguenze? Quasi 5 mila vittime, molte delle quali bambini, con oltre 3 milioni di persone costrette ad abbandonare le proprie case, mentre il 70% della popolazione – circa 19 milioni di persone – hanno bisogno immediato di aiuti umanitari per sopravvivere, e tra loro 7 milioni lottano ogni giorno per avere un pasto decente.

lago100Foto: Shamil Zhumatov, Reuters/Contrasto da Internazionale.it

Solo due anni fa la Nasa aveva diffuso delle immagini satellitari che dimostravano come la superficie del lago Aral si fosse ridotta del 75% in 50 anni. Oggi quello che è stato il quarto più grande mare interno del mondo, incastonato tra il Kazakistan e l’Uzbekistan, è quasi del tutto scomparso a causa di una serie di disastri ambientali di natura antropica che lo hanno fatto ritirare con una media di tre metri all’anno. Tutto è cominciato negli anni quaranta quando l’ex Unione Sovietica deviò il corso del Syr Darya e l’Amu Darya, i due fiumi principali che lo alimentavano, realizzando un sistema d’irrigazione utile alla produzione di cotone. La mancanza di acqua dolce che alimentava l’Aral ha fatto aumentare la salinità nell’intera area, avvelenato grandi estensioni di territorio e provocato gravi danni alla salute umana e alla stessa agricoltura che si intendeva favorire. Il lento, ma progressivo effetto del cambiamento climatico ha fatto il resto e quando negli anni novanta l’Unione Sovietica è crollata, l’Aral era già diviso in diversi specchi d’acqua, molto più piccoli rispetto al lago disegnato sulle cartine geografiche che vedevamo appese a scuola.

manchasolar100Un satellite della Nasa ha rilevato una macchia gigante - di E.B. /CorriereTv
La nuova macchia solare è chiamata “AR2665”, è larga 74.560 miglia (circa 120.000 chilometri, cioè quanto il pianeta Giove) ed è abbastanza grande da essere vista dalla Terra - anche con dei piccoli telescopi solari amatoriali. A individuarla vicino al bordo del disco solare, qualche giorno fa, sono stati diversi satelliti tra cui quello dell'Osservatorio Solar Dynamics (Sdo) dell’agenzia spaziale statunitense Nasa. Tra qualche giorno la nuova gigantesca macchia solare, dicono gli esperti, arriverà al centro del disco e “punterà” verso la Terra.

extincion100(reuters)

Lo rivela una ricerca sulla rivista scientifica Pnas e condotto da tre biologi dell'università di Stanford. Che avvertono: "È un annichilimento biologico"

ROMA - Dimezzato. È il numero di animali che ci circonda in poco più di un secolo: dal 1900 al 2015. Succede ovunque sul Pianeta: a sud come a nord, a est come a ovest. Branchi di giraffe, elefanti, rinoceronti e oranghi che via via si assottigliano.

antartida100Si è staccata dalla banchisa una vera e propria isola di ghiaccio di dimensioni straordinarie, oltre 5000 chilometri quadrati di superficie, una massa di ghiaccio spessa 200 metri
 
Alla fine si è staccato: era imminente, è accaduto oggi. Erano rimasti meno di 5 chilometri di ghiaccio a tenere una grossa porzione della piattaforma di ghiaccio Larsen C - 5mila chilometri quadrati, il 10% del totale - ancorata all’Antartide e ora sono saltati. L’evento era atteso, la progressione della spaccatura aveva triplicato la propria velocità tra il 24 e il 27 giugno scorsi arrivando a oltre dieci metri al giorno, il massimo registrato sinora.  

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